Non mi resta che sperare…

L’Italia si spezza:
I Ricchi che dovrebbero pagare di più, non lo fanno (Anche a causa dei veti più o meno espliciti del PdL, in materia)
La gente normale si ritrova a dover fronteggiare rincari che colpiscono i beni di consumo e i redditi (aumento dell’Iva, ICI reintrodotta, aumento delle bollette e della benzina).
I Parlamentari che non vogliono tagliarsi lo stipendio o meglio, lo faranno quando vorranno (ultimo aumento di stipendio risale all’anno scorso mi pare).
I lavoratori vengono martoriati da una riforma previdenziale che prevede lo slittamento dell’età pensionabile ad anni 62 e la cancellazione della pensione di vecchiaia. Sempre loro vedono il tanto sudato posto di lavoro messo a rischio da una controversa riforma dell’articolo 18.
I pensionati si vedono le pensioni congelate oltre la soglia di 1.400 €.
Berlusconi afferma che l’attuale premier, Monti, sia disperato.
Il PD potrebbe (strano ma vero) salire al governo, staccando la spina del Disperato Monti.
La Lega, dopo anni di nullafacentismo, si riscopre partito di lotta. Bossi definisce Berlusconi un comunista.
Nel frattempo, L’Unione Europea, raggiunge l’accordo su una politica fiscale comunitaria. Le borse arrancano, alternando alti e bassi. Lo Spread pare sulle montagne russe: Sale, scende, sale, scende e così via.
Sempre l’UE vede una frattura al suo interno, con la fuoriuscita dell’Inghilterra e la rottura tra Cameron e Sarkozy.

E mentre accade tutto questo, non posso fare a meno di rendermi conto che tutte queste persone, seppure diverse tra loro, hanno qualcosa in comune. Fanno parte del 99,98% della popolazione che rappresenta un cancro per sé stessa e per l’intero pianeta. Quella che può sembrare un’affermazione ingiusta, generalizzata o ancora peggio una provocazione da parte mia, però, risponde ad una triste realtà.

Il cancro uomo è la cellula impazzita che, proprio come la malattia, contamina territori vergini e sani. Si espande, si riproduce e, soprattutto, consuma. Quando poi non c’è più nulla da consumare, non resta altro che un ambiente morente. Null’altro che distruzione. Siamo sette miliardi di persone che consumano risorse limitate. E siamo in continua crescita. Una crescita quasi inarrestabile che colpisce soprattutto i paesi poveri, quelli meno sviluppati. Perché, come ben sapete, l’uomo ha il brutto vizio di essere vittima e carnefice di sé stesso. Ci sono pochi paesi in cui la ricchezza è accumulata in quantità abnormi e molti paesi in cui, invece, non si riesce a sopravvivere. Intere nazioni sotto la soglia di povertà, in cui le risorse e le ricchezze scarseggiano e sono controllate da pochi.

L’uomo, infatti, oltre ad essere la malattia è anche il malato. Nei paesi ricchi, la malattia colpisce un po’ tutti, indiscriminatamente. Più si ha, più si vuole. Tutti rincorrono una condizione sociale migliore e, questo, porta all’egoismo. Egoismo, ricerca della ricchezza, della fama e consumismo vengono presentate e rilette sotto una chiave positiva grazie ai film, ai telefilm e ai reality show. L’apparire conta molto più dell’essere. Il dimostrare di poter ricoprire un certo status sociale ed avere degli stili di vita elevati, nonostante i ritmi frenetici siano dannosi, è l’obiettivo ultimo. E così facendo, ci si dimentica di tutto ciò che ci circonda. Si perde di vista il mondo reale, con le sue reali problematiche. Ci culliamo in un falso senso di sicurezza. Sono ben conscio che questo possa sembrare buonismo spicciolo e della peggior specie ma, le popolazioni agiate, sono andate incontro ad una progressiva standardizzazione, cadendo nella mediocrità. Pur esaltando l’individuo, la società odierna, lo rende schiavo. Lo infetta sempre più profondamente.

Gli uomini che abitano nei paesi più poveri, invece, sono affetti da un male diverso. Pochi ricchi tiranneggiano su intere nazioni e, nemmeno chi potrebbe e dovrebbe intervenire, non fa nulla. Ci si uccide a vicenda perché si ha delle origini etniche piuttosto che altre. Si combatte per ottenere il controllo sulle poche risorse che il territorio offre. Risorse che verranno poi vendute ai migliori offerenti esteri. E, mentre questa piccola parte continua a portare avanti i propri progetti, la stragrande maggioranza della popolazione giace in condizioni disagiate. Non hanno cibo, non hanno medicine e non hanno alcun tipo di sicurezza. Mentre nel nord del mondo si continuano a sprecare e bruciare risorse, il sud è impantanato nell’arretratezza, nelle lotte intestine. Qual è la soluzione a tutto questo? Qual è la cura per il male umanità e il male che affligge l’umanità?

Purtroppo, a meno che un qualche essere divino decida di intervenire, si può fare ben poco. Inutile cercare attenuanti di sorta. Non ce ne sono. L’uomo è entrato in un circolo vizioso da cui non vi è più via d’uscita. Un circolo vizioso che porterà alla distruzione degli ecosistemi (già iniziata), a rendere la terra un posto inadatto ad ospitare la vita e, alla fine, all’estinzione dell’uomo stesso. Una flebile speranza di redenzione c’è, ma va subito intrapresa una via che consenta di vivere con un impatto ambientale minimo, il modo di vivere andrebbe completamente rivoluzionato. La corsa al profitto dovrebbe essere subalterna ad attività che non ledano agli altri e ciò che ci circonda. Se ciò non accadrà, non mi resta che sperare che, un giorno:

Forse attraverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo  fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile… Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto sarà massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e malattie”

Cya.

1 Commento

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Una risposta a “Non mi resta che sperare…

  1. Voglio nel mio piccolo fare qualcosa per salvare il mondo.
    Vado a suicidarmi.
    THXBY

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