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Questo post è stato sostituito dal Comunicato di Lotta 79

Cari compagni/e,

Il capitalismo è ormai entrato nella fase finale della sua decadenza. Il susseguirsi di dissesti finanziari globali ha portato l’intero pianeta al punto di non ritorno. È ora di imbracciare i fucili e riprendere ciò che è nostro. La lotta armata non è mai finita e non finirà finché il proletariato non ribalterà le logiche classistiche che governano questo mondo.

Tifiamo rivolta.

La lotta armata continua… O forse no.

Come ben saprete (o come scoprirete ora) sono in vacanza con amici. Questo comporta che il consueto articolo settimanale sia breve e privo di significato. Non credo ci sarà il diario di una vacanza (gli highlights li avete avuti, comunque). Troppa roba da ricordare e da scrivere.

Prima o poi arriveranno le foto (forse).

Torno a fare il Coso Vacanziero.

Questo è quanto.

Cya.

Niente bonus, a sto giro.

 

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Quei film appena visti

Vabbè, siccome è estate e la voglia di scrivere è (relativamente) poca, oggi vi beccate una sorta di elenco dei film visti con annesso giudizio. Non saranno, ovviamente, delle recensioni.

E, il primo film è il Caimano: diretto da Nanni Moretti. Il film racconta la storia di un produttore (Silvio Orlando) ormai in crisi che decide di lavorare su un progetto di una giovane regista (Jasmine Trinca) che racconta la vita di Berlusconi. Durante il film, oltre a seguire le vicende personali del produttore, ci viene fornito uno spaccato della vita italiana dopo trent’anni di berlusconismo. Vengono ripresi alcuni dei momenti più importanti della carriera di Berlusconi (l’apertura delle emittenti private di Mediaset o l’acquisizione del Milan, per esempio) e la pessima figura che ci fece fare al Parlamento europeo con il rappresentante tedesco. Il film/documentario incontra svariati problemi e, alla fine, riescono a girare soltanto l’ultima scena: il processo al Caimano. Come tutti ben saprete (visto che gli è stato dato un gran risalto), la sentenza è la seguente: colpevole e condannato a sette anni di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Il film, nonostante siano passati sette anni, è ancora attuale e dà ottimi spunti di riflessione sulla situazione politica e culturale italiana. Ciò nonostante, il finale lascia molti quesiti in sospeso sulla vita del protagonista (il produttore del film): il film riuscirà a farlo rientrare delle speso o avrà perso tutto? Il rapporto con la moglie è deteriorato irrimediabilmente? Insomma, mi dà l’idea che sia un film incompleto.
Lo consiglio? Ni. È indubbiamente un buon film, ma per le tematiche trattate potrebbe non interessare a tutti.
Voto: 7

Zero Dark Thirty è diretto da Kathryn Bigelow. Il film racconta le operazioni che hanno portato all’uccisione di Osama Bin Laden il 2 maggio del 2011. L’introduzione ci è data dall’audio delle persone coinvolte nell’attentato delle Torri Gemelle. Seguendo le vicende di Maya (Jessica Chastain) (dal primo interrogatorio fino all’operazione da cui è tratto il titolo del film) si fa un viaggio attraverso la così detta Lotta al Terrore sotto l’amministrazione Bush prima e sotto quella Obama poi. Ci vengono mostrate le torture a cui erano sottoposti i prigionieri, gli attentati di Londra e i pedinamenti fatti ad alcuni uomini chiave per arrivare al nascondiglio di Bin Laden e alla sua uccisione.
Il film ha il pregio di riuscire a non prendere una posizione, rimanendo imparziale, sia sull’utilizzo delle torture  (non viene mai espresso un giudizio, se non per bocca di Obama), così come non si tende ad esaltare eccessivamente l’uccisione del più pericoloso terrorista. Nel complesso, quindi, è un discreto film che mescola thriller, azione, dramma e racconta una storia realmente accaduta. Non un capolavoro, non un brutto film.
Lo consiglio? Sì. Se siete in cerca di un film sull’argomento oppure volete qualcosa con un buon grado di tensione, questo film andrebbe più che bene. E, poi, c’è lei.
Voto: 7.5

Funny People, diretto da Judd Apatow, è una commedia del 2009. George Simmons (Adam Sandler), famoso comico, scopre di essere afflitto da una rara forma di leucemia, troppo avanti per essere tratta dai farmaci tradizionali. Inizia quindi una cura sperimentale, ma il dover affrontare la morte gli fa capire di aver sbagliato tutto nella sua vita. Grazie all’aiuto di un ragazzo che gli farà da assistente (Seth Rogen) e gli scriverà le battute, proverà a rimediare agli errori fatti. Ricontatterà anche la ex fidanzata, sposata con un australiano (Eric Bana) con due figlie, per cercare di ripristinare il rapporto. La guarigione, però, lo riporterà alle precedenti brutte abitudini e ciò lo porterà ad uno scontro col suo assistente, nonché migliore amico, che culminerà col licenziamento di quest’ultimo. Il film, comunque, avrà un lieto fine che non vi svelerò.
Anche in questo caso si è di fronte ad un film nella media. Il tema della malattia e della redenzione è affrontato in modo meno drammatico, rispetto al solito. Ciò nonostante, è meglio di molte commedie americane. D’altro canto, alla fin fine, non ti lascia assolutamente nulla dopo la visione e, in alcune occasioni, c’è la tendenza a scadere eccessivamente nel volgare e nel banale.
Lo consiglio? No. Potreste trovare di meglio senza troppi problemi. Se proprio non avete nulla di meglio da vedere, guardatelo. Dovrebbe farvi ridere almeno un po’.
Voto: 6

The Royal Tenenbaums è una commedia diretta da Wes Anderson, del 2001. Ci viene raccontata la storia della famiglia Tenenbaum: marito e moglie si separano dopo dieci anni e tre bambini. I tre bambini dimostrano di essere tutti dei piccoli geni. Il primogenito, Chas (Ben Stiller) è un mago della finanza. La secondogenita (figlia adottata), Margot (Gwyneth Paltrow), è una scrittrice di successo. Il terzogenito, Richie (Luke Wilson), è un campione di tennis. Crescendo, però, tutti e tre i figli si sono persi per strada. Chas, dopo la morte della moglie, è ansioso e iperprotettivo nei confronti dei due figli, Margot non riesce più a scrivere ed è incastrata in un matrimonio frustrante mentre Richie, dopo essersi ritirato, si è imbarcato su una nave. Ed è proprio in questo momento che Royal (Gene Hackman), il padre, rientra in scena. L’uomo, ormai sull’orlo della bancarotta, viene a sapere che la moglie (Anjelica Huston) sta per risposarsi con il suo contabile. L’uomo, si fingerà malato di tumore e cercherà di evitare che i due si sposino. Nel frattempo, il rapporto coi figli riprenderà tra mille difficoltà e, anche grazie al suo aiuto, alcuni problemi verranno risolti. Quando, però, verrà scoperto che Royal non era malato di cancro, tutto quanto di buono verrà rovinato. Nel frattempo, Richie cerca di suicidarsi, dopo aver scoperto tutte le storie avute da Margot (di cui è innamorato). Una volta uscito dall’ospedale, però, la sorellastra rivelerà di ricambiare i suoi sentimenti. Royal, capendo di aver sbagliato ad agire come ha fatto, concederà il divorzio alla moglie e salverà la vita dei figli di Chas da una macchina che stava per investirli.
Il regista è lo stesso di Moonrise Kingdom e si nota. Sia l’utilizzo dei flashback, sia le inquadrature e l’impostazione del film ne fanno un predecessore (riuscito benissimo). Questa è una commedia ben riuscita: non fa ridere, ma fa sorridere. Inoltre, ci sono momenti di malinconia che rendono il film quasi agrodolce. L’utilizzo delle canzoni, tra l’altro, è perfetto. Una colonna sonora quanto mai azzeccata. L’idea di dividere il film in “atti”, con la possibilità di leggere ciò che succede sulle pagine di un libro, è una chicca non da poco.
Consigliato? Assolutamente sì. Se aveste amato Moonrise Kingdom, questo sarebbe indubbiamente un must watch. E, poi, Gwyneth in sto film è tantissima roba.
Voto: 8,5

Per concludere, invece, un altro film di un regista italiano: This Must Be The Place di Paolo Sorrentino. Il film è, fondamentalmente, diviso in due parti: la prima parte ci mostra come una ex rock star, ormai in declino, continui la sua vita in maniera sempre uguale e noiosa. Per lui, le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate al suo ritiro. Le uniche persone con cui riesce a rapportarsi serenamente sono la moglie e una ragazza (Mary) che, oltre ad essere una sua grande fan, è anche una sua grandissima amica. A strapparlo dalla noia e dalla vita consuetudinaria che lo stava soffocando, è il funerale del padre. Il padre, un ebreo deportato ad Auschwitz, con cui non aveva rapporti da quando aveva iniziato la sua carriera nel mondo della musica. Il cugino darà a Cheyenne (Sean Penn, il protagonista) i vecchi diari del padre e gli chiederà di trovare il nazista che aveva umiliato il defunto. Cheyenne, quindi, inizia un viaggio che lo poterà attraverso l’America, alla ricerca di questo nazista.
Il film, alla fine, non è altro che la metafora della maturazione del protagonista. Il viaggio, oltre che essere compiuto fisicamente, è anche compiuto spiritualmente. E sarà proprio durante questo viaggio che Cheyenne riuscirà ad affrontare i fantasmi del proprio passato (e del passato di suo padre). Durante il viaggio incontrerà molte persone e, nel bene o nel male, questi incontri cambieranno non solo la sua vita, ma anche quella degli altri. Una nota di merito a Sorrentino che è riuscito a rendere un film del genere molto introspettivo attraverso la lettura dei diari del padre. Da notare anche come, durante il film, si farà ricorso all’anafora “Prima dell’inferno” e che solo nel finale l’anafora cambierà diventando “Durante l’inferno”.
L’unica cosa che potrebbe far storcere il naso è la poca importanza data a quelli che, nella prima parte, erano personaggi fondamentali. Nonostante questo, rimane un capolavoro che chiunque dovrebbe vedere.
Consigliato? Assolutamente sì. Un altro capolavoro di Sorrentino che ha preso meno premi di quanto meritasse.
Voto: 8.75

Questo è quanto.

Cya.

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Nota Politica

E, nonostante avessi detto che di politica per un po’ non ne avrei parlato, rieccomi qui. Gli ultimi avvenimenti mi “costringono” ad occuparmi di quanto succede nel Bel Paese dopo le elezioni di febbraio.

Perché, nonostante non ci sia stato un vincitore, nonostante le scene da psicodramma a cui abbiamo assistito durante le elezioni del Presidente della Repubblica, un governo ce l’abbiamo. Il Governo Letta non è altro che la naturale continuazione del governo Monti. La strana maggioranza, infatti, si è ritrovata sotto un unico vessillo per traghettare il paese fuori dalla crisi. Dopo alcuni giorni passati in monastero (da cui però, purtroppo, poi sono usciti) i membri del governo si sono messi subito al lavoro per affrontare alcuni degli argomenti che al momento sembrano ricoprire un ruolo centrale: l’Imu. Imu che, stando al PdL, avrebbe dovuto essere ridata ai cittadini che l’avevano pagata. L’ovvia impossibilità di farlo, però, non li ha fermati. Per questo motivo, nonostante i Comuni abbiano più bisogno che mai dell’entrate derivanti dall’imposta sugli immobili, sono riusciti a far congelare il pagamento dell’imposta sulla prima casa. Oltre a questo, il Governo, sta cercando il modo di evitare l’aumento di un punto dell’IVA (dal 21% al 22%). Il problema, però, resta sempre quello della copertura. È molto probabile che si assisterà ad altri tagli oppure verranno introdotte nuove tasse per finanziare la copertura. Di tagli alle spese della politica, di riforma elettorale e di riforma costituzionale non si sente più parlare da parecchio tempo. Tutti i buoni propositi mostrati in campagna elettorale sono completamente svaniti, nonostante almeno la riforma elettorale credo sia fortemente necessaria.  L’impegno governativo è, per il momento, concentrato sul mondo del lavoro. Hanno dato vita ad una serie di meeting a livello europeo ed internazionale sul mondo del lavoro e i giovani. A tutto questo parlare, però, non sono seguiti i fatti. La situazione è in continua evoluzione e quindi non ci resta che stare a vedere. Per onore della cronaca va anche detto che grazie al lavoro del governo Monti, l’Italia non è più sotto osservazione dato che il rapporto Deficit/PIL è calato sotto il 3%.

Nel frattempo il PD, dopo l’exploit alle amministrative, ha già mosso i primi passi verso il congresso che si terrà ad ottobre. Questo congresso potrebbe segnare la svolta tanto attesa dagli elettori del Partito Democratico, nato male e cresciuto anche peggio (guardando i risultati a livello nazionale). Per il momento, l’unico candidato ufficiale è Pippo Civati. Ex consigliere di Regione Lombardia e nuovo parlamentare, Civati rappresenta una delle tante facce nuove arrivate in Parlamento. Tempo addietro diceva che nel PD c’era il terrore di utilizzare la parola “Sinistra” e che l’utilizzo e i valori legati a quella parola andassero riscoperti. Altro probabile contendente è Matteo Renzi. Il Sindaco di Firenze, uscito sconfitto dalle primarie del 2012, si è detto pronto ad assumersi la responsabilità di guidare il partito, ricoprendo la carica di segretario. Ha anche esplicitato che lui non crede che la carica di sindaco sia incompatibile con la segreteria del partito. Le strade di Civati e Renzi, tornano ad incrociarsi: i due, infatti, hanno dato vita al movimento dei rottamatori prima di prendere strade diverse. Terzo probabile candidato è Guglielmo Epifani. L’attuale segretario ad interim, infatti, sembra esser riuscito a ricompattare le fila del partito e a condurlo di nuovo in acque tranquille. Probabilmente sarebbe un outsider, ma non mi sento di escludere che alla fine il suo nome compaia davvero. Personalmente, sosterrò la candidatura di Pippo Civati, avendo avuto la fortuna di incontrarlo e parlarci più volte. Nel PD che vorrei, Civati sarebbe Segretario e Renzi candidato Presidente del Consiglio.

Il PdL, invece, è scosso dalla condanna a sette anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici di Silvio Berlusconi, in seguito alla sentenza del processo Ruby. Nonostante questo, gli uomini di governo del partito, continuano ad assicurare che non c’è nulla da temere sulla tenuta del governo. E, questa volta, c’è da credergli. Il PdL, infatti, sta facendo la parte del leone in questo momento avendo ottenuto, almeno in parte, quanto previsto da loro in materia fiscale (leggasi sopra). Inoltre, andare alle elezioni non potendo contare sulla presenza di Berlusconi potrebbe essere un rischio per l’intero partito che, da quando il fondatore era sparito, aveva mostrato segni di sofferenza. D’altro canto, proprio la minaccia di elezioni potrebbe spingere il PD (non pronto alle elezioni) a decidere di cercar di correre in aiuto del Cavaliere. Tra l’altro, come i più attenti osservatori avranno notato, Berlusconi si divide tra uomo di “lotta”, con toni da campagna elettorale, e uomo di “governo” assicurando la stabilità dell’esecutivo targato Letta. Importante sottolineare anche come il centro-destra nelle recenti amministrative sia stato annichilito ovunque dal centro-sinistra.

E, in ultimo, mi soffermo brevemente su M5S. La mia antipatia nei confronti del Movimento è ormai cosa nota e risaputa e quanto avvenuto da quando si è formato il nuovo Parlamento non ha fatto altro che confermare le mie perplessità e i miei dubbi. Dopo le altisonanti dichiarazioni di Grillo in campagna elettorale, infatti, ci troviamo a parlare del Movimento non per quanto fatto in Aula, ma per quanto lo sta travolgendo fuori. Il caso diaria e il caso Gambaro, infatti, sono i segni di una lotta intestina che vede i fedelissimi scontrarsi con quelli che potremmo definire “eretici” o “rivoluzionari”. Una situazione già non facile è stata ulteriormente complicata dal fallimento del Movimento alle amministrative (un solo capoluogo vinto). Grillo pare aver perso la presa sul Movimento o su una parte di esso e, per quanto queste tensioni per il momento siano culminate solo con alcuni abbandoni, è indubbio che ci saranno strascichi che si trascineranno a lungo. Se la situazione dovesse peggiorare ulteriormente (e la cosa non mi sembra così improbabile) potremmo assistere a quanto accaduto al PD durante l’elezione del Presidente della Repubblica. Ammesso e non concesso che qualche parlamentare riesca ad evitare l’espulsione. Non si può fare a meno, però, di chiedersi se la strategia del “no a tutto e a tutti” abbia portato ai risultati sperati oppure anche in Grillo si stia facendo strada l’idea di aver buttato l’occasione di avere un governo diverso che avrebbe potuto provare sul serio a cambiare le cose.

D’altronde, coi se coi ma non si fa la storia.

Questo è quanto.

Cya

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Di pinguini e dei loro sogni

Premetto che, come ogni volta, non so dove andrò a parare con questo post e bla bla bla bla.

Bene, fate finta che abbia scritto la solita introduzione in cui vi accenno brevemente a cosa scriverò e fingete anche che vi interessi. Poi cliccate sulla “x” in alto a destra e andate a dormire.

Sbrigati anche i convenevoli, non mi resta che dire di cosa non parlerò. Tendenzialmente avrei voluto evitare un altro post da inserire sotto la voce “Diario” o sotto la voce “Varie ed eventuali” e avevo anche pensato ad un modo piuttosto figo per iniziare l’articolo sul serio. Poi, però, ho deciso di lasciar perdere. Ché lasciar perdere è la cosa che mi viene meglio, a voler ben vedere. In qualsiasi campo. In qualsiasi momento. Qualcuno potrebbe anche dire che le cose mi scivolano addosso, masticazzi.

E gnente, sicuramente non parlerò di politica. Come i lettori più accaniti avranno notato, dopo le elezioni di febbraio, l’argomento è andato in calando. D’altro canto, sono passato dal parlare di politica al farla sul campo. E, se volete il consiglio di un pirla, è meglio che non ne facciate, e che non ne parliate. Bene che vi vada, potreste trovarvi ingabolati in mille incontri di cui quelli utili sono due. E tu li hai persi entrambi. Se dovesse andarvi male, invece, sareste del PD. Vi chiedereste perché a livello comunale siate di centro-sinistra, mentre a livello nazionale siete al centro. E prendete schiaffi. Da destra e da sinistra. Perché, in fondo, scriver di politica è come scrivere d’amore: chiunque lo faccia, non l’ha mai vissuta (o una cazzata del genere. Ho provato a cercare la citazione corretta su gugol, ma dopo dieci minuti ho droppato le palle.)

Nonostante sembra che l’estate abbia risvegliato la parte filosofeggiante di molti compagni blogger e, nonostante il fatto che sia da un sacco che non scrivo un post in cui filosofeggio sui mali del mondo (ovvero sul motivo per cui arrivato a ventidue anni, le donnine riesca a vederle solo qui, o qui, o sulla Novedratese, della serie fatti du domande e datti du risposte, figlio mio) non ho nemmeno intenzione di perdermi in riflessioni, costrutti mentali o fare viaggi che non porteranno assolutamente a nulla, se non riuscire a mantenere il ritmo di un articolo a settimana e farmi perdere tempo. Ma, anche facendo così, direi che non c’è male. Che poi, a voler ben vedere, non ho nemmeno intenzione di soffermarmi sul fatto che stia scrivendo un post a settimana da ormai venti mesi e che gli argomenti di cui trattare potrei pure averli finiti, dato che ho una vita abbastanza monotona e piatta.

E, a proposito di vita monotona e piatta, vi prometto che non vi parlerò nemmeno dei miei stupendi amichetti o della folle idea di fare un Meet Coso che, forse ci sarò o forse no. Perché, vedete, con l’estate, le mie capacità di socializzazione si azzerano quasi quanto la mia voglia di vivere. Ché poi, credo sia anche una questione di tempismo: io mi faccio vivo una volta ogni quanto mi ricordo e gli altri sembrano sempre aver di meglio da fare. Oppure studiano. Oppure lavorano. Oppure non hanno la rete. E, in fondo, non è nemmanco colpa loro. D’altro canto, sono fermamente convinto che portare avanti più amicizie in contemporanea sia una cosa quasi impossibile sul lungo periodo, per i motivi che ho brevemente elencato sopra. Aggiungendoci il fatto che dopo un po’, mi rompo i coglioni di cercar la gente, direi che non è nulla di sorprendente. Solo la Secsdonna sfugge a questa logica. Ma a lei rompo il cazzo in tre stagioni e mezza su quattro, quindi è perdonata a prescindere.

Non vi parlerò nemmeno dei tanti, troppi progetti morti sul nascere o lasciati lì, nel dimenticatoio, in attesa di essere colto da illuminazione. Che poi, se avessi dovuto averla davvero, probabilmente mi sarebbe già venuta. E quindi non mi resta che trascinarmi stancamente tra idee poco originali che non so nemmeno come applicare. E, certo, il caldo non è di aiuto. Ma è una flebile scusante, dato che anche quando pioveva e le temperature erano sotto la media, non combinavo un cazzo uguale. A voler ben vedere, in effetti, non è nemmeno un problema di idee in sé… È più l’applicazioni delle stesse. È più il fatto che anziché scrivere, mi piacerebbe leggere. E forse è anche il fatto che sia leggermente culopeso a zavorrarmi. Le vacanze di quest’estate potrebbero anche darmi una mano ad iniziare la scrittura, ma dubito avrebbero un seguito. Poi mi metterei a ricontrollare, scuoterei la testa pensando “che cosa cazzo ho appena letto” e cestinerei tutto. Per l’ennesima volta. Senza contare che ho pure messo da parte il progetto del fumetto, per mancanza di ispirazione.

Non mi dilungherò nemmeno nello spiegare perché avrò delle sessioni di esami infernali, mentre molti studenti universitari si stanno occupando delle ultime formalità per laurearsi. Il fatto che in tre anni abbia fatto relativamente un cazzo, infatti, implica che debba correre ai ripari e recuperare quanto lasciato indietro. Per questo motivo sto pianificando di stravolgere i miei ritmi per poter studiare evitando il caldo. L’ultima idea è quella di studiare fino all’ora di pranzo, interrompermi nel pomeriggio e poi andare avanti finché riesco in nottata. Il fatto di dover lavorare di certo non aiuta molto, ma i soldi fanno comodo e, tra le altre cose, non durerà ancora molto. Per fortuna o purtroppo. Ancora non lo so.

E sì, forse potrei dirvi, invece di come mi sia reso conto di essere circondato. Circondato dalla gente. E, come ben saprete, io non ho un’alta opinione della gente. Vogliate per un non ben motivato e motivabile complesso di superiorità, vogliate perché tendenzialmente mi sta sul cazzo l’umanità, il fatto di essere circondato mi ha inquietato. Me ne sono reso conto sia a Milano, mentre cercavo V. (e devo aver dato voce al fatto che fossimo circondati, io e la Fatina) sia in Sempione, dove ovunque mi girassi c’era qualcuno: rossi, bianchi, neri, gialli e verdi… Sono come insetti brulicanti e infestanti, nessuno è al sicuro. Potrebbero essere anche intorno a voi, in questo momento.

Forse è per questo che vorrei essere un pinguino. Vivrei al freddo, non mi preoccuperei di essere circondato dai miei simili. E sognerei sogni di pinguino.

Perché i pinguini sognano, no?

Questo è quanto.

Cya.

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Di tutto, un po’

Devo essere estremamente sincero: non è che abbia molto da dire. Il primo caldo e lo studio mi tolgono la voglia di fare quasi tutto. Se ci si aggiungono i vari impegni, si spiega perché stia scrivendo un post alle 12.20 di mattina (al posto di studiare). Comunque sia, ormai ho iniziato e quindi arriverò alla fine del post. O morirò nel tentativo di farlo. Ci tengo anche a dire che non so esattamente di cosa parlerà questo post (ho due argomenti sicuri e poi il vuoto), quindi fate un respiro profondo e preparatevi a sprecare tempo prezioso della vostra vita.

E in principio furono le Amministrative. Amministrative che per il sottoscritto e il suo gruppo, sono iniziate con le primarie per designare il candidato sindaco del centro-sinistra. Nel post di settimana scorsa accennavo al ballottaggio e al fatto che, comunque fosse andata, ne sarebbe valsa la pena. Beh, mentivo. Sia chiaro, l’esperienza è stata bellissima e se mi dicessero di rifarla non ci ripenserei due volte (giusto quelle quattro o cinque). Comunque, dicevo, che mentivo. Mentivo perché se avessimo perso avrei (o per meglio dire, avremmo) avuto la conferma che per quanto ci si impegni sul territorio e per quanto si lavori bene, le vecchie logiche sono sempre quelle predominanti. Eppure, i cittadini di Seveso, hanno deciso di voltare pagina ed eleggere un candidato sindaco “rosso”, dopo quindici anni di mal governo del centro-destra. Fortunatamente è andata così e ora ci sarà tantissimo da lavorare anche per quelli che non fanno parte del consiglio (come il sottoscritto). C’è talmente tanto da lavorare che sia sabato mattina, sia mercoledì mattina dovremo essere al mercato per dimostrare che dopo la vittoria non siamo spariti. E dato che gli Dèi sono dei sozzi bastardi, mi toccherà svegliarmi presto.

Sabato ho incontrato V. e il suo moroso. Con me c’era la Fatina. Devo dire che è stata una giornata piacevole che sicuramente avrà un bis (in quel di Milano, dato che a Parma la gestione ci lascia assai perplessi). Quando V. dice che ho una parolina buona per tutti, sta dicendo la verità. E, quel giorno, ero anche di buon umore. Vi lascio immaginare quanto possa essere delicato e fine quando ho lo scazzo atomico. Comunque sia, ci tengo a dire che non ho fatto complimenti solo alle tettone, ma anche a fanciulle molto belline che sono sbucate dal nulla e che poi abbiamo perso di vista. Tra l’altro, tornando in Sempione, io e la Fatina abbiamo incrociato una gingerina stupenda. Una giornata perfetta per iniziare una tre giorni altrettanto perfetta. Mi è stato chiesto come sia V. dal vivo. La prima risposta che m’è venuta da dare è diversa. Diversa in meglio, ovviamente. L’incontro è andato più o meno come auspicabile, se escludiamo una colazione fatta di corsa.

A proposito di incontri, dopo il fallimento dei precedenti tentativi vogliate per il tempo, vogliate perché non frega un cazzo a nessuno, ho intenzione di riproporre il Meet Coso. Cos’è il Meet Coso? Semplicissimo: è l’opportunità di incontrare il sottoscritto (ed eventualmente la Fatina e il Cacciatore) per conoscerci personalmente. Le modalità penso non cambieranno: giornata a Milano da trascorrere tra la Feltrinelli e Parco Sempione. Pranzo possibilmente al sacco e tanto tanto divertimento (non assicurato). Per le date ci si metterà d’accordo più avanti. Perché dovreste venire, se abitate dall’altra parte del mondo? Semplice! Avrete l’occasione di conoscere me ed io, causa culopesismo cavalcante, non mi muoverò da Milano. E, sì, mi rendo conto che questa affermazione non sia molto carina, ma ceste.

Prima o poi inizierò una rubrica sulle mie letture. Ho intenzione di copiare l’idea a V., che so già che mi perdonerà. Forse. Comunque sia, devo solo mettere insieme la voglia di scrivere e scegliere un libro dei tanti che ho letto e sto leggendo (sempre sia lodato il Kindle). Partirò, probabilmente, dalla lista che troverete nei “Must Read di Coso” che, tra l’altro, sarà da aggiornare. Sia mai che riuscirete a trovare qualcosa di interessante da leggere. Dato che si parla di libri e che, comunque sia, non ne se ne leggono mai abbastanza, mi affido a voi per consigli su libri che potrebbero piacermi (vi lascio libertà di genere e autore), ma tenete presente che alla fin fine, farò una cernita e chi si è visto si è visto.

Rimanendo in tema artistico, ieri l’altro ho rivisto il Divo. Ed è un filmone, senza ombra di dubbio. Ora, nella lista di film da vedere, ho “La meglio gioventù”. E questo mi riporta alla mente che, in teoria, io, il Cacciatore, la Fatina e la Secsdonna dovremmo riprendere col cineforum. Sono convinto che prima o poi riprenderemo (anche se in realtà, tutto si è bloccato per mia colpa, mia grandissima colpa).

Penso di aver scritto abbastanza, quindi mi fermo qui.

Questo è quanto.

Cya

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Eurovision: Finale

Prima dello Show:

Te l’ho detto cosa devi fare: devi vederlo in streaming e non rompere la minchia

Ci sono queste luci ghei

Ma Avril Lavigne degli sfigati?

Dai, ci sono un sacco di ragazzine carine… A parte l’inglese.

E poi ci sono gli Hipster

No, Marco Mengoni no!

“L’Irlanda, sì…Quelli gay!
Ancora quelli ci sono?”

“Ma che cazzo di vestiti c’ha questa, porca puttana?
Ma soprattutto che cazzo di gambe c’ha?
Fosse figa”

“Mi sentite?

Sì, di merda
Anche dal vivo mi senti di merda
Dal vivo sei una merda”

“L’Ungheria cosa cantava, Coso?
Una canzone di merda”

Francia:

“L’enfer et moi? L’inferno ed io?
Esatto!
Che canzone di merda”

“Scusate ma stava sgracchiando?
Sì”

“Ma guarda come muove le mani…
Secsità nascoste
Ma ha le braccia pelose!”

Sì, ma sto cantato gridato ha rotto il cazzo

Lituania:

Questa è Milano, cazzo! È Milano!

Ah, sì, il lituano è quello che prova a gesticolare come un italiano

“Ti sei perso forse la cosa più bella.
Ah, sì, gli effetti speciali
No, la fighetta sincronizzata”

Moldovia:

Ma che cazzo di capelli c’ha?

Sta già iniziando a crescere

Ha detto “Con lorda noi”

“Ma quindi questa fa concorrenza a Draculo della Romania?
Eh, sì
Secondo me si trovano a fare un duetto dopo”

Oddio sta crescendo e i lampi, e il fumo…Oddio è una scorreggia, sta bruciando la scorreggia!

Finlandia:

Che poi ha scelto una gonnellina molto sobria…Rosa fosforescente

“Sì, dai baciatevi e non rompeteci i coglioni
Sì, non ce ne frega un cazzo, limonatevi e basta.”

Guarda anche loro fanno l’effetto Verme

“Per me si bacia un uomo
Ma non ci sono uomini
Ma c’erano
Sono diventate donne”

Spagna:

Sono degli sfigati, fa la foto al prato
Voglio far le foto ad ogni filo d’erba

Dai, fai un primo piano alle poppe

“Ma è stonata
No, sta cercando di imitare… *silenzio”

“Va che è tappa!
Beh, ma donna nana, tutta tana
Eh, in effetti.”

“Ma questa cosa spagnola e irlandese e anche scozzese e un po’ pop rock?
Beh, è un po’ tutto.”

L’unica donna a piedi nudi che mi sarei fatto è quella che camminava per strada durante il primo anno di amministrazione Pisapia

Ma la sta stuprando quella chitarra

Belgio:

Ma è la Romania? No, è il Belgio

Ma è quell’italiano sfigato

Adesso sono troppo triste e canto “Love Kills” (L’amore uccide)

Ma chi è questo? Il cugino sfigato di qualcuno? No, ma questo è un muppets… Ma figa, questo è Elmo dei Muppets

“Ma come cazzo ballano le tizie? Perché si mettono una mano sulla figa?
Perché hanno un fastidioso prurito intimo!”

Si sono accoltellate, penso.

“Sì, un po’ di Dubstep
Sì, Skrillex FTW
In metà delle canzoni c’è il Dubstep”

“Che sguardo inquietante
Sì, infatti, che sguardo da psico… Psicoqualcosa
Sguardo da psicoElmo”

Poi ti vuole anche strozzare, capito.

Lettonia:

Sì, Kula è Lettonia! Lettonia!

Oh, che belle calze

che bella figa (in coro la Fatina e il Cacciatore)

A me sembra la cantante degli evanescence

No, non sudare… Perché ha detto “Suda me”

“Ah sì, era l’incinta questa…
No!
Sì, c’ha il vestito da incinta, da premaman”
“Pagar i tas”

Ma quindi nella finale, deve aprire le acque?

“Becca un milanese e ci parla tranquillamente
We, testina”

Conclude la canzone dicendo “E al puzza, sta storia”

Bielorussia:

“Dà da mangiare i piccioni! C’ha in mano un piccione che le beccava
Ecco chi li fa riprodurre: è tutto un complotto della Bielorussia”

E poi grida “So mejo! So Mejo” e grida “Te meno, te meno”

“Ma non si può ascoltare in muto, sta canzone?
Sì, sì, è quello che sto facendo
Io lo faccio tutti i giorni, e non se n’è mai accorto nessuno”

Ancora il verme e poi le svastiche

“Come si chiama quella canzone russa?
Quella delle vecchiette bastarde?”

Malta:

“Ma un’onda non poteva portarsela via?
Eh, c’ha provato…”

“Secondo me, il tizio di cui sta cantando è gay
Beh, è ovvio”

Minchia, oh, ma copritegli la faccia

Dopo un lungo silenzio: sta canzone fa talmente cagare che ci ha lasciato senza parola

Ah, ma è la canzone dello stalker!

No, io non parlo del basso… Io parlo del tizio che si è fatto crescere i baffi col punto del Conad

Fatina & Cacciatore: e minchia, sparategli

Russia:

Spetta, vado a prendere del cioccolato… Mi sto deprimendo.

“Ma che faccia c’ha? È enorme, cazzo
Questa rischia di vincere
Ma fa cagare questa canzone
Appunto
…Legit”

“M’ha già rotto i coglioni, sai?
E pallosa abbestia
Non si può andare avanti nel tempo?
Sì, avanti veloce!”

“Ma perché hanno delle palle luminose?
Perché lanciano palle luminose nel pubblico?
Comunque gli hanno fottuto le palle
Perché, ce le avevano prima?
Sì, in mano”

Germania:

No, no! la Germania no!

“Sai chi è Cascada? Faceva canzoni di merda: eurodance anni 90
Una vera merda
Peggio: da prendere a schiaffi”

“Cos’è sta merda?
Eh, è la Germania”

“La mia economia andrà in merda, adesso
Beh, andrà in merda ma è sempre meglio di sta canzone”

“Ma io ho solo messo i codici a barre alle persone, perché anche la libertà politica è calata?
Minchia, nemmeno io.
Mi piace avere le cose sotto controllo, e allora?!”

“Ma non ancora finito?
No, ma sta morendo sul palco.”

“Devono imparare a farle più corte ste canzoni.
Due secondi bastano.
Esatto.”

Minchia, è finito.

Armenia:

“È Metla
Sono i nickleback rumeni
Non sono rumeni, sono scemi. Sono Armeni”

“Ma poi c’ha un sopracciglio fashon sto uomo
Sì, infatti.
Andrà di moda.”

“Ma la sciarpetta?
La sciarpetta è un tocco di classe.
Ma tutti hanno la sciarpetta.
Tocco di classe”

Ma dategli una botta in testa, per piacere.

“Ah, ma è Gesù
Adesso torna tutto!
Dio ha provato a mandare Gesù, ma la gente non ha capito e ha mandato sto idiota.
Dio è un po’ come il PD, insomma.”

E poi lo bruciano.

E provano a dargli fuoco, eh.

“Comunque sta venendo fuori un bel papiro
Ma va a cagare
Ma come va a gare?
Non a te, al cantante che ha detto “Deng iu””

Tizia che parla: “buttatela in mare e tenetele sotto la testa, con cattiveria
Ma quanto cazzo parla, sta beota? E soprattutto perché parla con dei vestiti?”

Olanda:

“Perché sta picchiando un pelato?
Perché non le piacciano i pelati.
Ma, soprattutto, perché è inseguita da un niggah in motorino?
In Olanda succede sempre”

Passano venti secondi: “ma manca molto alla fine? Mi stanno già cadendo i coglioni
Mancano ancora due minuti e mezzo, Coso.
Ma cambia ritmo, vero?
Lo spero…Non penso duri tre minuti così
Dai, adesso, dubstep!”

“Sai come si chiama sta canzone qua?
Sevuoimoriregiovaneascoltami?
No, si chiama “uccelli”. Ci rendiamo conto che sta cantando di uccelli?”

Gesticolando la cantante: un uccello grosso così, non l’ho mai visto. Leggendario. Ero così contenta… E mi imbarazza anche un po’

Romania:

“Se non è Dracula gay non è la Romania.
Se non è Dracula gay questo…”

“Però ha una faccia conosciuta…
È il tuo peggior incubo”

“Se continuasse così, sarebbe irritante e basta
Ti piacerebbe, eh?
Invece poi ci sono gli omini nudi che ballano”

Mi lascia sempre senza parole.

Canta così male che sono caduto.

Canta così male che anche la Dubstep diventa accettabile

“Ma poi quei dildoni rossi che si alzano e abbassano?
Non lo so, saranno assorbenti. Assorbenti e Dracula, si spiega tutto.”

“Che poi non vorrei dire ma essendo Dracula non può avere il crocifisso al collo
Ma lui è figo, e può.”

Inghilterra:

La madre di Rose

“Vorrei vederla senza trucco
Ma senza trucco, cade a pezzi
Sì, infatti, è un’impalcatura di cera”

“Macheccazzo?
Dai non è ancora inizia…Ma che cazzo?”

“Ma mi sa di già sentito
Mannò, dai
Mi sa di canzone brutta degli Aerosmith
Non c’è bisogno di dire brutta
Intendevo particolarmente brutta.”

“Da lontano sembra bellina, la bassista
Sì, ma da lontano
Dai, cazzo”

Svezia:

“Vediamo di fare in fretta
Esatto.”

“Fanno kung fu
Massì, questi sono come gli sfigati che si mettono in Sempione”

“Hanno tirato fuori i microfoni
A meno che non abbiano vestiti fatti come il TARDIS, non posso fare a meno di chiedermi da dove li abbiano tirato fuori.”

“Sai cosa mi ricorda? Evangelion.
Perché devi insultare Evangelion?
I vestiti. Non lo so, è un’impressione.”

“Si stanno suonando il pacco.
Infatti, perché?
Macheccazzo?”

“Anche lui c’ha una bella faccia da schiaffi
Non lo so, a me è venuto un cancro agli occhi.”

“Ma che cazzo vi applaudite?
Eh, ma giocano in casa”

Ungheria:

“NO, i tre hipster
NOOOOO, perché?”

In contemporanea: che sfigato – quanti schiaffi (io e il Cacciatore)

“Cosa fa effettivamente, la cantante?
Fa spavento.
Merda, canta. Ecco cosa fa.”

“Ma mi sa che il tizio si chiama Dani come Dani Filth e infatti, entrambi, non sanno cantare
In effetti, tutto ha senso.”

“Sembra Giovanni Lindo Ferretti.
Non dire cazzate.”

Ma dal naso in sotto, c’ha la faccia da fabio volo.

Danimarca:

“Per me è figa la danese. Bassa come poche, però…
Fra, già detto: donna nana tutta tana
Anche coi tacchi è bassa”

“Ah, è Shakira, è vero.
A me più che Shakira sembra una fusione tra lei ed Hermione.”

“È tappa, ma è tutta tana.
Eh, lo so. È… da giù i pantaloni.
Ma non ce li ha, i pantaloni
Parlava dei suoi, Fra.”

“Ora, non vorrei dire, ma sta canzone mi sa di già sentito.
Sì, beh, che canzone non ti sa di già sentito, Fra?”

“Ma cos’è? Carta igienica?
Sono tampax”

“Andiamo tutti in Danimarca a cercarla?
Gangbang
Esatto.
In Danimarca ce ne sono anche di migliori.”

Islanda:

Con tutta la buona musica che avevate, in Islanda

“Ma non eravate falliti?
No, sono tornati più arrabbiati
Fino alla prossima crisi.”

“Che poi lo sapete che è tornata la Destra? L’hanno votata di nuovo
Come in Italia.
Mannò, la destra ha governato per vent’anni
Come in Italia
E poi è salita la Sinistra e alla prima occasione hanno rivotato la Destra
Come in Italia.”

“Seh, vabbè, poi questo ti mette incinta.
In questo momento, cento donne del pubblico sono rimaste incinte.
Anche quelle del pubblico.
E l’estone sta partorendo.”

Dice “Legali, legali” e poi grida “Figa”, giustamente.

Azerbaijan:

Cade con gli sci: che sfigato!

Che figata cadere dagli sci. È il mio sport preferito dopo cantar canzoni di merda, come vedrete tra poco.

“Ah, sì, quello sadomaso
No, Fra, mi sa che hai sbagliato film
Massì, quello negro con dentro il suo schiavo nel coso di vetro.
No, Fra, mi sa che hai sbagliato film.
Ma poi lo lasciano lì?
Sì, Fra, vive lì.”

“E il tizio nella gabbia, intanto, ha le convulsioni perché vede un pezzo di carne di donna.
Oh, cazzo, fatelo uscire.”

“Posso farvi una confessione? I petali di rosa che stanno sparando, consumano la poca aria che serve al tizio, e lo fa soffocare.
Speriamo
Secondo me entra la tizia e iniziano a scopare.
Quello sarebbe un porno interessante”

Grecia:

Perché li fanno vedere tutti allegri? Sono tristi!

“Ma questi non sono greci, dai…Sono napoletani.
Evvabbè, come i turchi”

“Napoli, napoli, napoli sì!”

“Il vecchietto…
Il vecchietto spacca
Sì, sì
Ogni inquadratura, la sua chitarra è più piccola.”

“Mi spiace, non vincerà la Grecia.
È la migliore canzone che ci sia finora
Sì, sì, dopo la Romania.
Mabbasta con sta Romania”

“Non capisco il balletto…
Perché sono ubriachi e ballano a cazzo”

Il vecchietto che si pulisce i baffi

Ucraina:

“Sì, sì, si vede che è l’Ucraina.
Sono zoccoloni
I palazzi…”

Entra un gigante ciccione: “posso chiedere una cosa?
Cosa?
Perché il gigante si è mangiato la sorella della cantante?”

“Ma come fa a restarle su, il vestito?
Ma non lo so! Probabilmente perché è attillatismo
Ma la domanda è: come fa a levarsi il vestito?
Glielo strappa di dosso il gigante.”

Non sei l’unico che ha pensato al Re Leone

“Ma quelli dietro sono druidi?
No, sono quelli di Anonymous
Oh, ora ha tutto senso: il gigante, più anonymous, più il re leone, più il fumo e le farvalle… Ma cos’è sta roba?”

Italia:

“Mannò, non può essere l’Italia… È il 23.
Lo so che il tempo passa veloce, è già il 23.”

“È orecchiabile come canzone… E non ha Dubstep dentro.
Come no?
Forse.”

“Perché è acconciato da Amy Winehouse?
Ma non c’entra un cazzo, dai!
Lancia anche le stesse occhiate”

*sfottò sulla pronuncia di Mengoni*

Dai, in fondo, se non fosse cantata di merda e di lui, sarebbe anche una bella canzone.

“Ma cosa c’entra la bandiera di Israele? È un complotto sionmassonico per mandare Mangoni all’Eurovision.
Ecco, vogliamo parlare del complotto sionmassonico che va avanti da 50 anni all’Eurovision?”

Norvegia:

“Chi è? Targaryen?
Sì, sì, ora libera i draghi.”

“Poi anche lei c’ha sto vestitino attillato…
L’unico problema è che ha il culone
Ma quello è un punto di forza
Quindi ti piace la Merkel.
La Merkel è un sex symbol.”

“Mh, sculetta
MLMLMLMLMLMLMLM
Poi c’ha anche un po’ di pancetta
Eh, sì.
Colpa del burro che si è mangiata.
Fa le scorte per la carenza invernale, adesso.”

“Potevano gonfiare le poppe.
Poteva prenderle da Israele.
Mannò, aveva una poppa più alta dell’altra, doveva chiederle a quella della Bulgaria.”

Georgia:

Ma questa aveva le tette giganti

“Ma questa qui è brava a scopare.
Magari no.”

Due secondi di canzone: “M’ha già rotto il cazzo.
Dai, più poppe e meno parole.”

“Ti stai perdendo solo Tosca D’Aquino georgiana che spara un acuto
Ma io voglio poterlo sentire, se voglio
Ma non vuoi
Porco dio
Adesso si tengono per mano
Porco dio!”

Problemi tecnici: mica sono come il sito di Grillo, questi qua.

Irlanda:

Ma perché l’Irlanda non manda le fighette, ma solo gli omosessuali?

Ma che cazzo c’entrano i tribali con l’Irlanda?

Oh, ma una fighetta che sia una non l’hanno porta…Ah, eccole!

“Perché dall’esser primo sono diventato l’ultimo?
Perché noi stiam guardando dal sito norvegese
E la Norvegia è efficiente”

E vai di Dubstep!

“Non funziona, deve morire
Intendi l’irlandese?
Sì, ma anche quelli che seguono il sito.”

Varie ed Eventuali, dopo le esibizioni:

Tizio vestito da donna: “ma che cazzo?
Ma che cazzo?”

“Sono finiti!
Srsly?
Minchia che tortura!”

“Ci sarà sicuramente Loreen che canta…
Chi?
Quella che ha vinto l’anno scorso.”

“Lo darei alla Finalndia, no sto scherzando. Deve bruciare all’inferno
Stupida…
Puttana
Peccatrice.”

La Germania me lo può suc…No, neanche

“Gli hipster? Un punto di sutura.
Manco quello
Tanti punti di sutura”

“Alla Norvegia le darei due taglie in più
Alla Norvegia le darei una ripassata”

In attesa del vincitore:

In un festival della canzone, non devi guardare come cantano.

“Ma è quella dell’anno scorso?
Sì, ma come cazzo è vestita?”

Bruciatela!

“È vestita da angelo.
Ma va, è vestita da piccione.
Ma perché la bandiera bianca?
Perché si arrende.
Non è mica la Francia
Perché si arrende la musica”

“Ma sono comunisti
Siamo laggente il potere ci temono”

“Ma sono tutte donne?
Sono donne brutte
Quindi sono uomini?
Sì.”

“Gli zombie? Cosa c’entrano gli zombie?
Loro sono 100% gente
Ah, mi sembra giusto
Io vedo dei cubi che si muovono…Mi si è sputtanata la grafica, sembra tipo minecraft”

“Ma vola!
Sì, portatela via!
Ma vola! Il piccione vola!”

“Oh, si è tolta il vestito!
Poppe?
No, non ce le ha. Oh, si poppe.
Ma ce le ha piccole
Lossò
E le copre coi capelli.”

“Il Belgio non se lo incula nessuno.
Gli struzzi che si…No, scusa, i truzzi che truzzano in giro.”

“Tu vuoi votare Marco
Ma io sono patriota… ITALIANI!
Vincere e vinceremo!”

“Romania, ti darei tanti di quei punti di sutura…
No, è lui che li dà a te con un morso”

Sei crudele con l’Islanda…Solo perché apre le acque e mette incinte con lo sguardo.

“Io do un punto all’Azerbaijan
Ma perché? Per la coreografia.
Perché lo fanno strano”

“La norvegese mi fa sesso.
A proposito di persone che mi fanno sesso…
L’Irlanda
No, non c’entra un cazzo.”

“Devono trovare persone con cinquanta dita per contare i voti.
Basta cercarli a Chernobyl”

Tizio parla al microfono: ma perché ha in mano un topo?

Momento OT: “vabbè, vi dicevo: oggi ero a fare campagna elettorale e ho beccato la sorella gemella di una mia compagna di classe […]”
“Sorelle porche?”
“Porca troia!”

“Ma cazzo, balla?
Macheccazzo? Mandatela via!
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH! Gli alci!
Ma non ce li avete i fiordi, andatevene a fanculo!
Mh, mlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlml le alci.”

“Oh, culi.
Culi nel senso di froci?
No, culi nel senso di tipe. Il giallo sforma, però.
Un po’.”

Tappatele la bocca, per favore.

“Oh, ciao.
Oh…
OUCH
TRAPPOLONI”

“Tra l’altro, se dovesse vincere l’Italia…Chi cazzo lo presenta, dato che nessuno lo sa, l’inglese, in Italia?
Eh, bella domanda.
Quello che stava con la Litizzetto.
Fazio?
No, intendo sessualmente. Tizio…come si chiama, cazzo?
Mike Bongiorno?
Esatto!
Lo resuscitano per quello!”

Bicchiere pieno di liquido bianco in cui balla una ragazza: “chissà se è davvero latte?
Eh…”

Premio Speciale:

“Il Cremlino D’Oro va a: La Romania
Tutti d’accordo? Io sono d’accordo
Almeno quello lo merita.
Infatti, sono d’accordo.”

Salto nel passato:

“Aspetta, ho un dubbio: l’ebreo dov’è?
L’ebreo?
Eh, sì, il complotto sionmassonico…
Ma sono dietro…
Dietro alle quinte?
Esatto.”

“Ma cosa cazzo sto guardando?
È una puntata del dottore, in realtà.”

Ma sono gli Abba… Ecco a cosa dobbiamo dar fuoco per gli Abba.

“Jhonny Logan? Ma chi cazzo è?
Ma è Rick Astley, in realtà.”

“Ma perché l’Irlanda manda sempre gruppi gay?
Non lo so, ma sono quelli che hanno vinto di più…Forse.”

Prima della Premiazione:

Coso torna dal bagno: “ma chi è sto frocio?
Uno che ha partecipato.”

“Se vince l’Italia, andiamo a vederlo?
Ma vaffanculo.
Cazzo vuoi? Tu sei in Norvegia.
Ma prima deve vincere un Italiano.
C’è quello di Malta…
Ma dove cazzo li metti, su Malta? Non ci stanno.”

Ma ancora che cantano?

Vibrazione: “Ma cos’è sto rumore?
Non lo so…È Fra!
Fra ti sta vibrando il cazzo di cellulare!
Telefono!
Fra, Rispondi!
Mandagli un messaggio.
Certo.
Cheppalle.”

La premiazione:

Malta 10 punti?

“12 punti alla Grecia: GRECIA!
Seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh!”

“Chi è sta figa?
Ma è un uomo
*risate di Coso mentre Craneloi si dispera*”

“L’Albania, se non ci vota, la bombardiamo
Grande Albania, niente bombe.”

“Ungheria, chi cazzo aveva?
Gli Hipster
Ommerda”

Pausa spuntino: *crunch crunch crunch*

“Ucraina…Questo è un uomo, no? Sì
Questa è una donna”

“L’azerbaijan vince ancora?
No.
Ma non è nemmeno in Europa
Se per questo anche Israele non c’è.”

“12 punti all’Azerbaijan: Ma come è possibile?
Ma perché?
Mannò, che cazzo ha fatto?”

“L’azerbaijan si è autovotato dandosi dodici?
Non può…
Si è dato ventidue, infatti.”

Malta? Ma non ci stanno su Malta.

“Ma votano a caso i norvegesi.
Più o meno, sì.”

Italia: “Dodici punti alla Danimarca: Sì, cazzo.
Ma siamo solo a metà, mi sa che fa come il PD”

L’Olanda come ha fatto a prendere così tanti voti con una canzone così di merda?

Sulla Norvegia:
quanto è topa, però, lei.

“Ma che vestito c’ha la Spagna?
Non lo so, ma poppe.”

“Oh hi, Biellorussia.
Oh, ciao.
Apperò.
È una donna, tra l’altro.”

Poppe che rimbalzano.

Lituania vota Russia: Imprevedibile

Sì, mi sa che c’hai ragione: la Danimarca fa come il PD, e io te lo dico perché sono un esperto.

“Ecco chi mi ricorda: il tizio della stagione di Scrubs che non c’è mai stata.
*Silenzio*… Non l’ho mai vista”

Ho sentito solo Milf. Sono tornato sull’audio che diceva Milf.

“Te l’avevo detto che i dodici punti andavano all’Azerbaijan
Mai sta zitto che porti sfiga
Macheccazzovuoi?”

“Strano che l’abbia dato all’Olanda
Ma è una vecchia orrida e cicciona
Ma è vecchia, porta rispetto.
Quindi devo rispettare anche Rosy Bindi?
Sì.”

“È carina quella di Malta
E i dodici punti vanno all’Azerbaijan
Ma vaffanculo, va!”

Amazing Ukraine? Ma sono truccati sti voti.

“Che tette!
Ma io sono ancora col tipo…Che tette, ciao!”

“I nostri 8 punti vanno all’Islanda? Macheccazzo?
Risate”

Ma vieni qui, che ti consolo io.

Noi stiamo fallendo, quindi dovete dare a noi i punti.

Irlanda: I nostri dodici punti vanno alla Danimarca. Avrebbe potuto essere la Grecia, entrambi stanno fallendo.

“Ma quanto è brutta, sta francese?
Te l’ho detto.”

8 punti all’azerbaijan: si vede che non capite, un cazzo.

12 punti all’azerbaijan: tanto non ce la fanno…No, cazzo, mancano 10 nazioni.

“Ma è un prete?
Ma è un prete!”

Oh, ciao Danimarca.
Eh…
Oh, ciao, bella danese.

Sì, balla e saltella (in riferimento alla Norvegia)

Montenegro: ma non ha le tette, è un uomo.

La matematica non li condanna ancora?
No.

“Slovenia: questo è frocio.
Risatina
No!”

AHCHEFFIGA – AHCHETETTECHECHA – Grazie mondo!

“Ma perché l’Italia ha due voti dalla Georgia?
Ma non si sa.2

“Mancano sessanta punti, facendone quaranta…
Possono ancora perdere, fidati.
Possono ancora perdere.
Possono fare come il PD.”

Dieci punti all’Italia? In che mondo la Macedonia da dieci punti all’Italia?

“Ma perché dicono il vincitore senza farci vedere i voti? Ossì, che figa
Dai, levate dal cazzo quel frocione, voglio vedere la Rossa”

“Dai, ci è andata bene, non ha vinto la più brava, ma almeno la più bella.
Chi era più bravo, scusa?
La Grecia.
La Grecia.”

Apperò la svizzerotta…Però ha la faccia brutta!

Consegna del Premio:

“Ma le hanno dato il Dildone anche a lei.
Cosa? Un Dildone?
Stanotte si diverte con sto dildone di vetro…”

“Ma deve anche cantare?
Sì.
Minchia…
Con in mano il dildone, i fiori e il microfono.”

Però non è male come canzone…Cheffica.

Si ringraziano per la partecipazione il Cacciatore e la Fatina.

Bonus (la canzone vincitrice):

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Di tutto, niente

E poi ti rendi conto che se non sfruttassi il martedì sera (o quel che ne resta) per scrivere qui sopra, non ne avresti il tempo. E quindi eccomi qui. Il titolo mi sembra emblematico: parlerò di cose assolutamente slegate tra loro e in ordine completamente casuale. Sì, mi rendo conto che sia il terzo (o quarto) post di fila in cui non parlo di politica un po’ perché ho perso di vista il livello nazionale, un po’ perché ho una serie di validi motivi che non starò qui ad elencare.

Ne resterà soltanto uno…E non è lui. Anche volendo, non si potrebbe non iniziare parlando della morte di Giulio Andreotti. Si è spento ieri all’età di novantaquattro anni. Cresciuto politicamente sotto l’ala di Alcide De Gasperi, si è dimostrato uno dei più grandi statisti italiani (e chi dice il contrario,  non è obiettivo), con la sua presenza ha caratterizzato gran parte della vita della Prima Repubblica. Accanto all’abilità da statista, però, ci sono le molte ombre: dall’assoluzione per prescrizione dall’accusa di associazione a delinquere, ai rapporti coi Servizi Segreti e la gestione degli Anni di Piombo e del caso Moro. La sua figura è paragonabile a quella della Thatcher in Inghilterra, per la controversa reputazione di cui gode. Con la sua morte, comunque, si assiste alla fine vera e propria di una stagione politica e svanisce anche l’unica possibilità di saperne di più sui tanti misteri italiani ancora insoluti, attraverso la narrazione diretta di uno dei protagonisti. Alla fine, di padre della Costituzione, n’è rimasto solo uno e non si tratta di lui.

Incapacità Congenita. Ché poi, io, con le donne non ci so fare. E non è nemmeno questione di non applicarsi o di non provarci. È proprio incapacità congenita. Giustamente, voi non capite di cosa sto parlando, perciò credo sia meglio cercare di rendervi un po’ più partecipi: Ieri stavo parlando di rapporti di coppia. Con chi? Eh, è un segreto (forse di Pulcinella, ma pur sempre un segreto). Perché? Eh, questa è una bella domanda. Diciamo che in questo discorso mi ci sia infilato da solo, con un’affermazione infelice. Ché poi, a voler esser pignoli, io delle dinamiche dei rapporti di coppia non è che ci abbia mai capito un cazzo. O meglio, quando si tratta di quelli degli altri, mi sembra tutto estremamente facile, quando si tratta di me… Beh, il problema non si pone… Ma sto digredendo. Dicevo che mi ci sono infilato da solo, facendo un’affermazione a metà strada tra il serio e il faceto. Resta il fatto che una cosa ha tirato l’altra, si è giunti alla fatidica conclusione: “Non vedo perché dovrei accontentarmi, quando si tratta di scegliere una persona con cui passare una parte della mia vita”. Col “si è giunti” intendo che l’affermazione in realtà è mia. Comunque, non so se sia stata questa la frase colpevole a qualcosa a cui ho dato meno peso, comunque la persona con cui parlavo (una donna, sì) s’è sentita urtata. Ora, il problema non è tanto farsi perdonare (che già, comunque, potrebbe esser difficile), quanto il fatto che in una situazione del genere mi ci sia infilato da solo. È un po’ come aver votato PD (e, sì, per la cronaca ho fatto anche questo).

Addio Fb. Ci risiamo. Per l’ennesima volta ho cancellato l’account farlocco da feisbug. La decisione è stata presa non ricordo quando (forse settimana scorsa oppure due settimane fa) senza nessuna ragione apparente. La verità è che a me viene a noia facilmente, quello stupido social network di serie B. Ovviamente la mia decisione non è stata indolore: sono stato pesantemente insultato (nevvero, in fondo non erano così pesanti, gli insulti) perché ho rotto i coglioni con questo “compari e scompari” che ogni tanto faccio. Da questa esperienza, però, ho tratto due conclusioni. La prima è piuttosto semplice: se tutto andrà come ho previsto, entro la fine del mese sarò libero di cancellare pure il profilo “vero” da fb. La seconda, invece, è una certezza che si è cementata ancor di più col passare del tempo: gente, G+ è milioni di volte avanti rispetto a feisbug. E ha il vantaggio che non lo usi praticamente nessuno. Gioia e gaudio per la parte hipster (che disprezzo) in me.

And the winner is… Una cosa che ancora non capisco (No, ovviamente non è “solo una cosa” che non capisco, ma se andassimo a vederle tutte faremmo notte…Del otto aprile duemilasedici), nonostante i quasi quattro anni da blogger pirla qui sopra, sono i premi dati dagli scribacchini ad altri scribacchini. La perplessità, nata circa un anno fa, ancora non si è sopita. Ogni volta che vedo qualcuno linkare/scrivere “Mh, sto pensando di candidarti al premio per il cicisbeo più cicisbeo che esista” una vocina interiore leva la sua voce con un indignato “Perché?“. Qual è l’utilità di tutto ciò? Essere incoronato vincitore di una gara a cui non voglio partecipare? Beh, bello.  Bello soprattutto perché chi mi premia, in fondo, in fondo, potrebbe pensare pure che “50 sfumature di Grigio” sia un bel libro e che Palahniuk sia un bravo autore e non un Fabio Volo che scrive in modo volgare (e se la prima cosa la tengono ben nascosta, la seconda fanno in modo di sbandierarla in ogni modo). E poi, diciamocelo, del fatto che piaccia o meno ai lettori ciò che scriviamo, non ce ne frega un cazzo, in realtà. Non è un’insulsa catena di Sant’Antonio (perché poi, il funzionamento è quello) a farmi pensare d’esser bravo  (anche perché non lo sono). Non lo sono nemmeno le mille mila visite in un mese a farmelo pensare. Potrò dire di essere un bravo blogger solo quando arriverò a scrivere sul Fatto Quotidiano, con Travaglio. Checcazzo. Fortunatamente, però, questi premi sono cose che non mi competono.

Messaggio per te, che ormai sei in fissa sull’About Me. Tu, lettore ignoto che sei in fissa con la scheda About Me, palesati in qualche modo. Sei davvero inquietante. Passi che cerchi le foto dei fighini postati qua da qualche parte per fapparti selvaggiamente, passi anche che tu dia un’occhiata ai Must Read. Va bene anche il fatto che cerchi spunti per i tuoi temi scolastici ma, per favore, davvero…Smettila di stalkerarmi. C’è già la secsdonna che ogni tanto se ne esce con frasi tratte da quella descrizione. Non sono certo di poter sopportare due guardoni. Sono veramente inquietato. E, tra l’altro, spero che non sia tu il visitatore islandese. Che poi mi chiedo come cazzo sia stato possibile che un islandese sia arrivato fino a qui. Vabbè, ceste (cit.)

Il mio peggior nemico. La fine si avvicina sempre di più. Dopo i sogni nefasti, ieri ho avuto un faccia a faccia con un pagliaccio. Ho avuto veramente paura ma l’ho affrontato come un vero uomo… Ovvero, mi sono nascosto dietro al banchetto e ho continuato a bisbigliare ai presenti “Mandatelo via! Ho paura!” oppure “Mi fa impressione, quello stupido clown. Cacciatelo!”. La cosa bella, però, era che io avevo i palloncini. Palloncini che ho rifilato ad un sacco di marmocchi. Ed è stato bello vedere il mio skillare nel corso della fiera: domenica mattina i bambini scappavano via come se avessero visto Pennywise, lunedì sera (in chiusura) tutti venivano lì da me per prendere il palloncino, snobbando gli altri. Il mio nemico mortale non so dove sia finito ma nel dubbio, ora, prima di salire in macchina controllo che non ci sia nessun passeggero indesiderato.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

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