Diario di una vacanza

Okay, partiamo dal presupposto che l’idea sia copiata dal manga “Eureka 7”. Per i sette giorni trascorsi al mare userò delle canzoni che formeranno una sorta di “colonna  sonora” delle mie vacanze. I titoli saranno legati a ciò che mi è successo durante le vacanze. Detto ciò passiamo al

I Giorno: Domenica Titolo: L’anatema dell’eretico (Heretic Anathem/Artista: Slipknot/Album Iowa). Questa canzone è stata scelta perché, al contrario di molti, non avevo alcuna intenzione di partire per il mare (un’eresia per molti vacanzieri).Ma narriamo con ordine i fatti.  Dopo una nottata non proprio tranquilla alle 6.30 vengo svegliato e prendo un caffè caldo (ottimo modo di iniziare la giornata), poi saluto mia sorella, anche lei in partenza con destinazione diversa, scendo in box con lo zainetto carico di cose sulle spalle (Mi porto  dietro Psp, cellulare, Manga, Libri, Caricabatterie per cellulare e psp, mp3, portafogli…Insomma mezza casa). Dopo aver fatto un riassunto di quello che dovevo prendere, mi accorgo che c’è tutto, manca “solo” la voglia di partire. Dopo aver fatto le ultime coccole al cane salgo in macchina. Si parte alle 6.50 circa, tento di prendere sonno con gli auricolari dell’mp3 nelle orecchie, ma la cosa risulta ardua un po’ per la posizione scomoda e un po’ per le strade non propriamente assestate. Tra le 8.00 e le 9.00 c’è una pausa in autogrill dove prendo il secondo caffè e una briosche. Dopo l’inevitabile e necessaria sosta in bagno.  Ripreso il viaggio, faccio una rapida partita alla psp, interrotta per l’arrivo in albergo alle 10.00. La camera era già pronta e libera, ed una volta saliti in stanza, decido di rimanere lì mentre i miei prenotano al lido che avrei poi frequentato per la settimana entrante. Dopo una doccia rinfrescante riprendo la partita interrotta alla psp, nel frattempo i miei tornano e si lavano, smetto di giocare quando la campanella del pranzo risuona su per la tromba delle scale. Il pranzo, funestato dai dubbi su un possibile calo della qualità della cucina in quel albergo, scorre liscio fugando ogni possibile perplessità. Dopo pranzo, tornati in albergo, tutti e tre cadiamo in un sonno letargico, una volta svegliatici, si va dritti dritti in spiaggia dove, dopo un anno, ho un incontro (o meglio scontro) con il mare. L’acqua all’inizio gelida pian piano va scaldandosi o io vado abituandomi alla temperatura (punti di vista). Ben presto vengo raggiunto da mia madre, che non sapendo nuotare, si bagna a riva ed esce immediatamente. Poco dopo, stufo di essere sballottato di qua e di la dalle onde, la seguo e mi dedico per una buona mezz’oretta agli autodefiniti, poi ceduti a mio padre per leggere “Il giorno della Civetta”. Alle 19.00 tornando in albergo, compro il quaderno su cui ho appuntato tutto questo. Una volta rientrato in albergo mi prendo più tempo di quanto mi è concesso per lavarmi e quindi si arriva tutti e tre in ritardo per la cena. Dopo di che andiamo al solito bar affacciato sul mare per prendere un caffè. Tutto ciò fa da preludio alla classica, abituale ed ormai insulsa passeggiata per le vie del paesino che, detto in tutta onestà, ormai conosco quasi quanto la mia piccola cittadina (un tempo piccola, forse). Il tutto mi porta via un’interminabile ora e tornato in camera mi sono dedicato a scrivere quanto qui letto da voi.

II Giorno: Lunedì Funerale a Borgio (In carpazia) – Funeral In Carpathia/Artista: Cradle Of Filth/Album: Dusk And Her Embrace). Dopo aver descritto aridamente i fatti di ieri, oggi (e molto probabilmente anche i giorni seguenti) mi concentrerò su singoli fatti, sensazioni od umori (Anche se, per quanto mi riguarda, mi sembra impossibile parlare di un mio umore stabile). Dopo questa “piccola premessa” possiamo trattare l’argomento odierno. Per farlo è necessario sottolineare che lo stato di svogliatezza e noia che mi accompagnava non era ancora svanito. La notte infatti non aveva migliorato in alcun modo la situazione, infatti a causa del cambio di letto, della pennichella del pomeriggio precedente e del materasso a dir poco scomodo, dormo poco e male. Dopo aver mangiato, però, le cose sembrano migliorare, tant’è che riesco persino a fare una sorta di “preventivo” per le prossime vacanze con gli amici. Invio il tutto ai miei amici con un messaggio (Ebbene sì! anche in spiaggia uso e abuso del diabolico strumento denominato cellulare). Dopo aver discusso per un po’ con loro risulta possibile che questa vacanza si abbia da fare. Un po’ per la piacevole sorpresa di cui scritto poco sopra, un po’ per il fatto stesso di aver risentito gli amici, l’umore è molto buono e apparentemente duraturo. Ma solo apparentemente. A cena infatti, una vocetta irata nella mia testa, si trova a dover gridare, suo malgrado, all’assassinio. La vittima? Il mio buon umore. Il carnefice? Mia madre. Arma del delitto? Un’osservazione alquanto inutile e fuori luogo. Ecco a voi la spiegazione del titolo, ed ecco a me le vacanze compromesse per un paio di giorni. Beh, riposa in pace buon umore/bentornato cattivo umore. Osserviamo un minuto di silenzio per il defunto […] Passato. Ora potete indignarvi. Vi state indignando? Sì? Bene! Potete continuare. Hey, tu che non ti sei indignato, sappi che ti troverò e ti farò indignare come gli altri. Ooooooookay, le ultime righe erano una banale scusa per scrivere ancora un po’. A domani.

III Giorno: Martedì E’ da quando ci lasciammo ieri, con quel saluto apparentemente (e col senno di poi falsamente) allegro, che la mia mente si è fissata in modo malsano e quasi ossessivo ad un pensiero che mi ha portato a tenere sempre occupato (sì, anche ora che scrivo) un angolino della mia mente occupato e assorbito in una “Zona D’ombra” (Title: Shadow Zone/Artist: Static X/Album: Shadow Zone). Zona d’ombra dove non posso fare a meno di chiedermi cosa ne sarà di me tra un anno a questa stessa ora. Con chi sarò? Cosa starò facendo? E domande simili, a cui (per il momento) non mi è dato di conoscere risposta. Potrei abbozzarne qualcuna ma sarebbero soltanto supponenti e presuntuose ipotesi, che comunque non mi soddisfarebbero. Vi è uno stretto e quasi invisibile legame tra ciò che potrebbe essere e ciò che è già stato e non può essere (penso e presumo che se anche si potesse, quasi nessuno vorrebbe) cambiato. Quindi mi sono trovato immerso nei miei ricordi perché “la memoria rimane” (Title: The Memory Remains/Artist: Metallica/Album: Reload). Mi sono ritrovato a valutare e rivalutare fatti e persone presenti (in modo maggiore e minore a seconda dei casi) in modo importanti durante il mio passato (come lo sono nel mio presente e, spero anche nel mio futuro). Tutto questo potrebbe essere attribuito al fatto che abbia ripreso a sentire con regolarità Tizio, piuttosto che l’aver rivalutato (in seguito a lunghe e interessanti discussioni al chiaro di luna) Caio, piuttosto che le varie litigate (Non meno importanti) con i Sempronio di turno (No, non farò nomi, mi spiace lettore). Queste riflessioni su passato e futuro, hanno portato a galla diverse aspettative e ricordi amari, dolci, ridicoli o tristi, dando un sapore agrodolce a questa giornata. Unico e vero collante tra ciò che sarà e ciò che è stato è ciò che ora sta succedendo, il mio presente. Su cui ho ancora vero e pieno potere decisionale, qualcosa in continuo mutamento o meglio evoluzione, ovvero una serata di “fine estate” (Title: Summer’s End/Artist: Lacrimas Profundere/Album: Burning a Wish). Serata che, troppo illuminata per appartenere alla mia zona d’ombra e troppo fresca e viva per essere parte delle mie aride e “morte memorie” (Title: Dead Memories/Artist: Slipknot/Album: All Hope Is Gone), è il presente. Il presente ciò che è e non è. Questa sera, solo ieri era passato e domani già sarà futuro, e chissà, diventerà, forse addirittura un ricordo. Le mie riflessioni odierne si concludono così, lasciando un senso di incompiutezza e insoddisfazione. L’amaro in bocca insomma (sono il primo a pensarla così). Il finale però si è costruito da se, con volontà propria, incontrastabile. Alla mano è toccato solo il compito di trasformare in parole gli impulsi inviati dal cervello. Parole (e quindi impulsi) che hanno portato a questa istintiva e non voluta “non conclusione”, ovvero, forse, il finale migliore per voi che leggerete e trarrete le vostre conclusioni.

IV Giorno: Mercoledì No, non sto scrivendo di sera, come mia abitudine, complice il tempo incerto e la noia eccomi qui su un tavolino, gentile concessione ai clienti del lido “Europa” , con carta e penna a buttar giù  queste quattro (?) righe accompagnato dalla voce di Dani Filth. Dopo le riflessioni di ieri mi sono reso conto delle quasi illimitate “tentazioni” (title: Temptation/Artist: Cradle Of Filth/Album: Thornography) cui sono soggetto. Gola, Lussuria…Insomma cedere a qualsivoglia vizio. Ben inteso, credo che chiunque abbia questi sentori nel corso della vita. Ma a tutti capitano periodi in cui i freni inibitori siano meno efficaci, ecco questo è uno di quei periodi per me. Il problema , essendo io di scuola Wildiana, non è nemmeno come resisterle o perché. Il vero problema (e molto probabilmente l’ultimo in definitiva) è che sia resistere alla tentazione, sia cederle comporta lo stesso rischio, la stessa fatica e probabilmente anche lo stesso risultato. Cedere o Non cedere? Mentre cerco risposte a questo interrogativo mi rendo conto che, anche se sempre presente, la zona d’ombra venuta a crearsi non sia “costruita per durare” (Title: Not Built To Last/Artist: Dark Tranquillity/ Album: Haven), infatti i problemi posti non sono così importanti (o almeno è quello che mi piace credere) e nemmeno così immediati. Nel frattempo sotto questo “Sole indifferente” (Title: Indifferent Sun/Artist:Dark Tranquillity/Album: Haven) lascio libero di vagare lo sguardo sula spiaggia e con esso la mente, chissà dove questo vagare mi porterà, su cosa indugerà il mio sguardo e cosa, invece, perderà. Già, chi lo sa? La giornata è ancora lunga, ma non per questo interessante, avessi altro da aggiungere lo farò. […] Ed eccomi qui a voi “tutto solo” (Title: All Alone/Artist: Saturnus/Album: Veronika Decides To Die) soletto, in questa calda e afosa “Notte di fine estate”. Alcune mie tentazioni sono partite, svanite o sono state soddisfatte e al loro posto è sorto un senso di vuoto arrogante, altezzoso, che mi sfida a riemprlo, a soddisfarlo.Cosa che in fondo non sarebbe così difficile da fare, non fosse per la mia masochista pigrizia che non farà altro che collare e aumentare questo senso di vuoto, finché non sarò “perso nell’apatia” (Title: Lost To Apathy/Artist: Dark Tranquillity/Album: Character). Apatia che ormai da tempo immemore mi è compagna nei momenti del genere,il duplice ruolo che Leopardi attribuiva alla natura (prima madre benigna e poi matrigna) io l’attribuisco proprio all’apatia, stato emozionale ambiguo che lentamente va inaridendo la persona. Ti tiene lontano da dolore e sofferenza così come da gioia e curiosità. Dunque che fare? L’unica  cosa che si può fare. Vivere, unico rimedio per sconfiggere questo inaridimento è proprio vivere ogni singolo istante, ogni avventura così come ogni disavventura. Qui sorge un solo piccolissimo problema, quasi un ‘dettaglio’. Ovviamente sto parlando della mia pigrizia. Il serpente che si morde la coda. Voi vi chiederete cosa c’entra la mia pigrizia. La risposta è semplice: Fare quanto scritto sopra costa molta fatica. Eh già, proprio il serpente che si morde la coda.

V Giorno: Giovedì Oggi ho avuto, nuovamente, la conferma di essere diverso da molti miei coetanei, con cui ammetto senza alcun problema di avere difficoltà relazionali, trovandomi però, a mio agio con persone adulte o più mature (cosa, quest’ultima, indipendente dall’età della persona spesso e volentieri) e ciò in modo quasi infantile mi riempie di una sorta di infantile “Orgoglio” (Title: Pride/Artist: Soil/Album: Redefine). Orgoglio più che altro dovuto al fatto mio smisurato ego(centrismo) e ad un pizzico d’amor proprio, che non guasta mai. Diverso lo sono nel modo di pensare e in quello di pormi, in ciò che faccio e dico, nel come lo faccio e come lo dico. Sì, probabilmente peccherò di superbia, ma questo è ciò che penso, quindi è inutile usare della falsa modestia. Alla fine qualcuno ridurrebbe tutto ad un “è questione di stile”, affermazione corretta soltanto in parte. Sarà che ho sempre sentito d’esser nato nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma sono convinto (e ne sono sempre stato convinto) che la mia generazione e quelle immediatamente posteriori siano molto distanti, troppo, da me (A parte le ovvie, e non così poche, eccezioni) e questi elementi mi hanno portato/mi portano a cucirmi addosso un senso di inadeguatezza e da lungo tempo trascino il “suo fantasma nella nebbia” (Title: Her Ghost In The Fog/Artist: Cradle Of Filth/Album: Midian). Fantasma, quello dell’inadeguatezza, col passare del tempo esorcizzato completamente o quasi. Infatti ci sono sempre situazioni in cui si rimaterializza (come a tutti, immagino). Per quanto poco mi interessi quello che pensa la gente del sottoscritto, non riesco a fare a meno (stupidamente) di sentirmi fuori luogo o “sbagliato”. In queste occasioni ciò che vorrei sarebbe che la mia presenza fosse notata “meno di nulla” (Title: Less Than Nothing/Artist: Demon Hunter/Album: Summer Of Darkness) ma come sempre in queste occasioni, quando si vuole ardentemente qualcosa, succede il contrario. Infatti, alla fine, forse a causa del nostro atteggiamento attiriamo su di noi tutte le attenzioni indesiderate. Ma nella vita si affronta questo e altro. Cambiando argomento, il mio buon umore sta lentamente riemergendo, ma ha un retrogusto fastidiosamente amaro. Voi vi chiederete perché sia amaro il retrogusto e se io sia pazzo. Ora risponderò alle vostre domande. Innanzitutto no, non sono pazzo, non ancora o non del tutto. Questo retrogusto lo sento un po’ per il pessimismo che mi permea in profondità. Pessimismo che mi porta alla consapevolezza che questo buon umore non possa durare. L’amaro quindi è proprio la consapevolezza acquisita. Un’obiezione che potrebbe essermi mossa è che io non sia ottimista o che non abbia abbastanza speranza. A questa obiezione mi permetto di rispondere semplicemente dicendo che “tutta la speranza se n’è andata” (Title: All Hope Is Gone/Artist: Slipknot/Album: All Hope Is Gone). Anche in questo caso la precedente affermazione va imputata alla consapevolezza. Le speranze sono vane ed insicure, destinate una volta disattese, a portare il soggetto che le nutriva in uno stato di rassegnazione, che viene sostituito in seguito da una bruciante consapevolezza, a cui poi subentra di nuovo alla rassegnazione, mista ad accettazione. Quante volte avete sperato ardentemente in qualcosa (o qualcuno) e, quando, puntualmente le vostre speranze si sono rivelate vane, dopo l’iniziale sbigottimento e la rintronante rassegnazione vi siete trovati a dire: “Lo sapevo” oppure “Massì, me lo aspettavo” o ancora “Ma chi se ne frega?”, più per convincere voi stessi che per convincere gli altri e poi in fine si giunge alla rassegnata accettazione dell’ineluttabile delusione. Consapevolezza, rassegnazione e accettazione. Tre compagne inscindibili, dove vi è una prima o poi arrivano le altre due. Anche in questo caso, paradossalmente, non ci resta che essere consapevoli di ciò, rassegnarci e accettare questa verità.

VI Giorno: Venerdì Ammetto, questa sera, di non avere nulla da scrivere, o meglio, non ho nulla da raccontare, nessun pensiero o nessuna variazione del mio umore degno di nota, o almeno è così in “superficie” (Title: Surfacing/Artist: Slipknot/Album:Slipknot). In questa giornata ignava ho avuto modo di riflettere sull’evoluzione (se così possiamo definirla) di questa sorta di diario. Dopo i primi due giorni in cui i contenuti erano un po’ insulsi e scarsini, gli altri sono stati decisamente migliori, per contenuti ed esposizione oltre che per le tematiche affrontate (o almeno spero). Tematiche che ho dovuto soffocare e che avrei piacere di affrontare  con maggiore calma e attenzione in futuro, argomentando il tutto in modo più approfondito ed esponendo tutto in modo più chiaro. Comunque, le mie odierne riflessioni mi hanno portato a delineare meglio il mio futuro immediato. Quest’anno con la maturità dovrò impegnarmi e studiare con continuità, cosa che data la facilità con cui mi annoio mi pare già una cosa impossibile. Altra riflessione tocca il mio senso d’esteta o meglio la consapevolezza (Sì, è onnipresente) che ho d’essere attratto dal esteticamente bello. Ricordando com’ero da piccino mi rendo conto che qualcosa di potenzialmente bello, quale il mio corpo, si sia rovinato (non irrimediabilmente) da anni di poco moto e di eccessi a tavola (Mai boccone fu tanto amaro), per questo ho deciso di riportare in condizioni, se non perfette, almeno decenti il mio fisico, eliminando i chili di troppo. *sospiro* sarà molto dura, ma è una scommessa con me stesso ormai. Altra riflessione seppur breve è stata dedicata alla mia apatica situazione sentimentale, che dopo lunghe e travagliate situazioni infelici si è semplicemente congelata.  Insomma sono andato incontro ad una momentanea “morte dell’amore” (Title: Death Of Love/Artist: Cradle Of Filth/Album: Godspeed On The Devil’S Thunder). Tutto ciò è anche riconducibile anche alle mie elevate pretese, sia a livello fisico che intellettuale, e alla mia pessima forma fisica di cui scrivevo sopra. Mentre i miei amici, già fidanzati o in cerca si dividono in due diversi “fronti” (1: Arriverà anche per te – 2: Non cerchi, non ti curi e hai pretese troppo alte) io al momento non sono interessato. “Non io”. (Title: Not I/Artist: Demon Hunter/Album: The Triptych) Questa faccenda e la frenesia derivante non mi toccano e nemmeno la possibilità di rimanere solo. E qui entra in scena un’altra riflessione, banale forse, ma terribilmente vera. Nei momenti più importanti della nostra vita siamo soli. la solitudine, incredibile paradosso, è la più grande compagna (oltre che paura) dell’uomo. Un po’ come la morte, tanto per capirci. Il legame tra vita, solitudine e more è facilmente riassumibile in: “Si nasce soli, tra lacrime e sangue se si muore soli tra lacrime, sangue e merda”. In queste parole vi è un’innegabile verità, per quanta gente ci sia intorno a noi, veniamo al, e, lasci il mondo da solo. Cosa che spaventa un animale sociale quale l’uomo. Notiate come questa giornata ignava sia stata per me fucina e fonte di e per le mie riflessioni. Notare anche che ancora una volta il finale di quanto scritto qui è praticamente inesistente, un po’ per mia inettitudine nel tirare le fila del “racconto”, un po’ per lasciarvi liberi, sempre si vi aggraderà di riflettere su queste parole, dove è possibile farlo. Ultima annotazione: i pensieri qui scritti, in linea di massima non hanno molti legami tra di loro se non la giornata in cui sono nate, sia la stessa. Affascinante è come la mente umana passi rapidamente e naturalmente, senza alcuna fatica, da una riflessione all’altra. Domani ultimo giorno in cui scriverò su questo quaderno. ‘Notte a tutti.

VII e Ultimo Giorno: Sabato. Ed è sulle note iniziali di “A Gothic Romance (Red Roses For The Devil’s Whore)” (Artist: Cradle Of Filth/Album: Dusk And Her Embrace) che inizio a scrivere, per l’ultima sera della mia settimana di vacanza. Settimana che è stato un alternarsi di alti (molto rari) e bassi (molto, troppo comuni). Una settimana tutto sommato noiosa. E sotto queste “stelle ululanti” (Title: Beneath The Howling Stars/Artist: Cradle Of Filth/Album: Beauty And The Beast) posso dire di esser “felice” del tanto attesto rientro e del ritorno alla solita routine, l’uscire con gli amici, perder tempo col cane, litigare con mia sorella erano tutte cose di cui sentivo la mancanza. Ebbene sì, sono uno schiavo, schiavo della mia realtà quanto voi lo siete della vostra. E’ inutile tentare ogni sorta di “mia negazione” (Title: My Negation/Artist: Dark Tranquillity/Album: Character) a riguardo. La stessa routine che mi porta alla noia provoca in me una grave forma di assuefazione, di dipendenza. Me ne  rendo conto sempre di più quando vengo estratto dalla mia realtà e vengo catapultato in un’altra. Tutto ciò, come scrivevo precedentemente, mi fa sentire inadatto e fuori luogo. tutto ciò si è riflesso nel modo di pormi nei confronti degli altri e sul mio atteggiamento che, anche se non volutamente, hanno negativamente influito sulle vacanze dei miei. Nel frattempo alcuni progetti, in corso o in progettazione, sono andati incontro ad un inevitabile deterioramento, “deteriorato” (Title: Deteriorate/Artist: Demon Hunter/Album: The Triptych) è anche il legame con alcune persone. Tutto ciò è dovuto nel primo caso alla pigrizia e alla mancanza di continuità che mi appartengono. Nel secondo caso invece il tutto è causato dalla discontinuità che emerge con facilità nei miei rapporti umani. Discontinuità che da sempre mi affligge. Per rendere chiara l’idea citerò una mia amica che mi disse:  “Sbalzi assurdi. Da un’esagerazione all’altra”. Sembra quasi che non abbia mezze misure e quando decido di usarle risulto freddo e distante. Sì, so d’esser fatto male, ma non ho voglia di cambiare. Che ci posso fare? Ben poco. Ultimo cambio d’argomento, qui “abbracciato dall’oscurità” (Title: Embraced By Darkness/Artist: Saturnus/Album: Veronika Decides To Die). Cambio d’argomento che tocca l’esistenza stessa di questa sorta di “Diario”, nato per scherzo, quasi per gioco e diventato invece un’ottima valvola di sfogo per i miei pensieri e i miei malumori, spero che quanto abbiate letto, almeno un pochino vi abbia fatto pensare o riflettere o che vi sia interessato. Grazie per aver letto.

Ed ecco la track list Completa!

  1. Slipknot – Heretic Anathem
  2. Cradle Of Filth – Funeral In Carpathia
  3. Static X – Shadow Zone
  4. Metallica – The Memory Remains
  5. Lacrimas Profundere – Summer’s End
  6. Slipknot – Dead Memories
  7. Cradle Of Filth – Temptation
  8. Dark Tranquillity – Not Built To Last
  9. Dark Tranquillity – Indifferent Sun
  10. Saturnus – All Alone
  11. Dark Tranquillity – Lost To Apathy
  12. Soil – Pride
  13. Cradle OF Filth – Her Ghost In The Fog
  14. Demon Hnter – Less Than Nothing
  15. Slipknot – All Hope Is Gone
  16. Slipknot – Surfacing
  17. Cradle Of Filth – The Death Of Love
  18. Demon Hunter – Not I
  19. Cradle Of Filth – A Gothic Romance (Red Roses For The Devil’s Whore)
  20. Cradle Of Filth – Beneath The Howling Stars
  21. Dark Tranquillity – My Negation
  22. Demon Hunter – Deteriorate
  23. Saturnus – Embraced By Darkness

2 commenti

Archiviato in Diario

2 risposte a “Diario di una vacanza

  1. Dimmi la tua playlist e ti dirò chi sei.

    A parte gli scherzi, sono tra quelli che pensano che per quanto sia sembrata una vacanza futile vista la descrizione, in realtà contenga dentro se importantissimi passi avanti a livello di ego.

    Mi dispiace per le occasioni mancate, però ;/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...