Archivi del mese: ottobre 2013

Riflessioni A Caso #25

Nessuna donna legge libri di Lovecraft

(Corollario alla Prima Legge di Lovecraft)

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Riflessioni a Caso #24

Nessuna donna di bell’aspetto legge i libri di Lovecraft

(Prima legge di Lovecraft)

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Riflessioni a Caso #23

Non esistono donne brutte. Sono solo uomini

(Terza legge del Craneloi)

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Dialogo Surreale #19

Riporto conversazione avuta da un’amica con la madre:

– Dice tanto che quelli del PD sono comunisti ma poi fa comunella con Putin
– Mamma, a parte che il PD non è comunista, manco Putin lo è. È…
– È russo! È Peggio!

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Quei film appena visti #2

Ed eccomi qui, a mantenere la seconda promessa: parlare dei film visti durante le vacanze. Devo dire che, a parte qualche eccezione, sono state tutte visioni piacevoli o che, per lo meno, non hanno annoiato. Ci sono stati addirittura quattro film che sono entrati di prepotenza nei Must Watch. Ci tengo a sottolineare che, nonostante ci siano dei voti, quanto leggerete qui non è una recensione. Si ringrazia Rotten Tomatoes per avermi aiutato a scegliere i film.

Contagion è stato il primo film che ho visto. Come il titolo suggerisce, l’argomento tratto è una pandemia che si sparge nel mondo. La pandemia è anche il veicolo tramite cui ci viene fatto vedere come diverse persone affrontano una crisi del genere. Il film, infatti, oltre a seguire le vicende dei ricercatori impegnati a cercare un vaccino, seguono anche le vicende di un padre di famiglia (Matt Damon) a cui il virus ha portato via sia la moglie (Gwyneth Paltrow), sia il figlio. L’uomo, nonostante si riveli immune al virus, non avrà vita facile dato che dovrà badare alla figlia avuta dalla prima moglie, che lo ha raggiunto a Minneapolis.
Un’altra storia invece è quella dell’inviata speciale ad Hong Kong (Marion Cotillard) incaricata di scoprire l’origine e lo sviluppo del virus. Sarà proprio durante questo compito che verrà rapita e usata come “merce di scambio” per far ottenere il vaccino ad un piccolo villaggio fuori città. Durante il rapimento, la Cotillard instaurerà un legame con la gente del posto che la porterà a fare una scelta inaspettata (non vi rivelo quale).
Anche i Media hanno un ruolo fondamentale nei film. Un blogger complottista (Jude Law), infatti, sfrutterà la situazione a suo vantaggio personale cercando di arricchirsi, spacciandosi per malato e dando il merito della propria guarigione ad un farmaco omeopatico, in realtà inefficace. Saranno proprie le file per prendere questo farmaco a contribuire ad un’aumento della velocità di diffusione del virus.
La parte da leoni, però, la fanno i dottori e i ricercatori che hanno il compito di trovare una cura per arginare la pandemia. Il loro impiego sul campo e l’alacrità con cui operano per tutta la durata del film (oltre alla fedeltà con cui sono stati ripresi i metodi di produzione e sperimentazione del vaccino, lodata anche da veri scienziati) è legato ad un profondo e interessante lavoro di indagine che porterà gli spettatori a scoprire pian piano il reale svolgimento della diffusione di questo nuovo ceppo di influenza. Sarà, infatti, con un flashback che scopriremo chi era il paziente zero e come è stato contagiato.
Il film, per tutta la sua durata, non ha eccessivi cali. Persino Matt Damon risulta discreto nella sua interpretazione e, nell’insieme, l’intreccio delle varie vicende permette di mantenere un ottimo ritmo. Un thriller particolare, che non annoia.
Lo consiglio? Assolutamente sì. Un film ben recitato e diretto benissimo da Stephen Soderberg che in questo film non sbaglia un colpo. Evitatelo solo se siete ipocondriaci.
Voto: 8

Byzantium narra la storia di due sorelle in fuga da un burrascoso passato che continua a perseguitarle. Le due ragazze sono come il giorno e la notte, l’una l’opposto dell’altra. Eleanor (Saoirse Ronan) è introversa, solitaria e amante della tranquillità. Claire (Gemma Arterton), invece, è una ragazza estroversa e disposta a sfruttare il suo corpo pur di guadagnare abbastanza per mantenere la sorella. Le due, però, hanno un segreto che conservano gelosamente: sono vampire. Quando un giovane uomo, dopo aver a lungo inseguito Claire, viene ucciso da questa, le due decidono di trasferirsi e cambiare città. Il cambio di città porterà uno sconvolgimento nello status quo della relazione tra le due ragazze: Eleanor, infatti, si innamorerà di un ragazzo malato di leucemia e inizierà a raccontargli la propria storia: si verrà a sapere che in realtà Claire non è la sorella maggiore, ma bensì la madre di Eleanor e ci verrà raccontata la loro storia e si scoprirà anche perché le due sono braccate da un gruppo di uomini intenzionati ad ucciderle.
Il film è difficile da inquadrare. Non è un horror e non è nemmeno un fantasy. Probabilmente, rientrerebbe nel filone “Dark Fantasy” che andava di moda un po’ di tempo fa. L’interpretazione degli attori è discreta e la storia, pur non essendo nulla di straordinario, non è nemmeno tra le peggiori per un film del genere. D’altro canto, quando lo si finisce di vedere, si rimane perplessi.
Lo consiglio? No. Ci sono film molto migliori e più soddisfacenti. Un film senza infamia e senza lodi che può anche non essere guardato, a meno che non siate fan dei vampiri.
Voto: 6.25

Ruby Sparks, invece, era un film che volevo vedere da tempo. Un giovane scrittore, Calvin Weir-Fields (Paul Dano), dopo un primo libro di successo, è incappato in un terribile blocco dal quale non riesce ad uscire. Il suo psicoanalista, allora, gli assegna il compito di scrivere di una persona che faccia i complimenti al suo cane, non molto bello. Calvin troverà questa persona… Nei suoi sogni. A fare i complimenti al cane, dopo averlo disegnato, è una giovane ragazza dai capelli rossi. Una volta svegliatosi, Calvin decide di scrivere di questa ragazza e, col passare del tempo se ne innamora, nonostante sia frutto della sua fantasia. Un giorno, però, lo scrittore si sveglia e trova Ruby (Zoe Kazan) nella sua cucina. Dopo aver capito che la ragazza ha di fronte è reale e dopo aver scoperto che è in grado di farle fare tutto ciò che vuole, Calvin decide di non scrivere più nulla su Ruby. I due iniziano una relazione che, inizialmente, va a gonfie vele. Col passare del tempo, però, le cose cambiano e quindi Calvin decide di intervenire rimettendo mano allo scritto che è in grado di guidare le azioni di Ruby. Ovviamente la storia va avanti, ma se voleste sapere come continua, dovrete guardarvelo.
Il film, nonostante narri di una vicenda incredibile, alterna momenti di estrema leggerezza a momenti di cupezza a seconda delle situazioni in cui si trovano i due protagonisti principali. Sia Zoe Kazan (che ha anche scritto il film) sia Paul Dano recitano ottimamente. La storia è una storia d’amore del tutto atipica, date le condizioni di cui può “godere” Calvin eppure, nonostante tutto, come tutte le relazioni ci sono alti e bassi che porteranno ad una serie di scene che lasceranno lo spettatore quanto meno confuso su come dovrebbe sentirsi. Quando la faccenda sembra abbia preso una piega irrimediabile, però, succederà qualcosa che cambierà completamente le carte in tavola.
Lo consiglio? Assolutamente sì. È il primo dei quattro nuovi “must watch”. È, come detto sopra, una storia d’amore atipica che non eccede troppo nel romanticismo ed ha dei momenti in cui non si può fare a meno di pensare “Santo cielo, che mindfuck”.
Voto: 8,5

Mud. Se dovessi descriverla in breve, direi che è la storia di un’amicizia. Fortunatamente, dato che di spazio ne ho, posso anche evitare frasi fatte del genere. Il film si apre con un viaggio in barca fatto da due ragazzini che giungono su un’isola disabitata in cui trovano una barca trascinata su un albero dalle forti correnti. Questo viaggio, cambierà le loro vite. Qui, infatti, incontreranno Mud, un uomo in fuga dalla legge per omicidio. Tra i due ragazzi e l’uomo si verrà a creare un rapporto d’affetto che condurrà i due giovani a fare da intermediario tra Mud e la sua ex ragazza. Ellis, uno dei due ragazzini, nel frattempo vivrà i classici problemi dei quattordici anni, con le prime cotte e le prime delusioni. A complicare la situazione, però, ci sarà la famiglia dell’uomo ucciso da Mud, in cerca di vendetta.
Il film che, a prima vista pare solo la storia di un’amicizia, in realtà segue la crescita di Ellis attraverso le esperienze vissute grazie (o per colpa, a seconda dei punti di vista) di questo galeotto incarcerato per aver ucciso l’uomo che aveva maltrattato la donna di cui era innamorato. La recitazione degli attori è molto buona e anche la colonna sonora ci aiuta ad immergerci in un’America suburbana in cui tradizione e rinnovamento si scontrano.
Lo consiglio? Sì, nell’insieme è un buonissimo film che scorre via bene, mantiene la tensione narrativa costante e non ha cali evidenti.
Voto 8.25

The Sessions. Una commedia che parla di sesso e amore in maniera non volgare e toccante. Il protagonista del film, Mark O’Brien, è affetto da poliomielite ed è costretto a passare gran parte della giornata in un polmone d’acciaio. Nonostante questo riesce a diventare un poeta affermato, desideroso di condurre una vita normale. Il primo amore che ci viene mostrato è una ragazza assunta per assicurarsi che i suoi bisogni siano soddisfatti. Ben presto, Mark, si rende conto di essersi innamorato di lei. Quando dichiara i propri sentimenti, la ragazza (fidanzata) non sa cosa rispondergli. Amanda (la ragazza), parte per l’Europa dopo aver salutato Mark, qualche tempo dopo. Rifiutato dalla ragazza e sentendo che il momento della sua morte si avvicina, Mark (molto cattolico) stringe un forte rapporto di amicizia con un prete, il quale diventa il suo più caro confessore. Non volendo morire vergine, alla fine, Mark convince il prete a mettersi in contatto con una specialista: un’assistente sessuale, che si occuperà di far avere al cliente esperienze sessuali. Tra Mark e la donna, però, scatta la scintilla e… Se volete sapere come va avanti, dovrete vedervi anche questo film.
Indubbiamente il tema centrale del film è il sesso. Ma non viene trattato in modo volgare, ma tutt’altro. Il fatto che il protagonista non sia “normodotato” diventa un elemento fondamentale del film. Una commedia romantica che strappa molti sorrisi e commuove un po’. Qui, il sesso, non è inteso solo come atto carnale ma mira ad una più ampia definizione che comprende anche il sentimento.
Lo consiglio? È IL vero Must Watch, meglio degli alti film che ho inserito nella lista. Film del genere ne ho visti davvero pochi.
Voto: 10

Take This Waltz, invece, è un film pessimo. Non solo è noioso e ha una trama banalotta ma anche l’interpretazione degli attori non brilla. Galeotto fu un viaggio per Margot (Michelle Williams, molti di voi la ricorderanno per il ruolo di Jen in Dawson’s Creek) e Daniel (Luke Kirby) che li fece innamorare. Il problema, però, è che Margot è sposata con Lou (Seth Rogen), scrittore culinario e cuoco. La donna, combattuta tra i sentimenti per il misterioso Daniel e la vita matrimoniale e familiare con Lou, vivrà una profonda crisi che la porterà a rivalutare la sua intera vita.
Bene, la trama a grandissime linee è questa. Cosa lo rende un brutto film? Tutto. Come detto sopra, la storia è banale, lo sviluppo è abbastanza ovvio. Gli attori non brillano e le scene che ti dovrebbero far sorridere, non lo fanno. Più che guardare il film, guardi l’orologio sperando che finisca. Ho avuto la tentazione di staccare quando la sorella di Lou, ubriaca, fa la morale a Margot.
Lo consiglio? Assolutamente no. Un film che non lascia niente, se non l’amaro in bocca per aver sprecato quasi due ore.
Voto: 3

Fright Night, invece, è stata una rivelazione, rispetto alle aspettative. Il nuovo vicino di Charlie, un ragazzo del liceo con un passato da nerd, sconvolgerà la sua vita. Il liceale, infatti, dopo essere riuscito a conquistare il cuore della ragazza più ambita della scuola, viene ricontattato da un vecchio amico che lo mette in guardia contro il nuovo arrivato in città che, secondo lui, sarebbe un vampiro. Charlie non dà peso alle preoccupazioni del ragazzo fin quando questi non scompare. A convincerlo definitivamente, però, sarà la scomparsa di una ragazza che conosce. Per affrontare il vampiro, allora, deciderà di rivolgersi ad un “santone” esperto dell’occulto (David Tennant) e quando la posta in gioco sarà la vita della sua ragazza, Charlie farà di tutto per uccidere il vampiro.
Il film non è nulla di eclatante, né tanto meno un capolavoro ma rispetto alle aspettative si è andati ben oltre. Fright Night è un horror scanzonato che, spesso, si prende in giro. Non ci saranno grandi brividi, ma qualche risata la strappa. Anche l’azione è una componente importante e ben utilizzata.
Lo consiglio? Ni. Se cercaste qualcosa di leggero e simpatico, questo sarebbe il film che fa per voi. Volete un “vero” horror o qualcosa di impegnato? Andate altrove.
Voto: 7

The Moth Diaries, purtroppo, si è rivelato invece il film che prevedevo. La storia segue le vicende di una ragazza rientrata in collegio, dopo il suicidio del padre. L’arrivo di una nuova studentessa, però, stravolgerà la sua vita e quella delle ragazze con cui aveva stretto un rapporto di amicizia. La nuova studentessa, presto, farà in modo che Rebecca venga isolata e presa per paranoica. Rebecca, dal canto suo, inizierà ad indagare sulla studentessa misteriosa e inizierà a sospettare che sia un vampiro.
Nonostante la presenza di Lily Cole, purtroppo mora, il film non attira l’occhio quanto dovrebbe. La trama è stata scritta troppo velocemente e lascia più di qualche perplessità. La storia non spaventa ed è abbastanza banale, così come lo sono le caratterizzazioni dei personaggi. Non un sussulto, non una particolarità che te lo faccia ricordare.
Lo consiglio? No. Film da evitare assolutamente.
Voto: 4

Another Earth è una storia che, partendo da presupposti fantascientifici, si sviluppa come un dramma. Una giovane diplomata, ammessa al MIT, dopo aver festeggiato con la famiglia e gli amici ed essersi ubriacata fa un incidente in cui rimangono coinvolti un uomo e la sua famiglia. Nell’impatto la moglie e il figlio dell’uomo rimarranno uccisi, mentre lui rimarrà in coma per qualche mese. Quella stessa notte, in cielo, appare un pianeta identico alla Terra. Passati tre anni dall’incidente, la ragazza torna a casa dalla galera e inizia a lavorare in una scuola, facendo le pulizie. Un giorno deciderà di andare a trovare l’uomo dell’incidente e lo troverà a vivere in condizioni pietose. Tra i due nascerà un rapporto profondo che si legherà alla possibilità di vincere un viaggio sull’altra Terra.
Il film ha un buon ritmo e non eccede troppo, riuscendo a non stonare. Una vicenda con i presupposti di questo film si sviluppa in maniera terrena. Il colpo di scena finale, fa sospettare come una teoria presente nel film potesse essere corretta. La certezza non la si avrà e il dubbio ci accompagnerà anche dopo i titoli di coda. Ha momenti molto introspettivi grazie anche alla presenza di un personaggio unico come il bidello pellerossa.
Lo consiglio? Ni. Probabilmente non è un film per tutti, ma ciò non lo rende per nulla meno bello.
Voto: 7

Prometheus è stato uno dei film più acclamati dell’anno passato. Una coppia di archeologi viene assunta da una compagnia per fare degli studi su un pianeta distante anni luce dalla Terra. Una volta giunti sul pianeta troveranno le rovine di una civiltà aliena uccisa da qualcosa. I membri dell’equipaggio e gli archeologi scopriranno a loro spese cosa ha ucciso questa civiltà, che chiameranno gli “Architetti”. “Architetti” che avevano portato la vita sulla terra e, ora, vogliono distruggerla. L’unica sopravvissuta del viaggio partirà per cercare di capire per quale motivo la razza umana debba essere cancellata dalla faccia della terra.
Onestamente, non capisco perché sia così osannato. Ha indubbiamente un paio di buoni momenti e una volta o due ti fa sussultare. Sicuramente gli effetti speciali sono grandiosi… Però la storia ti lascia con un sacco di domande senza risposta e il fatto che sia una saga rende questo film solo un discreto primo capitolo.
Lo consiglio? Ai fan di Alien sì. Agli altri ni. È il classico giocattolone americano.
Voto: 6.5

Death of  a Superhero è, forse, la rivelazione. Il film narra la storia di un ragazzo malato di leucemia. La malattia e le sofferenze lo portano ad avere un atteggiamento scontroso e ribelle nei confronti degli adulti (i suoi genitori e gli psicologi da cui è stato mandato per affrontare la situazione). Per sfuggire al mondo reale, si rifugia nei disegni di alcuni personaggi di un fumetto da lui creato: un eroe, uno scienziato pazzo e la sua aiutante sexy e provocante (nel film, questi tre personaggi compariranno come disegni). A cambiare le cose saranno la comparsa di due persone fondamentali nella sua vita: uno psicologo diverso dagli altri e una ragazza di cui si innamorerà. Nel frattempo, gli amici di sempre, cercheranno di trovare qualcuno disposto a fare sesso con il loro amico prima che questo muoia. Per sapere come va a finire e come si sviluppa la vicenda, guardatevelo.
Il film, ben fatto, strappa qualche sorriso e lascia addosso una forte malinconia, una volta arrivato ai titoli di coda. Fatto in Europa, è un piccolo capolavoro che segue la storia  e il percorso fatto da un ragazzo la cui vita potrebbe terminare da un momento all’altro.
Lo consiglio? Storia commovente, che non annoia e narrata con stile particolare.
Voto: 7.75

Cloud Atlas non ha una storia sola. È, invece, un intreccio di storia in cui i personaggi più importanti sono caratterizzati da una voglia a forma di stella. Le vicende narrano le peripezie di un avvocato, nell’America schiavista, di un giovane compositore bisessuale con ambizioni troppo grandi per lui, di una donna in un futuro distopico in cui la società è caratterizzata da forti differenze, di una giornalista che si impegnerà a risolvere un mistero che potrebbe costargli la vita e la storia di un uomo, in un futuro post apocalittico, che si trova a dover combattere per la sua sopravvivenza dopo aver accettato di aiutare una donna arrivata dalla civiltà.
Gli attori principali girano e occupano ruoli diversi, nelle diverse storie. L’unico trait d’union è la stella di cui sono forniti. Il film ha una struttura particolare ma risulta godibile e guardabile.
Lo consiglio? Sì. ben recitato, anche se lungo non annoia. Un Must Watch.
Voto: 8,5

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Riflessioni a Caso #22

Ogni volta che vedo Gasparri non posso fare a meno di chiedermi se dietro a quello sguardo vuoto ci sia all’opera una qualche forma di intelligenza a noi ignota.
Poi però, apre bocca per parlare e fuga ogni mio dubbio.

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Citazioni #25

“Battles” muttere Robb as he led her out beneath the trees “I have won every battle, yet somehow I’m losing the war”

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Citazioni #24

– This is a friend of mine, the Doctor
– Doctor What?
– No, it’s just The Doctor. We’ve been doing som work together
– All right, mate?
– Lovely to meet you, Mrs Jones. Heard a lot about you
– Have you? What have you heard, then?
– Well, you know, that you’re Marha’s mother and… Hem… Um, no actually, that’s about it. We haven’t much time to chat, you konw? Being busy.
– Busy? Doing what, exactly?
– Oh. You know… Stuff.

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Il ritorno della DC

Sì, lo so è da tanto che non parlavo di politica. E sì, lo so non ne sentivate la mancanza ma chissenefrega.

L’articolo in questione vuole provare ad analizzare la possibilità di un ritorno in vita della Democrazia Cristiana* dopo circa venti’anni dal suo collasso in seguito all’inchiesta di Mani Pulite che portò alla fine della Prima Repubblica e all’inizio della Seconda. Per farlo, inizierò illustrando i dati di fatto per poi muovere una serie di considerazioni e ipotesi.

Osservando come si è sviluppata la situazione politica e le mosse dei principali attori politici negli ultimi giorni è possibile notare quanto segue:

– Le distanze ideologiche tra moderati PdL e area centrista del PD sono tutt’altro che incolmabili e ne abbiamo avuto la dimostrazione.
– L’esperienza di coalizione che stiamo vivendo col Governo Letta si pone in perfetta continuità con quella del Governo Monti ma, al contrario di quest’ultimo, l’attuale governo è riuscito a superare brillantemente lo scoglio che fece affondare l’esecutivo del Professore.
– Il progetto di un nuovo centro forte è stato più volte intrapreso nel corso degli anni ma è sempre fallito a causa della presenza di attori che ne hanno impedito l’ascesa. Ora, però, la situazione è cambiata, infatti:

a) Berlusconi ha dimostrato come la sua leadership politica all’interno del suo partito sia debole e questo riporta al problema originario del PdL: all’infuori di Silvio Berlusconi, non c’è una figura politica in grado di raccogliere la sua eredità.
b) Letta ha dimostrato che una convivenza tra Scelta Civica, i moderati PdL ed il PD sia possibile e, nonostante tutto, funzioni.
c) La direzione del PD, supportando pienamente l’Esecutivo in carica, ha più volte ignorato le rimostranze espresse da coloro che appartengono all’ala sinistra del partito.

Partendo da questi dati di fatto, è possibile muovere le seguenti ipotesi.

1) La lotta intestina tra i “berlusconiani” e gli ex democristiani guidati da Alfano non sta facendo altro che rendere più profonda una frattura già difficilmente sanabile. Qualora si arrivasse al punto di rottura, l’ala moderata potrebbe sostenere il governo Letta creando dei gruppi parlamentari alternativi. Alla nascita di questi gruppi corrisponderebbe la nascita anche di una nuova formazione politica.
2) Scelta Civica rivestirebbe un ruolo pivotale: si porrebbe come tramite tra gli esuli del PdL e l’ala centrista del PD. In questo modo, inoltre, si arriverebbe al compimento dell’obiettivo che ha portato alla sua nascita: la rifondazione di un grande centro sul modello europeo. Non mi sento di escludere che moderati PdL e Scelta Civica diano vita ad un nuovo partito.
3) Molto dipenderà anche dal congresso PD dell’8 dicembre. La scelta del segretario sarà fondamentale per il futuro del partito. Qualora vincesse Renzi, infatti, ci sarebbe un ulteriore spostamento verso il centro dello status quo. Nonostante la vena riformatrice, Renzi (così come Letta) è pur sempre un moderato e, la sua scelta come segretario, potrebbe portare ad un maggior avvicinamento tra PD, SC e gli “alfaniani” (processo comunque già in corso).

Ma come verrebbe a crearsi la nuova DC?

Per rispondere a questa domanda è necessario tener presente diversi fattori. In primis, con l’attuale situazione socio- economica e le difficoltà che il paese sta e dovrà affrontare, è necessario che i governi siano forti e coesi, capaci di affrontare le sfide che gli vengono poste dal contesto nazionale ed internazionale**. È evidente che queste risposte non siano state date né dal PdL, troppo legato alle sorti di Berlusconi, né dal PD incapace di abbandonare il guado creato dalle anime (e correnti) contrastanti al suo interno.

È necessario tener presente che, ci piaccia o meno, con il declino di Silvio Berlusconi si aprirà una fase politica e partitica completamente nuova. I partiti, così come gli elettori, si muoveranno in un contesto sconosciuto in cui le vecchie offerte elettorali e il linguaggio che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni perderanno gran parte del loro significato e, per questom sarà necessario distaccarsene profondamente.

Va anche sottolineato che l’elettorato italian è in gran parte moderato, conservatore e di matrice cattolica. E sarebbero proprio queste caratteristiche che potrebbero rendere più facile la fondazione di un grande centro capace di rispecchiare il proprio elettorato ed andare in contro alle sue necessità. Sarebbe un partito capace di parlare sia ai moderati che prima votavano centro-destra, sia a quelli che votavano centro-sinistra.

Qualora le cose andassero in questo modo, la situazione politica e partitica diventerebbe (più o meno) la seguente:

Alla nascita di questo grande centro seguirebbe, inevitabilmente, una fuoriuscita (totale o parziale) dell’ala di sinistra del PD che andrebbe ad occupare lo spazio politico occupato da SEL***. Forza Italia diventerebbe il principale partito di destra grazie al supporto della Lega a cui, probabilmente, legherà le sue sorti****. Fratelli d’Italia e AN, invece, dovrebbero mantenere il loro modesto seguito. Movimento 5 Stelle, probabilmente, sarebbe il primo partito d’opposizione dato che si rivelerà il ricettacolo degli scontenti dell’elettorato di sinistra, in cerca di un nuovo riferimento politico.

Chiunque abbia avuto modo di studiare o approfondire il sistema politico e partitico italiano della Prima Repubblica si renderà immediatamente conto del fatto che qualora queste ipotesi si verificassero, si tornerebbe ad avere una situazione molto simile ad allora. Si osserverebbero, infatti:

– Un centro forte, con molte probabilità di riuscire a governare.
– Una serie di piccoli partiti che orbitano intorno al centro e potrebbero essere utili per formare coalizioni, in caso di necessità*****
– Due partiti (uno a destra e uno a sinistra******) che rappresenteranno l’opposizione e che, qualora riuscissero a governare, non resterebbero molto in carica.

Altro parallelo interessante è quello PCI/M5S. Entrambi sono stati e sono considerati partiti “anti-sistema”. Entrambi hanno una visione politica (e del mondo) diversa******* da quanto proposto dagli altri partiti e, probabilmente, entrambi non riusciranno a governare.

Ci tengo a ribadire, se fosse necessario, che queste sono solo ipotesi e che variazioni nel sistema elettorale o negli elementi presi in considerazione, potrebbero inficiare quanto qui scritto.

Concludo riportando un detto che si usa molto negli ambienti politici: “Chi nasce democristiano, muore democristiano”. L’Italia repubblicana, per fortuna o per sfortuna, è nata democristiana.

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Note:

* Mi riferisco alla DC per rendere l’idea di come potrebbe diventare questo grande centro

** Va comunque specificato che non è detto che riescano nel loro intento o ne siano all’altezza. D’altro canto bisogna anche dire che, ad oggi, le capacità di un governo sono misurate sulla capacità di rispondere non solo agli stimoli interni ma anche a quelli provenienti dall’estero. Oltre al mercato economico, anche quello politico deve essere in grado di confrontarsi con altre realtà e, per determinare il grado di successo, attualmente i risultati in politica internazionale contano quanto quelli in politica interna.

*** Qualora ci fosse un distaccamento dell’ala sinistra del PD, questi potrebbero entrare in SEL oppure dar vita ad un partito che sarebbe suo diretto concorrente, dato che si riferirebbero allo stesso elettorato.

**** Molto dipenderebbe anche dalla legge elettorale. Qualora fosse un maggioritario potrebbe addirittura esserci una fusione, almeno nominale, tra Forza Italia e Lega Nord. In caso di proporzionale, si assisterebbe alla classica coalizione cui abbiamo assistito in questi anni. Tra le altre cose, salvo alcune differenze, i programmi di questi due partiti finirebbero con l’avvicinarsi sempre di più.

***** Anche in questo caso, la legge elettorale giocherebbe un ruolo fondamentale. In caso di maggioritario, infatti, non sarebbe necessario alcun tipo di coalizione. Sarebbe vero l’inverso, in caso di legge proporzionale.

****** Sempre che si possa considerare propriamente di sinistra M5S o lo si possa inserire nell’asse “Destra-Sinistra”.

******* Con quanto qui scritto non si stanno dando giudizi, ma semplicemente si riportano dati di fatto facilmente riscontrabili quotidianamente.

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