Sul Genere Horror

Nonostante l’attualità pulluli di fatti interessanti di cui scrivere, non ho alcuna intenzione di occuparmi di cose del genere (ma questo lo avrete già capito dal titolo). Ciò di cui voglio parlarvi è un argomento che avevo già trattato, seppur in maniera diversa, nell’articolo “L’Importanza di Pennywise“. Mentre in quel post analizzavo il rapporto stretto intercorrente tra uomo e paura, in questo cercherò invece di analizzare le varie forme in cui l’uomo ha rappresentato, per esorcizzare, l’orrore.

Il genere horror può contare su un illustre antenato: il “Romanzo Gotico” le cui tematiche riguardavano sia il Romanticismo, sia elementi misteriosi, spesso riguardanti il mondo sovrannaturale. Il primo romanzo ascrivibile, in senso stretto, al genere horror è, però, “Frankestein, o il Moderno Prometeo”. La storia penso la conosciate tutti, quindi sorvolerò su questo aspetto. Da dopo questo libro, della scrittrice Mary Shelley, ci sarà una vera esplosione del genere. Libri come “Dracula”, “Il Vampiro” (per riferirsi a famosi libri che furono le basi del genere) o a lavori più moderni del calibro di “Io sono Leggenda”, “L’Esorcista” e “IT”  hanno venduto in tutto il mondo milioni di copie e continuano a farlo tuttora.

Il motivo di questo successo è legato alla necessità dell’uomo di esorcizzare la paura in tutte le sue forme, e quale modo potrebbe essere migliore se non la finzione? I libri, improvvisamente, si popolano di mostri, creature demoniache e scienziati pazzi senza alcuna remora di sorta nel compiere anche il più sacrilego degli atti. Ma questi esseri sovrannaturali hanno, spesso, origine nelle credenze popolari. Basti pensare alla figura del vampiro o a quella del lupo mannaro, piuttosto che agli zombie. Quando, invece, non si fa riferimento ad elementi comuni delle culture popolari, si tende ad andare alla ricerca delle tenebrose meraviglie che l’ignoto ci offre (basti pensare a Lovecraft con il suo ciclo di Cthulhu).

È evidente, insomma, che qualunque cosa spaventi l’uomo ha ottenuto la sua rappresentazione sia su carta stampata (libri, fumetti) sia su pellicola. E, la mia analisi, non può che partire dal libro di genere probabilmente più conosciuto: Dracula di Bram Stoker. La prima cosa che si nota durante la lettura è come il Conte decida di spostarsi da un luogo ancora legato a credenze medioevali, con uno stile di vita semplice, al centro del mondo moderno dell’epoca: Londra. Il parallelismo tra antichità e nuovo sarà un elemento fondante di tutto il libro e culminerà con la sconfitta del vampiro per mano di Van Helsing (uomo di scienza per eccellenza) e degli altri uomini. In questo caso, una paura antica come quella del ritorno dei non morti, viene sconfitto dal sempre più rapido sviluppo della scienza e del progresso. L’uomo sembra non aver più spazio per tutti i timori antichi, legati a creature che ormai sono viste come frutti di un periodo di ignoranza di gran parte della popolazione. Nuovi mostri sono destinati a prendere il posto dei vecchi ed è quello che, pian piano avverrà. Secondo elemento che salta all’occhio è, di nuovo, un contrasto. Il contrasto tra lo stile di vita degli eroi e gli ambienti in cui Dracula pone le sue basi. Questi luoghi sono sporchi, puzzolenti e la scena dell’apertura della cripta, in cui i ratti scappano via, con quegli odori terribili che colpiscono il naso dei cacciatori e quasi anche quello nostro, che siamo lettori. Come dicevo sopra, però, Dracula rappresenta la fine delle vecchie paure, per dare il benvenuto a nuovi e terrificanti orrori.

E questi nuovi orrori scaturiscono, in primis, dalla penna di Howard Phillips Lovecraft. Le sue storie sono tra le più inquietanti che abbia mai letto. Notare bene che ho scritto inquietanti perché non sono impressionanti, non terrorizzano nemmeno, eppure hanno la capacità di lasciarti quel senso di irrequietezza che permane a lungo anche dopo che si è chiuso il libro. Esempi lampanti per confermare ciò che dico, potrebbero essere “I Topi nel Muro” (che vi consiglio di leggere) o l’intero “Ciclo di Cthulhu”. Ed è proprio su quest’ultima raccolta che vorrei soffermarmi. Nel “Ciclo di Cthulhu”, Lovecraft, ribalta abilmente la concezione della religione che abbiamo: le divinità non sono benevole, tutt’altro.  Le divinità lovecraftiane, infatti, sono brutali esseri alieni, il cui unico scopo è conquistare pianeti e devastarli. I fedeli che venerano queste entità (che dovrebbero rappresentare le regole e gli elementi presenti nell’universo, secondo alcuni) eseguono riti violenti, orribili e terrificanti, tramandando i miti dei loro signori, in attessa che giunga il momento. Il massimo in cui si può sperare è che la vita umana per loro sia qualcosa di totalmente insignificante e per questo potremmo essere ignorati. Proprio nel ciclo è possibile assistere alla prima commistione tra generi: ai classici elementi dell’horror si affiancano alcune peculiarità di stampo fantascientifico. Qualcosa di molto simile, sarà possibile osservarlo in “IT” di Stephen King dove la storia dalle tinte cupe, virerà lentamente verso il filone fantascientifico dando vita ad un’opera di rara bellezza evocativa.

Altri orrori però, sono nascosti proprio negli elementi che Stoker trovava rassicuranti: le scienze e la tecnologia. A partire dal secondo dopoguerra, infatti, la scena horror e gli archetipi che reggono il genere vengono resi moderni. Gli zombie non sono più evocati tramite riti voodo, ma ritornano in vita a causa delle radiazioni. Il primo film a sfruttare con successo questa idea fu “Dawn of the Dead” di George Romero (che risultava essere anche una lettura critica ed ironica della società dell’epoca). Da DotD, poi sono nati molti altri film di questo genere che però sono ascrivibili alla bellissima cerchia dei così detti “B-Movie”. Le radiazioni però, hanno anche la capacità di trasformare esseri di piccole dimensioni in enormi giganti assetati di sangue (spesso umano). Tra gli anni 50 e  gli anni 70, infatti, ci fu un’esplosione di film riguardanti insetti assassini. Uno degli ultimi esempi di questo genere di film è “Arac Attack – Mostri ad otto zampe”.

Altri elementi di novità sono i virus. È un virus in “Io sono Leggenda” a tramutare gli umani in vampiri dopo una guerra. È un virus a rendere le persone zombie in The Walking Dead (Fumetto/Serie TV) e nella saga cinematografica di “28 giorni dopo”, “28 settimane dopo”. Ed è sempre un virus a creare gli Zombie in World War Z (libro che consiglio di recuperare, anche in lingua originale, a tutti).

Accanto a tutto ciò, poi, entrano in scena elementi quali la psiche umana, la parapsicologia, i poteri paranormali e lo scontro stesso col maligno. La psiche umana e la parapsicologia sono elementi fondamentali del libro Shining di Stephen King, in cui il protagonista impazzisce a causa dell’influsso che l’essenza maligna dell’albergo ha sulla sua psiche. I poteri paranormali hanno un ruolo fondamentale nel libro “Carrie”, in cui la protagonista sfrutta i suoi poteri telecinetici per vendicarsi dei soprusi subiti dai compagni di scuola e anche nel libro “Il Cattivo Fratello”, la cui storia è troppo complicata (e bella) per essere spiegata qui di Koontz. Lo scontro col Maligno, invece, ha avuto una grande spinta dal libro “L’Esorcista” (da cui è stato tratto l’omonimo film, molto più famoso del libro, credo) in cui un prete e il demonio si contendono lo spirito e il corpo di una giovane ragazza. Altri film di questo genere è il famoso “L’Esorcismo di Emily Rose” o il più recente “Il Rito” e anche i film evento degli ultimi anni della serie “Paranormal Activity” hanno lo stesso leitmotiv.

Altro esempio interessante che però sfugge dalle logiche di catalogazione classiche è American Horror Story che, nella prima stagione, porta in scena le vicende di una famiglia che va ad abitare in una casa in cui sono stati compiuti svariati omicidi (si sprecano citazioni: dalla Dalia Nera al Massacro della Columbine, sino al film Omen con la nascita del figlio di Satana) mentre nella seconda stagione le vicende si svolgeranno in un manicomio (di più, per il momento non so). Lo scopo degli autori di questa serie è quello dichiarato di raccogliere le principali “leggende metropolitane orrorifiche” americane e trasporle su schermo.

Ovviamente, l’analisi qui presente, è incompleta e grezza sotto molti punti di vista. Molti argomenti non sono stati approfonditi come avrei voluto (e, forse, dovuto) ma mi riservo la possibilità di tornare a trattarli con maggiore calma in futuro, ma dato che non ho più voglia di scrivere (anzi riscrivere, visto che internet è crashato e WP mi aveva salvato la bozza a metà), l’ora è tarda e rischio di dilungarmi troppo, mi fermerò qui.

Ciò che presumo risulti evidente è il fatto che, per quante volte si possa essere in grado di rappresentare ciò che più ci spaventa, non la si riuscirà mai a cancellare. Anzi, alle vecchie “paure primordiali”, si affiancano nuove paure rappresentanti il lato oscuro del tempo in cui viviamo.

Presto o tardi, anche la luce che rischiara e scaccia la tenebra in cui le nostre paure ci hanno fatto precipitare, si spegnerà lasciandoci in un’oscurità ancora più profonda, dove vecchi e nuovi orrori ci tormenteranno, fino all’apparire di un nuovo fulgore.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

12 commenti

Archiviato in Politica & Società, Riflessioni, Varie ed Eventuali

12 risposte a “Sul Genere Horror

  1. V.

    Ti sei domenticato Poe!!!!”L’orrore non è al di fuori di noi,ma dentro di noi”.
    Io ho un amore incredibile per AHS!

  2. Andrea

    Salve a tutti e complimenti all’autore dell’articolo!
    Volevo chiedere: sapreste consigliarmi un libro che possa introdurmi al genere horror (preferibilmente romanzesco)? Le sue caratteristiche, le modalità di rappresentazione, i personaggi, le storie, etc. Insomma un libro che introduca un novizio o anche un semplice curioso nel mondo dell’horror dall’inizio ai giorni nostri. Vi ringrazio!

    • Io direi Dracula di Bram Stoker, che è un po’ il capostipite del genere.

      Eviterei gran parte degli Horror degli ultimi… 5/6 anni.

      • Andrea

        Chiedo scusa, forse non mi sono spiegato bene. Intendevo dire un saggio, una guida introduttiva, un manuale che mi spieghi cosa è il romanzo horror. Grazie.🙂
        P.S. Bram Stoker è già in fase di acquisto🙂

      • In realtà, non credo esista qualcosa del genere. Diciamo che è un percorso “personale”. Cerca recensioni, informati in giro. È l’unica cosa che mi viene in mente.

      • Andrea

        Azz… sto facendo una tesi che parte da Cabal di Clive Barker e da Midian dei Cradle of Filth, e partendo dal generale per arrivare al particolare vorrei fare un’introduzione al genere del romanzo horror… Peccato😦
        Grazie comunque…

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