Il Male di Vivere

Proprio ieri, su G+, stavo riflettendo su quanto fosse strana l’assenza di un post sul Male di Vivere che, ogni tanto, mi prende. Quindi, mi ero ripromesso, appena avessi avuto cinque minuti di scriverci un post al riguardo ed…Eccomi qui.

Ieri sera, in vista della settimana di merda che mi si prospettava (e tuttora mi si prospetta) mi sono sentito attanagliare da un senso di malessere interiore vago, indefinito ma estremamente potente. Proverò a descrivervelo per correttezza: Un senso di scoramento, un groppo alla gola, una certa sfiducia nel genere umano e tanta, tanta, tanta voglia di fare nulla. Per quanto mi riguarda, una volta arrivato a questo punto, la situazione non può fare altro che o stabilizzarsi (e quindi sticazzi, accetto la situazione) o portarsi dietro strascichi che influenzino l’intera settimana con l’aiuto degli eventi. E, siccome questa è una settimana di merda, ovviamente la possibilità che si è avverata è stata la seconda.

Perché dico questo? Semplice: Stamane prendo il treno delle 7.31 a pelo. Ci salgo e mi metto a sedere sempre in preda al Male di Vivere. Dopo una fermata sale un donnone evidentemente obeso. La donna prima si siede di fianco ad un donnino gracile gracile (la strana coppia), poi, dopo una fermata mi si siede di fronte e…E porca puttana ha un profumo fastidiosissimo e nauseante. Provo a respirare ma mi viene la nausea. Anche se se ne fosse accorta, la tizia sembrava far finta di nulla. Alla fine, cedo, e mi copro il naso con la mano, mentre il Male di Vivere (la commistione dei sentimenti di cui sopra) aumenta ancora. E ancora. E ancora.

Di certo, non ha aiutato il fatto che il treno fosse in ritardo di mezzora. Motivo? Tralasciando il fatto che si tratti pur sempre delle Trenord, non saprei dirlo. Resta il fatto che dopo un viaggio disagevole, l’uscita dal treno è stata ancora peggiore. E in quel momento, il Male di Vivere si è evoluto. È diventato  qualcosa di più intenso, qualcosa che mi ha spinto a dire “Voglio…Ucciderli tutti”. Vedete, la gente che cammina sulle banchine di Cadorna di mattina ha il brutto vizio di camminare a mezzo metro all’ora. Gente che chiacchiera giovialmente, gente che si guarda le unghie, gente che parla al cellulare…E poi ci sono io. Io che sono perennemente di fretta, anche quando sono in anticipo. Alla fine, sono riuscito a passare dai tornelli e…

E mi sono buttato in Metro. Mai scelta fu più tragica e più sbagliata. La folla che premeva e spingeva ovunque, l’aria irrespirabile e il male di vivere che cresceva, cresceva fino a quando, arrivato in aula non ho potuto fare a meno di chiedermi “Perché sono vivo?”. La situazione ovviamente è leggermente migliorata durante il ritorno. Una passeggiata in centro Milano evitando mendicanti, venditori di libri, mendicanti e Greenpeace, mi ha aiutato a recuperare un po’ di ottimismo e di voglia di vivere. Il viaggio in treno, poi, non ha fatto altro che migliorare la situazione generale proponendomi una deliziosa fanciullina con pelle di porcellana e carnagione chiarissima. Una visione di rara bellezza.

La mattinata si è conclusa in crescendo grazie ai Pain Of Salvation, che mi hanno rasserenato quasi definitivamente. E, la doccia calda, ha completato l’opera. Insomma, almeno per oggi, il Male di Vivere è stato sconfitto. Ma tornerà…Eccome, se tornerà, sta settimana.

Questo è quanto.

Cya.

2 commenti

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2 risposte a “Il Male di Vivere

  1. Non è il Male di Vivere, è solo il periodo degli esami.

    E mettiti i Dropkick Murphys quando sei malinconico.

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