Partiti e Crisi di Governo

Anche se avessi voluto, non avrei potuto esimermi dallo scrivere un post sull’attuale situazione della politica italiana. Tutti i telegiornali, negli ultimi giorni, si sono concentrati su due principali avvenimenti: la ricandidatura di Silvio Berlusconi alla presidenza del Consiglio dei Ministri e il venturo abbandono di Mario Monti della medesima carica. I due fatti sono strettamente collegati ed è già stato detto molto, quindi tentare di non essere ripetitivo non sarà facile, ma ci proverò.

E partiamo subito dalla crisi di Governo innescata dalle dichiarazioni di Angelino Alfano, Segretario del PdL, fatte il venerdì appena trascorso. In soldoni, il buon Angelino, ha dato la colpa dell’attuale situazione italiana al Governo tecnico e a Mario Monti, troppo legato al rigore richiesto dall’Europa. Monti, dopo questo attacco, essendosi reso conto che la maggioranza di governo si era dissolta, è salito immediatamente al Quirinale per un colloquio col Capo dello Stato. L’incontro ha avuto come risultato quello di rendere noto il periodo in cui questo Governo rassegnerà le dimissioni. Con molta probabilità, settimana prossima, dopo aver approvato la legge di stabilità si chiuderà la parentesi legislativa e, dopo i tempi tecnici necessari, si andrà al voto.

Le date più papabili per il voto sono due: la prima il 17 febbraio; la seconda il 24 dello stesso mese.

Prima di analizzare gli scenari legati ai diversi partiti (e movimenti), vorrei spendere due parole sul Governo Monti (cosa che, fino ad ora, mi ero ben guardato dal fare). Contrariamente a molti, sono convinto che l’esecutivo abbia fatto un lavoro discreto. Ha ridato smalto all’immagine italiana all’estero, offuscata dopo gli ultimi mesi del Governo Berlusconi, ed ha rivestito un ruolo centrale in una delle fasi più concitate della storia dell’UE. A livello nazionale, invece, ha preso delle decisioni impopolari ma, purtroppo, inevitabili. Sicuramente avrebbe potuto fare qualcosa di maggiormente equilibrato e che non martoriasse il ceto medio, sempre più indebolito (leggasi patrimoniale). Sicuramente, con una congiuntura del genere, avrebbe potuto ottenere molto di più sia dalle parti sociali, sia dai partiti. Sicuramente avrebbe potuto mettere mano in modo deciso ai costi della politica, eppure, nel medio-lungo periodo ci accorgeremo di come le riforme varate, abbiano avuto un effetto benefico sui conti del paese. Insomma, secondo me, il Governo Monti ha fatto quanto ha potuto senza portare ad una rottura della “strana maggioranza”, nonostante qualcuno (che gli ha lasciato in eredità questa situazione) abbia da dire il contrario.

Data per certa la fine di questo incarico, tutti gli attori politici non possono fare a meno di porsi questa domanda: cosa farà Mario Monti? Probabilmente, non uscirà dalla politica. La sua candidatura sarebbe ben vista sia dai mercati, sia a livello internazionale e, sostanzialmente, si andrebbe avanti seguendo la linea dell’attuale Governo. Un’altra ipotesi, vederebbe Monti al Quirinale al posto di Giorgio Napolitano. Secondo le indiscrezioni trapelate a mezzo stampa, però, la candidatura di Monti è sempre più probabile. Alle sue spalle avrebbe i moderati che vedono questa opzione come manna dal cielo. Sia Casini, sia Montezemolo, infatti, hanno sempre messo a disposizioni i loro partiti/movimenti per l’attuale premier (per quanto utilizzare il termine premier, sia sbagliato). Questo porterebbe ad avere un Centro piuttosto forte e compatto, intorno ad un leader che ha saputo guidare la “barca Italia” in un mare tempestoso. Potremmo assistere, dopo un ventennio circa, al ritorno di un Centro forte che catalizza la vita politica e ricopre un ruolo centrale al Governo, dopo i fasti della DC e lo scandalo di “Mani Pulite”.

Mentre si aspetta di vedere quali saranno le prossime mosse del Professore, passiamo ad occuparci del Popolo della Libertà. PdL che, negli ultimi tempi, è stato tormentato da svariate vicissitudini. Il primo spunto di riflessione riguarda le primarie cancellate. Queste primarie sono state fortemente volute dal Segretario di partito, Angelino Alfano. E, il fallimento di questo progetto, è innanzitutto una bocciatura di Alfano in quanto leader del PdL e, in secondo luogo, una grandissima perdita di credibilità dell’uomo politico. Eppure, il progetto alfaniano, non era per nulla sbagliato. L’idea delle primarie era supportata dai risultati ottenuti dal Centro-Sinistra ed era segno di una maggiore democratizzazione all’interno di un movimento che risentiva fin troppo del peso del suo fondatore, che ha spesso ricoperto anche il ruolo di padre-padrone, Silvio Berlusconi. Eppure, tutto è stato cancellato con un colpo di spugna. Il colpo di spugna in questione è la ricandidatura di Silvio Berlusconi. La motivazione ufficiale del suo ritorno sulla scena politica è da ritrovarsi nella situazione in cui versa l’Italia. I maliziosi, però, non possono fare a meno di notare come questa decisione si arrivata dopo la condanna in primo grado a quattro anni, per il reato di frode fiscale. La ricandidatura, stando alle parole dello stesso ex Presidente del Consiglio, è dovuta al fatto che non sia stata trovata nessuna altra personalità come il “Berlusconi del ’94”. Le prime uscite fatte dal suo passo avanti, ruotano soprattutto intorno alla pressoché nulla valenza dello Spread, una politica europea ed interna troppo condizionata dalla Germania e all’idea di cancellare l’IMU, appena riottenuta la presidenza del consiglio. Tutto ciò, all’interno del Partito, è stato accolto in modo differente. I fedelissimi hanno gioito ed esultato per questa scelta del Cavaliere, mentre i moderati, sono rimasti contrariati soprattutto a causa della mozione di sfiducia ufficiosa. Persino il capo gruppo al senato europeo Mauro, ha preso le distanze da questa mossa. E, a proposito di Europa, sulla scena internazionale la ricandidatura di B. è stata accolta relativamente male. Tutti i giornali stranieri hanno evidenziato come un suo ritorno in campo sia un pericolo sia per l’Italia, sia per l’Europa. Il PPE (Partito Popolare Europeo) ha duramente condannato il gesto di togliere la Fiducia al Governo, il presidente del Parlamento europeo (che già in passato aveva avuto un alterco con Berlusconi), ammette che lo scenario di un altro Governo Berlusconi sia preoccupante. Angela Merkel, invece, ha invitato il Cavaliere, seppur in modo indiretto, a non improntare la propria campagna elettorale sul politiche “anti-Germania”. Per quanto riguarda il partito, invece, pare che ci sia l’intenzione di tornare al vecchio nome “Forza Italia”. Questo comporterebbe la scissione degli ex di FI e gli ex AN, che confluirebbero in un nuovo movimento. L’alleanza più probabile è quella con la Lega Nord. Il prezzo per questa riunione, però, sarebbe la presidenza della Lombardia. La situazione, per il momento, si conferma molto caotica e non destinata a chiarirsi entro breve.

Dopo aver riportato i fatti nudi e crudi, però, non posso esimermi dal commentare quanto sta accadendo. Sia Berlusconi, sia Alfano ignorano volutamente il fatto che la situazione italiana attuale, sia figlia di un’irresponsabilità che si è protratta a lungo quando la crisi poteva essere per lo meno arginata. Penso che chiunque si ricordi le deliranti affermazioni fatte in quei giorni dagli esponenti della maggioranza (“I ristoranti sono pieni” – “sugli aerei non si trova un posto” – “La crisi in Italia non esiste”) e l’incapacità più assoluta di far fronte ad una situazione che peggiorava di giorno in giorno da parte del PdL. A portare alla “caduta” di Berlusconi, fu proprio lo spread che raggiunse quota 580 punti. Il fatto che il Cavaliere abbia detto che conti poco, non solo dimostra l’irresponsabilità dell’uomo politico, ma anche la pessima memoria, dato che fu proprio per lo spread che si dimise. Il malumore dei mercati e dei governi degli altri paesi europei (e non solo) è ben comprensibile, dato che come fatto nei passati diciotto anni di governo, appare evidente che l’unico motivo che abbia spinto Berlusconi a ricandidarsi sia non il senso di responsabilità (che non ha mostrato nemmeno quando fu obbligato a dimettersi da Napolitano) ma bensì la necessità di salvaguardare la sua persona dai procedimenti giudiziari a suo carico. La cosa davvero preoccupante è, però, il fatto che alla fine, nonostante non abbia i numeri per vincere, farà in modo che nessuno riesca ad ottenere una maggioranza in grado di governare, paralizzando un paese che non può permettersi questo lusso. Spero, almeno, che gli italiani siano davvero maturi come sento ripetere a più riprese da molti esperti e politici, nonostante ne dubiti fortemente.

Restiamo sempre a Destra per occuparci della Lega. Lega che ha visto i suoi consensi calare drasticamente nel corso del tempo e che dopo la “pulizia” interna, è sparita dai radar. In realtà, il principale obiettivo del Carroccio, è la Lombardia. Lombardia che potrebbe ottenere, come dicevo sopra, in cambio di un’alleanza a livello nazionale con la rinascente Forza Italia. Maroni e i suoi, infatti, non hanno abbandonato l’idea di una secessione del Nord o comunque di un aumento dei poteri in mano ai governatori. A conti fatti, però, è difficile capire quanto possa giovare tutto ciò al partito, dato che anche il PdL attualmente non sembrerebbe passarsela troppo bene.

Dopo aver analizzato i principali attori presenti a Destra, non ci restano che i due attori a Sinistra. Il PD e il MoVimento 5 Stelle.

E, per quanto riguarda il Partito Democratico, c’è relativamente poco da dire. Le Primarie sono state vinte largamente da Bersani che, ora, si trova a dover fare i conti con Berlusconi. Il vero avversario per il leader del PD, però, potrebbe rivelarsi proprio Mario Monti, nel caso decidesse di ricandidarsi. Lo scenario ideale, per il Centro-Sinistra, sarebbe Monti al Quirinale e Bersani a capo del governo. Il condizionale è però d’obbligo. È d’obbligo soprattutto a causa dei mal di pancia che Vendola ha quando si parla di Agenda Monti. Al leader di SEL, infatti, l’idea di proseguire su una strada di rigore come auspicabile, sembra proprio non andare giù, coerentemente con la linea politica perseguita fino ad ora. Bersani, tra le altre cose, è sempre stato attratto dall’idea di allearsi con i moderati del Centro, ma per far sì che ciò avvenga, Monti non dovrebbe candidarsi alla Presidenza del Consiglio. Altro grosso problema è quello riguardante i voti di Renzi che il Segretario, probabilmente, non è in grado di incanalare completamente da solo. Per rimediare a questo problema, più volte, si è sentito parlare di un ticket elettorale che però, per il momento, sembra non interessare il sindaco di Firenze. Oltre a questo, c’è da tenere conto che il programma del PD sembra essere mirato ad un alleggerimento delle pressioni sulle classi più colpite dalla crisi, attraverso manovre che colpiscano i redditi più elevati. In campo europeo, un governo di Centro-Sinistra sarebbe maggiormente accettato, per quanto il compito da svolgere non sarebbe affatto dei più semplici.

Per quanto riguarda il mio commento personale, vorrei soffermarmi rapidamente su alcuni punti: il 15% di vantaggio è un capitale che non si può e non si deve buttare via. Questa è un’occasione d’oro per il Centro-Sinistra e non può essere sprecata come accadde nel 2006. Un elemento di continuità rispetto al passato è il continuo ammiccare a forze di Centro che, tutto sommato, potrebbero portare relativamente pochi voti e si è rivelato deleterio nelle precedenti elezioni. Forze di Centro che, tra le altre cose, sperano nella discesa in campo del “Messia” Monti che sarebbe davvero il primo contendente alla presidenza del Consiglio per Bersani. Eviterei, per quanto possibile, di cedere troppo ai “capricci” di Vendola che è uscito molto ridimensionato dalle primarie ma sfrutterei le proposte che sono diventate i suoi punti di forza sul ceto medio e la classe operaia. Le buone intenzioni non bastano per salire al Governo. È ora che ci si applichi sul serio e si presenti agli elettori un programma chiaro e convincente. Bisogna offrire una valida alternativa al populismo sbandierato sia a Destra, sia a Sinistra ed è necessario anche mantenere inalterata la fiducia che l’UE e i mercati avevano nel nostro Stato, sotto la guida di Mario Monti. Le lancette dell’orologio si avvicinano sempre di più all’ora delle elezioni. Sta al PD farsi trovare pronto. Le basi da sole, non basteranno. Si spera che abbiano imparato dagli errori del passato e ne abbiano fatto tesoro, altrimenti, ancora una volta si troveranno impantanati in un mare di buone intenzioni e di proposte fini a sé stesse.

E, alla fine, non resta che il M5S. M5S che ha organizzato delle primarie sui generis, per poter eleggere chi si vorrebbe in Parlamento. I numeri sono stati modesti: 32.000 elettori che potevano esprimere tre preferenze. I voti totali sono stati 95.000 per 1.400 candidati. I voti per candidato sono stati circa una trentina e hanno suscitato perplessità sia all’interno del MoVimento, sia all’esterno (per quanto Bersani, sembra abbia intenzione di copiare la formula per decidere chi andrà in Parlamento). L’esperimento, a detta di molti, più che un esempio di democrazia diretta, è stato un modello di democrazia “chiusa”. Per riscattarsi da questo risultato, però, M5S ha dato modo a tutti gli attivisti di partecipare alla stesura del programma che porteranno in Parlamento. Un aspetto positivo è pero da riscontrarsi nel fatto che queste parlamentarie abbiano avuto una spesa pari a zero. Proprio oggi, però, Grillo si è scagliato contro i dissidenti e gli attivisti che non credono nella democraticità del M5S. Il video in questione ha scatenato una serie di polemiche sia all’interno del Movimento (se la gran parte dei “grillini” ha dato ragione al leader, sempre più persone gli hanno dato del fascista) sia all’esterno. Questo sfogo è prova del nervosismo che sempre più sta pervadendo l’intero gruppo ed è l’ennesimo episodio dopo le diverse “scomuniche” comminate da Grillo ad alcuni dei suoi, le dichiarazioni di Favia a LA7 in un fuori onda e la partecipazione della Salsi a Ballarò. Nonostante tutti questi problemi, però, il MoVimento si rivela essere la seconda forza politica nazionale e nei sondaggi di questa settimana, riguardanti la scorsa, era in crescita.

Occhei, anche di M5S non ho mai parlato apertamente qui (o non ricordo di averlo fatto). In generale, sul MoVimento sono sempre stato scettico, un po’ perché credo irrealizzabili le idee di democrazia diretta che propongono, un po’ perché gira che ti rigira, a me pare un movimento fascistoide. E a dare la conferma del fatto che ci sia tutto, fuorché democrazia, nel M5S lo dimostra proprio l’ultimo video di Grillo in cui, in soldoni, dice “Le cose stanno così, nel caso non siate d’accordo, levatevi dalle palle”. Altra cosa che mi lascia molto perplesso è il fatto che, a due mesi dalle elezioni, non si abbia in mano nulla di concreto a livello programmatico (per quanto Grillo sia un estremo sostenitore di o un euro debole o dell’uscita dell’Italia dalla Zona Euro, per seguire l’esempio islandese) e, soprattutto, non si abbia un candidato alla presidenza del consiglio. Tra le altre cose, la prorompente personalità di Grillo, rischierebbe di entrare in contrasto con un eventuale candidato a guidare il paese dato che il suo è, proprio come quello di B., un atteggiamento da padre/padrone. E se ci dovesse essere un contrasto tra il candidato premier e Grillo, cosa succederebbe? Se venisse scomunicato, si troverebbero in una pessima situazione. Vorrei spendere due parole sulle parlamentarie: sono state una trovata ridicola, messa su in fretta e furia ed hanno ottenuto dei risultati pessimi. Il fatto che quella, per loro, sia campagna elettorale mi lascia assai perplesso. La campagna elettorale non può essere ridotta a “curriculum – Clip di due minuti”. I Candidati avrebbero dovuto spendersi sul territorio, avrebbero dovuto avere un contatto con le persone che avrebbero potuto eleggerli e conoscere i problemi che affliggono, prima di tutto, i cittadini intorno a loro. Invece cosa hanno fatto? Video densi di banalità, generalisti e privi di proposte concrete. Altra perplessità riguarda la stesura del programma. A livello di tempistica, mi piacerebbe capire come pensano di elaborare un programma attuabile in due mesi. Per creare un programma che possa funzionare è necessario moltissimo tempo ed è un’altissima competenza tecnica sia per l’ammissibilità delle proposte, sia per la stesura dello stesso. E questo porta ad un altro elemento che non mi convince per nulla: il fatto che chiunque sia libero di fare proposte. Un po’ per il fatto che io sia sfiduciato nei confronti degli italiani, un po’ perché per fare un programma ci vogliono competenze che un cittadino medio non ha, siamo davvero sicuri di voler affidare un programma di governo a persone che non hanno nemmeno la più pallida idea che per fare una legge qualsiasi ci voglia copertura finanziaria? Siamo sicuri di voler far fare un programma a gente che propone Referendum sulla moneta unica quando la Costituzione vieta espressamente? Siamo sicuri di voler far stendere un programma a chi, di fronte all’obiezione di cui sopra, afferma che modificheranno la Costituzione senza sapere nemmeno tutto l’iter che ci sta dietro? Beh, io così tanto sicuro non lo sono.

Comunque, può ancora accadere di tutto. Indubbiamente, però, le prossime elezioni saranno fondamentali per il futuro di questo paese.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

4 commenti

Archiviato in Politica & Società, Riflessioni

4 risposte a “Partiti e Crisi di Governo

  1. V.

    Quando fai questi discorsi penso di amarti. Il mio primo pensiero,nonostante sia un pacifista convinta,è:uccidiamoli tutti! D’accordissimo su Monti. Sebbene non tutte le decisioni da lui prese siano state brillanti (vedi mazzate su mazzate al ceto medio e gli intoccati benefici dei parlamentari),sono convinta che se non ci fosse stato saremmo finiti come la Grecia. Almeno ha preso delle decisioni,cosa in cui, in generale, i governi passati non sono mai stati molto bravi (salvo per leggi che potessero salvare qualche importante sedere). Quindi mi auguro che si ricandidi,anche con Casini (che non sopporto),non importa.
    A B. gli auguro solo un infarto. Il Pdl è un partito marionetta,completamente acritico e soggiogato al volere del padre-padrone,come tu hai brillantemente definito. Spero solo che gli italiani si siano un attimino svegliati.
    Anche io sono scettica sul m5s. Sicuramente non è in grado di governare un paese,figuriamoci poi un paese messo male come il nostro. Apprezzo però i tentativi di portare qualcosa di nuovo. E io nella democrazia diretta ci credo e ci spero. Se non c’è è solo colpa nostra,del nostro menefreghismo ed ignoranza.
    Mi piacerebbe un governo di sinistra,ma penso che la sinistra non sia pronta. Troppo presa ad attaccare gli altri e a divorarsi dall’interno. Dovrebbe maturare un po’,è a livelli adoloscenziali.

    • > Quando fai questi discorsi penso di amarti.

      Anche io, quando faccio questi discorsi, penso di amarmi ♥

      > Il mio primo pensiero,nonostante sia un pacifista convinta,è:uccidiamoli tutti!

      Ma non risolveremmo i problemi, così. Per quanto questa linea di pensiero sia condivisa da molti, eh.

      > D’accordissimo su Monti. Sebbene non tutte le decisioni da lui prese siano state brillanti (vedi mazzate su mazzate al ceto medio e gli intoccati benefici dei parlamentari),sono convinta che se non ci fosse stato saremmo finiti come la Grecia. Almeno ha preso delle decisioni,cosa in cui, in generale, i governi passati non sono mai stati molto bravi (salvo per leggi che potessero salvare qualche importante sedere). Quindi mi auguro che si ricandidi,anche con Casini (che non sopporto),non importa.

      Tendenzialmente, era l’unica cosa che potesse fare. La maggioranza era sorretta, in gran parte, dal PdL e nel caso avesse fatto manovre più incisive, sarebbe stato sfiduciato (per quanto, mi viene spontaneo chiedermi se all’epoca, qualcuno avesse avuto le palle necessarie a fare una cosa del genere, vista la situazione in Italia di allora). Per quanto riguarda la candidatura, tendenzialmente, mi vedrebbe favorevole ma avrebbe bisogno dell’appoggio dei moderati anche di PD e PdL e la convivenza la vedo tutt’altro che facile, dato che i movimenti di centro tutti insieme riescono a raggiungere circa la percentuale di M5S. Il discorso di un Monti al Quirinale, potrebbe funzionare solo con un governo di Centro-Sinistra, dato che ormai i rapporti col Centro-Destra sono stati irrimediabilmente logorati.

      > A B. gli auguro solo un infarto. Il Pdl è un partito marionetta,completamente acritico e soggiogato al volere del padre-padrone,come tu hai brillantemente definito. Spero solo che gli italiani si siano un attimino svegliati.

      Il punto è che quando gli argomenti toccati vadano dal molto populistico (e non fattibile) cancelliamo l’IMU ad una campagna di “odio” nei confronti della Germania, sulle persone stanche e che per mesi e mesi hanno sentito parlar male dell’una e dell’altra faccenda, avrà sicuramente un forte impatto. Tra l’altro, la tendenza ad essere attratti dalle personalità forti (nel bene e nel male) è nel DNA dell’italiano medio (retaggio della cultura fascista, probabilmente). Sul PdL è inutile sprecare tempo. Fossi stato in Alfano, io sarei uscito da un partito che ha accettato passivamente il ritorno in campo (perché condannato) di un irresponsabile, dopo aver messo la faccia in un progetto comunque lodevole (nonostante organizzato in fretta e furia e tralasciando il fatto che nessuno credesse si facessero).

      > Anche io sono scettica sul m5s. Sicuramente non è in grado di governare un paese,figuriamoci poi un paese messo male come il nostro. Apprezzo però i tentativi di portare qualcosa di nuovo. E io nella democrazia diretta ci credo e ci spero. Se non c’è è solo colpa nostra,del nostro menefreghismo ed ignoranza.

      La novità deve essere applicabile, però. E per i motivi esposti nell’articolo, non credo lo sia. La Democrazia Diretta, tra l’altro, non è applicabile indipendentemente da fattori quali interesse alla politica, interesse verso i fatti quotidiani e quant’altro perché, per fortuna, non tutti hanno le competenze per fare ciò che va fatto (beninteso, nemmeno quelli in Parlamento sono sicuro le abbiano). Insomma, io sono di parere totalmente contrario al tuo, sull’argomento.

      > Mi piacerebbe un governo di sinistra,ma penso che la sinistra non sia pronta. Troppo presa ad attaccare gli altri e a divorarsi dall’interno. Dovrebbe maturare un po’,è a livelli adoloscenziali.

      Non lo so. Tralasciando l’inevitabile presenza delle correnti interne, non vedo grossi attacchi verso gli altri. Per il momento però vedo solo un ammasso di idee nebulose, che mancano ancora di forma concreta. Se non fosse Monti a candidarsi, sarebbe l’unica forza in grado di governare (nonostante la presenza di Vendola possa essere d’ostacolo). Certo, le intemperanze di SEL potrebbero essere controbilanciate con un’alleanza coi moderati, ma il rischio di un grande carrozzone, sarebbe una difficile governabilità. La cosa più importante è riuscire a coinvolgere Renzi e il suo elettorato per il bene del Paese (oltre che del partito). Nel caso non si riuscisse a governare ora, difficilmente succederà in futuro. Diciamo che questa è l’occasione per il PD di passare dall’adolescenza all’età adulta.

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