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3 – 2 – 1,90

Potrei tornare davvero, in effetti.

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Sproloquio e varie

Era parecchio che non scrivevo qui e dovrei scusarmi, ma in realtà non ne ho la minima intenzione. La mia incostanza era ben risaputa e i miei, pochi, lettori erano preparati a mie eventuali sparizioni.

In questo caso, però, vi è un motivo dietro a questa mia “improvvisa” e prolungata scomparsa. No, la mia vita sociale non è migliorata improvvisamente e nemmeno si è ampliata, togliendomi spazio per scrivere qui, però sono stato altrove impegnato. Tramite un’amica ho iniziato un GdR by forum che mi porta via molto tempo e dunque mi fa tralasciare questo blog, che non ha nemmeno un anno di vita.

Tu, lettore che passi per la prima volta, ti chiederai: “E a me cosa interessa di questo tuo inutile farneticare?” Beh, la risposta è: assolutamente nulla, infatti puoi tranquillamente avanti senza correre il rischio che io mi sveni per la disperazione.

Tornando al discorso principale (che no, non era insultare il lettore, mi spiace che tu che ancora leggi lo abbia creduto) ovvero, la mia pressoché totale assenza. Quando iniziai a scrivere qui, il settembre scorso, questo blog sarebbe dovuto essere un album dove sperimentare varie tecniche stilistiche e di scrittura. Di esperimenti ce ne sono stati molti e hanno dato tutti risultati più o meno soddisfacenti.

Ad oggi, dopo più di due mesi di silenzio, torno qui giusto per dare un segno di vita a coloro a cui mancavano i miei scritti (ammesso e non concesso che ci fossero). Probabilmente questo articolo sarà come una goccia d’acqua nel deserto, causa GdR e maturità.

E sì, perché, incredibile ma alla fine ci sono arrivato sul serio agli Esami di Stato e con ben 21 punti di credito. Non avrei voluto dilungarmi nello scrivere, ma ormai sono in ballo e tanto vale ballare, non credete? Come dicevo qualche riga sopra, sono stato ammesso agli esami di stato con 21 punti di credito e dovrei studiare, ma la mia accidia (per colpa del caldo?) sembra essere aumentata in modo esponenziale rendendomi del tutto incapace di concentrarmi per più di cinque minuti su un libro di scuola.

In compenso,  la mia attenzione è pienamente catturata dai manga per i quali sto spendendo un capitale. Arrivato all’ennesima rilettura di Hellsing, non posso fare altro che consigliarlo nuovamente agli appassionati del genere Seinen.

L’ultima riga la dedico al giornale “Il Fatto” che ha bisogno di supporto per il suo debutto on line, chiunque leggesse questo articolo e fosse interessato a contribuire potrebbe farlo cliccando semplicemente su questo link:http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2495333&yy=2010&mm=06&dd=04&title=il_fatto_quotidiano_sbarca_sul

Eh, oh, certo, vi prometto che ogni tanto scriverò due righe qui. In fondo c’è così tanto di cui parlate, non credete?

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Gesù e i bambini

Gesù dice: “lasciate che i bambini vengano a me”. Ora è indagato dalla procura di Vienna con l’accusa di pedofilia

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18 anni quasi conclusi e variazioni sul tema

Ebbene tra due giorni compirò 19 anni. Ormai il traguardo più importante è stato tagliato e sta per essere portato a compimento. Il diciottesimo anno, un anno che ti cambia la vita, o almeno dovrebbe farlo, nel bene e nel male.

Cosa ho concluso in questo diciottesimo anno? Assolutamente nulla, non sono bravo a concludere, tant’è che qualcuno mi definisce Moveless, per questo motivo.

Le prospettive che mi ero figurato un anno fa, in questo periodo, sono state pienamente rispettate. In fondo, la mia, è una vita monotona, difficile immaginare qualcosa che stravolga in modo più o meno netto le mie previsioni.

Non tutto, però, è andato come previsto. Infatti se il “tema” è stato rispettato le variazioni si sono rivelate particolari.

La prima variazione riguarda gli amici: Ci sono ancora? sì. Li vedo con la stessa assiduità? Ni. Il gruppo ha subito un ulteriore frattura, sanabile, che per il momento però permane. Mentre in due continuano ad uscire con il “gruppone”, io ed un altro, da bravi scissionisti quali siamo, abbiamo iniziato ad uscire per conto nostro. Bene o male però ci si sente con regolarità e ci si vede quando si può, dunque, nulla di stravolgente.

La seconda variazione riguarda l’amore: Sono innamorato? Non ancora. Qualcuna mi interessa? Sì, e l’interesse è ricambiato. Ed il tutto è nato per caso, proprio quando ero profondamente demotivato dalla relazione con un’altra ragazza. Conosciuta su un sito ormai chiuso, lei, s’è dimostrata subito un’ottima amica e poi è diventata, non senza peripezie, qualcosa di più. Devo dare atto a chi mi diceva che l’amore arriva quando meno te lo aspetti e a chi me lo disse offrirò da bere, un giorno.

La Terza variazione riguarda il futuro: Ho già deciso cosa fare dopo la maturità? Sì, vorrei continuare gli studi. Cosa farò? E’ qui che c’è la variazione più interessante, se fino a poco tempo fa (gennaio) ero assolutamente convinto di fare giurisprudenza ora, invece, l’affascinante mondo della psicologia/psichiatria mi richiama come il canto delle sirene richiamava gli uomini di Ulisse. La scelta tra le due facoltà è dura, deciderò all’ultimo momento come al solito.

E mentre scrivevo nella mia testa, risuonava, lenta ed inesorabilmente fastidiosa la canzone “Happy Birthday to you”…

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Anno Nuovo…

Abbastanza attonito e molto rincoglionito alle 6.09 sono davanti a  questo pc per scrivere dopo, lungo, lunghissimo tempo quattro righe.

Beh, come ogni anno avrei dovuto pensare a dei propositi, ma si fottano. Quest’anno non ho propositi da non mantenere o obiettivi che mi sono posto. Sarà un male, sarà un bene? Non lo so. Sinceramente poco mi interessa.

Per l’anno nuovo avevo anche deciso di impegnarmi a fare il bravo, ma questo tentativo si è rivelato vano. Dopo solo dieci minuti (per me un’eternità) stavo già mandando amichevolmente al diavolo una persona.

E se il buongiorno si vede dal mattino, pronti, partenza e via appena connessomi su msn all’una e mezza circa ritrovo la persona amichevolmente mandata al diavolo in precedenza e si accende una discussione paradossale e ridicola con cui, per lo meno, ho avuto modo di rivalutarla. E non in meglio.

Un breve intermezzo mi viene concesso da una chiacchierata con Uccia, mentre il mio amico/ospite si diverte tranquillamente alla play.

Dopo che Uccia se n’è andata a letto, riprendo il joystick in mano e per un po’ tutto fila liscio.

Fino a  quando, dieci minuti orsono, provai ad entrare nel mio forum vedendo che non solo io, ma anche tutti gli utenti appartenenti a quel forum sono stati rimossi dal database.

Se questa è l’alba del 2010 non oso immaginare come possa mai essere il tramonto dell’anno che chiude la prima decade di questo secolo.

Fortunatamente non è andata così male per tutta la sera, le ultime ore del 2009 sono state tutto sommato piacevoli. Cosa che non si può dire per l’anno appena trascorso, che in una scala di valutazione che va dall’uno al dieci, si salva con un sei meno, meno.

Sei meno meno, è un voto moooooooolto generoso. Infatti un bilancio molto approssimato vede:  il cane scappato, la morte di due parenti diretti e di un parente acquisito, Berlusconi quasi diventato santo, la crisi economica e via in crescendo. Ah, certo, ci sono stati anche dei bei momenti nel 2009, ma al momento non me ne vengono in mente. A parte il cambio di compagnia, quello sì, è stato un tocca sana.

Comunque tornando al discorso principale, se mai ce ne fosse stato uno, dicevo che il 2010 appena iniziato ha avuto anche i suoi momenti magici: la mezza bottiglia di spumante che mi sono fatto fuori, il cibo che abbondava, dei balletti ridicoli ed improponibili fatti da sobrio, il mio pigiamone caldo (*_*), il fatto che anche adesso sto consumando le ultime riserve di cibo (Una patatina *_*) e poi ho passato una bella nottata in compagnia di un amico.

Insomma questo anno nuovo si presente come tutti gli altri: carico di promesse illusorie che raramente manterrà. Detto ciò non ci resta altro da fare che viverlo.

Io vi saluto, mi attende un assalto alla ciotola con le patatine e un caffè caldo da fare.

Bla Bla Bla Bla Bla 2010. E’ proprio schifido da scrivere 2010, non oso immaginare come lo abbrevierò durante le verifiche.

Ah, già ero ai saluti. Ciao ciao.

Però è un peccato salut…Vabbè, non ho più voglia di scrivere. (Vi prego ignorate questa riga, le mie facoltà mentali iniziano ad abbandonarmi inesorabilmente. Cioè, lo hanno già fatto per avermi fatto scrivere una cosa del genere a quest’ora, ma sono dettagli. Ops, mi sono dilungato di nuovo. Vado davvero. Forse.)

Ciao ciao

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