Riflessioni?

Proprio ieri mi lamentavo del fatto che non avessi nulla da scrivere con un’amica. Attualmente, non credo che le cose siano cambiate poi molto. Continuo a non avere nulla da dire…Di interessante.

Quella di quest’anno è stata un’estate non esaltante, ma nemmeno da dimenticare, che volge lentamente verso la sua inevitabile ed inesorabile conclusione. Avrei voluto scrivere una sorta di diario di quanto accaduto se non durante tutta l’estate, almeno, durante la settimana e mezza passata in montagna. Ovviamente, alla fine, come troppe volte, i buoni propositi sono andati a farsi benedire e, quindi, per vostra fortuna, non ho nessun diario di alcun tipo.

In compenso, però, posso offrire un paio di spunti di riflessione che mi sono stati offerti negli ultimi tempi. Credo faranno riflettere solo me, ma poco male.
In questa torrida estate, tra un attacco di epistassi e l’altro, ho avuto modo di conoscere diverse persone interessanti. Per conoscere intendo sia il fatto di averle incontrate dal vivo sia su alcuni social network. Se, nel primo caso, tutto è andato come era prevedibile (due giornate pressoché perfette), il secondo è quello che però mi dà più spunti di riflessione.

Ma andiamo con ordine, un piccolo passo indietro ci riporta al giorno 30/08/2011. Penultimo giorno d’agosto. Nell’afoso pomeriggio sevesino, cazzeggiando su feisbug, mi capita di incappare in uno status di una pagina gestita da un’amica. Dopo aver cliccato rapidamente sui tre tag presenti nello status, la domanda che mi sorge spontanea è: “Come mai, dopo le pagine troll, quelle di black humor, quelle in cui chiunque sapeva mettere due righe di senso quasi compiuto si credeva uno scrittore, è scoppiata la moda delle pagine di citazioni?”. Posta la domanda in toni diversi, per ovvi motivi, ho avuto modo di dibattere a lungo (e, ovviamente, inutilmente) con un admin di una pagina di citazioni. Nonostante la si pensasse in modo diverso, alla fine, tra mille titubanze, mi sono convinto (anche se è più corretto dire che mi sono e mi hanno convinto) ad approfondire la conoscenza con lei.

Fin qui, tutto normale direte voi (e lo dico pure io, tranquilli). Parlando con l’admin in questione, una ragazza, si entra inevitabilmente nella fase dello studio reciproco volgarmente detta conoscenza. Studio reciproco che va avanti “tranquillamente” (per quanto possa essere tranquillo parlare col sottoscritto) fino a quando, non so se per colpa di una mia battuta di spirito non captata oppure per qualcosa di sbagliato che ho detto (piccolo e breve inciso: escludo categoricamente la seconda opzione), la discussione improvvisamente diventa seria e impegnata (forse un po’ troppo, dopo aver visto Dogma). Comunque, arrivando al sodo, le consiglio di abbassare le mura che ha eretto per evitare altre delusioni.

Ciò che mi chiedo (e non le ho chiesto) è, però: Perché reagire così? Non ci sono altre soluzioni? Se fossi stato in lei e avessi avuto i suoi trascorsi, con molta probabilità avrei reagito allo stesso modo. Anzi, l’ho fatto per un po’ di tempo. Eppure…Eppure, non è una soluzione utile e valida. Il difendersi sempre e comunque, per quanto sia una reazione naturale, tende ad estraniarti dai rapporti interpersonali e a renderti più diffidente, facendoti poi cadere in un circolo vizioso in cui conosci qualcuno di nuovo, potrebbe interessarti, ma non approfondisci per paura che ti ferisca. D’altro canto, è anche vero che “il tentar non nuoce” quando si parla di sentimenti non è la cosa migliore da applicare. In definitiva, una soluzione univoca non c’è. Fosse per me, cercherei di capire chi ho davanti e poi deciderei se vale la pena o meno rischiare. Non una chiusura totale, non un’apertura scellerata a chiunque.

Un altro spunto di riflessione mi è stato fornito dallo “sciopero” dei calciatori. Interessante notare come tutti i telegiornali (escluso il tg di la7) abbiano dato grande risonanza a questa notizia mentre, nel silenzio, una già pessima manovra economica diventava qualcosa di ridicolo ed inefficace. Le poche proposte decenti, improvvisamente, scompaiono. Le mancanze della manovra non offrono sicurezza e stabilità ai mercati ed il rischio speculazione aumenta di nuovo. Sarebbe facile puntare il dito solo su una maggioranza di governo inadatta a guidare il paese. La verità è che, nonostante alcune buone proposte delle opposizioni, quando si tratta di toccare i privilegi castali di una ristretta cerchia di persone, il tutto si arena. Eliminato il contributo di solidarietà, eliminata la riduzione degli enti locali, a pagare (come sempre) sono le classi meno abbienti e con più difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Sempre la manovra economica ha previsto un innalzamento dell’età pensionabile. Come si può pretendere che i giovani trovino lavoro, se persone in età pensionabile sono “costrette” a lavorare occupando posti in un mercato già saturo e con poche prospettive? Ci si lamenta dei bamboccioni, ma, il vero problema di questi bamboccioni è l’assenza di un posto di lavoro e la sicurezza di uno stipendio che può permettere loro di raggiungere a tutti gli effetti un’indipendenza non solo nominale ma anche effettiva.
Ci fosse stato un altro governo? La situazione, comunque, non sarebbe cambiata.

E con questo, passo e chiudo. Cya.

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