Prostituzione e droghe leggere

Interrompo il mio lungo silenzio, per scrivere un post tutto sommato serio ed impegnato. Il titolo già vi fa capire che si tratterà di alcuni argomenti lasciati a margine dei dibattiti politici ma che hanno un’importanza che fin troppo spesso viene ignorata. Quando qualcuno si impegna per risolvere questi problemi, si trova a fare i conti con l’ostracismo della classe dirigente attuale e del Vaticano. Eppure, si perde un’ottima occasione per prendere due piccioni con una fava.

E, i due piccioni, sono la lotta alla criminalità organizzata e il ripianamento del bilancio statale. Ma, andiamo con ordine, e partiamo dalla prostituzione. La tratta del sesso è ormai una piaga diffusa in tutto il mondo e, in Italia, sta avendo una forte espansione con l’aumentare dell’immigrazione clandestina. Questo problema, però, viene ignorato dalla classe politica italiana che lo ritiene un argomento non importante, qualcosa che va bene fingere di non vedere. Le misure attualmente in vigore, infatti, non risolvono la situazione ma sono un inefficace palliativo. Le multe comminate spesso non vengono pagate e, anche se si mettesse in stato di fermo la prostituta, appena liberata tornerebbe a fare ciò che faceva prima dell’arresto.

In Italia, fino agli anni cinquanta, c’erano le case chiuse. Luoghi in cui le prostitute ricevevano i clienti e facevano il loro lavoro. I vantaggi delle case chiuse erano molteplici: in primis vi era un controllo sanitario costante e continuo, le condizioni di vita della donna erano più decorose e non dovevano stare per strada a procacciarsi la clientela e, in secondo luogo, c’era anche un rientro economico. Con la legge Merlin le case di tolleranza furono chiuse e, i risultati, sono sotto i nostri occhi anche oggi.

La prostituzione è diventata parte di un racket che giova alla malavita e schiavizza la donna, rendendola poco più di un oggetto. Le strade principali hanno sempre una o più lucciole a piantonarle e le loro condizioni sfociano nel degrado più profondo. E cosa si può fare, per risolvere almeno in parte questo problema?

La risposta è ovvia: ri-legalizzare la prostituzione. Detta così, può sembrare una castroneria colossale, ma come dicevo sopra avremmo svariati tornaconti da un’iniziativa del genere. E, il primo, è senza ombra di dubbio quello di sottrarre al mercato del sesso gestito dalla malavita quelle donne che sono per strada in questo momento. Se lo Stato riaprisse le case chiuse (o delle strutture simili), infatti si darebbe un brutto colpo alla criminalità organizzata. Le donne sottratte dalla loro egida potrebbero decidere di continuare a fare quel lavoro in modo del tutto legale e con maggiori controlli. Maggiori controlli che significano anche maggiore prevenzione delle malattie veneree. Inoltre assisteremmo ad una diminuzione del degrado, con una decrescita delle prostitute sulle strade e un miglioramento generale delle condizioni di vita sia nostre, sia loro.

Ovviamente, dietro questo ragionamento, c’è anche un risvolto puramente economico: legalizzando la prostituzione, ci sarebbe un aumento delle entrate per lo Stato. Grazie alla legalizzazione della prostituzione, si potrebbero ottenere introiti derivanti dal lavoro di queste donne. All’aumentare delle entrate statali, si assisterebbe ad una decrescita delle entrate della criminalità organizzata. È ovvio che le cose, dette così, sembrano piuttosto semplicistiche (e per alcune donne anche scandalose), ma il punto è che la prostituzione muove un mercato enorme che da sommerso, potrebbe diventare legale e portare benefici sia a chi fa il lavoro (versando i contributi e pagando le tasse, potrà ritirarsi quando vorrà) sia per noi (un aumento delle entrate potrebbe portare ad una diminuzione della pressione fiscale media).

I più grossi problemi ad una riforma che legalizzi nuovamente la prostituzione sono portati dalla mentalità della classe italiana attuale, che non si accorge di avere una potenziale gallina dalle uova d’oro tra le mani e, soprattutto, dallo Stato Vaticano che ci zavorra con la sua presenza, impedendoci di fare riforme fondamentali o di approfondire determinati ambiti della ricerca scientifica, con le proprie posizioni intransigenti e retrograde.

Per quanto riguarda le droghe leggere, il discorso è più o meno analogo. Partiamo dal presupposto che io non mi sia mai fatto nemmeno una canna, però mi rendo conto del potenziale che avrebbe a livello economico (e non solo), la legalizzazione di queste sostanze.

Il discorso è assimilabile a quello della prostituzione: rendendo legali le droghe leggere si toglierebbe un’altra fetta di guadagni alla criminalità organizzata e ci sarebbero maggiori controlli. L’organizzazione ideale sarebbe qualcosa di molto simile ai famosi Cofee Shop di Amsterdam in cui si può consumare liberamente droga. A fronte di questa apertura, si dovrebbero inasprire le pene per chi vende e chi compra sostanze stupefacenti al di fuori di questi locali. In questo modo, i consumatori sarebbero spinti ad incanalarsi verso vie legali del consumo, mentre la criminalità organizzata verrebbe combattuta con maggior vigore ed efficacia.

Dal punto di vista economico, invece, i vantaggi sono evidenti. Anche in questo caso, ci sarebbe un aumento delle entrate legate al consumo di queste sostanze. Tenendo conto poi che una liberalizzazione del genere richiamerebbe ragazzi da tutta Europa, è evidente come la mossa possa essere vincente e, soprattutto, in questo modo si toglierebbero mezzi di autofinanziamento a tutti coloro che in modo illegale traggono profitti dal mercato delle droghe.

I rischi maggiori, per quanto riguarda questo aspetto, sono legati al fatto che i più, pur riconoscendo degli eventuali vantaggi, si ritrovano ad opporre l’argomento di un aumento del degrado. L’argomento, tendenzialmente, sarebbe anche valido non fosse che per dare il via ad un’iniziativa del genere sarebbero necessarie delle rigide e ferree normative in materia, in modo tale da consentire da una parte il consumo di queste sostanze in modo legale e dall’altra la lotta alla criminalità organizzata e la lotta alla possibilità che il degrado non aumenti in maniera esponenziale.

Gli ostacoli però, sarebbero facilmente superabili se qualcuno trovasse il coraggio di fare ciò che è necessario per debellare due piaghe della società moderna e trasformarle in fonti di reddito e in attività controllate e regolamentate. Prima o poi, si spera che questo qualcuno arrivi.

Questo è quanto.

Cya.

31 commenti

Archiviato in Politica & Società

31 risposte a “Prostituzione e droghe leggere

  1. V.

    Se ti candidi hai il mio voto!tralasciando la mia opinione sul vaticano(definirlo zavorra é davvero troppo gentile),concordo pienamente sulla legalizzazione della prostituzione.sarebbe un atto di femminismo riaprire le case chiuse,anche perché se si chiama ‘mestiere più vecchio del mondo’ ci sono poche speranze di debellare il problema.per quanto riguarda la droga non sono pienamente d’accordo.sicuramente sarebbe un duro colpo x la criminalità organizzata ma ci sarebbe un uso maggiore di tali sostanze

    • Beh, ma non è detto. A me per esempio che la droga sia legale o che sia illegale, poco cambia. Non ci spenderei soldi per una cosa del genere. Sta al buon senso della persona prendere una decisione.

      • V.

        Davvero?Ma noi siamo Italiani,quindi generalmente più idioti. In ogni caso, se davvero fosse così,non avrei più nulla da ridire!

      • Beh, wikipedia è tendenzialmente controllata e i dati sono riportati da ricerche/articoli di giornale basati sulle ricerche.

      • Beh dai, gli idioti ci sono ovunque (vedi norvegesi che, siccome le riviste del calibro di Chi e Panorama dicevano di fare la dieta del burro, tutti hanno cominciato a comprarlo causando letteralmente una crisi, con fine delle scorte e aumento dei prezzi).
        Certo, noi siamo maestri nel fare i furbi, ma questo è un altro discorso.
        In effetti, per come la vedo io, coso e altri, non c’è nulla da ridire contro la legalizzazione, anzi, ma le barriere sono “mentali”.

      • V.

        Quello sicuramente. Oltre che religiose.

      • Massì, ma al Vaticano si potrebbe dire benissimo: Fatti i cazzi tuoi, decido io.

      • V.

        Già,in fondo cosa potrebbe succedere?Ira divina!?Ahahahah!

      • Una complicazione dei rapporti diplomatici tra Stato-Chiesa e il rischio che quest’ultima inizi a remarti contro in modo più o meno evidente.

      • V.

        Rema già contro. E rema senza pagare le tasse oltretutto

      • Nevvero. Fondamentalmente, il fatto che blocchi lo sviluppo o il trattamento di determinati problemi fa comodo alla classe politica italiana che non cercherà mai lo scontro frontale con la Chiesa a causa anche del fatto di perdere potenzialmente il voto dei cattolici.

      • V.

        Certo che il problema è anche della classe politica che permette alla Chiesa di fare ciò che vuole.
        Non è nè la prima nè l’ultima cosa sbagliata che fa.
        Ma la Chiesa si fonda su determinati principi che essa stessa non rispetta.

      • Sì, ma qui il discorso diventa trito e ritrito oltre che ad essere fondamentalmente inutile.

      • Ah, i norvegesi ♥

  2. Il problema non è solo il Vaticano la Chiesa.spa e quelle cose lì.
    Il problema è che, a quanto pare, le persone hanno il TERRORE che se dovessero fare un discorso come il tuo, tutti penserebbero “ehi, quello è a favore, sicuramente si droga e va a puttane”.
    Oppure “ehi, hanno aperto una casa chiusa di fianco a casa mia, adesso tutti pensano chi io vada a puttane”.

    • Ma non è vero. De Magistris aveva rilanciato la proposta di un quartiere a luci rosse (che però mi sa tanto di ghetto per le prostitute) venendo travolto da una marea di polemiche perché la prostituzione va combattuta e non favorita e boiate del genere. Certo, anche il tuo discorso influisce, ma in percentuale minore.

      • “travolto da una marea di polemiche perché la prostituzione va combattuta e non favorita e boiate del genere.”
        E perché va combattuta?
        Perché le donne non hanno il diritto di scoparsi chi vogliono?
        O perché se non la combatto allora sono uno che va a puttane e allora tutti mi guardano male per strada?

      • 1) Perché è vista come mercificazione forzata della donna e del suo corpo

        2) Possono farlo senza prostituirsi. E non possono farlo diventare un lavoro perché sarebbe lesivo della dignità umana (secondo il legislatore che propose la legge)

        3) A causa della mentalità bigotta dovuta a quarant’anni di governo DC e il disinteresse di una classe politica che ha deciso di concentrarsi su altri problemi (senza risolverli), facendo mettere radici ad una determinata classe di pensiero che osteggia in maniera più o meno aperta coloro che sono a favore della prostituzione.

      • 1) e 2) la scelta è tra “se vuoi fare la prostituta fallo, basta che fai controlli sanitari, paghi le tasse e lo fai in determinati luoghi” e “strade piene di ragazze obbligate a farlo che non ci guadagnano nulla”

        3) quello che volevo dire io è che non è una mentalità “bigotta”. Non solo.
        È la paura che le persone ti associno a qualcosa solo perché dici che se altri la vogliono fare problemi loro.

        Ipotizziamo ora un mondo senza bigotti.
        Se in giro si dicesse che vado a puttane, tu, anche se non sei bigotto, ti faresti una determinata idea di me (magari non proprio tu, ma comunque altre persone normali non idiote). Non mi condanneresti, ma per esempio se fossi una ragazza probabilmente ci penseresti due volte prima di uscire con me. È un comportamento normale, logico, sensato.

      • 1) e 2) È quello che sto dicendo io nell’articolo, infatti ._.

        3) Quindi il ragionamento sarebbe identico se dicessi di fare, che ne so… Il porno attore (perché tra prostituzione e industria pornografica, siam lì eh..)

      • In realtà, secondo la legge del “una chiave che apre tante serrature è una buona chiave, ma una serratura che si fa aprire da tutte le chiavi è una merda”, verresti lodato, ma questo è un altro discorso.

        L’unica tesi che sto sostenendo nel mio discorso è che il Vaticano ha solo un ruolo marginale nell’ostruzione alla liberalizzazione, per il resto sono d’accordo 100%.

        1) 2) Non mi sono spiegato, quello che volevo dire è che si argomenta “non voglio che le donne usino a il loro corpo come un oggetto” .
        A parte la fallacità di questo ragionamento (le prostitute al momento sono trattate comunque di merda, con l’aggravante che non possono sceglierlo), il punto è che non va giù che una donna faccia ciò che vuole col suo corpo (oltre al già citato “non voglio che pensino che faccio quelle cose”)

      • Ma su questo siamo d’accordo, eh.

  3. Mi trovi favorevole e relativamente ad entrambe le cose. In particolare ritengo che rilegalizzazione della prostituzione costituirebbe un avvenimento importante soprattutto per i controlli sanitari e la prevenzione da malattie anche piuttosto gravi. Non so quanto ciò possa far “scemare” il fenomeno ma almeno ci sarebbero maggiori garanzie per le donne che vedono tornare i loro uomini a casa dopo essere state “cornificate”!
    Per quanto concerne invece le droghe leggere la legalizzazione darebbe una bella botta alla spaccio e, non so con che probabilità di successo, potrebbe anche condurre ad una riduzione del loro consumo. Trovare la roba non è poi così difficile immagino e legalizzandola…secondo me verrebbe sfatato un po’ questo mito soprattutto tra i giovani.

  4. Blo

    Il semplice motivo per cui non vogliono assolutamente legalizzare le droghe leggere (e mi riferisco alla canapa) è esattamente lo stesso motivo per cui l’hanno proibita. Con la pianta della canapa si possono tranquillamente produrre oggetti di ogni tipo e anche energia. Ma questo vorrebbe dire proclamare la fine del petrolio. E suvvia, si sa che le persone con i soldi preferiscono pensare a se stesse, che alla vita della popolazione che dovrebbero rappresentare. Per prima cosa bisognerebbe informare gli italiani e tutto il resto del mondo dell’enorme risparmio e beneficio (non parlo in termini economici, ma in riferimento alla salute) che darebbe la marijuana. E bisognerebbe soprattutto smentire le stronzate dette nei telegiornali o film sugli effetti negativi di questa pianta. E’ una cosa che mi fa tristezza perchè ognuno di noi ha il materiale per informarsi al meglio e la prima cosa che fa è ascoltare il telegiornale quando si sa che, se va tutto bene, un quarto di quello che dicono è vero.
    E legalizzare le droghe leggere non porterebbe a nessun aumento dell’uso. Anzi molte persone le provano per il semplice gusto di ”facciamo qualcosa di illegale per poi dirlo a tutti”. E specifico che fumare della marijuana o dell’hashish non porta a provare droghe pesanti.
    Legalizzare avrebbe fin troppi benefici per credere che un giorno si potrà vedere realizzato ciò. Io ho perso le speranze ormai.

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