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	<title>Bitter Suites To Succubi Blog</title>
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	<description>Un cittadino bianco che vede tutto nero in un mondo grigio.</description>
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		<title>2012 &#8211; L&#8217;inizio della fine.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 01:02:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In pieno (o quasi) possesso delle mie facoltà psicofisiche mi appresto a scrivere questo post. Post che, ovviamente, non c&#8217;entra quasi un cazzo col titolo. Questo ultimo giorno dell&#8217;anno l&#8217;ho festeggiato atipicamente: con i miei e con un amico (che &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2012/01/01/2012-linizio-della-fine/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=482&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In pieno (o quasi) possesso delle mie facoltà psicofisiche mi appresto a scrivere questo post. Post che, ovviamente, non c&#8217;entra quasi un cazzo col titolo.</p>
<p>Questo ultimo giorno dell&#8217;anno l&#8217;ho festeggiato atipicamente: con i miei e con un amico (che mi spia, di tanto in tanto). Voglia di festeggiare ce n&#8217;era poca e, quindi, ho declinato un&#8217;altra offerta per fare qualcosa di più intimo e tranquillo. Tant&#8217;è che la festa, per me, è finita da circa un&#8217;ora.</p>
<p>Dovessi tracciare un bilancio del 2011, non sarebbe positivo. Troppi contro e troppi pochi pro. Pro che si contano sulla punta delle dita di una mano:</p>
<p>- L&#8217;aver incontrato il Pornelli e il Cagliano<br />
- L&#8217;aver mantenuto i rapporti con la Ammit<br />
- L&#8217;aver una compagna di corso particolarmente carina (per non essere brutali, e dire &#8220;figa&#8221;)</p>
<p>I contro, un po&#8217; li conoscete (uno bello grosso è arrivato poco più di una settimana fa) . Tra gli altri possiamo aggiungerci:</p>
<p>- Mancanza di ragazza<br />
- Ignavia a livello generale<br />
- Perdita di contatto con amici che conoscevo da quasi quindici anni.</p>
<p>Per questo 2012 non ho grandi aspettative. Non ho nemmeno propositi. Ogni volta che ho delle aspettative, queste vengono disattese. Ogni volta che faccio dei propositi, non li rispetto. In compenso, mi sono posto degli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere. Nulla di sconvolgente, sia ben chiaro. Quali sono questi propositi? Semplice!</p>
<p>1) Essere meno volgare, quando parlo.<br />
2) Bestemmiare contro tutti gli déi per par condicio. (Povero Dio cristiano, non c&#8217;è solo lui :C)<br />
3) Essere più &#8220;coraggioso&#8221;. O meglio, abbandonare le incertezze che mi bloccavano negli anni precedenti. Anche se, a parole, pare semplice, so già che questa sarà una dura sfida che, molto probabilmente, mi vedrà sconfitto.<br />
4) Perdere gli ultimi cinque fatidici chili. È un anno e mezzo che, per pigrizia, rimando la perdita degli ultimi cinque maledetti chili, è arrivato il momento di concludere l&#8217;opera iniziata in precedenza.<br />
5) Essere meno pigro. Quando dico pigro, intendo sia con lo studio, sia a casa, sia a livello di attività fisica, sia a livello di cura del corpo. Penso che la pigrizia e l&#8217;accidia siano due tra i miei peggiori difetti (e ce ne sono molti, molti altri). Eliminandole o, più realisticamente, diminuendole, potrei migliorare sotto molti punti di vista.</p>
<p>Magari, col passare del tempo, mi verrà in mente altro, ma per il momento direi che gli obiettivi posti sono più che sufficienti (e duri). Se, tra un anno, ne avrò raggiunto anche solo uno, potrò dire (se mi ricorderò ancora di questo post) di non aver completamente buttato via un altro anno di vita.</p>
<p>Dato che la notte è giovane ma i miei quasi ventuno anni si fanno sentire, auguro a tutti i Portatori dell&#8217;Anello e a tutti i Cacciatori di Horcrux una buonanotte.</p>
<p>E un felice anno nuovo. E, se non vi siete posti nemmeno un obiettivo/proposito/aspettativa, sappiate che vi rimane un&#8217;ultima opzione: l&#8217;estinzione.</p>
<p>Con affetto, CosoACasa.</p>
<p>Cya.</p>
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		<title>Risveglio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 17:16:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E dopo aver trascorso quattro giorni in un&#8217;ovattata atmosfera, questo pomeriggio c&#8217;è stato il brusco risveglio. Un risveglio che ti colpisce come un pugno in pancia. Come una secchiata d&#8217;acqua gelida. Sono stati quattro giorni sospesi, quelli appena trascorsi (contando &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/12/27/risveglio/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=475&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E dopo aver trascorso quattro giorni in un&#8217;ovattata atmosfera, questo pomeriggio c&#8217;è stato il brusco risveglio.</p>
<p>Un risveglio che ti colpisce come un pugno in pancia. Come una secchiata d&#8217;acqua gelida. Sono stati quattro giorni sospesi, quelli appena trascorsi (contando anche oggi). Quattro giorni in cui la necessità di andare avanti ha convissuto con il dolore della perdita.</p>
<p>Dolore della perdita che, oggi, è esploso in tutti. Ed io ero lì, impotente e incapace di fare qualsiasi cosa. Ho guardato piangere mio zio, ho guardato piangere mia mamma, ho guardato piangere mio nonno e ho guardato piangere mia sorella. A poco sono serviti gli abbracci, le parole consolanti di chi è venuto prima della chiusura della bara.</p>
<p>La cerimonia è stata sobria. Le gambe mi hanno tremato tutto il tempo. Era uno spasmo incontrollabile e ripetuto, tant&#8217;è che per qualche istante ho pensato che avrebbero ceduto. C&#8217;erano sia i parenti, sia gli amici, sia i vicini. Eravamo tutti stretti per un ultimo abbraccio. Fortunatamente, non eravamo soli nemmeno noi. In questi giorni siamo sempre stati sostenuti e, quindi, colgo l&#8217;occasione per ringraziare (anche se non leggeranno) tutti quelli che hanno partecipato.</p>
<p>Dal canto mio, non ho pianto. Non ci sono riuscito. In compenso, col trascorrere della giornata e della cerimonia, mi sono sentito svuotato. La perdita ha lasciato un enorme vuoto che, soltanto col passare del tempo, potrà essere parzialmente colmato.</p>
<p>E come disse il mio amico Zeno</p>
<blockquote><p><em>Il vuoto, paradossalmente, rende tutto più piccolo</em></p></blockquote>
<p>Cya</p>
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		<title>Poche righe, un addio.</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 02:14:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Ciao Nonna]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei essere qui per dire quattro stronzate come al solito, ma oggi non succederà. Circa due ore fa, è venuta a mancare mia nonna. Non stava bene già da parecchio tempo e, in nottata, ha avuto un arresto cardiocircolatorio. Dire &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/12/24/poche-righe-un-addio/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=470&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei essere qui per dire quattro stronzate come al solito, ma oggi non succederà.</p>
<p>Circa due ore fa, è venuta a mancare mia nonna. Non stava bene già da parecchio tempo e, in nottata, ha avuto un arresto cardiocircolatorio. Dire che abbia smesso di soffrire potrebbe sembrare la solita frase fatta, ma se l&#8217;aveste conosciuta, capireste che non è così.</p>
<p>Ci sono miriadi di cose che potrei raccontarvi, su di lei. Episodi buffi, episodi toccanti. Episodi di una vita, vissuta a pieno fino a circa un anno e mezzo fa. Potrei farlo, ma non lo voglio fare. Sono cose tra me e lei. Cose nostre.</p>
<p>Quanto successo oggi non era inatteso. In fondo, un po&#8217; tutti, sapevamo in che condizioni era. Persino i medici ci avevano detto che era questione di giorni. Ironia della sorte, è toccato proprio alla vigilia di un non-natale.</p>
<p>Una piccola consolazione (per noi) è il fatto che se ne sia andata, circondata dal calore e dall&#8217;affetto dei parenti, che le sono sempre stati vicini.</p>
<p>Boh, in realtà non so che altro dire. Non credo in una vita ultraterrena, o comunque, non a quella cristiana. Che i Campi Elisi l&#8217;accolgano, allora. E che possa gioire come ha fatto in vita.</p>
<p>Ciao nonna.</p>
<br />Filed under: <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/category/diario/'>Diario</a>, <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/category/varie-ed-eventuali/'>Varie ed Eventuali</a> Tagged: <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/tag/ciao-nonna/'>Ciao Nonna</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/asadwhisperinthewind.wordpress.com/470/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=470&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Non mi resta che sperare&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 02:34:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia si spezza: I Ricchi che dovrebbero pagare di più, non lo fanno (Anche a causa dei veti più o meno espliciti del PdL, in materia) La gente normale si ritrova a dover fronteggiare rincari che colpiscono i beni di &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/12/18/non-mi-resta-che-sperare/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=443&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia si spezza:<br />
I Ricchi che dovrebbero pagare di più, non lo fanno (Anche a causa dei veti più o meno espliciti del PdL, in materia)<br />
La gente normale si ritrova a dover fronteggiare rincari che colpiscono i beni di consumo e i redditi (aumento dell&#8217;Iva, ICI reintrodotta, aumento delle bollette e della benzina).<br />
I Parlamentari che non vogliono tagliarsi lo stipendio o meglio, lo faranno quando vorranno (ultimo aumento di stipendio risale all&#8217;anno scorso mi pare).<br />
I lavoratori vengono martoriati da una riforma previdenziale che prevede lo slittamento dell&#8217;età pensionabile ad anni 62 e la cancellazione della pensione di vecchiaia. Sempre loro vedono il tanto sudato posto di lavoro messo a rischio da una controversa riforma dell&#8217;articolo 18.<br />
I pensionati si vedono le pensioni congelate oltre la soglia di 1.400 €.<br />
Berlusconi afferma che l&#8217;attuale premier, Monti, sia disperato.<br />
Il PD potrebbe (strano ma vero) salire al governo, staccando la spina del Disperato Monti.<br />
La Lega, dopo anni di nullafacentismo, si riscopre partito di lotta. Bossi definisce Berlusconi un comunista.<br />
Nel frattempo, L&#8217;Unione Europea, raggiunge l&#8217;accordo su una politica fiscale comunitaria. Le borse arrancano, alternando alti e bassi. Lo Spread pare sulle montagne russe: Sale, scende, sale, scende e così via.<br />
Sempre l&#8217;UE vede una frattura al suo interno, con la fuoriuscita dell&#8217;Inghilterra e la rottura tra Cameron e Sarkozy.</p>
<p>E mentre accade tutto questo, non posso fare a meno di rendermi conto che tutte queste persone, seppure diverse tra loro, hanno qualcosa in comune. Fanno parte del 99,98% della popolazione che rappresenta un cancro per sé stessa e per l&#8217;intero pianeta. Quella che può sembrare un&#8217;affermazione ingiusta, generalizzata o ancora peggio una provocazione da parte mia, però, risponde ad una triste realtà.</p>
<p>Il cancro uomo è la cellula impazzita che, proprio come la malattia, contamina territori vergini e sani. Si espande, si riproduce e, soprattutto, consuma. Quando poi non c&#8217;è più nulla da consumare, non resta altro che un ambiente morente. Null&#8217;altro che distruzione. Siamo sette miliardi di persone che consumano risorse limitate. E siamo in continua crescita. Una crescita quasi inarrestabile che colpisce soprattutto i paesi poveri, quelli meno sviluppati. Perché, come ben sapete, l&#8217;uomo ha il brutto vizio di essere vittima e carnefice di sé stesso. Ci sono pochi paesi in cui la ricchezza è accumulata in quantità abnormi e molti paesi in cui, invece, non si riesce a sopravvivere. Intere nazioni sotto la soglia di povertà, in cui le risorse e le ricchezze scarseggiano e sono controllate da pochi.</p>
<p>L&#8217;uomo, infatti, oltre ad essere la malattia è anche il malato. Nei paesi ricchi, la malattia colpisce un po&#8217; tutti, indiscriminatamente. Più si ha, più si vuole. Tutti rincorrono una condizione sociale migliore e, questo, porta all&#8217;egoismo. Egoismo, ricerca della ricchezza, della fama e consumismo vengono presentate e rilette sotto una chiave positiva grazie ai film, ai telefilm e ai reality show. L&#8217;apparire conta molto più dell&#8217;essere. Il dimostrare di poter ricoprire un certo status sociale ed avere degli stili di vita elevati, nonostante i ritmi frenetici siano dannosi, è l&#8217;obiettivo ultimo. E così facendo, ci si dimentica di tutto ciò che ci circonda. Si perde di vista il mondo reale, con le sue reali problematiche. Ci culliamo in un falso senso di sicurezza. Sono ben conscio che questo possa sembrare buonismo spicciolo e della peggior specie ma, le popolazioni agiate, sono andate incontro ad una progressiva standardizzazione, cadendo nella mediocrità. Pur esaltando l&#8217;individuo, la società odierna, lo rende schiavo. Lo infetta sempre più profondamente.</p>
<p>Gli uomini che abitano nei paesi più poveri, invece, sono affetti da un male diverso. Pochi ricchi tiranneggiano su intere nazioni e, nemmeno chi potrebbe e dovrebbe intervenire, non fa nulla. Ci si uccide a vicenda perché si ha delle origini etniche piuttosto che altre. Si combatte per ottenere il controllo sulle poche risorse che il territorio offre. Risorse che verranno poi vendute ai migliori offerenti esteri. E, mentre questa piccola parte continua a portare avanti i propri progetti, la stragrande maggioranza della popolazione giace in condizioni disagiate. Non hanno cibo, non hanno medicine e non hanno alcun tipo di sicurezza. Mentre nel nord del mondo si continuano a sprecare e bruciare risorse, il sud è impantanato nell&#8217;arretratezza, nelle lotte intestine. Qual è la soluzione a tutto questo? Qual è la cura per il male umanità e il male che affligge l&#8217;umanità?</p>
<p>Purtroppo, a meno che un qualche essere divino decida di intervenire, si può fare ben poco. Inutile cercare attenuanti di sorta. Non ce ne sono. L&#8217;uomo è entrato in un circolo vizioso da cui non vi è più via d&#8217;uscita. Un circolo vizioso che porterà alla distruzione degli ecosistemi (già iniziata), a rendere la terra un posto inadatto ad ospitare la vita e, alla fine, all&#8217;estinzione dell&#8217;uomo stesso. Una flebile speranza di redenzione c&#8217;è, ma va subito intrapresa una via che consenta di vivere con un impatto ambientale minimo, il modo di vivere andrebbe completamente rivoluzionato. La corsa al profitto dovrebbe essere subalterna ad attività che non ledano agli altri e ciò che ci circonda. Se ciò non accadrà, non mi resta che sperare che, un giorno:</p>
<p>&#8220;<em>Forse attraverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo  fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile&#8230; Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po&#8217; più ammalato, ruberà tale esplosivo e s&#8217;arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto sarà massimo. Ci sarà un&#8217;esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e malattie&#8221;</em></p>
<p>Cya.</p>
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		<title>Scrivere è come&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 17:30:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era un post che dovevo scrivere già tempo addietro ma, alla fine, ho sempre rimandato per mancanza di voglia (Shame on me).  Detta questa terribile e scioccante verità, passiamo all&#8217;articolo vero e proprio (cercherò di essere breve) L &#8216;arte della &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/12/11/scrivere-e-come/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=432&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era un post che dovevo scrivere già tempo addietro ma, alla fine, ho sempre rimandato per mancanza di voglia (Shame on me).  Detta questa terribile e scioccante verità, passiamo all&#8217;articolo vero e proprio (cercherò di essere breve)</p>
<p>L &#8216;arte della scrittura è stata paragonata a tante cose: al sognare, al viaggiare, al baciare, al dipingere e così via&#8230;Ma l&#8217;uguaglianza che calza pennello è quella con il cagare.<br />
Non fraintendetemi, non sto scherzando, penso davvero che scrivere sia come cagare e, ora, vi illustrerò i motivi per cui faccio questa affermazione.</p>
<p>Prima di addentrarmi nella spiegazione è necessaria una piccola premessa: come tutti noi sappiamo, esistono diverse categorie di defecatori. Categorie che possono essere raggruppate in tre grandi insiemi:</p>
<p>- I regolari: Cagano tutti i giorni e, spesso, alla stessa ora. Sono abitudinari e si sforzano relativamente poco. La regolarità intestinale, di solito dura poco se non si segue una dieta ben precisa o se ci si ammala.<br />
- Gli stitici: Si siedono sul cesso e si sforzano, si sforzano, si sforzano per partorire (quando va bene) un stronzettino microscopico che, dal water, li deride prima di sparire nello scarico. Ma quelli sono già grandi risultati dato che, il più delle volte, a far compagnia allo sforzo c&#8217;è il nulla più assoluto. Subito dopo il periodo di stitichezza, però, arriva la bomba ovvero&#8230;<br />
- I Diarroici: Quante volte dopo un lungo periodo di stitichezza si arriva sul cesso con dolori lancinanti alla pancia e ci si lascia andare ad una sana e liberatoria cagata? Ed è qui che si scopre che la sana cagata, in realtà, è un&#8217;inarrestabile valanga di merda di stato non ben precisato che sembra inarrestabile. Talmente inarrestabile che sentite la mancanza della stitichezza che fino a poco fa odiavate&#8230;Vorreste fermarvi, ma i vostri intestini si svuotano continuamente e senza sosta, facendovi maledire tutti gli dei noti e non.<br />
La cosa peggiore è, però, quando si passa da regolari a diarroici: darete sempre la colpa a quel manicaretto squisito che, per ingordigia o stupidità, avete comunque mangiato anche se sapevate benissimo che vi avrebbe fatto quell&#8217;effetto. Il copione, poi, non cambia. Maledizioni e bestemmie, in attesa di tornare ad essere persone normali, anche se sapete che non tornerete più quelli di una volta&#8230;Se non dopo un po&#8217; di tempo.</p>
<p>Ogni persona normale, durante la sua vita, fa parte di questi tre insiemi almeno una volta per i motivi più disparati: vuoi che si sia mangiato troppo, vuoi che si segua una dieta regolare, vuoi che ci si prenda qualche malanno.</p>
<p>Bene, a questo punto, vi starete chiedendo che cazzo c&#8217;entri il cagare con lo scrivere e, dopo le poche righe di cui sopra, mi inoltro in una spiegazione che spero appaia lineare su &#8220;carta&#8221; come lo è nella mia mente (il che, probabilmente, significherà che non si capirà un cazzo&#8230;Ma, vabbè, amen).</p>
<p>Lo scrittore (che lo faccia per mestiere o che lo faccia per passione), durante il suo lavoro si ritrova ad attraversare diverse fasi. Fasi in cui ci si blocca, fasi in cui ciò che si scrive viene da sé e fasi in cui si scrive, si scrive, si scrive senza arrivare ad una conclusione. I casi qui elencati sono facilmente accoppiabili alle categorie di cagatori sopra elencati, ma andiamo con ordine:</p>
<p>- Lo scrittore regolare: riesce ogni giorno a ritagliarsi un po&#8217; di spazio per scrivere e sa quello che vuole scrivere. Così come chi va di corpo regolarmente, spesso e volentieri è un abitudinario che tutti i giorni qualcosina riesce a scriverlo. Lo fa senza fatica e, raramente, si ritrova ad aver scritto lunghissimi papiri senza aver concluso nulla. Il regime di regolarità di uno scrittore può essere più o meno duraturo ma, come in molti sanno, per quanto a lungo possa durare prima o poi finirà.<br />
- Lo scrittore stitico: La stitichezza in uno scrittore può colpire in tre momenti diversi:<br />
a) L&#8217;inizio: Avete la storia in mente, ma non sapete come iniziarla. Iniziate a scrivere. Vi fermate. Cancellate. Rincominciate di nuovo. Vi fermate. Cancellate ancora. Ogni tentativo è sempre più frustrante, più avvilente e per quanto ci proviate non vi convince nulla. Proprio come lo stitico, tutti gli sforzi che fate danno vita solo a tante graziose scorregge che non vi soddisfano e non vi servono a niente. Assolutamente a niente.<br />
b) A circa metà storia: L&#8217;inizio è andato bene, avete sorpassato uno dei tre scogli e sapete bene di starvi avvicinando al giro di boa. Giro di boa che non sempre si riesce a passare incolumi. Il giorno prima siete ancora uno scrittore regolare. Il giorno dopo vi trovate di fronte alle ultime righe da voi scritte e pensate &#8220;E adesso? Come cazzo vado avanti?&#8221;. Il brutto di queste situazioni è che, spesso, avete in mente anche come proseguire la storia, non fosse per quel pezzo che, ostinatamente, non si decide a venirvi. Anche qui vi sforzate, vi incazzate e riprovate fino allo sfinimento e, alla fine, scoraggiati vi ritrovate con quasi nulla in mano (quando va bene) e sempre più convinti a lasciar perdere. Questa è, probabilmente, la stitichezza letteraria più fastidiosa che ci sia. Quanti scritti sono stati accantonati per una cosa del genere? Meglio non saperlo. La consolazione potrebbe essere il microstronzo di cui si parlava sopra (in questo caso, le poche righe partorite) che non vi soddisfano ma sono il meglio che siete riusciti a partorire.<br />
c) La fine: Siete tranquilli, sapete che vi manca poco a finire lo scritto e proseguite senza troppi intoppi quando, all&#8217;improvviso, vi sentite spaesati. Sapete che quelle poche righe che mancano sono le ultime eppure il vostro cervello è più vuoto di un concerto di una cover band di Vasco Rossi o di Internet senza porno. Pensate che sia solo un momento e decidete di rimandare. Passa un giorno e non vi preoccupate, continuate a rimandare. Passa il secondo giorno e sorridete, pensando che sia un momento e che passerà. Due settimane dopo siete in crisi. Ogni qualvolta provate a scrivere quelle maledette ultime righe, vi trovate a sbattere contro lo stesso muro ancora, ancora e ancora. Siete come quegli stitici che si trovano sul cesso coi crampi e spingono, spingono, spingono e quando sono ad un passo dalla meta si accorgono di star per fare l&#8217;ennesima loffa e si scoraggiano, desiderano morire&#8230;o farsi vedere da uno specialista, ma uno bravo, però.<br />
Ma non si può esser stitici per sempre e quindi&#8230;.<br />
- Lo scrittore diarroico: al contrario del defecatore, difficilmente uno scrittore regolare può diventar diarroico, per questo di solito si osserva il passaggio &#8220;scrittore regolare &#8211; scrittore stitico &#8211; scrittore diarroico&#8221;. Il blocco che vi teneva fermi sempre allo stesso maledettissimo punto svanisce e vi ritrovate a scrivere, scrivere, scrivere, scrivere&#8230;Insomma, un mare di parole che non sembra voler finire più. Ad un certo punto, però, vi rendete conto che questo continuo scrivere vi sta portando fuori strada, ma una vocina dentro di voi vi dice &#8220;lascia perdere, in qualche modo sistemerai tutto alla fine, non ti fermare&#8221; e, immancabilmente, le date retta. Quando, finalmente, l&#8217;attacco di diarrea creativa termina vi rendete conto che tre quarti di quanto avete scritto o non c&#8217;entra assolutamente un cazzo col resto oppure è completamente da rivedere. E quindi partono le bestemmie perché avete dato retta a quella vocina e, soprattutto, non avete saputo fermarvi.  La stessa cosa succede ai diarroici. Sapevano che quello che stava per succedere gli sarebbe costato fatica e dolore. Sapevano di aver sbagliato a dare retta alla vocina interiore che li aveva spinti a mangiare il manicaretto incriminato oppure sapevano i rischi che correvano a fare quella determinata cosa eppure, nonostante tutto, l&#8217;hanno fatta, ritrovandosi in una situazione che dovranno sistemare con molto tempo e calma.</p>
<p>Ecco, più o meno, ho illustrato le somiglianze che ci sono tra la nobile arte della scrittura e la meno nobile arte del defecare. Molti di voi storceranno il naso di fronte a questo articolo. Ma, ritrovandovi davanti ad un foglio mentre scrivete o sul cesso durante una cagata, se doveste pensare a questo mio lungo (più lungo di quanto credessi, quasi diarroico) articolo, potreste riuscire a scorgere la realtà nascosta dietro alle mie parole.</p>
<p>Tl;Dr: Lo scrivere è paragonabile in gran parte al cagare, questa è la verità.</p>
<p>Con questo, concludo. Buona scrittura e buona cacca a tutti.</p>
<p>Cya.</p>
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		<title>Giornata di merda</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:04:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono giornate che non si dimenticano. Ci sono giornate destinate a cambiare la nostra vita. Ci sono giornate ignave in cui non cambia nulla. Ci sono brutte giornate che possono passare senza lasciare il segno e poi&#8230;E poi ci &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/11/08/giornata-di-merda/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=430&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono giornate che non si dimenticano. Ci sono giornate destinate a cambiare la nostra vita. Ci sono giornate ignave in cui non cambia nulla. Ci sono brutte giornate che possono passare senza lasciare il segno e poi&#8230;E poi ci sono loro, le giornate di merda. Giornate in cui pensi &#8220;avrei fatto meglio a restare a letto&#8221; oppure &#8220;voglio morire&#8221;. Ecco, oggi è stata una di quelle giornate per il sottoscritto.</p>
<p>Oggi non ho nemmeno la consolazione di dire &#8220;almeno era partita bene&#8221; perché, come ogni giornata di merda che si rispetti, l&#8217;inizio deve essere qualcosa di disastroso. Qualcosa che ti farà capire da subito che se a fine giornata arriverai intero a casa, allora sarai stato fortunato.</p>
<p>Sveglia: 6.40. Il cellulare mi sveglia con una suoneria irritante e da infarto, dopo poco meno di cinque ore di sonno. Intontito mi rigiro, godendomi altri cinque minuti concessi dalla sveglia sul comodino. Per Elisa, alla fine suona. In quel preciso momento, mentre cerco di infilarmi la canottiera insieme alla maglia a maniche corte, ho il primo sentore che in questa giornata c&#8217;è qualcosa di profondamente sbagliato. Perché? Semplice: una cosa del genere, normalmente, mi porta via cinque nanosecondi senza complicazioni. Stamane, invece, no. La canottiera non vuole saperne di entrare e, quindi, mi trovo a dover ripetere il processo per ben tre volte. Dopo le abluzioni mattutine arrivo in cucina.</p>
<p>Colazione: 7.06. Mia madre, mentre mi prepara il pranzo (piselli e hamburger), mi pianta lì con del succo e il nulla più assoluto. Cincischio ascoltando le notizie al telegiornale (o almeno provandoci) e mi bevo il mio succo d&#8217;arancia.  La genitrice mi guarda con aria abbastanza assonnata e mi chiede &#8220;Luca, faccio in tempo a dare da mangiare al cane?&#8221;. Guardo l&#8217;orologio, guardo il cellulare e le dico &#8220;Ma&#8217;, basta che ti muovi perché devo prendere quello (il treno) di e 26 (7.26)&#8221;. LE ULTIME PAROLE FAMOSE.</p>
<p>Uscita di casa: 7.18. Mia madre, tranquillamente, mi dice che possiamo andare. Ora, già il fatto che abbia dovuto lasciarle la sua macchina, non mi garba per nulla. Per lo più, le dico di muoversi e lei, noncurante di tutto, tira le 7.18? Ma mi prende per il culo? Facendole presente che ormai il treno di e 26 l&#8217;ho perso, la donna si mette al volante e inizia a guidare tranquillamente, come se non avessi un treno da prendere.</p>
<p>Arrivo in stazione: 7.24: &#8220;Embè? Fai ancora in tempo a prenderlo il treno&#8221; potrete dire voi. E avreste anche ragione, non fosse che questa è una giornata di merda. Struscio il portafoglio sull&#8217;obliteratrice. Abbonamento riconosciuto. Mi dirigo verso il fondo della banchina, per poter salire sulle carrozze che, in teoria, hanno la maggiore disponibilità di posti. Arriva il treno. Ora, non so quanti di voi prendano un treno regionale per Milano con un numero insufficiente di carrozze e una spropositata quantità di persone che lo prendono, ma immaginatevi qualcosa di molto simile ad una vera e propria baraonda. Gente che pur di prendere il diretto si mette in equilibrio sugli scalini delle carrozze ed ogni volta che si aprono le porte, vengono investiti da:</p>
<p>a) Insulti perché non si spostano<br />
b) Gente giustamente di fretta<br />
c) Continui colpi d&#8217;aria.</p>
<p>Bene, la situazione di oggi era pure peggiore. Percorro il treno per tutta la sua lunghezza da fuori, ma non c&#8217;è posto manco per un mio capello (e li ho tagliati, specifichiamolo). A questo punto, vedo le porte chiudersi e scoraggiato biascico un porchid&#8230;Vabbè, biascico una bestemmia. Prendo il treno (ovviamente questo fa tutte le fermate) delle 7.31</p>
<p>Arrivo in Cadorna &amp; Metro:  8.06. L&#8217;arrivo in Cadorna, come sempre è traumatico. Non tanto perché vuol dire essere a dieci minuti da un rompimento di coglioni della durata di ore quattro, quanto per la gente che appena scesa dal treno. Li vedi lì, belli beati, con i loro volti paciosi mentre camminano lenni lenni verso la stazione.  Ma oggi è stato tutto peggiore. Gente che camminava a due all&#8217;ora. DUE all&#8217;ora e non ti faceva passare nemmeno a sparargli. Mi faccio largo tra la folla a spallate (per forza di cose) e giungo in metro. E lì? Lì l&#8217;apocalisse. Una serrata improvvisa? Un incidente? Gente rincoglionita che non sa obliterare i biglietti? Niente di tutto questo. Peggio ancora: lavori in corso sulla linea M1. Un tizio scavalca i tornelli e manda a cagare quelli dell&#8217;ATM che non fanno nulla per fermarlo. I più civili, attendono confusi. Finalmente, ci lasciano passare riattivando i tornelli. Oblitero, scendo per prendere la metro che porta a Sesto primo maggio. E mi ricordo che oggi è una giornata di merda. Un muro di persone si accalca, in attesa che arrivi un treno. Arrivato, si uccidono (non solo figuratamente, temo) per salirci. Aspetto la corsa dopo. Riesco a salire. Trenta secondi dopo, me ne pento. Il convoglio è pieno da scoppiare e il treno si ferma tra Cadorna e Cairoli per tre minuti buoni. Non ci si riesce a muovere. Se uno avesse sofferto di meteorismo, ci saremmo trovati in una camera a gas. Una di quelle che non si vedono dai tempi del nazismo, anche se in scala. Giungiamo a Cairoli. Qualcuno scende, ne salgono il doppio. Metà strada tra Cairoli e Cordusio: altra sosta di tre minuti. Altra tortura. In Duomo, di solito, la situazione migliora. E, anche oggi, le cose sono andate così&#8230;Più o meno. Tra Duomo e San Babila c&#8217;è una sosta di cinque minuti buoni. Guadagno l&#8217;uscita e, per fare più in fretta, prendo le scale mobili che danno su Via Borgogna. Solitamente, chi vuole chiurlare e farsi trasportare deve stare sulla destra. Stamattina, invece, non si marciava né a destra, né a sinistra. Nessuno che aveva letto i cazzo di cartelli con su scritto &#8220;Non intralciare il passaggio&#8221; &#8211; &#8220;Tenere la destra&#8221; &#8211;  &#8221;Sostare solo a destra&#8221;. Alle 8.29, un minuto prima del prof, entro in classe.</p>
<p>Il grande nulla: 8.30 &#8211; 12.00. Diritto privato: due interventi, parzialmente corretti. Statistica: mi metto di fianco ad una tizia interessante, ma arriva un ragazzo a reclamare il posto rubato. Li mortacci sua.</p>
<p>Mancanza d&#8217;argomenti/paura del rifiuto: 12.03 &#8211; 12.08: La tizia di cui sopra, fa la stessa strada che faccio io per andare in metro. Normalmente, avrei per lo meno fatto finta di salutarla (non di parlarci, quello mai), ma stavolta nulla. Tentato dal dirle qualcosa o meno, mi blocco per viltà. Alla fine, sono obbligato ad accelerare il passo e sperare che abbiano sistemato la metro. Tutto normale, al ritorno fino a&#8230;</p>
<p>Sogno o son desto?: Ore 13.06. Dopo un soporifero viaggio in treno, mi metto in cammino verso casa senza eccessiva fretta. Il tempo sembra reggere. Mi trovo dietro ad una ragazza niente male (Tradotto in <a title="Dat Ass" href="http://weknowmemes.com/wp-content/uploads/2011/10/dat-ass-epic-smiley.png">Dat Ass</a>). Alla fine, giusto per non sembrare uno stalker e, soprattutto, perché io dovevo andare da un&#8217;altra parte. Mi trovo su un&#8217;altra strada e&#8230;Sorpresa delle sorprese, becco un&#8217;altra tizia (identica) che mi sta seguendo. Dato che la cosa mi inquietava (e che il portafoglio mi dava fastidio) mi sono fermato per sistemare il borsellino in cartella. La tizia mi supera ma, poco dopo, camminando più in fretta di lei c&#8217;è un altro sorpasso. Dieci secondi dopo, mi volto e non c&#8217;è nulla. Palesemente perplesso, avanzo. Ad un incrocio, però, vedo ricomparire una delle due tizie (Sì, sono sicuro fossero due) e mi lascio sfuggire, ad alta voce un &#8220;OCCRISTO!&#8221; La tizia mi guarda malissimo. Vado avanti. Sul ponte, all&#8217;improvviso, mi coglie il diluvio. Apro l&#8217;ombrello e mi rassegno a lavarmi. (Solo il giorno prima, ero riuscito a tornare a casa asciutto e felice).</p>
<p>Quasi morto: 13.29. Arrivato quasi a casa, allo stop della mia via, una gentile signora non guardando alla propria destra uscendo dallo stop, per poco non mi tira sotto. Dovendo scegliere tra vivere e finire in una pozzanghera (innaturalmente profonda), ovviamente scelgo di vivere. Faccio mezzo passo fuori dalla pozzanghera quando un altro genio, con un macchinone rombante, mi pone di fronte ad una nuova scelta: tornare nella pozzanghera di prima o venire investito? Dato che sono una persona coerente, ovviamente, mi sono fatto un altro tuffo nella pozzanghera. Risultato? La mia tosse, alle 18.03, è tornata.</p>
<p>Shitty day is shitty (questo è anche il Tl;Dr)</p>
<p>Cya.</p>
<br />Filed under: <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/category/diario/'>Diario</a>, <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/category/varie-ed-eventuali/'>Varie ed Eventuali</a> Tagged: <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/tag/giornata-di-merda/'>Giornata di Merda</a>, <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/tag/metro/'>Metro</a>, <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/tag/pioggia/'>Pioggia</a>, <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/tag/ritardo/'>Ritardo</a>, <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/tag/stazione/'>Stazione</a>, <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/tag/treno/'>treno</a>, <a href='http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/tag/universita/'>Università</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/asadwhisperinthewind.wordpress.com/430/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=430&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Giorno</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 22:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asadwhisperinthewind</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo mille mila anni, rieccomi qui. Non che abbia qualcosa di importante da dire, anche se lo speravate. Dall&#8217;ultima volta che ho scritto quanto tempo è passato? Onestamente, non me lo ricordo. Le cose sono cambiate da allora? Sì. No. &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/11/03/il-giorno/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=422&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo mille mila anni, rieccomi qui. Non che abbia qualcosa di importante da dire, anche se lo speravate.</p>
<p>Dall&#8217;ultima volta che ho scritto quanto tempo è passato? Onestamente, non me lo ricordo. Le cose sono cambiate da allora? Sì. No. Forse. L&#8217;ultima volta che ho scritto una riflessione su qualcosa, ho volontariamente omesso degli avvenimenti. Avvenimenti che poi, col passare del tempo, mi hanno portato alla situazione odierna. Quale situazione? Presto lo capirete. Andiamo con ordine.</p>
<p>Luglio/Agosto 2011: Doppio incontro con due amici, che per comodità chiamerò P e C. Dopo mesi e mesi di conversazioni su msn/faccialibro/skype, finalmente si riesce a trovarci tutti insieme in quel di Milano. Giornata bella, senza ombra di dubbio. Ricca di divertimento, di chiacchiere, di spese e di spunti di riflessione. Ci si lascia ripromettendosi di vederci ancora, prima del diciotto di agosto. Alla fine, miracolosamente, riusciamo a trovare una data che mette d&#8217;accordo tutti e ci rincontriamo. Colazione fuori, come la prima volta, passeggiata per il centro di Milano, pranzo e chiacchierata. Qui ci sono i saluti. Saluti &#8220;definitivi&#8221; a P, che se ne ritorna in Norvegia per riprendere la scuola e la vita che s&#8217;era fatto lì, l&#8217;anno prima.</p>
<p>primi di settembre: Incontro l&#8217;amico C, rimasto in Italia. Si discute del più e del meno. Si discute di ragazze. Partono gli insulti. Le giornate reggono ancora quindi decidiamo di tirare tardi. Si discute di progetti futuri, piani e speranze. Insomma, una giornata di totale cazzeggio che mi fa tornare a casa pienamente soddisfatto.</p>
<p>Metà settembre: Altro incontro con C, poco prima dell&#8217;inizio dell&#8217;università. Situazioni in divenire vengono trattate a lungo e approfonditamente. Luogo che assiste all&#8217;avvenimento dell&#8217;epocale sede di discussione? Di nuovo Milano. Ci si accorda per un &#8220;appuntamento&#8221; a data da destinarsi.</p>
<p>Fine settembre, inizi ottobre: Ultimo incontro a Milano con C. Si discute delle solite cose, si evitano i fratelli di colore che vogliono piazzarci i braccialetti. Ci si mette d&#8217;accordo per un&#8217;uscita serale.</p>
<p>15/10/2011: Uscita serale. Si discute del più e del meno e sullo squallore dell&#8217;esser chiamati sfigati da una cameriera. Cameriera con anello al dito. Parliamo del più e del meno e della possibilità di fare un viaggio all&#8217;estero, previo lavoro trovato. Nel secondo locale noto che cercano studenti universitari per lavoro serale. C mi accenna ad una festa che si terrà a Milano il 28/29/30 ottobre a Milano. Mi dichiaro interessato.</p>
<p>16/10 &#8211; 25/10: organizzazione di massima dell&#8217;evento milanese che ci aspetta nel fine settimana. Ci si accorda sui dettagli e preparo il conto alla rovescia, smanioso di conoscere Herpina (&#8220;Ragazza puntata da C&#8221;. Il soprannome, è di mia invenzione). Porto un curriculum in quel locale, sperando che mi chiamino. Do l&#8217;esame di sociologia, brillantemente passato con 27 (finalmente).</p>
<p>Venerdì, 28/10/2011: All&#8217;ultimo momento, Herpina ci da buca. Io e C decidiamo di incontrarci comunque e, dopo aver fatto un giro tra le prime bancarelle, andiamo in Via Torino dove ci compriamo le caramelle che io voglio. Giornata tutto sommato normale, in cui abbiamo puntato i nostri futuri acquisti. Nulla di eccezionale.<br />
Sabato, 29/10/2011: Dato che l&#8217;evento in questione è il Capodanno Celtico, assistiamo ad una sfilata. Il percorso copre la distanza tra Parco Sempione (partenza) e il Duomo (arrivo). Lo spettacolo è davvero impressionante. L&#8217;unica pecca è la scarsità degli strumenti musicali. Rischio di essere travolto, per colpa di una cazzo di foto. Ripercorso l&#8217;itinerario, assistiamo ai combattimenti tra alcuni partecipanti della sfilata. Coinvolgenti ed interessanti. Facciamo l&#8217;ennesimo giro tra le bancarelle e questa volta acquistiamo entrambi una collana. Io, un lupo (simile a quello dello stemma degli Stark). C. un lupo che ulula. Assaggiamo l&#8217;idromele. Originariamente il piano prevedeva una nostra permanenza anche serale, ma per vedermi la partita ho mandato a puttane il tutto. Di Herpina, che sarebbe dovuta venire, nemmeno l&#8217;ombra.<br />
Domenica, 30/10/2011. Questo, insieme ad un altro, è IL giorno. Per comodità, lo chiamerò &#8220;IL giorno pt.1&#8243;. Ci si trova presto per mangiare al CIAO (no, non vi sto salutando). Si riassiste alla sfilata facendo foto e video. Conoscendo già l&#8217;itinerario, sappiamo come muoverci. Becco una tizia che assomiglia un sacco ad una mia amica. Apprezzo e tiro avanti. Dopo la sfilata, assistiamo alla rivisitazione di una battaglia, breve. Nulla di particolare ma non malaccio. Cerchiamo una panchina. Ne troviamo una, ma dopo poco dobbiamo lasciarla libera. Ne troviamo un&#8217;altra. Socializzo con una vecchietta (sarà stato anche il fatto che sgracchiavo come un novantenne, ad aiutarmi). Arriva, finalmente, Herpina. Sguardo tra me e C. Lui mi chiede se m&#8217;aspettavo di meglio. Mento spudoratamente, dicendogli di no. Dopo circa due ore, in cui beviamo anche una bottiglia di sidro in quattro (uau), Herpina se ne va. Pochi commenti da parte di entrambi e tanta perplessità. Torniamo al CIAO, in Duomo questa volta. Cena discreta, gran pezza di figa di fianco a C. Figura di merda assicurata, quindi. E, infatti, immancabilmente fatta. Mentre lei se ne sta andando mi becca in pieno mentre, in fissa, guardo nella sua direzione pensando &#8220;ciao ciao&#8221;. Mi guarda malissimo e io scoppio a ridere. Si torna al Capodanno celtico e si assiste ad un concerto della durata di un&#8217;ora e mezza. Niente male, davvero. Ed è dopo il concerto che si giunge all&#8217;inizio della fine. Assisto, infatti, alla performance di un corpo di ballo specializzato in danze celtiche e vedo lei. Colpo di fulmine. Fulminante. Mi è difficile distogliere gli occhi da cotanta bellezza. Dopo la fine del loro spettacolo c&#8217;è il rientro a casa. Discutiamo delle nostre &#8220;favorite&#8221;. Sì, anche C. ha una favorita. Ci si saluta, dandoci appuntamento per un non meglio precisato quando.</p>
<p>Mercoledì, 02/11/2011: Si discute delle intenzioni (a quanto pare serie) di C. di darsi alle danze irlandesi. Sempre C., si impegna in un&#8217;opera di &#8220;ricerca di informazioni&#8221; (Stalking, imho) sulle due ragazze che ci interessano. Sappiamo i loro nomi ma, come al solito, mi dimostro sfiduciato ed enuncio il mio teorema (Il Teorema di Mazza): &#8220;Arrivati ad una certa età (Età universitaria N.d.L), tutte le ragazze single o sono brutte o sono troie.&#8221; Dopo aver esposto questo teorema, vengo &#8220;pesantemente insultato&#8221; da C. e quindi gli chiedo di fare un controllo tra le sue amiche. Nonostante la fattispecie empirica mi dia ragione, C sembra poco convinto. Si Skypa in tre. Io, P. e C. e ci accordiamo per un incontro durante le festività natalizie.</p>
<p>Oggi, giovedì, 03/11/2011: IL giorno pt.2. La giornata si prospetta una vera merda sin dalle prime ore. Per consolarmi, C., mi invita ad andare a Milano (scherzosamente) e mi informa che la ragazza che mi ha fatto &#8220;venire un colpo di fulmine&#8221; gli farà da maestra. Finita la lezione, mi dà una bruttissima notizia: ha l&#8217;anello. Nonostante me lo aspettassi, la botta è bella tosta. Lui cerca di tirarmi su e io gli dico di evitare perché, tanto, mi rimetterò in carreggiata. Alla fine, anche lui, ammette che il mio teorema sia corretto e funzioni. Insomma, a coronare una giornata di merda si aggiunge pure questa ciliegina sulla torta.</p>
<p>Ora, dire che io sia sfortunato in amore è un eufemismo. Sentirmi dire che sono troppo negativo e pessimista, alla luce dei fatti, però è una stronzata.</p>
<p>Voi vi starete chiedendo: In cosa sono cambiate le cose? Fondamentalmente, ho trovato degli amici di cui mi posso fidare e con cui mi trovo bene dopo un periodo di scarsa vita sociale. Questo è cambiato.<br />
Cosa è rimasto uguale? Fottutamente sfortunato in amore, senza ombra di dubbio.<br />
Qual è la situazione odierna? Insoddisfatto della mia vita sentimentale e perseguitato dalla sfiga, ma con una discreta vita sociale.</p>
<p>Tl;Dr: Ho una vita sociale, in amore sono sfigato. Il mio Teorema è corretto.</p>
<p>P.S.: Dato che il signor C. vuole abbordare la sua favorita, sabato gli farò da sostegno morale ad un loro spettacolo a Busto.</p>
<p>Con questo chiudo, tante care cose.</p>
<p>Cya.</p>
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		<title>Riflessioni?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 12:38:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proprio ieri mi lamentavo del fatto che non avessi nulla da scrivere con un&#8217;amica. Attualmente, non credo che le cose siano cambiate poi molto. Continuo a non avere nulla da dire&#8230;Di interessante. Quella di quest&#8217;anno è stata un&#8217;estate non esaltante, &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/09/01/riflessioni/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=415&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio ieri mi lamentavo del fatto che non avessi nulla da scrivere con un&#8217;amica. Attualmente, non credo che le cose siano cambiate poi molto. Continuo a non avere nulla da dire&#8230;Di interessante.</p>
<p>Quella di quest&#8217;anno è stata un&#8217;estate non esaltante, ma nemmeno da dimenticare, che volge lentamente verso la sua inevitabile ed inesorabile conclusione. Avrei voluto scrivere una sorta di diario di quanto accaduto se non durante tutta l&#8217;estate, almeno, durante la settimana e mezza passata in montagna. Ovviamente, alla fine, come troppe volte, i buoni propositi sono andati a farsi benedire e, quindi, per vostra fortuna, non ho nessun diario di alcun tipo.</p>
<p>In compenso, però, posso offrire un paio di spunti di riflessione che mi sono stati offerti negli ultimi tempi. Credo faranno riflettere solo me, ma poco male.<br />
In questa torrida estate, tra un attacco di epistassi e l&#8217;altro, ho avuto modo di conoscere diverse persone interessanti. Per conoscere intendo sia il fatto di averle incontrate dal vivo sia su alcuni social network. Se, nel primo caso, tutto è andato come era prevedibile (due giornate pressoché perfette), il secondo è quello che però mi dà più spunti di riflessione.</p>
<p>Ma andiamo con ordine, un piccolo passo indietro ci riporta al giorno 30/08/2011. Penultimo giorno d&#8217;agosto. Nell&#8217;afoso pomeriggio sevesino, cazzeggiando su feisbug, mi capita di incappare in uno status di una pagina gestita da un&#8217;amica. Dopo aver cliccato rapidamente sui tre tag presenti nello status, la domanda che mi sorge spontanea è: &#8220;Come mai, dopo le pagine troll, quelle di black humor, quelle in cui chiunque sapeva mettere due righe di senso quasi compiuto si credeva uno scrittore, è scoppiata la moda delle pagine di citazioni?&#8221;. Posta la domanda in toni diversi, per ovvi motivi, ho avuto modo di dibattere a lungo (e, ovviamente, inutilmente) con un admin di una pagina di citazioni. Nonostante la si pensasse in modo diverso, alla fine, tra mille titubanze, mi sono convinto (anche se è più corretto dire che mi sono e mi hanno convinto) ad approfondire la conoscenza con lei.</p>
<p>Fin qui, tutto normale direte voi (e lo dico pure io, tranquilli). Parlando con l&#8217;admin in questione, una ragazza, si entra inevitabilmente nella fase dello studio reciproco volgarmente detta conoscenza. Studio reciproco che va avanti &#8220;tranquillamente&#8221; (per quanto possa essere tranquillo parlare col sottoscritto) fino a quando, non so se per colpa di una mia battuta di spirito non captata oppure per qualcosa di sbagliato che ho detto (piccolo e breve inciso: escludo categoricamente la seconda opzione), la discussione improvvisamente diventa seria e impegnata (forse un po&#8217; troppo, dopo aver visto Dogma). Comunque, arrivando al sodo, le consiglio di abbassare le mura che ha eretto per evitare altre delusioni.</p>
<p>Ciò che mi chiedo (e non le ho chiesto) è, però: Perché reagire così? Non ci sono altre soluzioni? Se fossi stato in lei e avessi avuto i suoi trascorsi, con molta probabilità avrei reagito allo stesso modo. Anzi, l&#8217;ho fatto per un po&#8217; di tempo. Eppure&#8230;Eppure, non è una soluzione utile e valida. Il difendersi sempre e comunque, per quanto sia una reazione naturale, tende ad estraniarti dai rapporti interpersonali e a renderti più diffidente, facendoti poi cadere in un circolo vizioso in cui conosci qualcuno di nuovo, potrebbe interessarti, ma non approfondisci per paura che ti ferisca. D&#8217;altro canto, è anche vero che &#8220;il tentar non nuoce&#8221; quando si parla di sentimenti non è la cosa migliore da applicare. In definitiva, una soluzione univoca non c&#8217;è. Fosse per me, cercherei di capire chi ho davanti e poi deciderei se vale la pena o meno rischiare. Non una chiusura totale, non un&#8217;apertura scellerata a chiunque.</p>
<p>Un altro spunto di riflessione mi è stato fornito dallo &#8220;sciopero&#8221; dei calciatori. Interessante notare come tutti i telegiornali (escluso il tg di la7) abbiano dato grande risonanza a questa notizia mentre, nel silenzio, una già pessima manovra economica diventava qualcosa di ridicolo ed inefficace. Le poche proposte decenti, improvvisamente, scompaiono. Le mancanze della manovra non offrono sicurezza e stabilità ai mercati ed il rischio speculazione aumenta di nuovo. Sarebbe facile puntare il dito solo su una maggioranza di governo inadatta a guidare il paese. La verità è che, nonostante alcune buone proposte delle opposizioni, quando si tratta di toccare i privilegi castali di una ristretta cerchia di persone, il tutto si arena. Eliminato il contributo di solidarietà, eliminata la riduzione degli enti locali, a pagare (come sempre) sono le classi meno abbienti e con più difficoltà ad arrivare alla fine del mese.<br />
Sempre la manovra economica ha previsto un innalzamento dell&#8217;età pensionabile. Come si può pretendere che i giovani trovino lavoro, se persone in età pensionabile sono &#8220;costrette&#8221; a lavorare occupando posti in un mercato già saturo e con poche prospettive? Ci si lamenta dei bamboccioni, ma, il vero problema di questi bamboccioni è l&#8217;assenza di un posto di lavoro e la sicurezza di uno stipendio che può permettere loro di raggiungere a tutti gli effetti un&#8217;indipendenza non solo nominale ma anche effettiva.<br />
Ci fosse stato un altro governo? La situazione, comunque, non sarebbe cambiata.</p>
<p>E con questo, passo e chiudo. Cya.</p>
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		<title>La Guerra dei Tre Regni. Capitolo I: Il Consiglio di Malsumis</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 20:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asadwhisperinthewind</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Capitolo I: Il Consiglio di Malsumis. Regno di Pangea. Ecate, la capitale. Per le città, la gente si muove in fretta. La capitale è in subbuglio, tutti sanno che oggi il grande Consiglio di Malsumis si riunirà. Robert, un piccolo &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/06/30/la-guerra-dei-tre-regni-capitolo-i-il-consiglio-di-malsumis/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=406&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color:#ff0000;">Capitolo I: Il Consiglio di Malsumis. Regno di Pangea.</span></h2>
<h3><span style="color:#000080;">Ecate, la capitale.</span></h3>
<p>Per le città, la gente si muove in fretta. La capitale è in subbuglio, tutti sanno che oggi il grande Consiglio di Malsumis si riunirà. Robert, un piccolo servo umano, si sta dirigendo verso il macellaio per comprare la carne che il padrone vuole per la cena. Cammina con gli occhi bassi. Nonostante la giovane età, sa benissimo che basta una sola occhiata sbagliata, alla persona sbagliata, per essere uccisi Il tragitto che deve percorrere lo porta dalla Prima Cerchia, alla Quarta. La città, infatti, è suddivisa in cerchi concentrici. Al centro di essa, nella Prima Cerchia, si trovano i quartieri reali e il palazzo del re. Ivi vi abitano i nobili che formano il Consiglio di Malsumis e il Re. L&#8217;accesso a questa zona è riservato solo a poche persone che, periodicamente, riforniscono questa parte della città, altrimenti isolata. Nella cerchia successiva, si trovano i Nobili minori. Anche questa zona ha pochissimi contatti col resto della città. Oltre ai Nobili, ci sono le abitazioni dei ricchi mercanti che vendono le loro preziose merci alla prima e alla seconda cerchia e alle personalità importanti nel resto del Regno. I loro negozi si trovano nella Terza Cerchia. Terza Cerchia che ospita anche gli altri negozi mercantili e le residenze dei loro proprietari. Questa è una delle cerchie più frequentate infatti è qui che tutti gli ordini provenienti dalle varie parti della città, vengono portati. Inoltre, spesso, giungono richieste di approvvigionamento anche da altre città dell&#8217;Impero. Nella Quarta Cerchia, invece, si trovano le botteghe degli artigiani. Vasai, fabbri, macellai e ogni tipo di artigiano, oltre alle osterie. Questa è, probabilmente, la zona più variegata della città. Qui i mercanti vengono a fare gli ordini per i propri prodotti, gli uomini si possono divertire e, soprattutto, i servi come lui possono godersi un po&#8217; di libertà quando il loro padrone la concede loro. Oltre a questi posti, ci sono le abitazioni degli artigiani e delle loro famiglie. Nella Quinta Cerchia, le condizioni di vita cambiano enormemente. Qui si raccolgono gli schiavi ripudiati, le persone cadute in rovina e coloro che non hanno una fissa dimora. Il tasso di criminalità, in queste zone, è uno dei più elevati dell&#8217;Impero. Scendendo ancora più in basso, nella Sesta Cerchia, inizia il quartiere più squallido in assoluto: quello dei Bestiali. Gli esseri che ci abitano dentro non possono uscire da lì, se non per fare lavori umilianti o pesanti. Le condizioni di vita sono pessime. Gli scarti degli scarti giungono in quel quartiere, insieme allo sporco delle altre Cerchie. Le case sono diroccate e, nessuno sano di mente, si recherebbe mai in quel posto. I Bestiali vengono usati come schiavi. Non hanno diritti di alcun tipo. La loro vita non è salvaguardata in alcun modo e la loro uccisione non è considerata reato. Il compito che lo attende non è molto difficile e non gli pesa. Al giovane Rob, infatti, piace molto dirigersi in quella zona della città in cui ha alcuni amici e molti conoscenti col quale trascorre il proprio tempo libero. Giunto nei pressi della macelleria, tira fuori di nuovo l&#8217;ordine e lo ricontrolla &#8220;È proprio un sacco di roba&#8221;, non può fare a meno di passarlo riscorrendo nuovamente il foglio di carta. Entra nel negozio. L&#8217;odore di carne è veramente forte e a tratti nauseabondo. Il macellaio, un uomo grasso con la pancia gonfia, lo guarda con aria burbera &#8211; Che cosa vuoi? &#8211; abbaia, con tono arrabbiato. Rob non ci fa nemmeno più caso, è abituato ad essere trattato così &#8211; Mi manda Lord Shiva, gran consigliere del Re e reggente dei del Gran Consiglio di Malsumis -. L&#8217;uomo a quelle parole impallidisce. Shiva, uno degli esponenti più importanti del Consiglio di Malsumis, è famoso in tutto l&#8217;impero per le sue gesta eroiche e per la sua atrocità in combattimento. Inoltre, è uno degli uomini più fedeli di Re Fenrir. &#8211; M-m-mi scusi, non potevo saperlo &#8211; Balbetta il macellaio spaventato &#8211; Cosa desidera, Vossignoria? &#8211; Rob si avvicina al bancone e mostra la lista &#8211; Il mio Padrone necessita di tutta questa carne entro due ore. Ha detto di farmi tornare con dei carretti, se la quantità fosse troppa da trasportare -. L&#8217;uomo scorge la lista e ossequiosamente dice &#8211; Ma certo. Abbiamo tutto quello che è necessario -. Rob fa un cenno affermativo con la testa &#8211; Il pagamento avverrà alla consegna. Ecco i permessi per entrare nella prima Cerchia &#8211; Da al macellaio due pergamente con un sigillo raffigurante il lupo che ringhia, emblema della casata reale. Mezzora dopo, due carri carichi di carne sono pronti a partire dalla macelleria. Su ogni carro è posta una bandiera raffigurante l&#8217;Ascia Rossa, stemma di Lord Shiva. Nessuno sarebbe così folle da attaccare un carro recante quel drappo a meno che non voglia morire. Un&#8217;ora dopo, superato il controllo delle guardie Æsir poste a protezione dell&#8217;ingresso, Rob e gli uomini che guidano i due carretti giungono a destinazione. Il Palazzo di Lord Shiva ha un enorme cancellata in ferro retta da due robusti infissi, sopra i quali sono posizionati due enormi aquile con le ali spalancate. I loro sguardi crudeli e arcigni, sembrano seguire i movimenti di chi entra o esce dall&#8217;enorme edificio. Una volta giunti all&#8217;entrata dopo aver percorso un lungo viale alberato, Rob, si volta verso i due uomini e dice loro &#8211; Non muovetevi. Ora farò venire a prendere tutto e verrete pagati -. Aperta la porta, il giovane prosegue dritto, lungo l&#8217;enorme corridoio, fino a giungere a delle scale. I due inservienti lo osservano, mentre inizia a salire. Uno dei due, basso e tarchiato, dice al collega &#8211; Sai che voci girano su questo posto, no? &#8211; L&#8217;altro, poco più alto e magro, con sguardo spento si stringe nelle spalle e risponde &#8211; Chi vuoi che se ne importi? Io spero di andarmene presto da qui coi miei soldi -. L&#8217;uomo tarchiato riprende &#8211; Ma se fossero vere? Voglio dire&#8230; &#8211; l&#8217;altro lo interrompe con un gesto &#8211; Insomma, Al, vuoi smetterla con queste sciocchezze? Se anche fosse vero, non potremmo fare nulla. Sai con chi abbiamo a che fare, no? &#8211; Al mette il broncio e guarda per terra &#8211; Hai ragione, scusa&#8230; &#8211; Lo smilzo scuote appena la testa ed indica gli alberi con un gesto &#8211; Piuttosto, secondo te, come hanno fatto a piantare degli alberi puri qui? &#8211; Al si stringe nelle spalle &#8211; Che cazzo ne so? Mi hai scambiato per un botanico &#8211; sputa per terra, dopo aver detto questo &#8211; Ma quando arriva il ragazzino? &#8211; aggiunge, con tono lamentoso. Quasi in risposta a quella domanda, vedono riapparire Rob, seguito da altri due uomini. &#8211; Dovete darci una mano a scaricare &#8211; dice il ragazzino. I cinque, carichi di carne, si dirigono in una dispensa interrata e scaricano la quantità industriale di cibo. Ripetono la procedura tre volte. Alla fine, Rob, tira fuori una borsa con tintinnante oro al suo interno &#8211; Sono cinquecento monete d&#8217;oro, come pattuito. Duecento a voi e trecento al vostro capo -. I due uomini annuiscono e si allontanano. &#8211; Grazie Alain e Stephen &#8211; dice il ragazzo ai due uomini che lo hanno aiutato. &#8211; Potete andare. &#8211; Rob, una volta dato il commiato ai due, si dirige verso le stanze del suo padrone. I corridoi sono enormi e alle pareti sono appesi i ritratti dei membri più importanti della famiglia. A terra, un enorme tappeto rosso, ricopre le mattonelle rustiche del pavimento. Una volta giunto alla porta del padrone, bussa delicatamente. &#8211; Entra &#8211; dice una voce smorzata dall&#8217;interno. Rob entra ed immediatamente inchina il capo &#8211; Lord Shiva &#8211; saluta, sempre col capo rivolto verso terra &#8211; Oh, Robert. Finalmente avete portato a termine il compito che vi ho assegnato -. La voce di Lord Shiva è limpida e gentile, in netto contrasto col suo aspetto severo. &#8211; Potete alzare la testa, ora. &#8211; Dice con tono divertito. Rob ubbidisce e scruta il suo Signore. Alto, con le spalle larghe. Il naso è severo e aquilino. Gli occhi, di un cupo rosso scurissimo, quasi nero, sono sormontati da folte sopracciglia ben curate. Le labbra sono tese in un sorriso crudele, mentre una cicatrice gli sfregia la guancia sinistra. &#8211; Dunque, Robert, avete preso tutto quanto? &#8211; Il ragazzo fa un cenno affermativo con la testa &#8211; Ben fatto. Come sapete, a breve, mi assenterò per presenziare al Consiglio di Malsumis, quindi vi affido la casa e la preparazione della cena. Il Re in persona potrebbe presenziare a questo evento. Non tollero alcun tipo di errore. Chiaro? &#8211; Rob esala, tutto d&#8217;un fiato &#8211; Si, Mio Signore. Sarà fatto certamente. &#8211; Il sorriso sul volto di Shiva si allarga &#8211; Ottimo. Potete andare. -. Il ragazzo si inchina di nuovo &#8211; Porgo ossequi a vossignoria. &#8211; Esce retrocedendo, con la testa china. Una volta fuori dalla porta, i muscoli che si è sforzato a controllare, iniziano a tremare incontrollabilmente. Intorno a quell&#8217;essere si spande un&#8217;aura di morte che ogni volta lo porta allo stremo delle forze. Shiva osserva uscire il giovane ragazzo. È un ottimo servo, non c&#8217;è che dire. Forse il migliore di quelli che ha disposizione. Qualsiasi compito dovesse affidargli, sarebbe sicuro che venga portato a termine. Il sorriso sul suo volto svanisce in fretta, mentre pensa a quanto si discuterà al Consiglio. Inutile negare che lui non aspetti altro che il Re dia loro il via libera per iniziare questa guerra. Coloro i quali ritengono Ade Mania una minaccia poco credibile ormai stanno perdendo credito agli occhi di Fenrir. Presto, anche quei dissidenti saranno schiacciati dal pungo di ferro degli Æsir. Dopo aver indossato l&#8217;uniforme ufficiale rossa, Shiva, si dirige verso il palazzo reale. Si muove da solo, senza scorte, non tanto perché non ce ne sia bisogno quanto perché in quella città, oltre al proprio Re, non c&#8217;è nessuno che possa tenergli testa. Gli uomini a guardia dell&#8217;ingresso del palazzo si inchinano al suo cospetto e lo fanno passare. Tira dritto senza fermarsi ad ammirare le statue che costellano i corridoi o i quadri. Oggi non ne ha tempo. Giunge nella sala e il brusio si interrompe. Tutti gli occhi sono puntati su di lui, il braccio destro del Re. Shiva si dirige verso Fenrir e si inchina al suo cospetto &#8211; Mio Signore, Mio Re, Mio Unico Padrone, ecco il vostro fedele servitore -. Fenrir lo guarda qualche istante in silenzio, poi con voce fredda e atona dice &#8211; Siete in ritardo, mio caro Shiva. Prendete posto. &#8211; Una volta che Shiva si siede alla sua destra, Fenrir si alza in piedi &#8211; Possiamo dare inizio al Consiglio. -. Alla sua sinistra, Mot, si alza e richiama l&#8217;attenzione di tutti. È poco più basso del Re e poco più alto di Shiva, ma è più asciutto rispetto a questi due. I lunghi capelli scuri, ben oleati, sono raccolti in una lunga treccia, al termine della quale si trovano due campanelline dorate. Si dice che, in battaglia, quando un nemico sente quel suono significa che stia per morire. Con voce dolce, Mot, inizia a dire &#8211; Oggi il Consiglio di Malsumis si è qui riunito per discutere della conquista dei territori oggi conosciuti col nome di Impero di Ade Mania. La guerra si rivelerà necessaria per proteggere i nostri confini dai Notturni. Le nostre spie ci comunicano che Bathory III ha intenzione di attaccarci entro breve tempo, per espandere i propri domini. Ci risulta, inoltre, che abbiano fabbricato una potente arma. Di più non sappiamo. &#8211; Si interrompe e, con sguardo grave, guarda tutti i presenti &#8211; Ora, miei Lord, è evidente che la situazione di pace non è destinata a durare. So benissimo che molti di voi vorrebbero evitare la guerra ma, come vedete, ormai la pace per cui abbiamo lottato sta venendo gravemente minata. Siete disposti a far conoscere ai vostri figli e al vostro popolo i dolori della guerra oppure preferite spegnere sul nascere il pericoloso focolaio di questa guerra? Volete vedere i vostri fratelli in catene, schiavi di un popolo oppressore oppure volete che la loro libertà non sia minata da alcun despota? Io, fratelli miei, sono convinto che questa guerra sia necessaria. Per il nostro futuro e il futuro di tutti i popoli liberi di Pangea. Per quanto estrema possa sembrare, questa è l&#8217;unica soluzione: attaccare prima di essere attaccati. Uccidere prima di essere uccisi. Questa guerra è un male, senza ombra di dubbio. Ma è un male necessario. Questa guerra è per il bene di Pangea, per il bene del popolo di Pangea e per la nostra libertà. &#8211; Dopo aver finito questo monologo, si risiede compostamente e china il capo, con fare pensoso. Tutti i presenti sono in silenzio. Riflettono sulle sue parole che, nonostante siano state pronunciate con pacatezza, hanno scavato nei loro cuori e nelle loro menti. L&#8217;unico ad essere sorridente è Shiva. Uno ad uno, i consiglieri espongono le proprie opinioni e tutti sembrano d&#8217;accordo con quanto detto da Mot. L&#8217;ultimo a parlare, prima del Re, è Shiva. &#8211; Fratelli, le parole di Mot sono state toccanti e hanno dipinto un quadro tristemente vero della situazione. I nostri confini sono minacciati. Minacciati a causa di errori commessi nel passato. Perché, vedete, se avessimo subito schiacciato i Notturni come a più ripreso io vi avevo consigliato, non saremmo giunti a questa situazione&#8230;È inutile, d&#8217;altro canto, stare qui a vedere ciò che sarebbe potuto essere e perdere di vista ciò che è: noi dobbiamo scendere in guerra. Dobbiamo essere NOI del Consiglio di Malsumis a guidare il nostro esercito. Loro non si aspettano un attacco. Figurarsi se possano immaginarsi che i più forti uomini dell&#8217;intera Pangea scendano in campo per schiacciarli. Indipendentemente da ciò che voi deciderete di fare, io mi metterò alla testa del mio corpo di Agresti. E la lama della mia ascia sarà rossa del sangue dei caduti sotto i miei colpi, così come il mio stemma. Ho detto. &#8211; Dopo le sue parole, il brusio in sala è forte. Gli unici a tacere sono Fenrir, che non ha parlato per tutta la durata del Consiglio e Mot che continua a stare col capo chino. Nessuno tace e il brusio aumenta di intensità, fino a quando non è Fenrir in persona ad alzarsi. Tutti tacciono, mentre lui si posiziona al centro della stanza &#8211; Ebbene, fratelli, le vostre parole sono state ponderate a lungo e io mi sono preso tutto il tempo per pensare a ciò che voi avete voluto dire e ciò che avete omesso. Mi rendo conto che ignorare una situazione del genere e lasciare al nemico la prima mossa sia un errore imperdonabile che noi non commetteremo. Capisco anche l&#8217;animosità di alcuni di noi, per quanto possa non condividerla &#8211; Ferma il suo sguardo freddo ed indifferente su Shiva. &#8211; Ma ciò che avete detto oggi è sensato. L&#8217;unica soluzione è la guerra. Iniziate a mobilitare le truppe e dite loro di prepararsi come non si sono mai preparati. Questa impresa sarà scritta nei libri di storia con fuoco e sangue. Nessuna pietà per chi minaccia il mio, anzi, il nostro regno. Sarò io stesso a guidare l&#8217;esercito. Vogliono la guerra? E guerra sia. -</p>
<p><em><strong>Continua&#8230;</strong></em></p>
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		<title>La Guerra dei Tre Regni: Capitolo 0: How Everything Begins (Prologo)</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 20:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asadwhisperinthewind</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Capitolo 0: How everything begins. (Prologo) Questa storia ha radici nel 3114 a.C.. Per il calendario Maya inizia una nuova era che sarebbe terminata il 21/12/2012. Secondo una profezia, al termine di questo lasso di tempo, il mondo sarebbe stato &#8230; <a href="http://asadwhisperinthewind.wordpress.com/2011/06/30/la-guerra-dei-tre-regni-capitolo-0-how-everything-begins-prologo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=asadwhisperinthewind.wordpress.com&amp;blog=9239633&amp;post=399&amp;subd=asadwhisperinthewind&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color:#ff0000;">Capitolo 0: How everything begins. (Prologo)</span></h2>
<p>Questa storia ha radici nel 3114 a.C.. Per il calendario Maya inizia una nuova era che sarebbe terminata il 21/12/2012. Secondo una profezia, al termine di questo lasso di tempo, il mondo sarebbe stato scosso da violenti cataclismi e da eventi che lo avrebbero portato sull’orlo della distruzione. Il calendario Maya, infatti, termina con quella data che segna l’inizio dell’Era dell’Acquario. Gli eventi citati nella profezia riguardavano anche gli esseri umani, infatti, la razza umana o si sarabbe estinta o si sarebbe evoluta. Secondo i Maya tutto ciò faceva parte di un progetto divino che avrebbe portato le divinità stesse a convivere con gli uomini meritevoli che avevano condotto una vita retta, trasformandoli a loro volta in divinità. Gli uomini che invece avevano avuto una vita peccaminosa sarebbero stati puniti per la loro sregolatezza. Lo studio dell’astrologia continuò fino all’anno 1531 d.C., quando, gli spagnoli conquistarono e distrussero il regno Maya. L’ultimo re, prima di essere deposto e giustiziato per decapitazione nella piazza gremita, maledì gli invasori e le loro future genie future. Ogni simbolo della cultura Maya fu completamente cancellato e l’intero popolo fu costretto ad una conversione forzata al cristianesimo. Coloro che rifiutarono di convertirsi furono brutalmente uccisi come esempio per gli altri. La profezia fu dimenticata, mentre la colonia spagnola iniziò la propria attività sulle ceneri di quel regno. La popolazione autoctona fu schiavizzata e sfruttata nelle piantagioni. La tranquilla e prosperosa vita della colonia fu turbata, nel 1743, da un’epidemia di peste che mietè molte vittime. L’83 % delle quali erano di origine spagnola. Una leggenda sulla maledizione lanciata dall’ultimo re Maya sui conquistadores iniziò a spandersi in tutti gli angoli del paese. Dopo questo episodio, però, la colonia ebbe una crescita demografica ed economica esponenziale che fece perdere importanza, nuovamente, alla leggenda sulla maledizione del re. Nel 1999 un’eclissi totale di sole avvenne con trenta secondi di ritardo rispetto a quanto previsto dal calendario Maya stilato cinquemilacentotredici anni prima. Nel 2010 il vulcano islandese Eyafjallayokull eruttò come avevano previsto i Maya. La profezia suscitò grande clamore in quanto, tutto ciò che vi era indicato si dimostrò corretto. Gli archeologi e gli studiosi della cultura delle popolazioni centro-americane, però, assicurarono tutti affermando che la profezia era stata male interpretata. I cinema, comunque, furono popolati da innumerovoli film riguardanti il 21/12/2012. Gran parte della popolazione continuò a guardare con sospetto quella fatidica data. Il giorno che segnalò il passaggio dall’Era dei Pesci a quella dell’Acquario arrivò finalmente. Nessun evento descritto dalla profezia Maya si avverò e anche i pochi che ancora credevano fosse reale, smisero di preoccuparsi. La notte dell’ultimo dell’anno, però, poco prima della mezzanotte un bug inaspettato colpì i sistemi di tutti i computer. Questo stesso bug portò ad un cortocircuito dei computer addetti al lancio delle testate atomiche attive in tutto il pianeta. Le bombe lanciate colpirono casualmente tutto il globo, uccidendo immediatamente un quarto della popolazione mondiale. I governi dei diversi paesi colpiti tentarono di dare il via a misure straordinarie contro queste crisi, mentre le fonti di intelligence cercavano di capire cosa fosse successo. Gran parte delle comunicazioni furono disturbate a causa degli impulsi elettromagnetici provocati dalle deflagrazioni. I pochi fortunati si rifugiarono nei rifugi anti-atomici situati nelle principali città. il primo gennaio 2013 ogni forma di tecnologia smise di funzionare progressivamente. Nei giorni seguenti i rifugi dovettero essere abbandonati in quanto inagibili e mortali. La razza umana è stata ormai dimezzata.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">2017, Quattro anni dopo il 01/01/2013</span></strong></p>
<p>Abbandonati i rifugi i pochi uomini sopravvissuti si rifugiarono in città-fortezze isolandosi completamente. Tutte le provviste utilizzabili sono state raccolte e portate all’interno di questi bastioni in cui si assistette ad un progressivo, ma inevitabile, regresso. Per scaldarsi e cuocere i cibi tornarono a sfruttare il fuoco, mentre per conservare le vivande fu sfruttato il poco sale rimasto. Nei due anni antecedenti la popolazione umana subì un ulteriore calo. Le radiazioni resero improduttivi i terreni, malate le acque e velenosa l’aria, inoltre, i paesaggi furono sommersi da una malsana nebbia radiottiva che iniziò a spandersi sull’intero continente. Tre quarti delle specie animali si estinsero a causa della distruzione dei loro habitat naturali. Le specie sopravvissute subirono terribili mutazioni, dando vita a nuovi abomini assetati di sangue. Coloro che non erano all’interno dei bastioni cercarono più volte di entrarvi ma furono sempre scacciati per la paura del contaggio. I corsi d’acqua dolce ancora puri divennero oggetto di contese tra diverse città fortezze. Contese che ben presto divennero vere e proprie guerre con cui si diede fondo all’arsenale di armi chimiche e batteriologiche. La popolazione umana calò ancora, riducendosi a poche centinaia di migliaia di individui raccoltisi nelle città-bastione di Parigi, Londra, Firenze, Monaco di Baviera, Madrid, Mosca, Città del Vaticano e Ginevra. Le comunicazioni divennero molto difficili e le notizie frammentarie, ma, la situazione parve uguale ovunque: all’interno delle mura poche migliaia di fortunati mentre, accalcati agli ingressi sbarrati, c’erano coloro che non erano riusciti ad entrare in quelle aree di relativa sicurezza. Sempre tra la popolazione all’esterno si assistette all’imbarbarimento dei diversi idiomi, che rapidamente divennero un’unica lingua. Le antiche lingue furono conservate solo all’interno delle città fortificate. Alcuni membri di coloro che erano rimasti all’esterno, identificati come “Esterni”, iniziarono a subire mutazioni.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">2023, Dieci anni dopo il 01/01/2013</span></strong></p>
<p>Nel gennaio di quell’anno la popolazione umana si era quasi completamente estinta. Le radiazioni e gli agenti chimico-batteriologico crearono nuovi abomini. Su di loro non si raccolsero informazioni, ma, la loro forza e la loro intelligenza portarono ben presto al crollo di alcuni tra i bastioni più resistenti. Se non fosse stato per il loro aspetto, sarebbero stati l’ideale stadio evolutivo della razza umana. Il loro numero fu per lungo tempo sconosciuto a tutti coloro che si erano rintanati nelle città-fortezza, ma, per riuscire a sconfiggere e distruggere le forze di quei bastioni dovevano essere almeno un migliaio. Dei sopravvisuti non si ebbero più notizie. La loro fine rimase avvolta nel mistero a lungo. Nel marzo dello stesso mese il nostro bastione fu assediato e, dopo un mese di strenua resistenza, fummo sul punto di cedere agli assalitori. Ma, proprio quando la conquista sembrava inevitabile, comparvero dei superesseri che cacciarono gli assedianti. Il consiglio che ci governava decise di aprire, eccezionalmente, le porte per i nostri salvatori. Questa decisione fu presa perché eravamo sicuri di poter trarre vantaggi dalla loro presenza, inoltre, erano la fonte di informazioni migliore che avevamo da lungo tempo. Questi esseri erano poco più alti degli umani con pelle e capelli molto chiari. Gli occhi erano profondi, saggi. La loro età non era riconoscibile nemmeno dopo un attento esame. Da loro venimmo a sapere che i bastioni ancora agibili, oltre al nostro, erano solo quelli di Città del Vaticano, Londra, Parigi e Monaco di Baviera. Ci informarono anche dei nuovi esseri comparsi sul pianeta e ci mostrarono la loro catalogazione. Questi esseri appartenevano alla razza dei Vanir, ci dissero che, grazie ad un virus chiamato virus V che agiva all’interno del loro organismo, erano in grado di praticare una sorta di magia chiamata “Alchimia”, con cui avevano il controllo di taluni elementi naturali. Sempre grazie al virus V Il loro organismo era ormai del tutto schermato dalle radiazioni e dalle malattie che colpivano gli umani. Il loro obiettivo era quello di ripristinare l’ordine delle cose nel mondo, ma per farlo si erano ritirati in un luogo sconosciuto che avevano denominato Asgard. Questo luogo era rimasto miracolosamente immune dalla distruzione che aveva devastato la terra. Oltre a loro un’altra razza creatasi era quella degli Æsir, molto simili ai Vanir, avevano capelli scuri e occhi iniettati di sangue, ferali. Era assai probabile che fossero nati grazie ad un ramo modificato del Virus V. Anche loro, come i Vanir, erano in grado di controllare una magia chiamata “Necromanzia”. Questa energia era però deviata e perversa, come i loro barbari rituali. La loro natura era malvagia ed erano inclini alla guerra e alla distruzione. La loro popolazione era divisa in tribù. Tribù che avevano un unico obiettivo: primeggiare e sottomettere le altre. La terza razza catalogata fu quella dei Bestiali. Di loro non si sa molto, alcuni erano esseri umani esposti a radiazioni e virus altri, probabilmente, erano animali che subirono l’effetto delle mutazione. Questa razza era molto variegata: coloro che avevano mantenuto la ragione e non avevano ceduto ai propri istinti avevano costituito dei rozzi villaggi in cui si raccolsero coi propri simili, mentre, quelli in balia dei propri istinti vagavano allo stato brado attaccando tutto ciò che trovavano sulla loro strada. Altri individui invece avevano caratteristiche sia della prima, sia della seconda tipologia di Bestiali. Questi esseri sono considerati i più instabili e imprevedibili. I più forti di questa razza sono in grado di resistere alla magia di Vanir e Æsir e, quindi, sono allo stesso livello di queste razze, inoltre, a loro volta sono in grado di ricorrere alla Magia Ancestrale, profondamente legata alla natura e all’ambiente in cui vivono. Dopo qualche mese dal loro arrivo, il bastione conobbe una crescita esponenziale. La lingua parlata all’esterno del bastione ci fu insegnata e le condizioni di vita si stabilizzarono. All’esterno del bastione nuove mutazioni colpirono alcuni esponenti delle diverse razze. Al termine di quell’anno la popolazione umana contava circa quattrocentomila individui, mentre, le altre razze raggiungono insieme i trenta milioni di individui.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>2028, Quindici anni dopo il 13/01/2013</strong></span></p>
<p>In gennaio venimmo a sapere che il bastione di Parigi ospitava gli abitanti dei bastioni di Monaco e di Londra. Le loro fortezze, infatti erano cadute in mano agli Æsir che sotto la guida di Loki, il loro capo, hanno iniziato a sottomettere le altre popolazioni. Loki, salito al potere, riunì sotto la sua guida tutte le tribù Æsir dopo una lunga e violenta guerra al termine della quale, sul vecchio territorio delle diverse tribù, nacque il Regno di Pangea. La capitale di questo regno divenne Londra che fu rinominata in Ecate. Dopo aver terminato i preparativi per il viaggio, partimmo in maggio per Parigi. Una volta raggiunta la capitale francese ci saremmo diretti verso Asgard. La spedizione non fu affatto facile, infatti, perdemmo un quinto dei nostri uomini durante la traversata delle alpi a causa delle rigide condizioni climatiche e degli attacchi di enormi bestie che ci erano sconosciute. Una volta terminata la prima tappa del viaggio ci incontrammo con coloro che erano partiti da Città del Vaticano. Le nostre forze complessive, Vanir esclusi, erano di centocinquanta mila persone tra uomini, donne, bambini e anziani. Prima di giungere a Parigi raggiungemmo un villaggio di Bestiali che decidemmo di non attraversare allungando il nostro giro ma fummo scoperti da una sentinella. Seguimmo i Vanir di fronte al capo villaggio. Il capo villaggio era un enorme essere mezzo umano e mezzo taurino che ricordava molto un minotauro. Ci disse che Loki, alla guida del suo esercito, aveva schiavizzato gran parte dei villaggi bestiali che, ora, erano a tutti gli effetti territori di Pangea. Ci mise a conoscenza anche della nascita di una nuova razza, i Notturni. Su di loro si sapeva ben poco, infatti, lasciarono immediatamente i territori di Pangea e si trasferirono nell’estremo Nord ove instaurarono un nuovo regno. ll Regno di Ade Mania, caratterizzato dal fatto che il sole non sorgesse mai su quelle terre. A guidarli era il principe Bathory I. I loro poteri restarono sconosciuti, ma alcuni attribuirono a questa razza la capacità di volare e la capacità di sfruttare delle arcane tecniche soprannominate “Ars Goetia”. La capitale del regno fu denominata Ahnenerbe. Riuscimmo a passare quando spiegammo qual era il motivo della nostra presenza sul loro territorio e prima di andarcene, il capo villaggio ci disse il suo nome: Eaco. Dopo sette mesi dalla nostra partenza da Ginevra, finalmente, giungemmo al bastione di Parigi che però trovammo semi distrutto. I pochi supersistiti si erano radunati nella foresta ai margini del bastione e quando ci videro ci raggiunsero e guidarono in un rozzo cerchio di costruzioni nascosto alla vista di chiunque. Ci raccontarono che, dopo aver respinto i Bestiali, erano stati assaliti da uno squadrone di Æsir che in pochissimo tempo li sconfisse. Subito dopo, i sopravvissuti sfuggiti ai mercanti di schiavi, si rifugiarono in quel luogo in attesa del nostro arrrivo. Ci fermammo in quel luogo qualche settimana, prima di partire per Asgard. La popolazione umana era composta da circa duecentocinquantamila individui. Il pianeta fu sconvolto da forti terremoti che sconvolsero l’aspetto geologico del pianeta. Africa ed Europa si saldarono in un unico continente, mentre i ghiacciai si sciolsero definitivamente portando ad un inalzamento dei mari che sommersero grande parti di territorio emerso.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>2048, Trentacinque anni dopo il 01/01/2013. Il Presente.</strong></span></p>
<p>Il Regno di Pangea ormai si estende sulla superficie dell’intero continente europeo e gran parte del continente asiatico. A Loki, morto in circostanze misteriose, è succeduto al trono il giovane figlio Fenrir, che si dimostra un sovrano spietato e astuto quanto il padre. I suoi poteri sembrano essere di molto superiori a quelli del suo predecessore e, inoltre, ha rafforzato il proprio potere sulle vecchie tribù creando il Consiglio di Malsumis ove si riuniscono i capi delle dodici tribù sopravvissute, che hanno il grado di consiglieri di Fenrir. Il giovane sovrano ha inoltre intenzione di espandere i propri territori ai danni del regno di Ade Mania, che fino alla morte del principe Bathory II si era mantenuto in disparte. Con l’ascesa al potere del figlio del monarca i Notturni però, trovato il modo di espandere l’oscurità necessaria alla specie per sopravvivere, sembrano intenzionati a dichiarare guerra a Pangea per difendere i propri confini dall’avanzata nemica ed espandere i propri territori verso sud. Il giovane principe Bathory III, con l’appoggio dei comandanti dell’armata Baal, ha intezione perciò di guidare l’esercito sfruttando la loro potente magia. Nel frattempo, i Bestiali, costretti a vivere in ghetti ed isolati dal resto della popolazione preparano, in segreto, un’insurrezione per migliorare le proprie condizioni di vita e ottenere la libertà che manca loro da, ormai, quindici anni. A guidare questa forza di insurrezione è il figlio di Eaco, Crono. Inoltre, Crono, si vuole vendicare della morte del padre avvenuta per mano degli uomini di Fenrir che soppressero violentemente i primi focolai di rivolte scoppiati sei anni prima. La situazione già instabile, subirà un altro duro colpo con l’entrata in scena dei Vanir. Il loro capo Thanatos, infatti, ha deciso che è giunto il momento che l’ordine e la pace vengano ristabiliti. Per fare ciò, però, avrebbe dovuto deporre Fenrir e cancellare il regno di Pangea. Thanatos quindi parte alla testa dell’esercito formato dai migliori uomini e dai Vanir comandati dal suo generale di fiducia Hypnos per muovere guerra. Sempre tra le robuste mura della città-stato di Asgard è stato scoperto un rimedio per rendere produttivo e fertile il terreno contaminato. In questo clima di insicurezza rifiorirono movimenti quali il brigantaggio e la pirateria, aumentando ancora di più il caos in cui lentamente stava precipitando il mondo. Ed è proprio sfruttando queste condizioni di incertezza che alcuni gruppi di esseri umani cercheranno di riportare l’umanità alla guida del mondo, come unica razza dominante. La guerra che deciderà delle sorti del mondo sta per iniziare, una nuova leggenda sta per essere scritta. Chi sarà il vincitore?</p>
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