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Questo post non parlerà di niente

Sto pomeriggio, dopo aver letto l’ennesimo articolo sul Cavaliere, preso dallo sdegno m’era venuta la mezza idea di scrivere un post sul fatto che tutti si desse troppa importanza a quest’uomo e troppo poca ai veri problemi che affliggono il Bel Paese… Poi, però, ho cambiato idea e quindi eccomi qui a scrivere quelle cose completamente prive di senso (e farò in modo che siano anche prive di spessore) giusto per strizzare l’occhio ai tempi che furono (si parla ormai di quasi un anno fa).

Su feisbug c’è stato il boom delle pagine “Spotted”. Il fenomeno, ancora una volta tutto americano, sembra voler strizzare l’occhio all’idea di base del telefilm “Gossip Girl”. Tralasciando il fatto che non sappia che cazzo sia Gossip Girl (e che non voglia saperlo), l’idea di base non era male. Ovviamente mi sono fatto delle signori risate… Poi però sono partiti i soliti insulti che sfruttano l’anonimato e, ad essere sinceri, la cosa mi ha anche stufato (per ste cose ci sono i vari XYZ di Merda che fanno molto più ridere).

I progetti a cui accennavo qualche eone fa sono tutti naufragati e le cartelle che li contenevano sono state cancellate. Ciò dimostra, una volta di più, quanto sia inadatto a scrivere qualsivoglia cosa che si suddivide in più parti o con una storia troppo strutturata. Accennando alla Fatina della possibilità di iniziare qualcosa di nuovo, mi è stato fatto notare che sprecherei soltanto il mio tempo, dato che l’abbandonerei poco dopo. Se ci aggiungiamo il fatto che tutte le idee che mi vengono siano idee di merda, il gioco è fatto. Probabilmente, alla fine, ignorerò il fatto che tutto sia tempo sprecato che avrei potuto sfruttarlo meglio mi impunterò su un progetto che verrà abbandonato in meno di due settimane.

Sempre riguardo a quanto scritto sopra, ho trovato una canzone (che posterò come bonus) che mi ha inquietato abbastanza ecchepperò mi ha fatto venir la voglia di tornare a scrivere qualcosa di diverso dai soliti post che nessuno si incula. E, proprio parlando di post che nessuno si incula, posso dire con una certa soddisfazione che le visite negli ultimi tempi siano davvero calate a picco dopo un troppo lungo periodo di celebrità. Non so a cosa sia ascrivibile (Ammit, so che apprezzerai ♥) tutto questo, anche se penso che i miei noiosissimi post politici abbiano fatto il loro dovere.

Nei giorni passati (non ricordo precisamente quando) discutevo con un’amica sul fatto che dovessi tornare ad essere il cazzaro dei tempi che furono. Questo post, evidentemente, è un tentativo mal riuscito di farlo. Credo sarà difficile tornare su quei livelli, ma mi impegnerò per inserire più post senza senso e meno post seri. In questo modo, dovrei riuscire a confondere talmente tanto i pochi lettori da portarli a colpirsi da soli. Io v’ho avvertito, eh.

Dato che il mio compleanno si appropinqua, ho deciso di farmi un regalo: un Kindle Paperwhite. L’investimento che, inizialmente, doveva pesare tutto sul mio bilancio, alla fine ha visto la partecipazione di mia madre per circa la metà del costo. Ovviamente, questo evento che ha del miracoloso, è avvenuto dopo una lunga, futile discussione sul fatto che non mi servisse davvero perché “Tanto ci sono le biblioteche, se vuoi prenderti un libro” e altre motivazioni di questo genere. Alla fine, non so bene come né perché (ma temo ci sia sotto l’inghippo), ha dato il suo benestare e pure i soldi. Tutto è bene ciò che finisce bene.

A proposito di letture: ho iniziato da poco a leggere Gea di Luca Enoch e Sandman di Neil Gaiman. Il primo fumetto non sembra male, ma dopo un solo volume preferirei non espormi con un giudizio troppo netto. Sandman invece, l’ho trovato in lingua originale, e dopo un primo tentativo di lettura abbandonato per non so quale motivo e che ho deciso di riprendere e portare avanti (seguendo i miei ritmi). Appena finirò uno dei due, inizierò pure The Walking Dead di cui ho abbandonato la serie televisiva perché non riesco a seguirne, dato che mi annoio facilmente.

Sempre parlando di fumetti, voglio sottolineare come la Panini Comics mi voglia male. O, meglio ancora, come la Marvel mi voglia male. Infatti, da aprile, arriveranno in Italia le testate del “Now!” (Un reboot che non è un reboot) e questo mi porterà a dover prendere un fottiliardo di serie con immensa disperazione delle mie risorse monetarie, del mio bilancio e anche di mia madre che non vede di buon occhio questa mia tendenza a dilapidare i miei danari in sifatta maniera. Giusto perché sono convinto non ve ne freghi un cazzo, vi faccio una rapida lista delle testate che prenderò: All-New X-Men, Avengers, Capitan America, Fantastic Four, Guardians of the Galaxy, Indistructible Hulk, Ironman, Superior Spiderman, Thor: God of Thunder, Uncanny Avengers, Uncanny X-Men, Wolverine e gli X-Men.

Chiudiamo il capitolo letture per passare al capitolo “vita sociale”. Ebbene sì, mio malgrado, alla fine ho trovato modo di non passare i miei sabato sera in casa. Dopo un’uscita di cui non ho parlato perché non ritenevo importante, sempre con le stesse persone, mi sono rivisto sabato sera e la cosa, quasi sicuramente, avrà un seguito anche nelle prossime settimane.

Ma non questa perché, sabato, sarò ad un concerto con la Fatina. Il gruppo che suonerà, è abbastanza conosciuto. Si tratta dei Living Colour che sono in tour per il venticinquesimo anniversario del loro primo album: Vivid. Qualcosina l’ho già postata qui e, secondo me, vale la pena di dare un ascolto ai loro lavori. Non ve ne pentirete.

Altro concerto a cui potrei andare è quello dei Pain of Salvation che saranno a Milano questa primavera per il loro tour, ma su questo attendo conferme e l’occasione propizia per andare a prendere i biglieti.

Direi di aver scritto abbastanza…E invece no, perché questo mese, dopo un lungo, lunghissimo periodo di astinenza riprende Doctor Who. Finalmente, vedremo come si svilupperà la settima stagione con la nuova (bellissima) compagna e senza quella gran figliola di Karen Gillan.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

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Questo titolo sarà privo di qualsivoglia indicazione.

All’inizio, per questa settimana, avevo pensato ad un post “serio”, poi mi sono reso conto che forse sarebbe stato meglio posticiparlo alla prossima, giusto perché è l’ultima settimana prima delle elezioni e quindi fare un quadro generale prima del voto non sarebbe un’idea da buttare via. Per questo motivo vi beccherete una serie di fatti/riflessioni slegati da qual si voglia contesto e di dubbio interesse.

E, per forza di cose, non si può non parlare del festival di Sanremo. Non l’ho visto ieri, non lo vedrò oggi, ma ho avuto modo di vedere lo “spettacolino” di Crozza. La faccenda è guardabile da due prospettive differenti: la prima è quella sul piano dei contenuti, la seconda è quella della contestazione. Per comodità partirò dalla seconda: gli internauti sono spaccati: c’è chi pensa che la contestazione sia stata giusta, c’è chi pensa che sia stata esagerata. Personalmente, ritengo che sia stata esagerata nonostante, effettivamente, Crozza tenda ad affondare più con Abberluscone che con il PD. Dal punto di vista qualitativo, invece, è stato abbastanza deludente. Quanto fatto vedere non è stato altro che un collage di sketch già visti o a Ballarò o in Crozza nel Paese delle Meraviglie. Insomma, forse avrebbe potuto tirar fuori qualcosa di più originale. Una prestazione senza infamia e senza lode intorno a cui si è creato un gran polverone per nulla.

La seconda cosa riguarda un evento di portata storica: le dimissioni del Papa. I motivi non sono ancora del tutto chiari. C’è chi pensa che sia per l’intervento al cuore subito dal pontefice, c’è chi pensa che stia bollendo in pentola un scandalo di proporzioni inaudite. I Bookies danno un candidato africano come favorito alla successione al soglio pontificio. Per quanto riguarda gli italiani, il vescovo di Milano, è il nome più papabile. Speculazioni a parte, non si può ignorare le conseguenze che un fatto del genere avrà sul futuro della chiesa. Sino al buon Ratzinger, tutti i papi (o quasi) erano stati papa sino alla morte ma questi ultimi eventi, sconvolgono il quadro. Lo sconvolgono perché non sappiamo che cosa farà il buon Nazinger e non sappiamo quale sarà il suo peso nelle gerarchie vaticane. Come dissi a tavola, lunedì, se il papa fosse stato un cavallo azzoppato, il problema non si sarebbe posto. Fun Fact: si dice che il successore di questo papa sarà il famoso “Papa Nero” della profezia di Malachia. Mistero ha già preparato una puntata speciale.

La terza cosa tira in ballo un discorso tra me e V. in cui si parlava dell’assenza di post cinici o cazzari su sto blog da un bel po’ di tempo e, in effetti, l’ultimo post del tutto cazzaro è datato 29 dicembre 2012. Ci sarebbe da chiedersi i motivi di una svolta così “seriosa” (noiosa) al blog e la conclusione a cui è arrivata V. è che io stia crescendo. In realtà, lo scopo (che sta riuscendo) è quello di tediare a morte i lettori in modo tale che smettano di seguire il blog. Come detto tra parentesi, lo scopo è apparentemente raggiunto. Le visite sono letteralmente crollate rispetto ai mesi precedenti (pur mantenendosi troppo alte). Per questo motivo, ho intenzione di fare un appello a voi sventurati che passate: non fermatevi su questo blog. È un mix di cose già risapute e cose di cui non dovrebbe fregare un cazzo a nessuno sano di mente. Andate su altri blog, di gente che scrive mucchi di cose interessanti facendo tre/quattro post al giorno. Vi divertirete di più, fidatevi di Coso. (Campagna di desensibilizzazione nei confronti di Coso).

Il giorno del mio compleanno si avvicina sempre di più e, salvo imprevisti, la sera del mio ventiduesimo anniversario di vita dovrei essere a Milano per un concerto dei Living Colour. Con me, ovviamente, ci sarà la Fatina dei Boschi. La decisione è stata presa dopo un rapido conciliabolo sul fatto che ne valesse la pena o meno. Dopo aver ascoltato un po’ di canzoni, però, ci siamo resi conto che a 23 euri, l’andarci sarebbe un affarone. Questo sarà il mio quarto concerto (i precedenti tre, in ordine cronologico: Ligabue un fottiliardo di anni fa, mio zio in chiesa, I MCR gratis). Altri concerti a cui vorrei prima o poi assistere sono quelli di: Pain Of Salvation, Katzenjammer e Caparezza. Prezzi dei biglietti permettendo.

Ieri, per mia sfortuna, ho visto J. Edgar. Il film, di base discreto, mi lascia molte perplessità e dopo la prima ora e un quarto si rivela essere un polpettone difficilmente digeribile (alla fine, speri che il protagonista muoia). Eastwood sforna un film a mio avviso sottotono e fin troppo buonista. Guadagna punti verso la fine con un dialogo in cui ci viene fatto scoprire che le cose non sono come raccontate dal protagonista. Leonardo di Caprio è stato magistrale e ha risollevato non poco il film con la sua prestazione. La storia però, indugia troppo su fatti non comprovati e non approfondisce i lati più oscuri di Edgar Hoover (si sofferma sulla sua omosessualità e non su quanto fatto durante il Maccartismo per esempio). Insomma, l’ennesimo Kolossal autocelebrativo della grande America.

La domenica entrante sarò in Piazza Duomo a Milano per un grande incontro che vedrà coinvolti Ambrosoli, Bersani, Pisapia, Vendola e, soprattutto, il Tovarish Tabacci. Probabilmente questo segnerà il clou della campagna elettorale del PD in Lombardia. Con me ci saranno forse un paio di amici (di cui non faccio nomi) ed è un’occasione per sentire dal vivo le proposte che verranno fatte sia per la Regione, sia per lo Stato. La speranza è che non sia una perdita di tempo. Martedì 19, salvo cambi di programma, andrò a vedere Grillo che arriva a Milano con lo Tsunami Tour. L’obiettivo sarà, oltre a sopravvivere, quello di capire se il programma di M5S vada oltre a quanto scritto su Internet e capire le vere intenzioni di un movimento che, probabilmente, prenderà più del 20% di voti. È probabile che nel post di settimana prossima accenni a questi due eventi.

Stanno susseguendosi oscuri presagi l’uno dietro l’altro. Il Pastore Tedesco si dimette, Bersani e Grillo a Milano a distanza di pochi giorni, nevicate abbondanti sul piano padano, la Corea del Nord fa test nucleari, è iniziato il Festival di Sanremo e… E una ragazza (carina) mi ha rivolto la parola. Galeotte furono le iscrizioni ai seminari di Relazioni Internazionali.

Si ringrazia per avermi concesso a sua insaputa il titolo di un album di foto, la Secsdonna.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus (per la secsdonna)

Bonus (per le persone sane di mente)

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Scelte difficili

A tutti, sicuramente, è capitato di trovarsi invischiati in situazioni da cui non era facile uscire. E, a tali situazioni, è corrisposta sempre una scelta difficile. Che fosse la scelta tra una persona o un’altra, tra un lavoro o un altro oppure tra uno stile di vita e un altro, poco importa.

Bene, oggi vorrei parlarvi proprio di tutto ciò… Ma non lo farò. Quindi, sì, il titolo non c’entra un cazzo. Epperò, sta per accadere un evento di proporzioni storiche, fatto solo quando mi era stato comprato il portatile: la pulizia della cartella “Musica”. Cartella attualmente popolata da un sacco di gruppi Metal che non ascolto più. Al repulisti sono sopravvissuti solo:

– Caparezza
– CCCP
– Dark Tranquillity
– Folkamiseria
– In Flames
– Katzenjammer
– MCR
– Pain Of Salvation
– Serj Tankian
– Unexpect
– Varie (c’è dentro di tutto e di più).

Come potete notare, la lista è piuttosto corta e scarna. Per questo motivo, mi rivolgo a voi, naviganti del web, per chiedere consigli riguardo gruppi musicali/cantanti che ritenete degni di nota. Possibilmente evitate gruppi medlah, altrimenti la pulizia sarebbe stata completamente inutile.

Potete anche evitare di suggerire questi gruppi, dato che mi sono già stati vivamente consigliati.

– Hooverphonic
– OSI
– Pure Reason Revolution
– Porcupine Tree
– Stemvelta

Inoltre, sarebbe carino evitare roba eccessivamente commerciale (E.G.: Ligabue, Vasco Rossi, vincitori di Talent Show, roba eccessivamente tamarra e così via).

Mi affido alle vostre orecchie (per farvi un’idea di cosa mi piace, basterebbe controllare in “Intermezzo Musicale”, per quanto i generi temo siano assai ristretti).

Questo è quanto.

Cya.

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Tra i tanti rimpianti che potrei avere, il più grande è indubbiamente quello di non averti detto abbastanza spesso “ti voglio bene”, perché la tua presenza era scontata.

Non commettete il mio stesso errore.

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Sul Genere Horror

Nonostante l’attualità pulluli di fatti interessanti di cui scrivere, non ho alcuna intenzione di occuparmi di cose del genere (ma questo lo avrete già capito dal titolo). Ciò di cui voglio parlarvi è un argomento che avevo già trattato, seppur in maniera diversa, nell’articolo “L’Importanza di Pennywise“. Mentre in quel post analizzavo il rapporto stretto intercorrente tra uomo e paura, in questo cercherò invece di analizzare le varie forme in cui l’uomo ha rappresentato, per esorcizzare, l’orrore.

Il genere horror può contare su un illustre antenato: il “Romanzo Gotico” le cui tematiche riguardavano sia il Romanticismo, sia elementi misteriosi, spesso riguardanti il mondo sovrannaturale. Il primo romanzo ascrivibile, in senso stretto, al genere horror è, però, “Frankestein, o il Moderno Prometeo”. La storia penso la conosciate tutti, quindi sorvolerò su questo aspetto. Da dopo questo libro, della scrittrice Mary Shelley, ci sarà una vera esplosione del genere. Libri come “Dracula”, “Il Vampiro” (per riferirsi a famosi libri che furono le basi del genere) o a lavori più moderni del calibro di “Io sono Leggenda”, “L’Esorcista” e “IT”  hanno venduto in tutto il mondo milioni di copie e continuano a farlo tuttora.

Il motivo di questo successo è legato alla necessità dell’uomo di esorcizzare la paura in tutte le sue forme, e quale modo potrebbe essere migliore se non la finzione? I libri, improvvisamente, si popolano di mostri, creature demoniache e scienziati pazzi senza alcuna remora di sorta nel compiere anche il più sacrilego degli atti. Ma questi esseri sovrannaturali hanno, spesso, origine nelle credenze popolari. Basti pensare alla figura del vampiro o a quella del lupo mannaro, piuttosto che agli zombie. Quando, invece, non si fa riferimento ad elementi comuni delle culture popolari, si tende ad andare alla ricerca delle tenebrose meraviglie che l’ignoto ci offre (basti pensare a Lovecraft con il suo ciclo di Cthulhu).

È evidente, insomma, che qualunque cosa spaventi l’uomo ha ottenuto la sua rappresentazione sia su carta stampata (libri, fumetti) sia su pellicola. E, la mia analisi, non può che partire dal libro di genere probabilmente più conosciuto: Dracula di Bram Stoker. La prima cosa che si nota durante la lettura è come il Conte decida di spostarsi da un luogo ancora legato a credenze medioevali, con uno stile di vita semplice, al centro del mondo moderno dell’epoca: Londra. Il parallelismo tra antichità e nuovo sarà un elemento fondante di tutto il libro e culminerà con la sconfitta del vampiro per mano di Van Helsing (uomo di scienza per eccellenza) e degli altri uomini. In questo caso, una paura antica come quella del ritorno dei non morti, viene sconfitto dal sempre più rapido sviluppo della scienza e del progresso. L’uomo sembra non aver più spazio per tutti i timori antichi, legati a creature che ormai sono viste come frutti di un periodo di ignoranza di gran parte della popolazione. Nuovi mostri sono destinati a prendere il posto dei vecchi ed è quello che, pian piano avverrà. Secondo elemento che salta all’occhio è, di nuovo, un contrasto. Il contrasto tra lo stile di vita degli eroi e gli ambienti in cui Dracula pone le sue basi. Questi luoghi sono sporchi, puzzolenti e la scena dell’apertura della cripta, in cui i ratti scappano via, con quegli odori terribili che colpiscono il naso dei cacciatori e quasi anche quello nostro, che siamo lettori. Come dicevo sopra, però, Dracula rappresenta la fine delle vecchie paure, per dare il benvenuto a nuovi e terrificanti orrori.

E questi nuovi orrori scaturiscono, in primis, dalla penna di Howard Phillips Lovecraft. Le sue storie sono tra le più inquietanti che abbia mai letto. Notare bene che ho scritto inquietanti perché non sono impressionanti, non terrorizzano nemmeno, eppure hanno la capacità di lasciarti quel senso di irrequietezza che permane a lungo anche dopo che si è chiuso il libro. Esempi lampanti per confermare ciò che dico, potrebbero essere “I Topi nel Muro” (che vi consiglio di leggere) o l’intero “Ciclo di Cthulhu”. Ed è proprio su quest’ultima raccolta che vorrei soffermarmi. Nel “Ciclo di Cthulhu”, Lovecraft, ribalta abilmente la concezione della religione che abbiamo: le divinità non sono benevole, tutt’altro.  Le divinità lovecraftiane, infatti, sono brutali esseri alieni, il cui unico scopo è conquistare pianeti e devastarli. I fedeli che venerano queste entità (che dovrebbero rappresentare le regole e gli elementi presenti nell’universo, secondo alcuni) eseguono riti violenti, orribili e terrificanti, tramandando i miti dei loro signori, in attessa che giunga il momento. Il massimo in cui si può sperare è che la vita umana per loro sia qualcosa di totalmente insignificante e per questo potremmo essere ignorati. Proprio nel ciclo è possibile assistere alla prima commistione tra generi: ai classici elementi dell’horror si affiancano alcune peculiarità di stampo fantascientifico. Qualcosa di molto simile, sarà possibile osservarlo in “IT” di Stephen King dove la storia dalle tinte cupe, virerà lentamente verso il filone fantascientifico dando vita ad un’opera di rara bellezza evocativa.

Altri orrori però, sono nascosti proprio negli elementi che Stoker trovava rassicuranti: le scienze e la tecnologia. A partire dal secondo dopoguerra, infatti, la scena horror e gli archetipi che reggono il genere vengono resi moderni. Gli zombie non sono più evocati tramite riti voodo, ma ritornano in vita a causa delle radiazioni. Il primo film a sfruttare con successo questa idea fu “Dawn of the Dead” di George Romero (che risultava essere anche una lettura critica ed ironica della società dell’epoca). Da DotD, poi sono nati molti altri film di questo genere che però sono ascrivibili alla bellissima cerchia dei così detti “B-Movie”. Le radiazioni però, hanno anche la capacità di trasformare esseri di piccole dimensioni in enormi giganti assetati di sangue (spesso umano). Tra gli anni 50 e  gli anni 70, infatti, ci fu un’esplosione di film riguardanti insetti assassini. Uno degli ultimi esempi di questo genere di film è “Arac Attack – Mostri ad otto zampe”.

Altri elementi di novità sono i virus. È un virus in “Io sono Leggenda” a tramutare gli umani in vampiri dopo una guerra. È un virus a rendere le persone zombie in The Walking Dead (Fumetto/Serie TV) e nella saga cinematografica di “28 giorni dopo”, “28 settimane dopo”. Ed è sempre un virus a creare gli Zombie in World War Z (libro che consiglio di recuperare, anche in lingua originale, a tutti).

Accanto a tutto ciò, poi, entrano in scena elementi quali la psiche umana, la parapsicologia, i poteri paranormali e lo scontro stesso col maligno. La psiche umana e la parapsicologia sono elementi fondamentali del libro Shining di Stephen King, in cui il protagonista impazzisce a causa dell’influsso che l’essenza maligna dell’albergo ha sulla sua psiche. I poteri paranormali hanno un ruolo fondamentale nel libro “Carrie”, in cui la protagonista sfrutta i suoi poteri telecinetici per vendicarsi dei soprusi subiti dai compagni di scuola e anche nel libro “Il Cattivo Fratello”, la cui storia è troppo complicata (e bella) per essere spiegata qui di Koontz. Lo scontro col Maligno, invece, ha avuto una grande spinta dal libro “L’Esorcista” (da cui è stato tratto l’omonimo film, molto più famoso del libro, credo) in cui un prete e il demonio si contendono lo spirito e il corpo di una giovane ragazza. Altri film di questo genere è il famoso “L’Esorcismo di Emily Rose” o il più recente “Il Rito” e anche i film evento degli ultimi anni della serie “Paranormal Activity” hanno lo stesso leitmotiv.

Altro esempio interessante che però sfugge dalle logiche di catalogazione classiche è American Horror Story che, nella prima stagione, porta in scena le vicende di una famiglia che va ad abitare in una casa in cui sono stati compiuti svariati omicidi (si sprecano citazioni: dalla Dalia Nera al Massacro della Columbine, sino al film Omen con la nascita del figlio di Satana) mentre nella seconda stagione le vicende si svolgeranno in un manicomio (di più, per il momento non so). Lo scopo degli autori di questa serie è quello dichiarato di raccogliere le principali “leggende metropolitane orrorifiche” americane e trasporle su schermo.

Ovviamente, l’analisi qui presente, è incompleta e grezza sotto molti punti di vista. Molti argomenti non sono stati approfonditi come avrei voluto (e, forse, dovuto) ma mi riservo la possibilità di tornare a trattarli con maggiore calma in futuro, ma dato che non ho più voglia di scrivere (anzi riscrivere, visto che internet è crashato e WP mi aveva salvato la bozza a metà), l’ora è tarda e rischio di dilungarmi troppo, mi fermerò qui.

Ciò che presumo risulti evidente è il fatto che, per quante volte si possa essere in grado di rappresentare ciò che più ci spaventa, non la si riuscirà mai a cancellare. Anzi, alle vecchie “paure primordiali”, si affiancano nuove paure rappresentanti il lato oscuro del tempo in cui viviamo.

Presto o tardi, anche la luce che rischiara e scaccia la tenebra in cui le nostre paure ci hanno fatto precipitare, si spegnerà lasciandoci in un’oscurità ancora più profonda, dove vecchi e nuovi orrori ci tormenteranno, fino all’apparire di un nuovo fulgore.

Questo è quanto.

Cya.

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Chiedo Scusa

Come da titolo, chiedo scusa. Avevo in mente un post fighissimo sulla fiera di Milano con tanto di materiale fotografico (nevvero, non c’era materiale fotografico) ma questa settimana, causa uscite matte e disparatissime (con conseguente dilapidazione del già misero patrimonio), non s’ha da fare.

Ovviamente, avrei scritto di come ho trovato sia il regalo per zio, sia per mamma e del fatto che abbia impiegato più tempo a trovare il regalo per il primo, rispetto a quello per la seconda. Potrei scrivere di come ho assoluto bisogno di respawnare il mio francese, perso nelle sabbie del tempo e della memoria (Come PoP con Alzheimer). Avrei anche scritto di come, alla fin fine, abbia quasi speso di più per mangiare che per i regali e avrei attaccato con un filotto sulla multiculturalità e i suoi pregi. Potrei raccontarvi anche della bellissima commessa ad uno stand di abbigliamento con la carnagione chiarissima, una treccia lunghissima, due occhi azzurri come il cielo e un corpo da paura ma, come detto sopra, niente di tutto questo verrà scritto. Non qui e non ora, per lo meno.

In compenso sono stato alla Sidreria in ottima compagnia (di amici, ovviamente) e abbiamo mangiato e bevuto assai e anche bene. Per chi fosse in zona Lambrate e volesse mangiare da qualche parte, quello è il posto che fa per voi (27 € a cranio, con bis su richiesta). Adatto a comitive (come la mia) o anche per mangiate di coppia. Se foste fortunati e avesse nevicato, la serata (innaffiata da sidro e limoncello) potrebbe concludersi con una battaglia a palle di neve dove non ci sono vincitori, ma solo vinti. Se foste molto fortunati, potreste voler ripete l’esperienza un’altra volta.

A questo punto, la domanda più che legittima è: “Perché non sei a dormire, a quest’ora?” e le risposte potrebbero essere svariate:

– Sto ancora digerendo
– Se dovessi coricarmi, rischierei di tirar su il caffè (che paradossalmente mi è risultato più indigesto di tutto il resto)
– Mi sono prefissato un obiettivo minimo da rispettare, e se non avessi scritto questo post, non l’avrei rispettato.
– Non ho voglia di andare a letto (Nevvero, voglio andare a letto)
– Voglio tediarvi
– Dovevo fare cose che, se non le avessi fatte ora, non le avrei fatte più (perché me le sarei dimenticate).

Insomma, un sacco di validissime ragioni.

Dato che questo post, in origine, doveva essere lungo tre righe, eviterei di dilungarmi oltre.

Questo è quanto.

Cya.

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Pausa Caffè

Dopo aver scritto una serie impressionanti di articoli seri (o, per meglio dire, noiosi) come da titolo mi prenderò una “pausa caffè” per scrivere un post del tutto inutile, in cui parlerò del più e del meno senza alcun filo logico o connessione. Pensavo a piccole pillole slegate, ma non so nemmeno io cosa verrà fuori.

E, tra le tante cose che potrei dire, la prima è che ho trovato un lavoretto da fare comodamente a casa. Non è stancante ma alienante e, alla lunga, noioso. Non guadagnerò chissà cosa perché devo smezzare con mia sorella i proventi, ma comunque una buona fetta della seconda tassa la si può considerare pagata.

Dopo aver letto World War Z (libro che consiglio a tutti, indipendentemente dai gusti. N.B.: TWD gli fa una pippa) in inglese, ho deciso di prendere A Dance With Dragons in madrelingua. La scelta è dovuta al prezzo dell’ultimo libro uscito in Italia, edito Mondadori (19 € per un libro tradotto col culo? Tanto vale che li facciano tradurre ad un branco di scimmie nella pausa tra una battaglia a palle di merda e l’altra). Devo dire che si capisce tutto molto bene (nel caso ve la cavaste con l’inglese, non dovreste avere alcun tipo di problema) e che pian piano, recupererò anche gli altri tre libri (A Games of Thrones l’ho già comprato). Questo, probabilmente, segnerà il mio passaggio definitivo alla lettura di libri di narrativa in inglese.

Nel mio corso c’è una ragazza carinissima. Bassetta, capelli biondi e lunghi, occhi celesti. E, dopo lunga e attenta raccolta di informazioni (AKA stalking nemmeno troppo pesante), ho scoperto anche il suo nome. Che è e resterà una *Informazione Riservata. Note positive: Cheffiga.
Note negative: Probabilmente fidanzata, troppo figa per Coso, Incapacità nell’iniziare una conversazione, terribile tedio.

Ultimamente sono molto scazzato. Soprattutto il sabato e la domenica. I restanti giorni della settimana coi mille mila impegni, per lo meno, ho pochi spazi morti (gazzetta, direttivi, incontri vari di tempo ne occupano). Però, durante i piovosi sabato sera, ho avuto modo di rompere i coglioni sia a V. (col cazzo che faccio quel robo dove mi hai citato), sia ad altre persone che non ricordo più chi siano (chiedo venia).

Sono, ovviamente, ancora singolo e puro. Ormai non è più una notizia, ma un’abitudine. Non sono nemmeno in cerca. Anche perché non saprei da dove iniziare (e, anche se lo sapessi, non saprei il come). Sono un’ameba, insomma.

Voglio assolutamente leggere The Sandman di Neil Gaiman. L’avevo visto in fiera: serie completa. Numeri a partire da 20 € per raggiungere i 35 €. Lo sto cercando in inglese, sperando di poter risparmiare qualcosina.

Continuo a ripetermi che dovrei riprendere a scrivere il racconto. Puntualmente trovo qualcosa di meglio da fare. Tipo leggere il Corriere on line o Repubblica. Ma prima o poi tornerò a scrivere… In montagna.

Voglio (e in questo caso il voglio è un esigo) un Direwolf. Lo chiamerei Ombra. E vorrei anche una spada forgiata in Acciaio di Valyria. Ma non ho la più pallida idea di come la chiamerei (sì, le spade più fighe hanno un nome.) per cui si accettano suggerimenti.

Inizialmente questo articolo avrebbe dovuto intitolarsi “Porchettore con gli stivali”. Ma, odiando Porchettore, ho deciso che non si meritava cotanto onore. Altra opzione scartata (ma che potrei ripescare in futuro) è “Benvenuti a Cosolandia”. Cos’è Cosolandia? In pochi eletti lo sanno e approvano la sua ventura venuta.

Il mio orario universitario oscilla da “Molto di merda” a “Figata” in meno di un giorno. Il lunedì ho due ore – ore buche – due ore. Martedì, mercoledì e giovedì ho solo due ore. E posso dormire fino alle 8.25. Tutti i giorni scolastici.

Mi sono intrippato guardando “Questo nostro amore” su Rai Uno. Adoro Neri Marcorè. E il mio sogno da piccino era quello di gestire una libreria/fumetteria. Piango calde lacrime di gioia al pensiero che, probabilmente, finirò a fare il cassiere a McDonald. E a me McDonald fa cagare.

Ho iniziato a vedere in università un documentario interessantissimo sulle guerre in Jugoslavia tra il 1987 e il 1995. L’ho ritrovato in inglese e a breve lo vedrò finire. È una fonte di informazioni molto interessante targata BBC (per chi volesse farsi del male: “Yugoslavia: Death Of A Nation”).

Ho ventinove seguenti. Folli. Andate via. Leave Coso Alone.

Come avevo detto all’inizio, non ho seguito alcun filo logico ma ceste, non era questo lo scopo del post. Il prossimo articolo dovrebbe essere di nuovo “serio”. Sono indeciso tra un post su “Cittadinanza e Diritto di Voto” oppure “Sistema elettorale”. Vi farà piacere sapere che non avete voce in capitolo.

Questo è quanto.

Cya.

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