I luoghi di Coso

Continuiamo con cenni autobiografici (più o meno veri) su Coso e sulle sue abitudini. Come ogni persona, persino il Re dei Culopesi (nonché primo e unico membro di questa comunità), frequenta per cause di forza maggiore alcuni luoghi. Gli incauti che non se ne avvedono potrebbero trovarlo a leggere su una panchina oppure a passeggiare scuotendo la testa di fronte ad uno scaffale di libri. O, ancora, a squadrare una leggiadra fanciulla che passeggia per le vie del centro.

Fondamentalmente, potreste trovarlo a Seveso. Seveso, in realtà, non ha un cazzo di niente degno di nota, perciò sarebbe lui il primo a stupirsi se voi foste qui (a meno che non siate di questa ridente cittadina, nel qual caso vi compatirà e patpatterà). Come dicevo, comunque, a Seveso non c’è assolutamente nulla, o quasi. C’è un cinema che non si incula nessuno anche a causa della concorrenza sleale dei multisala di nuova generazione. C’è un oratori piuttosto attivo e vivo…Finché si hanno 14/15 anni e c’è il Bosco delle Querce. Ecco, Coso, principalmente passa il suo tempo sevesino o a casa sua, o lì, al Parco (la stazione non conta). Questo polmone verde che si estende tra Meda e Seveso nacque in seguito a questo evento (su cui ci hanno pure fatto una canzone, cosa che ho scoperto ora, mentre scrivevo). Il parco è fondamentalmente usato per fare poche cose: Infrattarsi per scopare, pomiciare, leggere, portare a spasso gli animali (bambini compresi) o godersi un po’ di sole estivo. Dato che Coso non scopa, non pomicia, non porta a spasso nessun tipo d’animale e rifugge il sole come se fosse un venditore ambulante, non resta altro che la lettura su una panchina, all’ombra delle fronde degli alberi. Di solito, raggiunge la pace dei sensi prima che arrivi qualcuno a far casino e rovini tutti. (P.S.: non cercate la canzone. Fa schifo. Ma davvero.)

Altra zona frequentata da Coso è il Ceredo (frazione di Seregno). Lì, invece, ci va quando deve giocare a calcio con gli amici. Succede raramente e ancora più raramente vince. In quei momenti, il fine e raffinato Coso, diventa volgare ed evoca un po’ tutti gli Dèi ad ogni goal sbagliato o subìto. O potreste vederlo mentre cerca di scroccare acqua agli amici più avveduti di lui, quando se la dimentica a casa.

Poi, c’è a Cantù, la fumetteria. Luogo di perdizione, piacere e…Spesa. Sia chiaro, lì ci va una volta ogni due mesi con una spesa che oscilla tra i 50 e i 70 € (e con lo sconto del 10% porta via un fottio di roba). Solitamente, quando il fumettaio lo vede arrivare non sa se mettersi le mani nei (pochi) capelli oppure sorridere beato in attesa che Coso gli molli del fresco denaro sonante. Quello che compra, magari, lo scoprirete più avanti. Resta il fatto che potreste avvistarlo anche in zona Cantù, con l’Eastpak sulle spalle e la faccia felice per lo shopping appena fatto (perché sì, per lui è questo il vero shopping).

A Meda, invece, Coso va soprattutto in biblioteca ormai. Tra l’altro, col fatto che abbiano aperto la nuova sede, i servizi offerti sono migliorati particolarmente e questo lo ha invogliato a continuare ad andarci. Da sottolineare la presenza di una sala studio nel piano interrato, oltre alla possibilità di connettersi ad internet e ovviamente…Tanti, tanti libri gratis.

E, alla fine, c’è anche un Coso milanese. Coso milanese che si divide tra San Babila e Parco Sempione. In San Babila lo trovate per l’università, ma statece che tanto non lo riconoscete. In Duomo, per lui, è un must il giro delle tre librerie nel seguente ordine: Mondadori, Feltrinelli, Mondadori. Di solito prima si fa un giro sullo scaffale fumetti, poi si fionda sulle ultime novità e alla fine, prende un libro a caso (ovvero quello col titolo più interessante) e si siede a leggere tranquillamente. In Sempione, invece, fa più o meno le stesse cose che fa al Bosco delle Querce con l’unica differenza che, anziché essere solo, è in compagnia della Fatina dei Boschi e la quantità di belle fanciulle è esponenzialmente più elevata. Più raramente si è spinto fino alle “famose” colonne dove però non ha mai trovato metallari da sfottere e quindi ha deciso di lasciar perdere.

Ecco, ora che sapete dove potreste trovar Coso…Evitate questi luoghi. Uomo avvisato, mezzo salvato.

Questo è quanto.

Cya.

53 commenti

Archiviato in Diario

53 risposte a “I luoghi di Coso

  1. Non credo avrò mai la (s)fortuna di incontrarti mio caro Coso ma sapere che leggi fa di te un uomo saggio😀

  2. V.

    Un documentario interessante! Mi è venuta voglia di lanciare una sfera pokè e catturarti!

  3. Ma quanti anni ha Coso, ottantasette?
    Non è che la mattina vai al bar a giocare a briscola con gli altri vecchi?
    (disse quello che fa casa-milano milano-casa e basta)

    • No, è ultracentenario. E quando non gioca a carte con La Fatina dei Boschi è a dare consigli con aria sconsolata a quelli che lavorano nei cantieri. Se non dovesse essere ascoltato, scuoterebbe il capo e assumerebbe la seguente posa: Mani intrecciate dietro la schiena. Poi ci sarebbe lo sgracchio e, solo alla fine, un perentorio “‘Rca Madonna”.

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