Archivi del mese: aprile 2012

L’amico è…

Lo so che dal titolo sembra uno di quegli sfigatissimi temi che si facevano a scuola e che, mentre si scrivevano, pensavamo a cosa fare nel pomeriggio o nel week-end. Per fortuna non ho intenzione di fare una cosa del genere e di non citare massime di dubbio gusto e attribuzione del tipo “Gli amici sono la famiglia che uno si sceglie” (Jim Morrison) oppure “Chi trova un amico, trova un tesoro” (Giuda Iscariota riferendosi a Gesù) [NdC: Perdonate questa pessima battuta introduttiva]. E se lo facessi, consolatevi…Almeno ci sono le parolacce, che nei temi non si potevano mettere.

In un normale tema sull’amicizia o, più nello specifico, sull’amico la frase con cui si dovrebbe iniziare è “L’amico è…”, io invece farò un’importante distinzione tra tre categorie di persone che si affacciano nella nostra vita quotidiana e sono:

– I compagni di scuola/colleghi di lavoro: A meno che non si tratti dei compagni di scuola dell’asilo (o delle elementari) i compagni di scuola li ho sempre visti come persone diverse dagli amici. Sapevano il minimo indispensabile e tanto bastava sia a me, sia a loro. Lo stesso discorso è applicabile (o almeno credo) ai colleghi di lavoro. Insomma, c’è una conoscenza reciproca ma spesso e volentieri è superficiale e limitata.

– I conoscenti: Ecco, qui rientrano persone con cui si va oltre la semplice cortesia/convivenza forzata. I conoscenti sono quelle persone che ti conoscono in maniera un po’ più approfondita e con cui, magari, una serata in compagnia ci scappa pure. Spesso, i compagni di scuola che ti stanno “più simpatici” rientrano in questa “categoria”.

– Gli amici: ecco, a questo punto dovrei iniziare a spiegare chi è un amico per me ma vi potete attaccare al cazzo. Vi sorbirete un interessante excursus storico sulla concezione che ho avuto dell’amico e dell’amicizia in questi lunghi (e terribili) ventuno anni di vita (Ecco, arrivati a questo punto le scelte sono due: 1) Vedete la X la in alto, a destra? Benissimo. Premetela e sprecate il vostro tempo in un altro modo; 2) Andate avanti a leggere sto post ma non aspettatevi una beneamata minchia.) Comunque, tornando a discorrere di “cose serie”, dicevo che durante i miei ventuno anni di vita ho avuto diverse concezioni differenti dell’amicizia e degli amici.

C’è stato il primo periodo in cui la socializzazione era fondamentale e, in cui, i compagni di gioco erano anche considerati gli amici. Ero indubbiamente piccolo e il fatto di frequentare tutti gli stessi posti e vedersi tutti i giorni a scuola, dava una mano a cementare il rapporto di “amicizia” che ci legava. In questa fase, tendenzialmente, si è all’asilo o alle elementari. In questo periodo si può dire che non facessi grande distinzioni tra questa o quella persona (per quanto, era inevitabile, preferivo stare con alcuni piuttosto che con altri). Diciamo che questa è stata la mia fase dell’amicizia “ingenua” e “innocente”. Col passare del tempo, ovviamente, si è andati incontro ad una prima scrematura che portò alla creazione di “macrogruppi” in cui ad accomunarci (oltre al gioco) c’erano gli interessi. Tra l’altro la separazione del gruppo “originale”,  portò anche a prediligere la compagnia di alcuni rispetto ad altri.

Ed è in questi momenti che si entra nella seconda fase che potremmo definire (o almeno, mia nonna la definiva così) “la fase della stupidera” in cui si usciva solo con persone che erano “fighe” in modo tale da essere “In” (per quanto, temo che molti in questa fase ci siano entrati e non ne siano più usciti). In questa fase c’è una prima distinzione (molto più generica di quella fatta da me prima) che porta alla separazione tra “Amici” e “Gli altri”. In questa fase, insomma, o si è bianchi o si è neri. Non ci sono le vie di mezzo. Iniziano a verificarsi sempre più fratture all’interno del “Macrogruppo Originale” finché non si formano sempre più “Microgruppi” a sé stanti. Questa fase per me fu assai importante e durò esattamente tre anni (Estate quinta elementare – Estate terza superiore). Fu importante perché delineò la fine del “vecchio mondo” (quello dell’infanzia) per inaugurare quello più “traumatico” e “tormentato” dell’adolescenza.

Fu proprio nel periodo dell’adolescenza che, dopo varie vicissitudini e in preda ad una forma molto pesante di pessimismo cosmico, mi dissi che l’amicizia si basava sull’interesse, sul vantaggio. In breve: una persona è amica di un’altra persona fintanto che ne trae un vantaggio. Appena uno dei due trovasse una persona in grado di dargli maggiori vantaggi, l’amicizia finirebbe. Nelle dinamiche di gruppo, il tutto si riflette in maniera molto semplice: ci sono X individui che traggono vantaggi dallo stare insieme, appena un individuo diventa un “peso” (uno svantaggio, per l’appunto) lo si lascia indietro. Ovviamente questa concezione era molto materialistica e utilitaristica e, in gran parte, fu influenzata dalle “scottature” (NdC: Per i nuovi lettori: sì, sono uno sfigato di prima categoria. Sono come i niggah nei film horror). Questo periodo durò fino ai 15/16 anni.

Intorno a quell’età, infatti, si formò un gruppo di cinque persone (Coso compreso) che, dopo una difficile operazione di riallaccio dei contatti, iniziò a frequentarsi assiduamente. Questa probabilmente è la fase (Lo so, avevo detto che non l’avrei usato, ma ho mentito) “Gli amici sono la famiglia che ti scegli”. Ci si vedeva tutti i giorni, tutti i sabati si cenava insieme e si cazzeggiava in allegria. Con loro si fecero i primi mega-capodanni con After incluso. Con loro ci sono stati i veri e propri primi fallimenti e le prime conquiste.

Ovviamente la cosa non sarebbe potuta durare a lungo e, difatti, col finire delle superiori la situazione è di nuovo cambiata. Non è una vera e propria “fase” quella che attraverso adesso ma è più la consapevolezza che, in fondo, l’amicizia si basi, in primis, sulla sopportazione reciproca. Non la sopportazione che caratterizza i rapporti con conoscenti o coi compagni di scuola. Una sopportazione più profonda. Una sopportazione che ti fa andare avanti quando si litiga, che ti fa ascoltare l’amico quando è depresso per un cazzo o che ti sorbisci quando è euforico.

Ed è a questo punto (sì, gioite e giubilate) che vi dirò chi è l’amico per me, L’amico è…

Quello che, anche se non senti per mesi e mesi, con domande ben mirate ha presente l’intera situazione (E nel mio caso, la prima domanda è: “Ma allora, hai scopato?”)
Quello che conosce i tuoi genitori e passa la vigilia di Natale solo per fare gli auguri a loro.
Quello che quando giochi la peggior partita di calcio della tua “carriera” (e di brutte partite ce ne sono state tante) ti dice, credendoci più di te, “Dai, Luke, hai fatto una bella partita”.
Quello che ti tira il culo per le tue più grandi figure di merda eppure era lì a darti una mano quando avevi bisogno.
Quello che si accorge che qualcosa non vada dopo poche parole (non sono avvezzo ad usare frasi in genere…Preferisco i grugniti).
Quello che appena ha una novità (che sia anche la più infima cazzata) ti rende partecipe (in questo caso la soglia tra amico e rompicoglioni è molto sottile).
Quello che cerca di coinvolgerti in attività che normalmente non faresti perché sei troppo culopeso.
Quello che, volente o nolente, ti mette di fronte ad una situazione che tu non vorresti vedere.
Quello che, quando sei in fase di “seghe mentali”, ti ascolta tutta la sera anche se preferirebbe fare altro.
Quello che, in definitiva, ti sopporta (e supporta) più di chiunque altro sia quando le cose vanno bene, sia quando le cose vanno di merda e anche quando non vanno né bene né male.

Ecco, qui ci starebbe una frase filosofica ma non mi viene in mente un assoluto cazzo da scrivere, quindi immaginatevela.

Questo è quanto.

Cya.

(Se foste davvero arrivati ai saluti, ci tengo a dirvi che avreste dovuto cliccare sulla X quando ve lo avevo detto)

8 commenti

Archiviato in Diario, Riflessioni, Varie ed Eventuali

E poi…E poi boh

Il primo post “serio” da quando sono sparito dalla circolazione. Ho qualcosa da dire? Come capirete benissimo dal titolo, la risposta è: “Ovviamente no”. O almeno, non ho nulla di importante o particolare. E quindi, fatta la doverosa premessa analizzerò un paio di Cose a Caso qua e là, senza nemmeno troppo approfondire.

Il 25 aprile sono stato al cinema a vedere The Avengers. Per essere “la tipica americanata”, si è rivelata un’ottima sorpresa. Humor e azione si legano perfettamente. Per quanto la trama non sia nulla di estremamente originale e in certi punti si rivela un po’ troppo poco approfondita (ed in alcuni casi è stato davvero un bene), il colpo di scena finale (che non vi svelo) da solo vale il prezzo del biglietto. La speranza è che, in un eventuale sequel, vengano implementati personaggi importanti per i vendicatori quali Wasp e Ant-man.

Sempre il 25 aprile, finito di vedere il film, io e il mio amico siamo andati in Piazza Duomo, dove abbiamo sentito parlare Pisapia, Podestà e la Camusso. Podestà è stato subissato di fischi, mentre per Pisapia e la Camusso ci sono stati applausi a scena aperta. In linea di massima, mi sono trovato d’accordo sia con il Sindaco di Milano, sia (anche se meno) con la Camusso che, nel suo discorso, ha invitato il governo a detassare il lavoro e di non toccare l’articolo 18. Il vero problema del discorso della Camusso è che l’unico bacino certo d’estrazione delle tasse è proprio quello dei lavoratori dipendenti. I loro contributi vengono versati dall’impresa e per loro è impossibile far qualsivoglia tentativo di evasione.

Sempre rimanendo in ambito politico, stamane dalla dottoressa, c’erano due persone che si lamentavano dei politici e del governo. Tralasciando i discorsi “ignoranti” e intrisi di demagogia populistica (caratteristica che si riscontra spesso e volentieri nei discorsi di Beppe Grillo) emerge come il malcontento serpeggi sempre di più. Nonostante le discrete manovre del governo Monti, la situazione non pare essere cambiata e, dopo un’iniziale inversione di tendenza, le nubi provenienti dall’estero hanno rifatto piombare l’Italia in una situazione instabile da cui non eravamo mai del tutto usciti.

Due parole le spendo anche per Beppe Grillo, la “faccia nuova” della politica italiana. Bene, a me non piace. Il Movimento Cinque Stelle non ha un programma, è l’Anti-politica reincarnata e, nonostante tutto, ne rappresenta i peggiori aspetti tra i quali spicca il populismo demagogico del loro leader che si riempie la bocca di parole ma non offre un’alternativa reale e valida (un po’ come il PD). Insomma, se davvero si volessero volti giovani e nuovi per la politica io non punterei mai su Beppe Grillo.

E poi…E poi boh, c’è quella malinconia che ogni tanto mi prende e mi butta giù di morale. Quella malinconia che mi fa dire “Massì, scriviamo un articolo che parli di tutto e niente…Magari passa”. La stessa malinconia che nonostante io abbia scritto quanto potevo/volevo, ancora mi attanaglia e non vuole mollare la presa. E dire che è bastato proprio poco per rovinare la buona giornata che sta per finire e che rovinerà quella dopo che sta per iniziare. Perché d’improvviso mi sono immelanconito? Ancora non lo so. Potrebbe essere stato l’incontro fortuito e casuale di oggi con una tizia dagli occhi dolci e tristi, che probabilmente non rivedrò mai più. Potrebbe essere solo un po’ di sconforto per i fallimenti personali che costellano il mio percorso di vita. Potrebbe essere la mia non esaltante (per usare un eufemismo abnorme) vita sentimentale. Oppure potrebbe semplicemente essere il vuoto cielo azzurro, noioso e apatico di questo pomeriggio. O ancora, potrebbe essere il sentore di qualcosa che sta per mutare e trasformarsi di nuovo, il sentore di un altro mio cambiamento o di una situazione che mi riguarda. Non so cosa pensare. Ci sono talmente tante opzioni valide che solo per elencarle tutte, mi ci vorrebbero settimane intere e, immancabilmente, si finirebbe nel campo delle “seghe mentali”. Cosa che, per lo meno a voi, risparmio in questo post.

Questo è quanto.

Cya.

20 commenti

Archiviato in Riflessioni, Varie ed Eventuali

Aggiornamento

Sono vivo. Poco presente, assai indaffarato ma vivo.

4 commenti

Archiviato in Varie ed Eventuali

Il Futuro

Per quanto nebuloso e incerto possa essere il futuro, oggi vorrei concentrarmi (il più concisamente possibile) su questo argomento, traendo giusto appunto un paio di spunti dalla realtà che ci circonda (Sì, questo è uno dei post seri…Vi chiedo scusa).

Il Governo Tecnico, lo sappiamo tutti, non potrà rimanere per sempre in carica e, anzi, il suo tempo stringe sempre di più. Le misure prese fino ad ora sono state necessarie, dolorose e pesanti per molti italiani che si sono visti aumentare le tasse senza un degno adeguamento dello stipendio. Lo scontento monta sempre di più e, almeno nel breve periodo, non farà altro che aumentare. Se questo è già un quadro preoccupante, lo diventerà ancor di più con le prossime elezioni. Il Partito Democratico ancora non sa con chi allearsi e i tempi delle foto di Vasto sono distanti anni luce. In molti strizzano l’occhio a Casini e all’UDC per una coalizione. Il PdL, orfano dell’alleanza con la Lega Nord, invece potrebbe provare a riallacciare i rapporti proprio con quest’ultima (per quanto il cambio di vertice all’interno della Lega renda la situazione più nebulosa e apra prospettive quasi infinite) oppure puntare ad un’alleanza con l’UDC per tornare al governo dopo questa parentesi. Come sarà chiaro, a mio avviso, l’UDC sta diventando l’ago di una bilancia non equilibrata. Per quanto riguarda gli altri due partiti di “Sinsitra”, l’IDV e SEL, l’unica speranza di salire al governo è proprio un’alleanza col PD. Tra l’altro, l’immagine di Vendola viene intaccata dall’ennesima inchiesta a suo carico mentre Di Pietro, da quando c’è in carica il Governo Monti, si è eclissato sempre di più ricomparendo con uscite occasionali e, a volte, estemporanee. La Lega, invece, si trova in una fase di rinnovamento (un rinnovamento di facciata) che ha già fatto cadere le prime teste illustri (la Mauro e il Trota). La credibilità di questo partito comunque ne ha risentito parecchio scontentando ancora di più la base popolare su cui si reggeva. Come detto sopra, l’impronta di Maroni (avrebbe potuto benissimo evitare la scenetta con la scopa, dato che tutto il marcio è ancora dentro la Lega) potrebbe portare a cambiamenti radicali oppure a riallacciare rapporti che apparivano persi (cosa che, probabilmente, avverrà).

Chiunque salirà al governo si troverà ad affrontare una situazione generale non semplice. Il mal contento popolare avrà raggiunto (con tutta probabilità) nuovi picchi, la situazione economica non migliorerà (tant’è che ormai l’Italia è ufficialmente in recessione), il mercato del lavoro annaspa e la speculazione colpisce l’Italia che si ritrova ad essere una delle peggiori nazioni in Europa, preceduta solo da Spagna (che da poco ha raggiunto i 500 punti di spread rispetto ai titoli tedeschi) e Grecia che, a tutti gli effetti, si trova già in regime di commissariamento. L’Italia, se le cose dovessero continuare così, si troverebbe soffocata da una situazione che si è trascinata dietro per troppo tempo. Le misure prese attualmente sono solo un palliativo per un cancro troppo esteso. Il nuovo governo dovrà continuare la politica economica del precedente, mantenere credibilità a livello internazionale e affrontare i nuovi problemi che di volta in volta vengono sottolineati nel paese. Un paese composto da anime contrastanti e interessi totalmente opposti. Se il governo che sarà, si rivelerà incapace di affrontare una situazione critica come quella che si troverà ad affrontare, probabilmente l’Italia rischierà di affondare ancora di più. Ad oggi, che piaccia o meno, Monti & Co. ci stanno tenendo in equilibrio precario sul ciglio di un burrone, domani chiunque sarà al governo dovrà o allontanarci da quel ciglio o almeno provare a mantenerci in questa situazione, ma una sola mossa sbagliata significherebbe il crollo.

Lascia un commento

Archiviato in Politica & Società, Riflessioni

The Black Dalia

Dato che non c’ho voglia di scrivere, mi limiterò a dire: Minchia, che filmone. Consigliatissimo.

Grazie ad Ella per avermelo consigliato.

4 commenti

Archiviato in Varie ed Eventuali

Biblioteca

Cosa si può scrivere su una biblioteca? A tutti gli effetti un’assoluta minchia però…Oggi sono stato nella nuova biblioteca di Meda che ha aperto i battenti quattro giorni fa. La prima impressione? Pheeeeeeegata.

Però, dopo la prima impressione, ne sono seguite anche altre che elencherò, dividendole in “pro” e “contro”.

PRO:

– La struttura è molto più spaziosa e meglio organizzata. Finalmente ogni piano ha uno spazio dove potersi fermare per sfogliare i libri o per studiare. Non è cosa da poco, dato che prima c’erano quattro tavoloni al piano superiore e basta.
– Si sono tecnologizzati. Non vuoi fare la coda? Nessun problema, puoi restituire e prendere i libri in completa autonomia grazie ad un lettore di codice a barre (quello della tessera) e uno scanner che ti riconosce i libri. Una volta fatto ritiri un pratico scontrino con scadenza e…Fatto. Puoi andartene coi tuoi libri.
– Una struttura più grande significa anche più libri. Più libri significa nuovi titoli. Nuovi titoli significa roba in più da leggere. Roba in più da leggere, per me che sono un topo di biblioteca significa, tantissima roba.

CONTRO:

– Per quanto meglio organizzata e più grande, la trovo fin troppo dispersiva. Quella di prima era più piccola ma “più accogliente”, questione di abitudine, comunque.
– La nuova disposizione dei libri mi ha fatto quasi invocare i Grandi Antichi e gli Dèi Esterni (If you know what I mean ) per cercare le sezioni in cui di solito ci sono i libri che mi interessano. Alla fine, per fortuna, sono giunto all’agognato scaffale…Per non trovare ciò che cercavo. Mi par giusto.
– Scaffali interi vuoti. È vero che col tempo si riempiranno (si dovranno riempire), però sono proprio bruttini da vedere. Cioè, santo cielo, metteteci qualcosa! Anche dei doppioni vanno bene, basta che non li lasciate vuoti.

Comunque, in definitiva, la nuova biblioteca mi ha impressionato positivamente. Voto 9.5.

Questo è quanto.

Cya.

6 commenti

Archiviato in Varie ed Eventuali

Oggi

Oggi sarebbe stato il tuo compleanno.

2 commenti

Archiviato in Varie ed Eventuali