Archivi del mese: dicembre 2012

Scelte difficili

A tutti, sicuramente, è capitato di trovarsi invischiati in situazioni da cui non era facile uscire. E, a tali situazioni, è corrisposta sempre una scelta difficile. Che fosse la scelta tra una persona o un’altra, tra un lavoro o un altro oppure tra uno stile di vita e un altro, poco importa.

Bene, oggi vorrei parlarvi proprio di tutto ciò… Ma non lo farò. Quindi, sì, il titolo non c’entra un cazzo. Epperò, sta per accadere un evento di proporzioni storiche, fatto solo quando mi era stato comprato il portatile: la pulizia della cartella “Musica”. Cartella attualmente popolata da un sacco di gruppi Metal che non ascolto più. Al repulisti sono sopravvissuti solo:

– Caparezza
– CCCP
– Dark Tranquillity
– Folkamiseria
– In Flames
– Katzenjammer
– MCR
– Pain Of Salvation
– Serj Tankian
– Unexpect
– Varie (c’è dentro di tutto e di più).

Come potete notare, la lista è piuttosto corta e scarna. Per questo motivo, mi rivolgo a voi, naviganti del web, per chiedere consigli riguardo gruppi musicali/cantanti che ritenete degni di nota. Possibilmente evitate gruppi medlah, altrimenti la pulizia sarebbe stata completamente inutile.

Potete anche evitare di suggerire questi gruppi, dato che mi sono già stati vivamente consigliati.

– Hooverphonic
– OSI
– Pure Reason Revolution
– Porcupine Tree
– Stemvelta

Inoltre, sarebbe carino evitare roba eccessivamente commerciale (E.G.: Ligabue, Vasco Rossi, vincitori di Talent Show, roba eccessivamente tamarra e così via).

Mi affido alle vostre orecchie (per farvi un’idea di cosa mi piace, basterebbe controllare in “Intermezzo Musicale”, per quanto i generi temo siano assai ristretti).

Questo è quanto.

Cya.

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Tra i tanti rimpianti che potrei avere, il più grande è indubbiamente quello di non averti detto abbastanza spesso “ti voglio bene”, perché la tua presenza era scontata.

Non commettete il mio stesso errore.

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Sul Genere Horror

Nonostante l’attualità pulluli di fatti interessanti di cui scrivere, non ho alcuna intenzione di occuparmi di cose del genere (ma questo lo avrete già capito dal titolo). Ciò di cui voglio parlarvi è un argomento che avevo già trattato, seppur in maniera diversa, nell’articolo “L’Importanza di Pennywise“. Mentre in quel post analizzavo il rapporto stretto intercorrente tra uomo e paura, in questo cercherò invece di analizzare le varie forme in cui l’uomo ha rappresentato, per esorcizzare, l’orrore.

Il genere horror può contare su un illustre antenato: il “Romanzo Gotico” le cui tematiche riguardavano sia il Romanticismo, sia elementi misteriosi, spesso riguardanti il mondo sovrannaturale. Il primo romanzo ascrivibile, in senso stretto, al genere horror è, però, “Frankestein, o il Moderno Prometeo”. La storia penso la conosciate tutti, quindi sorvolerò su questo aspetto. Da dopo questo libro, della scrittrice Mary Shelley, ci sarà una vera esplosione del genere. Libri come “Dracula”, “Il Vampiro” (per riferirsi a famosi libri che furono le basi del genere) o a lavori più moderni del calibro di “Io sono Leggenda”, “L’Esorcista” e “IT”  hanno venduto in tutto il mondo milioni di copie e continuano a farlo tuttora.

Il motivo di questo successo è legato alla necessità dell’uomo di esorcizzare la paura in tutte le sue forme, e quale modo potrebbe essere migliore se non la finzione? I libri, improvvisamente, si popolano di mostri, creature demoniache e scienziati pazzi senza alcuna remora di sorta nel compiere anche il più sacrilego degli atti. Ma questi esseri sovrannaturali hanno, spesso, origine nelle credenze popolari. Basti pensare alla figura del vampiro o a quella del lupo mannaro, piuttosto che agli zombie. Quando, invece, non si fa riferimento ad elementi comuni delle culture popolari, si tende ad andare alla ricerca delle tenebrose meraviglie che l’ignoto ci offre (basti pensare a Lovecraft con il suo ciclo di Cthulhu).

È evidente, insomma, che qualunque cosa spaventi l’uomo ha ottenuto la sua rappresentazione sia su carta stampata (libri, fumetti) sia su pellicola. E, la mia analisi, non può che partire dal libro di genere probabilmente più conosciuto: Dracula di Bram Stoker. La prima cosa che si nota durante la lettura è come il Conte decida di spostarsi da un luogo ancora legato a credenze medioevali, con uno stile di vita semplice, al centro del mondo moderno dell’epoca: Londra. Il parallelismo tra antichità e nuovo sarà un elemento fondante di tutto il libro e culminerà con la sconfitta del vampiro per mano di Van Helsing (uomo di scienza per eccellenza) e degli altri uomini. In questo caso, una paura antica come quella del ritorno dei non morti, viene sconfitto dal sempre più rapido sviluppo della scienza e del progresso. L’uomo sembra non aver più spazio per tutti i timori antichi, legati a creature che ormai sono viste come frutti di un periodo di ignoranza di gran parte della popolazione. Nuovi mostri sono destinati a prendere il posto dei vecchi ed è quello che, pian piano avverrà. Secondo elemento che salta all’occhio è, di nuovo, un contrasto. Il contrasto tra lo stile di vita degli eroi e gli ambienti in cui Dracula pone le sue basi. Questi luoghi sono sporchi, puzzolenti e la scena dell’apertura della cripta, in cui i ratti scappano via, con quegli odori terribili che colpiscono il naso dei cacciatori e quasi anche quello nostro, che siamo lettori. Come dicevo sopra, però, Dracula rappresenta la fine delle vecchie paure, per dare il benvenuto a nuovi e terrificanti orrori.

E questi nuovi orrori scaturiscono, in primis, dalla penna di Howard Phillips Lovecraft. Le sue storie sono tra le più inquietanti che abbia mai letto. Notare bene che ho scritto inquietanti perché non sono impressionanti, non terrorizzano nemmeno, eppure hanno la capacità di lasciarti quel senso di irrequietezza che permane a lungo anche dopo che si è chiuso il libro. Esempi lampanti per confermare ciò che dico, potrebbero essere “I Topi nel Muro” (che vi consiglio di leggere) o l’intero “Ciclo di Cthulhu”. Ed è proprio su quest’ultima raccolta che vorrei soffermarmi. Nel “Ciclo di Cthulhu”, Lovecraft, ribalta abilmente la concezione della religione che abbiamo: le divinità non sono benevole, tutt’altro.  Le divinità lovecraftiane, infatti, sono brutali esseri alieni, il cui unico scopo è conquistare pianeti e devastarli. I fedeli che venerano queste entità (che dovrebbero rappresentare le regole e gli elementi presenti nell’universo, secondo alcuni) eseguono riti violenti, orribili e terrificanti, tramandando i miti dei loro signori, in attessa che giunga il momento. Il massimo in cui si può sperare è che la vita umana per loro sia qualcosa di totalmente insignificante e per questo potremmo essere ignorati. Proprio nel ciclo è possibile assistere alla prima commistione tra generi: ai classici elementi dell’horror si affiancano alcune peculiarità di stampo fantascientifico. Qualcosa di molto simile, sarà possibile osservarlo in “IT” di Stephen King dove la storia dalle tinte cupe, virerà lentamente verso il filone fantascientifico dando vita ad un’opera di rara bellezza evocativa.

Altri orrori però, sono nascosti proprio negli elementi che Stoker trovava rassicuranti: le scienze e la tecnologia. A partire dal secondo dopoguerra, infatti, la scena horror e gli archetipi che reggono il genere vengono resi moderni. Gli zombie non sono più evocati tramite riti voodo, ma ritornano in vita a causa delle radiazioni. Il primo film a sfruttare con successo questa idea fu “Dawn of the Dead” di George Romero (che risultava essere anche una lettura critica ed ironica della società dell’epoca). Da DotD, poi sono nati molti altri film di questo genere che però sono ascrivibili alla bellissima cerchia dei così detti “B-Movie”. Le radiazioni però, hanno anche la capacità di trasformare esseri di piccole dimensioni in enormi giganti assetati di sangue (spesso umano). Tra gli anni 50 e  gli anni 70, infatti, ci fu un’esplosione di film riguardanti insetti assassini. Uno degli ultimi esempi di questo genere di film è “Arac Attack – Mostri ad otto zampe”.

Altri elementi di novità sono i virus. È un virus in “Io sono Leggenda” a tramutare gli umani in vampiri dopo una guerra. È un virus a rendere le persone zombie in The Walking Dead (Fumetto/Serie TV) e nella saga cinematografica di “28 giorni dopo”, “28 settimane dopo”. Ed è sempre un virus a creare gli Zombie in World War Z (libro che consiglio di recuperare, anche in lingua originale, a tutti).

Accanto a tutto ciò, poi, entrano in scena elementi quali la psiche umana, la parapsicologia, i poteri paranormali e lo scontro stesso col maligno. La psiche umana e la parapsicologia sono elementi fondamentali del libro Shining di Stephen King, in cui il protagonista impazzisce a causa dell’influsso che l’essenza maligna dell’albergo ha sulla sua psiche. I poteri paranormali hanno un ruolo fondamentale nel libro “Carrie”, in cui la protagonista sfrutta i suoi poteri telecinetici per vendicarsi dei soprusi subiti dai compagni di scuola e anche nel libro “Il Cattivo Fratello”, la cui storia è troppo complicata (e bella) per essere spiegata qui di Koontz. Lo scontro col Maligno, invece, ha avuto una grande spinta dal libro “L’Esorcista” (da cui è stato tratto l’omonimo film, molto più famoso del libro, credo) in cui un prete e il demonio si contendono lo spirito e il corpo di una giovane ragazza. Altri film di questo genere è il famoso “L’Esorcismo di Emily Rose” o il più recente “Il Rito” e anche i film evento degli ultimi anni della serie “Paranormal Activity” hanno lo stesso leitmotiv.

Altro esempio interessante che però sfugge dalle logiche di catalogazione classiche è American Horror Story che, nella prima stagione, porta in scena le vicende di una famiglia che va ad abitare in una casa in cui sono stati compiuti svariati omicidi (si sprecano citazioni: dalla Dalia Nera al Massacro della Columbine, sino al film Omen con la nascita del figlio di Satana) mentre nella seconda stagione le vicende si svolgeranno in un manicomio (di più, per il momento non so). Lo scopo degli autori di questa serie è quello dichiarato di raccogliere le principali “leggende metropolitane orrorifiche” americane e trasporle su schermo.

Ovviamente, l’analisi qui presente, è incompleta e grezza sotto molti punti di vista. Molti argomenti non sono stati approfonditi come avrei voluto (e, forse, dovuto) ma mi riservo la possibilità di tornare a trattarli con maggiore calma in futuro, ma dato che non ho più voglia di scrivere (anzi riscrivere, visto che internet è crashato e WP mi aveva salvato la bozza a metà), l’ora è tarda e rischio di dilungarmi troppo, mi fermerò qui.

Ciò che presumo risulti evidente è il fatto che, per quante volte si possa essere in grado di rappresentare ciò che più ci spaventa, non la si riuscirà mai a cancellare. Anzi, alle vecchie “paure primordiali”, si affiancano nuove paure rappresentanti il lato oscuro del tempo in cui viviamo.

Presto o tardi, anche la luce che rischiara e scaccia la tenebra in cui le nostre paure ci hanno fatto precipitare, si spegnerà lasciandoci in un’oscurità ancora più profonda, dove vecchi e nuovi orrori ci tormenteranno, fino all’apparire di un nuovo fulgore.

Questo è quanto.

Cya.

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Partiti e Crisi di Governo

Anche se avessi voluto, non avrei potuto esimermi dallo scrivere un post sull’attuale situazione della politica italiana. Tutti i telegiornali, negli ultimi giorni, si sono concentrati su due principali avvenimenti: la ricandidatura di Silvio Berlusconi alla presidenza del Consiglio dei Ministri e il venturo abbandono di Mario Monti della medesima carica. I due fatti sono strettamente collegati ed è già stato detto molto, quindi tentare di non essere ripetitivo non sarà facile, ma ci proverò.

E partiamo subito dalla crisi di Governo innescata dalle dichiarazioni di Angelino Alfano, Segretario del PdL, fatte il venerdì appena trascorso. In soldoni, il buon Angelino, ha dato la colpa dell’attuale situazione italiana al Governo tecnico e a Mario Monti, troppo legato al rigore richiesto dall’Europa. Monti, dopo questo attacco, essendosi reso conto che la maggioranza di governo si era dissolta, è salito immediatamente al Quirinale per un colloquio col Capo dello Stato. L’incontro ha avuto come risultato quello di rendere noto il periodo in cui questo Governo rassegnerà le dimissioni. Con molta probabilità, settimana prossima, dopo aver approvato la legge di stabilità si chiuderà la parentesi legislativa e, dopo i tempi tecnici necessari, si andrà al voto.

Le date più papabili per il voto sono due: la prima il 17 febbraio; la seconda il 24 dello stesso mese.

Prima di analizzare gli scenari legati ai diversi partiti (e movimenti), vorrei spendere due parole sul Governo Monti (cosa che, fino ad ora, mi ero ben guardato dal fare). Contrariamente a molti, sono convinto che l’esecutivo abbia fatto un lavoro discreto. Ha ridato smalto all’immagine italiana all’estero, offuscata dopo gli ultimi mesi del Governo Berlusconi, ed ha rivestito un ruolo centrale in una delle fasi più concitate della storia dell’UE. A livello nazionale, invece, ha preso delle decisioni impopolari ma, purtroppo, inevitabili. Sicuramente avrebbe potuto fare qualcosa di maggiormente equilibrato e che non martoriasse il ceto medio, sempre più indebolito (leggasi patrimoniale). Sicuramente, con una congiuntura del genere, avrebbe potuto ottenere molto di più sia dalle parti sociali, sia dai partiti. Sicuramente avrebbe potuto mettere mano in modo deciso ai costi della politica, eppure, nel medio-lungo periodo ci accorgeremo di come le riforme varate, abbiano avuto un effetto benefico sui conti del paese. Insomma, secondo me, il Governo Monti ha fatto quanto ha potuto senza portare ad una rottura della “strana maggioranza”, nonostante qualcuno (che gli ha lasciato in eredità questa situazione) abbia da dire il contrario.

Data per certa la fine di questo incarico, tutti gli attori politici non possono fare a meno di porsi questa domanda: cosa farà Mario Monti? Probabilmente, non uscirà dalla politica. La sua candidatura sarebbe ben vista sia dai mercati, sia a livello internazionale e, sostanzialmente, si andrebbe avanti seguendo la linea dell’attuale Governo. Un’altra ipotesi, vederebbe Monti al Quirinale al posto di Giorgio Napolitano. Secondo le indiscrezioni trapelate a mezzo stampa, però, la candidatura di Monti è sempre più probabile. Alle sue spalle avrebbe i moderati che vedono questa opzione come manna dal cielo. Sia Casini, sia Montezemolo, infatti, hanno sempre messo a disposizioni i loro partiti/movimenti per l’attuale premier (per quanto utilizzare il termine premier, sia sbagliato). Questo porterebbe ad avere un Centro piuttosto forte e compatto, intorno ad un leader che ha saputo guidare la “barca Italia” in un mare tempestoso. Potremmo assistere, dopo un ventennio circa, al ritorno di un Centro forte che catalizza la vita politica e ricopre un ruolo centrale al Governo, dopo i fasti della DC e lo scandalo di “Mani Pulite”.

Mentre si aspetta di vedere quali saranno le prossime mosse del Professore, passiamo ad occuparci del Popolo della Libertà. PdL che, negli ultimi tempi, è stato tormentato da svariate vicissitudini. Il primo spunto di riflessione riguarda le primarie cancellate. Queste primarie sono state fortemente volute dal Segretario di partito, Angelino Alfano. E, il fallimento di questo progetto, è innanzitutto una bocciatura di Alfano in quanto leader del PdL e, in secondo luogo, una grandissima perdita di credibilità dell’uomo politico. Eppure, il progetto alfaniano, non era per nulla sbagliato. L’idea delle primarie era supportata dai risultati ottenuti dal Centro-Sinistra ed era segno di una maggiore democratizzazione all’interno di un movimento che risentiva fin troppo del peso del suo fondatore, che ha spesso ricoperto anche il ruolo di padre-padrone, Silvio Berlusconi. Eppure, tutto è stato cancellato con un colpo di spugna. Il colpo di spugna in questione è la ricandidatura di Silvio Berlusconi. La motivazione ufficiale del suo ritorno sulla scena politica è da ritrovarsi nella situazione in cui versa l’Italia. I maliziosi, però, non possono fare a meno di notare come questa decisione si arrivata dopo la condanna in primo grado a quattro anni, per il reato di frode fiscale. La ricandidatura, stando alle parole dello stesso ex Presidente del Consiglio, è dovuta al fatto che non sia stata trovata nessuna altra personalità come il “Berlusconi del ’94”. Le prime uscite fatte dal suo passo avanti, ruotano soprattutto intorno alla pressoché nulla valenza dello Spread, una politica europea ed interna troppo condizionata dalla Germania e all’idea di cancellare l’IMU, appena riottenuta la presidenza del consiglio. Tutto ciò, all’interno del Partito, è stato accolto in modo differente. I fedelissimi hanno gioito ed esultato per questa scelta del Cavaliere, mentre i moderati, sono rimasti contrariati soprattutto a causa della mozione di sfiducia ufficiosa. Persino il capo gruppo al senato europeo Mauro, ha preso le distanze da questa mossa. E, a proposito di Europa, sulla scena internazionale la ricandidatura di B. è stata accolta relativamente male. Tutti i giornali stranieri hanno evidenziato come un suo ritorno in campo sia un pericolo sia per l’Italia, sia per l’Europa. Il PPE (Partito Popolare Europeo) ha duramente condannato il gesto di togliere la Fiducia al Governo, il presidente del Parlamento europeo (che già in passato aveva avuto un alterco con Berlusconi), ammette che lo scenario di un altro Governo Berlusconi sia preoccupante. Angela Merkel, invece, ha invitato il Cavaliere, seppur in modo indiretto, a non improntare la propria campagna elettorale sul politiche “anti-Germania”. Per quanto riguarda il partito, invece, pare che ci sia l’intenzione di tornare al vecchio nome “Forza Italia”. Questo comporterebbe la scissione degli ex di FI e gli ex AN, che confluirebbero in un nuovo movimento. L’alleanza più probabile è quella con la Lega Nord. Il prezzo per questa riunione, però, sarebbe la presidenza della Lombardia. La situazione, per il momento, si conferma molto caotica e non destinata a chiarirsi entro breve.

Dopo aver riportato i fatti nudi e crudi, però, non posso esimermi dal commentare quanto sta accadendo. Sia Berlusconi, sia Alfano ignorano volutamente il fatto che la situazione italiana attuale, sia figlia di un’irresponsabilità che si è protratta a lungo quando la crisi poteva essere per lo meno arginata. Penso che chiunque si ricordi le deliranti affermazioni fatte in quei giorni dagli esponenti della maggioranza (“I ristoranti sono pieni” – “sugli aerei non si trova un posto” – “La crisi in Italia non esiste”) e l’incapacità più assoluta di far fronte ad una situazione che peggiorava di giorno in giorno da parte del PdL. A portare alla “caduta” di Berlusconi, fu proprio lo spread che raggiunse quota 580 punti. Il fatto che il Cavaliere abbia detto che conti poco, non solo dimostra l’irresponsabilità dell’uomo politico, ma anche la pessima memoria, dato che fu proprio per lo spread che si dimise. Il malumore dei mercati e dei governi degli altri paesi europei (e non solo) è ben comprensibile, dato che come fatto nei passati diciotto anni di governo, appare evidente che l’unico motivo che abbia spinto Berlusconi a ricandidarsi sia non il senso di responsabilità (che non ha mostrato nemmeno quando fu obbligato a dimettersi da Napolitano) ma bensì la necessità di salvaguardare la sua persona dai procedimenti giudiziari a suo carico. La cosa davvero preoccupante è, però, il fatto che alla fine, nonostante non abbia i numeri per vincere, farà in modo che nessuno riesca ad ottenere una maggioranza in grado di governare, paralizzando un paese che non può permettersi questo lusso. Spero, almeno, che gli italiani siano davvero maturi come sento ripetere a più riprese da molti esperti e politici, nonostante ne dubiti fortemente.

Restiamo sempre a Destra per occuparci della Lega. Lega che ha visto i suoi consensi calare drasticamente nel corso del tempo e che dopo la “pulizia” interna, è sparita dai radar. In realtà, il principale obiettivo del Carroccio, è la Lombardia. Lombardia che potrebbe ottenere, come dicevo sopra, in cambio di un’alleanza a livello nazionale con la rinascente Forza Italia. Maroni e i suoi, infatti, non hanno abbandonato l’idea di una secessione del Nord o comunque di un aumento dei poteri in mano ai governatori. A conti fatti, però, è difficile capire quanto possa giovare tutto ciò al partito, dato che anche il PdL attualmente non sembrerebbe passarsela troppo bene.

Dopo aver analizzato i principali attori presenti a Destra, non ci restano che i due attori a Sinistra. Il PD e il MoVimento 5 Stelle.

E, per quanto riguarda il Partito Democratico, c’è relativamente poco da dire. Le Primarie sono state vinte largamente da Bersani che, ora, si trova a dover fare i conti con Berlusconi. Il vero avversario per il leader del PD, però, potrebbe rivelarsi proprio Mario Monti, nel caso decidesse di ricandidarsi. Lo scenario ideale, per il Centro-Sinistra, sarebbe Monti al Quirinale e Bersani a capo del governo. Il condizionale è però d’obbligo. È d’obbligo soprattutto a causa dei mal di pancia che Vendola ha quando si parla di Agenda Monti. Al leader di SEL, infatti, l’idea di proseguire su una strada di rigore come auspicabile, sembra proprio non andare giù, coerentemente con la linea politica perseguita fino ad ora. Bersani, tra le altre cose, è sempre stato attratto dall’idea di allearsi con i moderati del Centro, ma per far sì che ciò avvenga, Monti non dovrebbe candidarsi alla Presidenza del Consiglio. Altro grosso problema è quello riguardante i voti di Renzi che il Segretario, probabilmente, non è in grado di incanalare completamente da solo. Per rimediare a questo problema, più volte, si è sentito parlare di un ticket elettorale che però, per il momento, sembra non interessare il sindaco di Firenze. Oltre a questo, c’è da tenere conto che il programma del PD sembra essere mirato ad un alleggerimento delle pressioni sulle classi più colpite dalla crisi, attraverso manovre che colpiscano i redditi più elevati. In campo europeo, un governo di Centro-Sinistra sarebbe maggiormente accettato, per quanto il compito da svolgere non sarebbe affatto dei più semplici.

Per quanto riguarda il mio commento personale, vorrei soffermarmi rapidamente su alcuni punti: il 15% di vantaggio è un capitale che non si può e non si deve buttare via. Questa è un’occasione d’oro per il Centro-Sinistra e non può essere sprecata come accadde nel 2006. Un elemento di continuità rispetto al passato è il continuo ammiccare a forze di Centro che, tutto sommato, potrebbero portare relativamente pochi voti e si è rivelato deleterio nelle precedenti elezioni. Forze di Centro che, tra le altre cose, sperano nella discesa in campo del “Messia” Monti che sarebbe davvero il primo contendente alla presidenza del Consiglio per Bersani. Eviterei, per quanto possibile, di cedere troppo ai “capricci” di Vendola che è uscito molto ridimensionato dalle primarie ma sfrutterei le proposte che sono diventate i suoi punti di forza sul ceto medio e la classe operaia. Le buone intenzioni non bastano per salire al Governo. È ora che ci si applichi sul serio e si presenti agli elettori un programma chiaro e convincente. Bisogna offrire una valida alternativa al populismo sbandierato sia a Destra, sia a Sinistra ed è necessario anche mantenere inalterata la fiducia che l’UE e i mercati avevano nel nostro Stato, sotto la guida di Mario Monti. Le lancette dell’orologio si avvicinano sempre di più all’ora delle elezioni. Sta al PD farsi trovare pronto. Le basi da sole, non basteranno. Si spera che abbiano imparato dagli errori del passato e ne abbiano fatto tesoro, altrimenti, ancora una volta si troveranno impantanati in un mare di buone intenzioni e di proposte fini a sé stesse.

E, alla fine, non resta che il M5S. M5S che ha organizzato delle primarie sui generis, per poter eleggere chi si vorrebbe in Parlamento. I numeri sono stati modesti: 32.000 elettori che potevano esprimere tre preferenze. I voti totali sono stati 95.000 per 1.400 candidati. I voti per candidato sono stati circa una trentina e hanno suscitato perplessità sia all’interno del MoVimento, sia all’esterno (per quanto Bersani, sembra abbia intenzione di copiare la formula per decidere chi andrà in Parlamento). L’esperimento, a detta di molti, più che un esempio di democrazia diretta, è stato un modello di democrazia “chiusa”. Per riscattarsi da questo risultato, però, M5S ha dato modo a tutti gli attivisti di partecipare alla stesura del programma che porteranno in Parlamento. Un aspetto positivo è pero da riscontrarsi nel fatto che queste parlamentarie abbiano avuto una spesa pari a zero. Proprio oggi, però, Grillo si è scagliato contro i dissidenti e gli attivisti che non credono nella democraticità del M5S. Il video in questione ha scatenato una serie di polemiche sia all’interno del Movimento (se la gran parte dei “grillini” ha dato ragione al leader, sempre più persone gli hanno dato del fascista) sia all’esterno. Questo sfogo è prova del nervosismo che sempre più sta pervadendo l’intero gruppo ed è l’ennesimo episodio dopo le diverse “scomuniche” comminate da Grillo ad alcuni dei suoi, le dichiarazioni di Favia a LA7 in un fuori onda e la partecipazione della Salsi a Ballarò. Nonostante tutti questi problemi, però, il MoVimento si rivela essere la seconda forza politica nazionale e nei sondaggi di questa settimana, riguardanti la scorsa, era in crescita.

Occhei, anche di M5S non ho mai parlato apertamente qui (o non ricordo di averlo fatto). In generale, sul MoVimento sono sempre stato scettico, un po’ perché credo irrealizzabili le idee di democrazia diretta che propongono, un po’ perché gira che ti rigira, a me pare un movimento fascistoide. E a dare la conferma del fatto che ci sia tutto, fuorché democrazia, nel M5S lo dimostra proprio l’ultimo video di Grillo in cui, in soldoni, dice “Le cose stanno così, nel caso non siate d’accordo, levatevi dalle palle”. Altra cosa che mi lascia molto perplesso è il fatto che, a due mesi dalle elezioni, non si abbia in mano nulla di concreto a livello programmatico (per quanto Grillo sia un estremo sostenitore di o un euro debole o dell’uscita dell’Italia dalla Zona Euro, per seguire l’esempio islandese) e, soprattutto, non si abbia un candidato alla presidenza del consiglio. Tra le altre cose, la prorompente personalità di Grillo, rischierebbe di entrare in contrasto con un eventuale candidato a guidare il paese dato che il suo è, proprio come quello di B., un atteggiamento da padre/padrone. E se ci dovesse essere un contrasto tra il candidato premier e Grillo, cosa succederebbe? Se venisse scomunicato, si troverebbero in una pessima situazione. Vorrei spendere due parole sulle parlamentarie: sono state una trovata ridicola, messa su in fretta e furia ed hanno ottenuto dei risultati pessimi. Il fatto che quella, per loro, sia campagna elettorale mi lascia assai perplesso. La campagna elettorale non può essere ridotta a “curriculum – Clip di due minuti”. I Candidati avrebbero dovuto spendersi sul territorio, avrebbero dovuto avere un contatto con le persone che avrebbero potuto eleggerli e conoscere i problemi che affliggono, prima di tutto, i cittadini intorno a loro. Invece cosa hanno fatto? Video densi di banalità, generalisti e privi di proposte concrete. Altra perplessità riguarda la stesura del programma. A livello di tempistica, mi piacerebbe capire come pensano di elaborare un programma attuabile in due mesi. Per creare un programma che possa funzionare è necessario moltissimo tempo ed è un’altissima competenza tecnica sia per l’ammissibilità delle proposte, sia per la stesura dello stesso. E questo porta ad un altro elemento che non mi convince per nulla: il fatto che chiunque sia libero di fare proposte. Un po’ per il fatto che io sia sfiduciato nei confronti degli italiani, un po’ perché per fare un programma ci vogliono competenze che un cittadino medio non ha, siamo davvero sicuri di voler affidare un programma di governo a persone che non hanno nemmeno la più pallida idea che per fare una legge qualsiasi ci voglia copertura finanziaria? Siamo sicuri di voler far fare un programma a gente che propone Referendum sulla moneta unica quando la Costituzione vieta espressamente? Siamo sicuri di voler far stendere un programma a chi, di fronte all’obiezione di cui sopra, afferma che modificheranno la Costituzione senza sapere nemmeno tutto l’iter che ci sta dietro? Beh, io così tanto sicuro non lo sono.

Comunque, può ancora accadere di tutto. Indubbiamente, però, le prossime elezioni saranno fondamentali per il futuro di questo paese.

Questo è quanto.

Cya.

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Chiedo Scusa

Come da titolo, chiedo scusa. Avevo in mente un post fighissimo sulla fiera di Milano con tanto di materiale fotografico (nevvero, non c’era materiale fotografico) ma questa settimana, causa uscite matte e disparatissime (con conseguente dilapidazione del già misero patrimonio), non s’ha da fare.

Ovviamente, avrei scritto di come ho trovato sia il regalo per zio, sia per mamma e del fatto che abbia impiegato più tempo a trovare il regalo per il primo, rispetto a quello per la seconda. Potrei scrivere di come ho assoluto bisogno di respawnare il mio francese, perso nelle sabbie del tempo e della memoria (Come PoP con Alzheimer). Avrei anche scritto di come, alla fin fine, abbia quasi speso di più per mangiare che per i regali e avrei attaccato con un filotto sulla multiculturalità e i suoi pregi. Potrei raccontarvi anche della bellissima commessa ad uno stand di abbigliamento con la carnagione chiarissima, una treccia lunghissima, due occhi azzurri come il cielo e un corpo da paura ma, come detto sopra, niente di tutto questo verrà scritto. Non qui e non ora, per lo meno.

In compenso sono stato alla Sidreria in ottima compagnia (di amici, ovviamente) e abbiamo mangiato e bevuto assai e anche bene. Per chi fosse in zona Lambrate e volesse mangiare da qualche parte, quello è il posto che fa per voi (27 € a cranio, con bis su richiesta). Adatto a comitive (come la mia) o anche per mangiate di coppia. Se foste fortunati e avesse nevicato, la serata (innaffiata da sidro e limoncello) potrebbe concludersi con una battaglia a palle di neve dove non ci sono vincitori, ma solo vinti. Se foste molto fortunati, potreste voler ripete l’esperienza un’altra volta.

A questo punto, la domanda più che legittima è: “Perché non sei a dormire, a quest’ora?” e le risposte potrebbero essere svariate:

– Sto ancora digerendo
– Se dovessi coricarmi, rischierei di tirar su il caffè (che paradossalmente mi è risultato più indigesto di tutto il resto)
– Mi sono prefissato un obiettivo minimo da rispettare, e se non avessi scritto questo post, non l’avrei rispettato.
– Non ho voglia di andare a letto (Nevvero, voglio andare a letto)
– Voglio tediarvi
– Dovevo fare cose che, se non le avessi fatte ora, non le avrei fatte più (perché me le sarei dimenticate).

Insomma, un sacco di validissime ragioni.

Dato che questo post, in origine, doveva essere lungo tre righe, eviterei di dilungarmi oltre.

Questo è quanto.

Cya.

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Intermezzo Musicale #7

“Fools” said I, “You do not know
Silence like a cancer grows.
Hear my words that I might teach you,
Take my arms that I might reach out you.”
But my words like silent raindrops fell,
And echoed
In the wells of silence.

And the people bowed and prayed
To the neon god they made.
And the sign flashed out its warning,
In the words that it was forming.
And the sign said, the words of the prophets are written on the subway walls
And tenement halls.
And whisper’d in the sounds of silence.”

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