Il Giorno

Dopo mille mila anni, rieccomi qui. Non che abbia qualcosa di importante da dire, anche se lo speravate.

Dall’ultima volta che ho scritto quanto tempo è passato? Onestamente, non me lo ricordo. Le cose sono cambiate da allora? Sì. No. Forse. L’ultima volta che ho scritto una riflessione su qualcosa, ho volontariamente omesso degli avvenimenti. Avvenimenti che poi, col passare del tempo, mi hanno portato alla situazione odierna. Quale situazione? Presto lo capirete. Andiamo con ordine.

Luglio/Agosto 2011: Doppio incontro con due amici, che per comodità chiamerò P e C. Dopo mesi e mesi di conversazioni su msn/faccialibro/skype, finalmente si riesce a trovarci tutti insieme in quel di Milano. Giornata bella, senza ombra di dubbio. Ricca di divertimento, di chiacchiere, di spese e di spunti di riflessione. Ci si lascia ripromettendosi di vederci ancora, prima del diciotto di agosto. Alla fine, miracolosamente, riusciamo a trovare una data che mette d’accordo tutti e ci rincontriamo. Colazione fuori, come la prima volta, passeggiata per il centro di Milano, pranzo e chiacchierata. Qui ci sono i saluti. Saluti “definitivi” a P, che se ne ritorna in Norvegia per riprendere la scuola e la vita che s’era fatto lì, l’anno prima.

primi di settembre: Incontro l’amico C, rimasto in Italia. Si discute del più e del meno. Si discute di ragazze. Partono gli insulti. Le giornate reggono ancora quindi decidiamo di tirare tardi. Si discute di progetti futuri, piani e speranze. Insomma, una giornata di totale cazzeggio che mi fa tornare a casa pienamente soddisfatto.

Metà settembre: Altro incontro con C, poco prima dell’inizio dell’università. Situazioni in divenire vengono trattate a lungo e approfonditamente. Luogo che assiste all’avvenimento dell’epocale sede di discussione? Di nuovo Milano. Ci si accorda per un “appuntamento” a data da destinarsi.

Fine settembre, inizi ottobre: Ultimo incontro a Milano con C. Si discute delle solite cose, si evitano i fratelli di colore che vogliono piazzarci i braccialetti. Ci si mette d’accordo per un’uscita serale.

15/10/2011: Uscita serale. Si discute del più e del meno e sullo squallore dell’esser chiamati sfigati da una cameriera. Cameriera con anello al dito. Parliamo del più e del meno e della possibilità di fare un viaggio all’estero, previo lavoro trovato. Nel secondo locale noto che cercano studenti universitari per lavoro serale. C mi accenna ad una festa che si terrà a Milano il 28/29/30 ottobre a Milano. Mi dichiaro interessato.

16/10 – 25/10: organizzazione di massima dell’evento milanese che ci aspetta nel fine settimana. Ci si accorda sui dettagli e preparo il conto alla rovescia, smanioso di conoscere Herpina (“Ragazza puntata da C”. Il soprannome, è di mia invenzione). Porto un curriculum in quel locale, sperando che mi chiamino. Do l’esame di sociologia, brillantemente passato con 27 (finalmente).

Venerdì, 28/10/2011: All’ultimo momento, Herpina ci da buca. Io e C decidiamo di incontrarci comunque e, dopo aver fatto un giro tra le prime bancarelle, andiamo in Via Torino dove ci compriamo le caramelle che io voglio. Giornata tutto sommato normale, in cui abbiamo puntato i nostri futuri acquisti. Nulla di eccezionale.
Sabato, 29/10/2011: Dato che l’evento in questione è il Capodanno Celtico, assistiamo ad una sfilata. Il percorso copre la distanza tra Parco Sempione (partenza) e il Duomo (arrivo). Lo spettacolo è davvero impressionante. L’unica pecca è la scarsità degli strumenti musicali. Rischio di essere travolto, per colpa di una cazzo di foto. Ripercorso l’itinerario, assistiamo ai combattimenti tra alcuni partecipanti della sfilata. Coinvolgenti ed interessanti. Facciamo l’ennesimo giro tra le bancarelle e questa volta acquistiamo entrambi una collana. Io, un lupo (simile a quello dello stemma degli Stark). C. un lupo che ulula. Assaggiamo l’idromele. Originariamente il piano prevedeva una nostra permanenza anche serale, ma per vedermi la partita ho mandato a puttane il tutto. Di Herpina, che sarebbe dovuta venire, nemmeno l’ombra.
Domenica, 30/10/2011. Questo, insieme ad un altro, è IL giorno. Per comodità, lo chiamerò “IL giorno pt.1”. Ci si trova presto per mangiare al CIAO (no, non vi sto salutando). Si riassiste alla sfilata facendo foto e video. Conoscendo già l’itinerario, sappiamo come muoverci. Becco una tizia che assomiglia un sacco ad una mia amica. Apprezzo e tiro avanti. Dopo la sfilata, assistiamo alla rivisitazione di una battaglia, breve. Nulla di particolare ma non malaccio. Cerchiamo una panchina. Ne troviamo una, ma dopo poco dobbiamo lasciarla libera. Ne troviamo un’altra. Socializzo con una vecchietta (sarà stato anche il fatto che sgracchiavo come un novantenne, ad aiutarmi). Arriva, finalmente, Herpina. Sguardo tra me e C. Lui mi chiede se m’aspettavo di meglio. Mento spudoratamente, dicendogli di no. Dopo circa due ore, in cui beviamo anche una bottiglia di sidro in quattro (uau), Herpina se ne va. Pochi commenti da parte di entrambi e tanta perplessità. Torniamo al CIAO, in Duomo questa volta. Cena discreta, gran pezza di figa di fianco a C. Figura di merda assicurata, quindi. E, infatti, immancabilmente fatta. Mentre lei se ne sta andando mi becca in pieno mentre, in fissa, guardo nella sua direzione pensando “ciao ciao”. Mi guarda malissimo e io scoppio a ridere. Si torna al Capodanno celtico e si assiste ad un concerto della durata di un’ora e mezza. Niente male, davvero. Ed è dopo il concerto che si giunge all’inizio della fine. Assisto, infatti, alla performance di un corpo di ballo specializzato in danze celtiche e vedo lei. Colpo di fulmine. Fulminante. Mi è difficile distogliere gli occhi da cotanta bellezza. Dopo la fine del loro spettacolo c’è il rientro a casa. Discutiamo delle nostre “favorite”. Sì, anche C. ha una favorita. Ci si saluta, dandoci appuntamento per un non meglio precisato quando.

Mercoledì, 02/11/2011: Si discute delle intenzioni (a quanto pare serie) di C. di darsi alle danze irlandesi. Sempre C., si impegna in un’opera di “ricerca di informazioni” (Stalking, imho) sulle due ragazze che ci interessano. Sappiamo i loro nomi ma, come al solito, mi dimostro sfiduciato ed enuncio il mio teorema (Il Teorema di Mazza): “Arrivati ad una certa età (Età universitaria N.d.L), tutte le ragazze single o sono brutte o sono troie.” Dopo aver esposto questo teorema, vengo “pesantemente insultato” da C. e quindi gli chiedo di fare un controllo tra le sue amiche. Nonostante la fattispecie empirica mi dia ragione, C sembra poco convinto. Si Skypa in tre. Io, P. e C. e ci accordiamo per un incontro durante le festività natalizie.

Oggi, giovedì, 03/11/2011: IL giorno pt.2. La giornata si prospetta una vera merda sin dalle prime ore. Per consolarmi, C., mi invita ad andare a Milano (scherzosamente) e mi informa che la ragazza che mi ha fatto “venire un colpo di fulmine” gli farà da maestra. Finita la lezione, mi dà una bruttissima notizia: ha l’anello. Nonostante me lo aspettassi, la botta è bella tosta. Lui cerca di tirarmi su e io gli dico di evitare perché, tanto, mi rimetterò in carreggiata. Alla fine, anche lui, ammette che il mio teorema sia corretto e funzioni. Insomma, a coronare una giornata di merda si aggiunge pure questa ciliegina sulla torta.

Ora, dire che io sia sfortunato in amore è un eufemismo. Sentirmi dire che sono troppo negativo e pessimista, alla luce dei fatti, però è una stronzata.

Voi vi starete chiedendo: In cosa sono cambiate le cose? Fondamentalmente, ho trovato degli amici di cui mi posso fidare e con cui mi trovo bene dopo un periodo di scarsa vita sociale. Questo è cambiato.
Cosa è rimasto uguale? Fottutamente sfortunato in amore, senza ombra di dubbio.
Qual è la situazione odierna? Insoddisfatto della mia vita sentimentale e perseguitato dalla sfiga, ma con una discreta vita sociale.

Tl;Dr: Ho una vita sociale, in amore sono sfigato. Il mio Teorema è corretto.

P.S.: Dato che il signor C. vuole abbordare la sua favorita, sabato gli farò da sostegno morale ad un loro spettacolo a Busto.

Con questo chiudo, tante care cose.

Cya.

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