La Gande Caccia

La neve continua a cadere, gli ululati dei suoi fratelli risuonano tra gli alberi della foresta come un lugubre coro. Lui è l’unico a non unirsi a loro. Ha fiutato l’odore di una preda. I muscoli sono tesi, pronti a scattare, le orecchie ben ritte per percepire ogni minimo suono.

Con un basso ringhio fa tacere tutto il branco. Sono molto affamati, tutti. Le femmine sono in attesa dei cuccioli e hanno bisogno di cibo. E’ da un paio di giorni che non mangiano. Anche un altro paio di giovani maschi ha fiutato l’odore della preda.  Se non si muovono in fretta rischiano di perderne le traccie.

Gli elementi più esperti, forti, robusti e veloci si staccano dalle femmine e dai giovani ancora inesperti e seguono l’odore della preda tra gli alberi. Si muovono tra la neve alta senza difficola alcuna, e più corrono più l’odore diventa forte.

Nel frattempo dall’altra parte della foresta, vicino ad un piccolo ruscello, un branco di alci ha sentito il lungo ululato portatore di morte spegnersi lentamente. L’intero branco guidato dagli esemplari più vecchi decide di muoversi e allontanarsi. L’unico ad essere rimasto indietro è un giovane esemplare nel pieno delle forze. Non sembra preoccupato dall’arrivo dei predatori. E’ convinto della propria forza e crede che i vecchi del branco siano solo dei codardi.

Nel frattempo tutti i membri della formazione hanno rallentato. La preda è ormai vicina. I meccanismi per la caccia ormai sono conosciuti e tutti prendono la loro posizione.

Il giovane maschio d’alce percepisce l’odore ferale dei lupi ma ormai è troppo tardi. Vede uscire dalla foresta un maschio con le zanne snudate e può udire nitidamente il basso ringhiare minaccioso. La paura lo invade.

Lui esce dal fitto del bosco con le zanne snudate emettendo un cupo ringhio che è una minaccia per la preda e un segnale per i suoi fratelli. Il resto del branco lasciato indietro si avvicina sempre più. L’alce è spaesata, spaventata, lui avanza ancora ringhiando e guardandolo con circospezione. Dal lato esce un suo fratello per chiudergli la via di fuga data dal ruscello.

In breve tempo l’alce è circondato e non ha più vie di fuga. A testa bassa decide di provare a sfondare il fronte nemico ma lascia scoperti i fianchi dove viene prontamente attaccato da un paio dei predatori.

Il gruppo ha ormai circondato la preda con due elementi per ogni lato e appena la vedono caricare verso il centro gli altri lupi scattano verso di lui e in breve tempo gli sono addosso.

Il giovane alce è stato attaccato e ferito, la gamba posteriore non lo regge più, cerca di incornare qualcuno dei suoi assalitori ma le energie iniziano ad essere sempre meno presenti.

Tutto il gruppo di predatori è ormai addosso alla preda, lui si avvicina e azzanna la giugulare dell’alce ormai senza forze. La preda muore in breve tempo.

Nel frattempo tutto il branco è giunto, ogni membro si fa da parte per far sfamare le femmine che attendono i cuccioli.

Subito dopo di loro il grande maschio si avvicina alla preda e affonda il muso nella carcassa.

Una volta sfamatosi alza il muso grondante di sangue. La pelliccia candida, così come la neve,  è ora macchiata di rosso. Gli occhi color ambra sono accessi dal desiderio provocato dall’odore metallico che il suo olfatto finissimo percepisce nettamente sopra ogni altro.

Si allontana dalla carcassa per far si che anche gli altri mangino e , soddisfatto dalla grande caccia portata a termine il grande lupo a capo di questo branco, si accovaccia affianco della sua compagna.

2 commenti

Archiviato in Narrativa e poesia

2 risposte a “La Gande Caccia

  1. asukicco

    Le mie impressioni:
    “La preda è ormai vicina. I meccanismi per la caccia ormai sono conosciuti e tutti prendono la loro posizione.

    Il giovane maschio d’alce percepisce l’odore ferale dei lupi ma ormai è troppo tardi.”

    Troppi ormai.

    “Subito dopo di loro il grande maschio si avvicina alla preda e affonda il muso nella carcassa.

    Una volta sfamatosi alza il muso grondante di sangue.”

    La ripetizione di muso è forse troppo evidente. La battaglia me la sarei aspettata più movimentata, ma tutto sommato mi è piaciuto leggere, è scorrevole e ben fatto : D bella la storia e i termini usati per descriverla.

    • asadwhisperinthewind

      Tuo fratello mi disse le stesse cose sulla staticità dell’uccisione dell’alce. Comunque sono abbastanza soddisfatto anche io da quanto scritto sopra. Si può fare di meglio, però. <.<

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