Sui blogger

Il Coso blogger, così come il suo blog, non ha filtri e perciò vi propina tutto ciò che gli passa per la mente. E, sì, oggi parlerà dei miei “colleghi” che, negli ultimi tempi sono spuntati un po’ come funghi. In questo articolo, quindi, non aspettatevi complimenti per la vostra supposta attività o per il semplice fatto che siate tra i pochi blog che seguo davvero (anche se questi ultimi, i complimenti se li beccheranno).

Come per ogni cosa riguardante l’interlink, anche qui ci sono svariate categorie di blogger che si possono distinguere in: “Quelli bravi”. Quelli bravi aprono un blog perché sanno scrivere, probabilmente col tempo iniziano pure a guadagnarci qualcosina e per loro diventa, in fin dei conti, un vero e proprio lavoro. Personalmente, al momento, sto “seguendo” (anche se la mia attenzione è scemata, col passare del tempo) una sola blogger di “Quelli bravi”. Poi ci sono le “Attention Whore”. Fondamentalmente, loro, aprono un blog non perché abbiano qualcosa da dire, ma semplicemente per richiamare l’attenzione su di sé. E, dato che ora i blog hanno fatto il botto (perché, ormai, ne hanno uno cani e porci), qual è il miglior modo di attirare i riflettori su di sé? Ovvio, no? Contrariamente a quanto si possa credere, non sono solo donne ad essere AW, ci sono pure parecchi maschietti e la cosa è assai triste. Triste perché, a livello qualitativo, passandoci per sbaglio, ti viene voglia di ucciderti. Srsly. La prossima categoria avrebbe potuto fare parte delle AW, ma ho preferito crearne una a parte, perché al contrario delle AW, questi smettono dopo un po’ e…Sono quelli che sono diventati blogger perché va di moda. E, sì, sta succedendo. Vedo un sacco di blog creati da…Quattro, cinque mesi? E il bello è che ci siano solo due articoli e poi siano stati abbandonati al loro destino. Nel caso non andasse così e, gli Dèi ve ne scampino, si assisterebbe al passaggio ad “Attention Whore”. Eppoi, eppoi ci sono i blogger che lo diventano perché non hanno un cazzo da fare. Spesso, lo aprono su insistenza degli amici. Quando lo aprono si dicono “Massì, appena c’ho voglia ci scrivo”. Solitamente la qualità dei post è altalenante. C’è chi scrive bene ma non si applica, c’è che scrive cazzate e tanto gli basta (eccomi :3), c’è chi lo usa come una sorta di diario quando ne ha voglia e c’è chi lo usa per iniziare racconti che non finirà mai (vero, Fatina?).

E dopo l’analisi delle macro-categorie, non si può fare a meno di scendere nel dettaglio, con alcune cose che mi fanno cagliare il sangue nelle vene. E, la prima cosa che mi viene in mente è la figura del “Blogger filosofo”. Santoddio, per il novanta per cento delle volte scrivi minchiate. Il restante dieci per cento di opportunità, le butti nel cesso postando roba di cui non frega un cazzo a nessuno. Perché ci devi ammorbare i coglioni con le tue lezioni di vita? Perché devi darci consigli non richiesti? Insomma, perché?

E, subito dopo, c’è il “Blogger Fabio Volo”. Già è troppo che ci sia un Fabio Volo su questo pianeta ma tu, demente che lo imiti, risparmiaci.  Puoi far colpo sulle dodicenni o le ragazzine cresciute con Moccia o Twilight ma non sai scrivere. E se te lo dice uno che a scrivere fa schifo e di merde come lui ne sa riconoscere, dagli retta. Che poi, il problema, è che non è che si credano dei minchioni. No, si credono Chuck qualchecosa (che è uber-sopravvalutato), o Charles Bukowosky o un altro badass del genere. E invece no, sei solo uno sfigato.

Il “Blogger Antimoralista”. È ancora peggio dei blogger moralisti. E, spesso e volentieri, è un AW. Si schierano contro i moralisti perché loro sono ribelli. Perché loro spaccano. E, dato che non possono essere solo antimoralisti, sono anche alternativi e tutte le sere vanno a letto senza lavarsi i denti per sentirsi un po’ biricchino, così come quando pubblica su tumblr le foto mentre fuma o ascolta “Fuck the system” dei System of a down, pensando che il top della musica sia ascoltare Kurt “non-so-suonare-la-chitarra” Cobain.

La “Diva blogger”. “Diva blogger” che non si fa problemi a sbatterti in faccia quanto lei sia bella, fortunata, intelligente, scopi, abbia una bella macchina, abbia un sacco di cose interessanti da dire (ovviamente, questo non è vero, non ha un cazzo da dire) e oltre a sbandierarlo in IRL, lo fa anche su internet. Nei casi di “Diva Blogger” poi, si può assistere a migliaia di commenti di maschi che sperino di scoparsi la blogger in questione e di femmine che non possono fare a meno di dire “Oh, hai proprio ragione. Descrive la situazione che sto vivendo io” e, nel frattempo, rosicano come castori perché non hanno avuto loro quell’idea e quindi gli stuoli di maschi sbavanti a commentare.

A fare da contraltare alla “Diva Blogger” (figura tipicamente femminile), c’è il “Reietto Blogger”. È l’opposto della Diva.

Ma, la cosa che più trovo ridicola, è il “Blogger che si prende troppo sul serio”. Lui è portatore della verità assoluta e se non la pensassi come lui, saresti solo uno stronzo ignorante. Guai a dirgli che i suoi post sono minchiate e ancora peggio, non provare a mettere in dubbio le sue conoscenze o scatenerai l’ira degli Dèi, oltre che la sua. Questi blogger magari hanno anche le capacità e scrivono cose interessanti, ma santi numi, scendi dal piedistallo…Non sei un cazzo di nessuno. Di persone come te ce ne sono un sacco, hanno solo avuto la fortuna di non aprire un blog come il tuo.

E, dopo aver scaricato badili di merda sulla categoria, i miei complimenti vanno a:

– Chi scrive cazzate, conscio di farlo.
– Chi sperimenta cose nuove, magari senza arrivare in fondo a nulla, ma almeno ci prova.
– Chi scriverebbe con millemila milioni di visite o anche con zero visite, perché ha passione.
– Chiunque non faccia parte delle categorie sopra elencate ma scriva su un blog.

Insomma, voi andate avanti e non fermatevi…Non lasciate l’interlink in mano Loro.

Anche per oggi, questo è quanto.

Ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu (Cit.)

Cya

48 commenti

Archiviato in Riflessioni, Varie ed Eventuali

48 risposte a “Sui blogger

  1. Stupendo il post e la semplicità con cui hai fatto una merda in pratica tutti. Non so a quale categoria appartengo ma prometto di scoprirlo al più presto, magari la notte porta consiglio.

  2. Sono consapevole di rientrare nell’ultima categoria.

  3. Grazie alla benevolenza degli dèi, metà della metà delle categorie che citi per me sono come i cinegri, non ne ho mai incontrati di persona.
    Molto è dovuto al fatto che gli unici blog i cui metto il muso ogni tanto li trovo tra i tuoi blogroll.

    Dall’alto dei miei 2 followers (tra i quali non c’è nemmeno il cacciatore di tonni, e questo ti fa capire quanto i miei post siano pessimi e quindi uber-underground) credo di rientrare nelle ultime categorie LOL.

    A “Kurt “non-so-suonare-la-chitarra” Cobain” ho riso sguaiatamente.

    Ps.: Ciauuuuuuuuu
    Sono riuscito a mettere una foto che mi ritrae in tutta la mia bellezza.

  4. V.

    Allora…io sono AW!!!!!
    Due cose: lascia stare kurt, a me piace come scrivi.

  5. Infatti avrebbe voluto suonare la batteria per non dover stare “davanti” sul palco.. Non credo gliene sia mai fottuto qualcosa di imparare a suonare la chitarra, penso più che altro volesse trasmettere qualcosa, il che lo rende migliore di tanti altri😀

    • E questo lo rende più sopravvalutato di tanti altri (Fix’d)

      • ma tutte le rock star leggendarie sono sopravvalutate! Jim Morrison, Freddie Mercury, Sid Vicious (chi più di lui?), John Lennon… e così via. Poi se ci metti anche la morte prematura e il loro successo fai in fretta a capire perché siano “miti”..

      • Infatti sono tutti uber-sopravvalutati. Così come i Beatles.

  6. Theodore

    Dicevo, prima che saltasse la connessione ieri notte… Io lo farò per i soldi.

    P.S.: Grazie per avermi dedicato una tag, minoreditre

  7. ellaneivicolipersa

    io ti voglio bene perchè tu sei così: piccolo, nero, odioso e dici cose come “cagliare il sangue nelle vene”😀

    (cagliare il sangue nelle vene lo copierò e scriverò dappertutto spacciandolo per mio, sallo!)

  8. Pingback: Io, Coso pt.2 – Il Blogger | Cose A Caso

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