Coso Lettore

No, lo so, non è l’articolo serio a cui avevo accennato settimana scorsa ma in questo periodo, un po’ per il fatto che dovrei studiare per gli esami, un po’ per il fatto che abbia da fare per i più svariati motivi, un po’ perché sono sfigato e ogni tre per due mi capita un imprevisto, non ho né la testa, né la voglia di scrivere qualcosa che si avvicini anche lontanamente ad un post intelligente o utile, quindi beccatevi l’articolo abbastanza cazzaro.

Articolo cazzaro che non si riferisce alle mie ultime letture in ambito cartaceo (per quanto un’idea del genere non sarebbe malvagia e giustificherebbe l’esistenza della categoria “Rubriche”) ma, bensì, ai blog. Se l’ultima volta mi ero scagliato contro i blogger da “blogger”, questa volta lo farò da lettore. Prima di iniziare la filippica contro di loro è, però, necessario sottolineare una cosa molto importante: il Coso lettore odia intensamente il Coso blogger. E, presto, capirete anche il perché.

Nell’ultimo anno ho avuto modo di accorgermi di come ci sia stata, sull’interlink, l’esplosione di una nuova pandemia: l’apertura del blog. Chiunque, per i più svariati motivi, ha almeno valutato di aprirne uno e molti, moltissimi, dopo aver fatto valutazioni più o meno approfondite, sono passati dall’idea alla pratica. Voi vi starete chiedendo cosa c’è di male (N.B.: non importa che ve lo stiate chiedendo davvero o meno) legittimamente e io, altrettanto legittimamente, vi spiegherò perché lo Straniero avrebbe dovuto portarne molti con sé.

Il vero problema, come dicevo sopra, non è tanto il proliferare dei blog quanto il fatto che, come lettore, io abbia un palato piuttosto raffinato. Palato che, puntualmente, viene maltrattato da dubbi blogger con dubbie capacità. Dubbie capacità che si esprimono con post che vanno dal “Mamma mia, quanto ho riso” al “Perché lo Straniero non ha portato via me?”.

Chiunque sapesse chi è lo Straniero, si chiederebbe perché io possa avere una reazione del genere ed il motivo è presto detto: gli articoli che ho avuto il dispiacere di leggere nel corso del tempo erano qualitativamente infimi e, in alcuni casi, non avevano nemmeno un senso logico. Erano un mucchio di parole prese e scritte a caso. E, a meno che non siate dei futuristi (e, cazzo, fidatevi: non lo siete), fate solo la figura dei pirla (e, indubbiamente, fate presa su tutti coloro che cercano lo scrittore maledetto o vanno filosofeggiando su pezzi che non vogliono dire un cazzo).

Ma, tralasciando il puro discorso stilistico (a cui si potrebbe aggiungere l’uso dell’italiano in modo osceno e una punteggiatura o troppo presente o, peggio ancora, inesistente), passiamo agli argomenti che vengono trattati. Gli argomenti sono sempre un punto dolente. Ogni volta che si inizia a scrivere di qualcosa, si sa già che altri lo hanno trattato (probabilmente in modo migliore), ma ciò non autorizza chiunque voglia scrivere al dare il via alla sagra delle banalità o dire cose che non stanno né in cielo, né in terra.

La regola del buon scrittore/scribacchino/blogger/Salcazzoché è quella di informarsi, prima di scrivere. E informarsi vuol dire avere almeno un’idea generale della tesi che si vuole portare avanti e degli argomenti che la sostengono. Un lettore, in mancanza di questi elementi, non solo troverà difficoltosa la lettura, ma non ci capirà una beneamata minchia.

Un’altra cosa che mi irrita è da imputare a coloro che si limitano a fare il copia/incolla da un altro sito internet (spesso Kiwipedia) senza poi aggiungere nulla di proprio. Se volessi leggere una cosa del genere, perché dovrei venire sul tuo blog quando posso consultare il sito citato tra parentesi? Misteri della fede.

C’è un’altra cosa che fatico a capire (ma, probabilmente, è un limite mio): chi si ostina a pubblicare post con la stessa frequenza con cui una persona caga. Già è difficile scrivere roba interessante una volta ogni morte di Sommo Septon, figurarsi cosa potrebbe risultare, ad un lettore, vedere una persona che pubblica tanti brani senza senso a distanza di qualche ora l’uno dall’altro. Non è una questione di quantità, ma è una questione di qualità (o una formalità, non ricordo più bene)

Il vero grosso, grossissimo problema però non sono tanto gli scrittori, quanto i lettori stessi. Non possiamo pretendere che un lettore che legga “50 sfumature di marrone” e lo apprezzi, poi vada su internet a cercare blog in cui si trattano argomenti di un certo spessore. Non possiamo pretendere che la ragazzina che legge i libri di Fabio Volo, poi apprezzi di più un post con dei contenuti piuttosto che le solite quattro cazzate trite e ritrite (anche se i parallelismi donne/arcipelago e donne/dinosauri penso li abbia fatti solo lui). Non possiamo pretendere che chi abbia amato Twilight, possa apprezzare poi un blog in cui Twilight viene smontato punto su punto a causa delle evidenti lacune logiche (come cazzo faceva il tizio sbarluccicante a non azzannare la tizia quando aveva le sue cose, ad esempio? Me lo sono sempre chiesto, ma oltre al tipico “esigenze narrative” non è che mi venisse in mente altro). E potrei andare avanti all’infinito, con questi esempi. Ma mi sono rotto il cazzo di scrivere, quindi mi avvio verso la conclusione.

Conclusione che non può essere altro che il prendere atto di come lo spirito critico del lettore medio (e anche di molti critici per lavoro) sia stato livellato verso il basso negli ultimi anni. E, questo trend, si è spostato dal cartaceo al digitale.

Questo è quanto.

Cya.

P.S.: stigrancazzi quanto ho scritto, solo per lamentarmi.
P.P.S.: Spero abbiate colto almeno una delle tante citazioni colte inserite in sto post, senza l’aiuto di wikipedia.

Bonus:

12 commenti

Archiviato in Politica & Società, Riflessioni

12 risposte a “Coso Lettore

  1. “prendere atto di come lo spirito critico del lettore medio (e anche di molti critici per lavoro) sia stato livellato verso il basso negli ultimi anni. ”

    Parti dal presupposto che un tempo lo spirito critico fosse più alto, in realtà è solo che la “cultura” è diventata una cosa alla portata di tutti.
    Ma no, niente, in realtà volevo solo dirti che basterebbe evitare di aprirli certi blog e ti risparmieresti di leggerli.
    Anche se alcuni sono davvero divertenti.

    “Too many men. Too many people. Making too many problems. ”

    • Lo sai bene quanto me, che di solito mi faccio i cazzi miei.
      Ma un tempo lo spirito critico era più alto, dato che la “cultura” era una cosa per pochi “eletti” (fortunati).

      Meh, mi deludi. Non hai rintracciato le citazioni.

      E volevo mettere un’altra canzone, come bonus.

      • Le citazioni le ho ignorate.

        In realtà, i nobili, che ovviamente erano gli unici ad avere abbastanza tempo per curarsi della cultura, probabilmente ne capivano quanto un mulo e seguivano solo la corrente. (Robe tipo “ehi ragazzi, siamo entrati nel periodo storico del decadentismo, stonfiamoci di assenzio e discutiamo su quanto sia terribile e oscura l’esistenza umana quando non hai mai zappato un campo in vita tua”)
        Ma probabilmente, non essendo “critici occasionali” ma avendo un sacco di tempo da dedicarci (o meglio, tempo da perderci), diventavano un minimo più selettivi.
        E poiché costava stampare libri et similia, c’era un minimo di filtro. (anche se ciò non è del tutto vero, visto che romanzi d’appendice e cazzate varie c’erano anche appena inventarono la stampa, solo che nessuno li nomina sui libri perché per la maggior parte non erano minimamente degni di essere ricordati)

      • Sei un faccia di merda.

        Meh, tenendo conto che tendenzialmente erano i nobili a dedicarsi alle arti, tanto capre non dovevano essere.

        Sul discorso selettività e filtro, devo darti ragione. Soprattutto perché non ho voglia di replicare.

      • Non vedo perché se uno è nobile deve per forza avere buon gusto. =\

      • Non ho parlato di buongusto.:\

        Ho semplicemente detto che, tenendo conto che coloro i quali si dedicavano alle arti letterarie, erano principalmente nobili, propriamente delle capre non fossero.

        O almeno non tutti.

      • Ma tendenzialmente, il loro parere artistico, solo per il fatto che siano nobili, è fuffa LOL

  2. V.

    Io so chi é lo straniero senza leggere wiki. Domani rispondo decentemente,ora dal cel non ne ho voglia!

  3. V.

    Io concordo con la Fatina,su nobiltà e senso critico.
    Per quanto riguarda i blog,posso anche essere d’accordo sull’uso dell’italiano. Però è facile generalizzare. Ho trovato blog davvero ben scritti (a prescindere dall’argomento trattato) e altri che,presi dall’estro creativo,buttano un po’ parole a caso. (E io potrei benissimo rientrare in quest’ultima categoria.)
    Per quanto riguarda gli argomenti trattati,bisogna fare una distinzione secondo me. Se c’è un blog che parla ad esempio di politica o,più semplicemente,di libri è ovvio che lo scrittore debba prima informarsi su ciò che sta dicendo. La maggior parte dei blog però tratta di poesie e/o racconti o pappardelle sulla propria vita privata (vedi sottoscritta). Quindi su cosa dovrebbero informarsi tali scrittori?!
    Partendo dal presupposto che la maggior parte dei blog tratti della vita di chi li apre,la frequenza dei post generalmente dipende da ciò che accade nella vita del proprietario. Anche se alcuni davvero esagerano,scrivono ogni stupido pensiero che gli passa per la testa,senza sapere che per questo c’è fb.
    Io apprezzo Twilight e anche prese in giro di questo!
    Io non leggo le cronache. E lo dovresti capire dal fatto che mi rifersico a questi libri sempre con “il trono” perchè non mi ricordo minimamente gli altri titoli!
    Ti adoro in versione rompicoglioni!❤

  4. > Io concordo con la Fatina,su nobiltà e senso critico.

    Mi sono già espresso sopra C:

    > Per quanto riguarda i blog,posso anche essere d’accordo sull’uso dell’italiano. Però è facile generalizzare. Ho trovato blog davvero ben scritti (a prescindere dall’argomento trattato) e altri che,presi dall’estro creativo,buttano un po’ parole a caso. (E io potrei benissimo rientrare in quest’ultima categoria.)

    Oh, siamo d’accordo su qualcosa, allora C:
    Ovviamente è facile generalizzare, ma qui mi riferivo solo ai blog brutti e cattivi che mi è capitato di leggere nel mio internettiano fancazzismo.

    > Per quanto riguarda gli argomenti trattati,bisogna fare una distinzione secondo me. Se c’è un blog che parla ad esempio di politica o,più semplicemente,di libri è ovvio che lo scrittore debba prima informarsi su ciò che sta dicendo. La maggior parte dei blog però tratta di poesie e/o racconti o pappardelle sulla propria vita privata (vedi sottoscritta). Quindi su cosa dovrebbero informarsi tali scrittori?!

    Infatti ho parlato di tesi da sostenere e argomenti per sostenerla. Nel caso si parli della propria vita privata, tendenzialmente, IDGAF di quello che c’è scritto. Ammesso e non concesso che abbia un senso logico.
    E, fidati, anche per scrivere racconti (e poesie) un minimo di “conoscenze pregresse” sarebbero gradite. A meno che non si torni al discorso “futuristi”.

    > Partendo dal presupposto che la maggior parte dei blog tratti della vita di chi li apre,la frequenza dei post generalmente dipende da ciò che accade nella vita del proprietario. Anche se alcuni davvero esagerano,scrivono ogni stupido pensiero che gli passa per la testa,senza sapere che per questo c’è fb.

    Per far capire la frequenza, citerò una frase che mi ha sempre dato soddisfazioni (non è mia, ma della Fatina): “Questo scrive post con la stessa frequenza con cui io vado a cagare”. Ed è esagerato. Se poi uno dovesse scrivere tutto quello che gli capitasse nella vita privata, non avrebbe più una vita a furia di stare a scrivere sul blog. Insomma, un minimo di scrematura andrebbe fatto.

    > Io apprezzo Twilight e anche prese in giro di questo!

    Perché? Ha così tanti buchi logici che potresti riempirci un altro libro con tutte le informazioni mancanti. :C

    > Io non leggo le cronache. E lo dovresti capire dal fatto che mi rifersico a questi libri sempre con “il trono” perchè non mi ricordo minimamente gli altri titoli!

    Questo è male. Molto male.

    > Ti adoro in versione rompicoglioni!❤

    Si fa quel che si può ♥

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