Io, Coso pt.2 – Il Blogger

In realtà, non saprei proprio cosa scrivere a riguardo del “Coso Blogger”, epperò, dopo questo articolo al vetriolo sui miei così detti “colleghi”, mi è stato chiesto di descrivere come vedo “me stesso” in versione “blogger”. Dato che le idee al riguardo scarseggiano, probabilmente l’articolo sarà corto. La forma è sempre quella dell’intervista. Ora passo al sodo.

D: Quando hai iniziato a scrivere su un blog?
R: Contando quelli di Msn, direi intorno alla seconda/terza superiore. Su WordPress dal 2009. Come Coso, invece, da qualche mese (non ricordo precisamente quando).
D: Perché hai aperto un blog su WordPress?
R: Perché un gruppo di amici, anziché farsi i cazzi suoi, mi ha consigliato con insistenza di aprire un blog su Wp, dato che offriva servizi migliori rispetto ad Msn e quindi, con un po’ di titubanza, l’ho aperto.
D: Perché scrivi sul blog?
R: Fondamentalmente, perché non ho un cazzo da fare. Inoltre, è un buon modo per esercitarsi con la scrittura (in generale) e di esporre in modo più chiaro le mie idee riguardo a determinati argomenti.
D: Ti consideri un buon blogger?
R: Assolutamente no. A stento mi considero un blogger (al massimo sono uno scribacchino), figuriamoci se possa ritenermi un buon blogger. Diciamo che ho avuto alcune buone intuizioni, a volte.
D: Come definiresti il tuo blog?
R: Fondamentalmente è un grande, grandissimo esperimento. Qui sopra ci ho postato di tutto: racconti, poesie, riflessioni e le peggio amenità. Ma, in quanto esperimento, mi ha permesso di provare ad usare differenti stili e approcci alla scrittura (con risultati discutibili).
D: Il pezzo che ti ha più soddisfatto?
R: Allora, è una bella lotta. Ci sarebbe “Damnation And A Day“, scritto praticamente in una serata nell’ormai lontano 2010 che, per l’epoca, fu un picco massimo della mia creatività. Più recentemente potrei dire “Boh (O anche “Il Racconto della Foto”)” a livello di narrativa, mentre per quanto riguarda gli articoli “seri” direi: “Sulla Democrazia” oppure “Vent’anni”.
D: Dove trovi l’ispirazione?
R: Scherzosamente, ma nemmeno troppo, alcuni amici (a loro volta blogger) dicono che io scriva qualunque puttanata che mi venga in mente e hanno ragione. Oltre alle puttanate, però, tendo ad attingere alla realtà che mi circonda o alle problematiche che mi sono particolarmente care. E, poi, c’è una stradina di Milano che fa miracoli, ma questa è tutta un’altra storia…
D: Come sviluppi un post?
R: Di solito, parto da un frase (che spesso è il titolo dei post) e poi parte il brainstorming per trovare idee relative alla frase. Una volta creato un elenco mentale, scelgo cosa includere e cosa no. Poi, inizia la scrittura. Di solito, quando inizio un articolo, lo porto a termine “immediatamente”. In alcuni casi, quando ho bisogno di raccogliere più idee o mi blocco su un concetto che voglio spiegare, salvo in bozze e abbandono per un po’ la stesura, cercando un modo di risolvere il problema. Una volta bypassate queste fasi, si arriva alla lettura di ricontrollo. Di solito ce ne sono un paio: una per gli errori grammaticali/sintattici evidenti e una per l’aggiustamento dei concetti. Una volta riletto di nuovo il tutto, inserisco le tag (relative agli articoli) e la categoria, poi pubblico. Il risultato (qualunque esso sia), è sotto gli occhi di tutti ogni giorno.
D: Scrive tutti gli articoli sul momento?
R: No. Mi sono reso conto che così facendo tendevo ad essere discontinuo, quindi, per risolvere il problema tendo a creare bozze di articoli col solo titolo da sviluppare quando meglio credo. In questo modo, se dovessi andare incontro ad un blocco prolungato, potrei dilatare i tempi di pubblicazione e comunque avere una “scorta” di articoli già pronti.
D: Con che periodicità pubblica articoli?
R: Come dicevo sopra, fino a qualche tempo fa ero molto discontinuo. Tendevo ad avere momenti di “piena” in cui riuscivo a pubblicare un articolo al giorno che si alternavano a lunghi periodi di nulla più assoluto. Con il metodo qui sopra, invece, avendo delle basi da cui partire, posso avere anche una certa continuità nelle pubblicazione. Attualmente, comunque, riesco a pubblicare un articolo ogni due giorni. Con l’inizio dell’università a settembre, spero di mantenermi su una media di due articoli alla settimana.
D: Sempre riguardo agli articoli: A cos’è stato dovuto il cambio d’argomenti trattati? E il passaggio ad un approccio più “scanzonato” e meno serioso a cos’è da imputare?
R: Non sarei potuto andare avanti molto a parlare solo di me. Sono una persona abbastanza abitudinaria e i miei problemi non è che siano poi così tanto cambiati rispetto all’inizio. Tra l’altro, mi annoiava scrivere sempre le stesse cose in salse diverse. E, l’approccio, credo che sia cambiato col cambio nome. Ne ho scelto uno meno serioso perché mi veniva più facile scrivere in questo modo. E, spero, sia anche più leggero da leggere. Diciamo che è stata un’evoluzione stilistica dettata dalla necessità e dalla volontà di rinnovare un po’ tutto.
D: Oltre al blog, ha altri progetti concernenti la scrittura?
R: Frequento un paio di community online e, poi, ho alcuni progetti scritti che mi piacerebbe portare avanti che, per il momento, sono esterni al blog. Nel caso in cui si concretizzasse qualcosa, comunque, verrebbe pubblicato tutto qui, prima o poi.
D: Cose A Caso oltre ad essere una sorta di diario virtuale, ha qualche altro scopo?
R: Ad essere sinceri, io non definirei “Cose A Caso” propriamente un diario, ma come già detto sopra una sorta di esperimento. Comunque, ovviamente, ha altri scopi. Quali sono? Coinvolgere altre persone nelle mie (dis)avventure, sentire (o meglio leggere) le loro opinioni su determinati argomenti. Insomma, creare una sorta di “community” in cui si possa passare dal cazzeggio pesante con tanto di commenti spammosi (che di solito faccio io), a discorsi seri su argomenti importanti. Insomma, cercare il confronto con gli altri è uno degli obiettivi finali.
D: E sei soddisfatto dell’interazione che hai con gli altri blogger?
R: Direi di sì. Voglio dire, non ho mai cancellato commenti di sorta (tranne quelli dei bot). Se qualcuno volesse anche dire “No, per me stai scrivendo solo stronzate”, per me non ci sarebbero problemi (anche perché avrebbe ragione), penso che mi si possa accusare di molte cose, ma non che sia uno che lascia dire quello che vuole, ecco.
D: Ti aspettavi di avere il seguito che attualmente hai?
R: No. Srsly, fino a febbraio/marzo avevo quattro gatti che circolavano qui. Poi, non so bene cosa sia successo, c’è stato un boom impressionante. La maggior continuità può aver influito su questo, non ne dubito. Resto comunque dubbioso sui veri motivi per cui non ci siano solo due persone a seguirmi (e queste due persone, sono moralmente obbligate a farlo, sia chiaro.)
D: Per quale motivo chiudi tutti i post dicendo “Questo è quanto. Cya”?
R: Perché è un po’ il mio “marchio di fabbrica”. Non importa quale sia l’argomento, non importa quanto serio sia: alla fine ci sarà sempre un “Questo è quanto. Cya”. È la mia firma, ecco.
D: ultima domanda. In che categoria di blogger ti inseriresti tu?
R: Se proprio dovessi sceglierne una, direi quella del Blogger Cazzaro. Perché? Fondamentalmente non mi prendo troppo sul serio e sono convinto che questo sia un modo come un altro per ammazzare i tempi morti. E, poi, scrivo tutte le stronzate che la mia mente partorisce.

Ecco, tra questo post e l’altro, dovrei  aver soddisfatto praticamente la stragrande maggioranza delle vostre curiosità. Ma, dato che sono per l’interattività, vi faccio una proposta: avete delle domande da farmi? Lasciatele qui nei commenti e, appena avrò tempo/voglia, creerò un altro post dal titolo “Io, Coso” con tutte le vostre domande.

Chiudo qui.

Questo è quanto.

Cya.

4 commenti

Archiviato in Diario

4 risposte a “Io, Coso pt.2 – Il Blogger

  1. “probabilmente l’articolo sarà corto” m’ha dato false speranze.

    Comunque, m’è venuto alla mente un interessante accostamento tra l’idea di scrivere un blog/diario e fare un romanzo epistolare.
    Certo, il tuo non si presta molto alla cosa forse, vista la discontinuità dei temi, ma mi sembra strano che nessuno abbia mai pubblicato un romanzo di serie Z che raccoglie post di un blog (magari con un titolo triste tipo _gli ultimi post di giacomino_ il romanzo delle nuove generazioni)

    Domanda:
    ciax 6 bll, videciatti??

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