Giochi politici

A praticamente un mese dalle elezioni, ci ritroviamo senza un nuovo Governo. Le consultazioni col Presidente della Repubblica si sono concluse in settimana e hanno dato il seguente esito: Pier Luigi Bersani ha avuto il mandato per formare un Governo, purché riesca a trovare i numeri in Parlamento entro martedì (o al più tardi mercoledì).

La strada intrapresa da Bersani non sembra convincere il proprio partito. Molti vedono questa impresa come una missione disperata e si stanno preparando a rimettere in moto la macchina organizzativa sia per le primarie, sia per la campagna elettorale. Il pessimismo che si respira è ben supportato dall’evidenza empirica: mettere insieme i voti necessari in Senato per ottenere la fiducia è cosa quasi impossibile. Il corteggiamento dei parlamentari grillini non ha dato i risultati sperati e questo ha condotto ad un recente cambiamento nelle strategie di partito. Sono spariti sia gli accenni alla legge sul conflitto di interesse, sia quelli su una legge anti-corruzione. Questo potrebbe essere il segnale di un’apertura al PdL che è l’unica forza in grado di garantire un governo guidato da Bersani. L’ipotesi di un “inciucio”, nonostante i dinieghi ripetuti da parte del segretario del PD, sembra diventare un pochino meno remota come possibilità. Nel frattempo si sono intensificati i contatti col gruppo misto e la Lega Nord. Nonostante la Lega abbia più volte smentito qualsivoglia possibilità di un’alleanza senza PdL, i contatti sono stati intavolati e in questi giorni, si capirà quali altri margini di azione ci siano. Indipendentemente dalla riuscita o meno di queste trattative, qualora si riuscisse a trovare un accordo con i montiani, Lega Nord e gruppi misti, Bersani non avrebbe ancora i numeri al Senato.

Il M5S, dopo una spaccatura sul voto di Grasso per la presidenza di Palazzo Madama, si è immediatamente ricompattato per negare la Fiducia ad un Governo che non sia loro. Grillo spera di capitalizzare al massimo la situazione di instabilità garantita anche dal “niet” deciso nei confronti del PD per spingere questi ad allearsi con Berlusconi. In questo modo, il Movimento (ancora in crescita nei sondaggi, nonostante non stia facendo nulla) sarà in grado di aumentare il proprio bacino elettorale.

Il PdL, invece, potendo contare sull’appoggio insperato di Napolitano rientra prepotentemente in gioco. L’unico modo per far contare la propria posizione è, infatti, quello di sostenere un governo di Centro-Sinistra con un programma concordato anticipatamente. In questo modo potrebbe anche cercare di far valere il volere di Berlusconi per un Presidente della Repubblica a lui gradito. Sia il Cavaliere, sia i suoi fedelissimi si rendono conto, infatti, di essere in una delicata situazione ma l’insistenza di Bersani per guidare un Esecutivo e la volontà del Presidente della Repubblica di dar vita ad un governo di larghe intese sono un ottimo modo per uscire dall’angolo, facendo pesare i propri senatori. Al momento, come detto sopra, gli spiragli per un’intesa col principale competitor degli ultimi anni sono davvero minime ma, qualora Bersani dovesse fallire, tutte le carte verrebbero sparigliate. Nonostante il PdL abbia abbassato i toni negli ultimi tempi, la loro macchina elettorale lavora sotto traccia cercando di capire quanto converrebbe tornare a votare il prima possibile.

Napolitano si trova quindi a gestire una situazione non facile con l’impossibilità di sciogliere le Camere. Sia da diversi politici, sia d diversi giornali è arrivata l’idea di un secondo settennato dell’attuale Presidente della Repubblica o una deroga al suo mandato per garantire che un “Governo del Presidente” si occupasse della legge elettorale e di rassicurare l’Europa sulla situazione italiana. Più volte, però, l’interessato a negato questa possibilità. Ciò non toglie che fino a quando sarà in carica, farà di tutto per dare vita ad un esecutivo. Nei colloqui avuti con i capi partito, ha avuto modo di tastare il polso della situazione e ha richiamato più volte tutti gli attori al buon senso e alla necessità di un Governo in grado di affrontare un momento turbolento come questo. Napolitano è ben conscio che se anche avesse potuto sciogliere le Camere, con l’attuale legge elettorale la situazione non cambierebbe nemmeno se si andasse a nuove elezioni.

Questi sono i fatti. Ora, brevemente, esporrò la mia opinione e i miei dubbi su alcuni elementi che, a mio modestissimo parere, non sono di poco conto.

La prima cosa su cui vorrei soffermarmi è l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Introno a questo evento il PdL si gioca tutto: un Presidente ostile, infatti, potrebbe segnare la fine della carriera politica di Berlusconi che, come tutti sappiamo, è sotto processo per svariati reati attribuitigli. La cosa che mi stupisce/perplime è che nonostante i tanti proclami fatti da M5S, l’unica occasione effettiva (e assolutamente politica) per mettere fuori gioco Berlusconi non voglia essere sfruttata perché si parla di candidati non indicati da loro.

La seconda cosa che mi ha fatto storcere il naso e non poco è stato il teatrino volgare e mortificante dei Deputati del PdL sulle scale del tribunale di Milano. Credo che in nessuna democrazia occidentale si sia mai visto uno spettacolo tanto triste quanto avvilente e fuori luogo. È evidente che i problemi degli italiani che li hanno eletti non siano quelli che affliggono il loro Leader, ma quelli creati da governi scellerati che hanno gestito male la Cosa Pubblica.

La terza, e ultima cosa, è il fatto che, a parte gli otto punti del programma che Bersani vorrebbe portare avanti, non si stia più sentendo parlare nessuno dei problemi che affliggono il Bel Paese. Berlusconi e i suoi parlano di riforme istituzionali e riforme per rilanciare l’economia, scordandosi però che nella precedente legislatura avrebbe potuto dar vita a questo programma di rinnovamento, dato che i numeri li avevano. M5S pretende questa o quella carica, chiede di formare un Governo (senza nemmeno sapere chi lo guiderà), dice che ribalterà il parlamento eppure non avanza proposte se non una commissione di inchiesta sulle grandi opere. Nel frattempo mandano alle consultazioni una persona non candidatasi e non eletta per incontrare il Presidente della Repubblica. Si vantano della tanto decantata trasparenza e poi gran parte delle sedute più importanti vengono fatte a porte chiuse. In tutto questo tram-tram, però, non è stata avanzata una proposta concreta.

I temi davvero importanti che riguardano il rilancio dell’economia interna, una nuova regolamentazione del mercato del lavoro, una legge anti-corruzione decente, una nuova legge elettorale e una riforma istituzionale per il momento sono state messe da parte, non si sa per quanto tempo ancora.

Questo è quanto.

Cya.

10 commenti

Archiviato in Politica & Società

10 risposte a “Giochi politici

  1. Bersani ha un compito difficile ma non impossibile.
    Per cercare di portarlo a termine deve presentare in Parlamento un programma che preveda tutte le misure che vengono indicate per rilanciare l’economia e tagliare le spese della politica. Per dimostrare di essere seriamente intenzionato deve depositare presso le Camere i relativi ddl in modo che si sappia di cosa si sta parlando e tutti possano esprimere la loro opinione. In questo modo farà leva anche sulle buone qualità che esistono nei senatori, (perchè sulle buone qualità della colla di cui sono cosparsi i sedili del Parlamento si può sempre contare). Anche in mancanza di assicurazioni preventive di voto a favore deve cercare di convincere il Capo dello Stato a conferirgli la nomina per permettergli di presentare una squadra di ministri che rafforzi gli impegni messi nel programma. Se non riesce a convincere Napolitano riguardo a questa condizione, rinunci all’incarico e chieda di affidare il compito, in successione, prima a un grillino, poi a un berluscones e dopo a chi vuole Napolitano. E poi gli bocci tutti i candidati. Quando sarà il momento di eleggere un nuovo Capo delo Stato, lo scelga bene, una persona di indiscusso valore, niente concessioni al partito trasversale degli inciucisti, e dopo si vedrà.

    • Rispetto l’idea di base, ma l’ultima parte mi sembra il classico “occhio per occhio, dente per dente” che non porta da nessuna parte.

  2. Sono un po’ in disaccordo sul fatto che il M5S non stia facendo nulla. Si sta tagliando gli stipendi e quest’iniziativa già si è riflessa in Grasso e alcuni del PD. Se non ci fossero stato loro del M5S col cazzo che qualcuno l’avrebbe fatto. Questo ovviamente non risolve per niente i problemi del paese, ma ha una buona presa sulla gente, ergo aumentano nei sondaggi.
    Poi Grillo ha una figura un po’ più carismatica di Bersani, diciamocelo, indipendentemente da quanto siano ragionevoli le idee politiche.

    Inoltre più si va avanti più mi si cementa l’idea che i grillini possono sopravvivere solamente se hanno qualcuno da lottare contro. Non possono “allearsi col PD per distruggere Berlusconi” perché altrimenti sarebbero in “maggioranza”, oltre a perdere tutti i nemici. Stesso discorso che si potrebbe fare con Travaglio: su chi scriverebbe i libri Travaglio se tutti i cattivi fosser fuori circolazione?
    Per un movimento che fonda il suo consenso nella protesta, non possono fare a meno di protestare sempre e comunque, e quale miglior via di farlo se non essere sempre contro tutti?
    (Anche se devo dire che Grillo è sempre incazzato sulla Repubblica e Corriere, ma nel suo blog è un po’ più pacato. Poi da come lo trattano in questi giorni i giornali mi viene quasi da dargli ragione per quanto riguarda il suo “silenzio stampa” lol)

    • > Sono un po’ in disaccordo sul fatto che il M5S non stia facendo nulla. Si sta tagliando gli stipendi e quest’iniziativa già si è riflessa in Grasso e alcuni del PD. Se non ci fossero stato loro del M5S col cazzo che qualcuno l’avrebbe fatto. Questo ovviamente non risolve per niente i problemi del paese, ma ha una buona presa sulla gente, ergo aumentano nei sondaggi.

      Sì, occhei, ma sono dei cazzo di Parlamentari. Ci si aspetta giusto appunto qualcosina in più rispetto al dire “Noi siamo contro la Ka$ta!111!11”. E non sembra arrivare.

      > Poi Grillo ha una figura un po’ più carismatica di Bersani, diciamocelo, indipendentemente da quanto siano ragionevoli le idee politiche.

      Dopo vent’anni di berlusconismo, gli italiani intelligenti dovrebbero aver capito che nonostante tutto il carisma del mondo, quando mancano le idee politiche (o sono irrealizzabili), non si va da nessuna parte.

      > Inoltre più si va avanti più mi si cementa l’idea che i grillini possono sopravvivere solamente se hanno qualcuno da lottare contro. Non possono “allearsi col PD per distruggere Berlusconi” perché altrimenti sarebbero in “maggioranza”, oltre a perdere tutti i nemici.

      Ma se vogliono governare, devono essere pronti a stare “in maggioranza”. Altrimenti tanto vale che non si candidino nemmeno. Piacerebbe a chiunque entrare lì e dire no a tutto e a tutti, ma in un momento come questo non si può fare. Dicono di essere alternativi alla solita politica e sono caduti in pieno negli schemi che si prefiggevano di combattere.

      > Stesso discorso che si potrebbe fare con Travaglio: su chi scriverebbe i libri Travaglio se tutti i cattivi fosser fuori circolazione?

      Farebbe un favore all’umanità e smetterebbe di scrivere?

      > Per un movimento che fonda il suo consenso nella protesta, non possono fare a meno di protestare sempre e comunque, e quale miglior via di farlo se non essere sempre contro tutti?

      Non fossimo in Italia, il loro protestare contro tutto e contro tutti sarebbe un’enorme zappata sui piedi. La realtà è che loro vogliono fare quello che più gli aggrada, nonostante siano castronerie (e la lista è talmente lunga che saremmo qui ancora domani a discuterne…Non fosse che siamo già d’accordo almeno su questo).

      > (Anche se devo dire che Grillo è sempre incazzato sulla Repubblica e Corriere, ma nel suo blog è un po’ più pacato. Poi da come lo trattano in questi giorni i giornali mi viene quasi da dargli ragione per quanto riguarda il suo “silenzio stampa” lol)

      Anche sta storia del silenzio stampa è una cazzata. Grillo è la persona di cui si parla di più sui giornali e in televisione. Il suo negarsi è solo un modo per aumentare il clamore intorno a sé. E questo è perché in Italia si è persa la cultura della vera politica e si è passati alla politica spettacolo (e i suoi comizi lo hanno dimostrato, così come lo dimostrarono i video di Berlusconi a suo tempo.)

      • A parte sottigliezze sono d’accordo con te, lo sai.

        a parte questo:
        “Dopo vent’anni di berlusconismo, gli italiani intelligenti dovrebbero aver capito che…”. Questa frase è una cazzata indipendentemente da come continua.

      • Gli italiani intelligenti ho detto.

      • Chi sono gli italiani intelligenti? La tua definizione differisce dalla mia. Dobbiamo o accordarci sulla definizione di “intelligente” oppure rassegnarci al pensiero relativistico che ci dice che le persone intelligenti non esistono dal momento che tutti hanno visioni differenti (i berlusconiani pensano che Berlusconi sia il più intelligente sulla terra, i grillini pensano lo stesso di Grillo, chi decide di chi fidarsi? Una persona intelligente? E chi decide chi è la persona intelligente? Siamo punto e a capo).
        Per quanto mi riguarda persone intelligenti in senso assoluto non esistono, e le persone che io personalmente considero intelligenti hanno delle idee particolari con le quali io non mi trovo d’accordo, ma non faccio l’errore di non prenderle neanche in considerazione.

        Tl;dr. Le persone intelligenti non esistono, di italiani men che meno.

      • In campo politico, per intelligenza si dovrebbe intendere la capacità di distinguere tra la “promessa elettorale” e la “realtà” dei fatti. Per fare un esempio.
        L’intelligenza dovrebbe essere quella di dire “dato che i risultati sono stati questi, forse è meglio non votare Tizio o caio”.

      • Beh, allora giustifichi tutti quelli che hanno votato Grillo queste elezioni.
        E facendo una media su quante minchiate sono state fatte dai componenti dei diversi partiti italiani, il MVS penso che si trovi paradossalmente come il migliore (solo perché non ha ancora avuto l’occasione di fare tante minchiate quanto gli altri hanno già fatto in passato).
        Ripet: non si può dare una definizione assoluta di intelligenza.

      • Il Programma di M5S è incompleto, inattuabile in molti punti ed adatto ad amministrare comuni, non nazioni.

        Il fatto che facciano proposte irreali (ma questo sarebbe da far capire agli italiani) non lo rende tanto meglio di Berlusconi che prometteva di ridare l’IMU in caso di vittoria.

        Nonostante questo trovo più comprensibile il voto Appeppe Crillo più che a Berlusconi.

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