Citazioni #38

One such incident had turned the librarian into an ape, since when he had resisted all attempts to turn him back, explaining in sign language that life as orangutan was considerably better than life as human being, because all the big philosophical questions resolved themselves into wondering where the next banana is coming from.

Lascia un commento

Archiviato in Rubriche

Riflessioni a Caso #38

Le soddisfazioni della vita 486: non dover dar retta agli utenti che sventuratamente capitano sul tuo blog, dato che sono così carini da evitare di commentare.

Continuate così ♥

7 commenti

Archiviato in Riflessioni, Rubriche

Dialogo Surreale #25

- Cosa posso fare di un po’ scemo?
- Avrei potuto rispondere “sesso con me”, ma non lo farò.

2 commenti

Archiviato in Rubriche

Citazioni #36

Granny, meanwhile, was two streets away. She was also, by the standards of other people, lost. She would not see it like that. She knew where she was, it wass just that everywhere else didn’t

Lascia un commento

Archiviato in Rubriche

Citazioni #35

- Voglio che tu uccida il pipistrello gigante che vive in soffitta
- Tiene sua moglie in soffitta?

1 commento

Archiviato in Rubriche

Dialogo Surreale #24

- Beh, ora devo aspettare fino al 9 gennaio
- Sei vivo… Cosa? Che ti tornino le cose?
- Stavo guardando AHS
- A Heavenly Sock?
- An Hotel Sooner
- … Cosa? Davvero? Che è? °°
- … Ciao Secsdonna, parlavo di American Horror Story
-  °_° AH E VAFFANCULO X°D. Eh, tutti i giorni mia madre si vede MSW
- Ma sei Wolverine?
- No, è Miracle, She Wolf

Lascia un commento

Archiviato in Rubriche

Lettera (riservata) ad un Confidente (segreto)

Cosolandia , 16 novembre 2013

Caro Confidente,

Quando una persona che, per gran parte della tua vita, ti ha cresciuto come un secondo padre muore, non è mai facile riuscire a parlarne con qualcuno. Non è mai facile esprimere né quello che si pensa, né quello che si prova. Il fatto che sia stata una cosa inaspettata di certo non aiuta. L’averci parlato la sera prima e scoprire che il giorno dopo non ci sia più, lascia un senso di incredulità difficile da spiegare.

Non ho intenzione di dilungarmi sul chi, sul come o sul quando perché chi doveva sapere, già sa e, tutti gli altri, lo verranno a sapere quando nulla potrà essere più detto. Poche, pochissime persone sanno cos’è successo e, con loro, non ho usato giri di parole perché, tanto, non sarebbe servito a nulla e non ne sono capace.

Crescendo ho imparato che la morte è la naturale conseguenza della vita e l’ho accettato. Eppure, fa una strana impressione rendersi conto di non provare nulla, se non sorpresa il cui effetto, però, si esaurisce quasi immediatamente. E, una volta esauritasi la sorpresa, non resta che la cinica e spietata assenza di sensazioni, accompagnata da una lucidità quasi fuori luogo.

Non ho pianto e, se devo essere sincero, non provo assolutamente niente pensando al fatto che non ci sia più. Mi verrebbe da dire che, dopo lo stupore iniziale e l’accettazione, io sia apatico di fronte alla perdita di qualcuno che mi è stato vicino. Che sia un modo per difendermi o altro, non saprei e, in realtà, non mi interessa in questo momento.

Comunque sia, mentre cercavo di consolare gli altri mi sentivo stranamente fuori posto e inadatto. Non sapevo cosa fare, né cosa dire. Una pacca sulle spalle ad uno, un abbraccio ad un’altra e quel senso di disagio che percepivo chiaramente. Alla fine, mi sono ritrovato a fare da accoglienza al via vai di gente che si è susseguito quasi senza soste.

Lunedì ci saranno i funerali e, poi, tutto riprenderà lentamente ad andare come sempre è andato.

Saluti

Coso

Lascia un commento

Archiviato in Lettere