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Intermezzo (tra una cazzata e l’altra)

Il titolo, ovviamente, non è assolutamente indicativo di nulla. In questo post, tra le altre cose, potrete trovare la risposta alle domande che più vi hanno tormentato dal Comunicato numero 79. Come sono andate le vacanze di Coso? Cosa avrà mai fatto? Cosa farà, adesso? Bene, questo e molto altro, lo scoprirete continuando a leggere.

Quest’estate sarà, nel bene e nel male, un’estate diversa. Diversa non tanto perché, rispetto agli anni passati, ci sia voglia di evadere dalle quattro mura domestiche (e il caldo ammorbante) e nemmeno per il fatto che abbia deciso di ritirarmi dove non ci sia nessuno, quanto per come si siano svolte (e si svolgeranno) le mie vacanze.

Stando ad un servizio sentito oggi al TG2, le vacanze stanno diventando sempre di più un fenomeno da social network con foto, stati e quant’altro sulle proprie vacanze. Il sottoscritto, prima di saperlo, aveva fatto di più e meglio: tutti gli articoli di quella settimana, infatti, non sono altro che gli highlights dei momenti più divertenti della vacanza. Probabilmente, in questo articolo, non verrete a saperne molto di più un po’ perché me ne sono dimenticato e, un po’, perché quanto è successo sono squisitamente cazzi nostri. Nostri di chi? Questo, posso dirvelo: con me, in montagna, dal 21 al 27 luglio c’erano la Fatina dei Boschi, il Cacciatore di Tonni e la Secsdonna. Dovessi descrivere in breve la nostra vacanza, lo farei in questo modo: un’esperienza bella, divertente e sicuramente da ripetere in futuro (spero non troppo remoto).
Comunque sia, per rispondere al quesito “cosa ha fatto Coso?” vi dirò che ho cucinato (senza avvelenare nessuno e per ben una settimana), scritto (poco, per la verità), lavato i piatti e le pentole (da bravo uomo di casa), camminato (dannate salite, anche quest’anno vi ho fregato) e giocato alla Play (Sono andato avanti in Kingdom Hearts, anche se nel frattempo sono usciti altri mille mila giochi).
Le menzioni d’onore vanno fatte: ai gavettoni a tradimento, al rischio di annegamento per aver salvato la Fatina dalla stessa sorte e l’aver resistito quasi una giornata intera senza aver parlato né di porni, né di sesso.
I momenti “social” della vacanza sono stati: Le issues di NationStates e la ricerca delle Rosse da parte del sottoscritto.
Lo scherzo più bastardo è stato: quello di farmi sparire la cartella delle rosse (caricata su un HD esterno della fatina). La situazione si è, però, risolta nel migliore dei modi e tutti abbiamo vissuti felici e contenti.
Il momento più triste è stato: quando ho riaccompagnato la secsdonna a prendere il treno in Centrale e l’ho vista salire a bordo, ponendo definitivamente la parola fine alla vacanza.

E, adesso, cosa succederà? Ottima domanda. La prima certezza è che venerdì si riparte. Io e la Fatina ci ritiriamo di nuovo in montagna un po’ per sfuggire all’afa, un po’ per cambiare aria. Il rientro è previsto per lunedì nel dopocena. Il programma è ancora nebuloso e poco chiaro, ma per lo meno la lista della spesa e le idee per la cucina sono già nero su bianco. Sfrutterò questi quattro giorni per scrivere (non dico cosa sto scrivendo, perché l’ultima volta che l’ho fatto, alla fine, ho droppato. E succederà anche stavolta, comunque), per rilassarmi un po’ e per giocare a Kingdom Hearts. Probabilmente si scenderà al lago e ci bagneremo i piedi al lago.

Una volta rientrati, le strade della Fatina e quella del sottoscritto si divideranno di lì a breve. Lui andrà in vacanza e io… E io aspetterò la settimana del 18 agosto per salire di nuovo in montagna, stavolta coi miei. I programmi, così come il menù, in questo caso mi sono del tutto estranei. Probabilmente, gireremo nei paesini lì intorno e, chissà? Potrei incontrare la mia secsi barista preferita con due amiche bonazze (tutte e tre uberfidanzate, ma sono dettagli). Il rientro è previsto intorno al 25.

L’ultima settimana di agosto, sarò a casa e non mi sento di escludere di organizzare un Meet Coso che poi salterà per mancanza di adesioni.

Tra le altre cose, in mezzo a tutto questo divertimento, dovrò riuscire ad inserire il tempo per lo studio, il tempo per la lettura (libri e fumetti). Se, per caso, qualche curioso volesse sapere cosa sto leggendo in questo periodo, sarò più che lieto di accontentarlo (allungando il brodo di un articolo venuto un po’ corto):
Libro: A Clash Of Kings – George R.R. Martin. A seguire: uno tra A Storm Of Sword/The Colour Of Magic
Fumetti: A+X 1. A seguire: A+x 2 e poi, in ordine casuale: Avengers, Amazing Spiderman, Uncanny Avengers, All-New X-Men, Wolverine & The X-Men, Captain America.
Sempre riguardo alle letture, mi rendo conto che i Must Read di Coso, al momento, siano un po’ scarni. Per questo mi impegnerò, di tanto in tanto, a fare un articolo in cui spiegherò per quale motivo il libro/fumetto/manga è entrato in quella lista.

Altra sorpresina in arrivo è la scheda “I Must Watch di Coso” in cui, per il momento, inserirò solo i titoli dei film e, appena avrò voglia e tempo, dedicherò lo stesso approfondimento riservato ai libri. Per “I Must Listen di Coso” vi basta spulciare i vari bonus e gli intermezzi musicali, invece.

In mezzo a tutto questo, oltre ad un editoriale da scrivere per la Gazzetta di Baruccana, dovrò riuscire a mantenere più o meno in vita i pochi rapporti interpersonali che valga la pena avere. Dovrei anche, ad essere sincero, riuscire a riallacciarne qualcuno e, almeno sotto questo aspetto, non sta andando male dato che ho ripreso i contatti con un carissimo amico con cui non parlavo e non mi vedevo da un sacco di tempo. E, sì, lo so che parlo (quasi) sempre di maschi. È che, semplicemente, con le ragazze non ci sono mai (o quasi) novità degne di nota. E, ovviamente, non ci sono eccezioni. Qualcuna di interessante c’è e, il fatto che una ragazza susciti interessi, dovrebbe essere la conferma che non sono mica omosessuale (Needed Quotation). Ovviamente, oltre ad un interesse molto generico, non c’è molto altro. Mi riserbo di non tenervi informati sullo sviluppo della vicenda. E, per evitare il totonomi, per il momento è tutto a livello talmente embrionale che potrebbe risolversi tutto in un nulla di fatto già da domani.

Comunque sia, penso di aver detto tutto. Ci sarò a singhiozzi, quindi buon proseguimento d’estate a tutti.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

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Dialogo Surreale #5

– Io sono un gay che va con le donne
– Quindi sei lesbico?
– No, nel senso che le donne pensano che io sia gay

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Eurovision: Finale

Prima dello Show:

Te l’ho detto cosa devi fare: devi vederlo in streaming e non rompere la minchia

Ci sono queste luci ghei

Ma Avril Lavigne degli sfigati?

Dai, ci sono un sacco di ragazzine carine… A parte l’inglese.

E poi ci sono gli Hipster

No, Marco Mengoni no!

“L’Irlanda, sì…Quelli gay!
Ancora quelli ci sono?”

“Ma che cazzo di vestiti c’ha questa, porca puttana?
Ma soprattutto che cazzo di gambe c’ha?
Fosse figa”

“Mi sentite?

Sì, di merda
Anche dal vivo mi senti di merda
Dal vivo sei una merda”

“L’Ungheria cosa cantava, Coso?
Una canzone di merda”

Francia:

“L’enfer et moi? L’inferno ed io?
Esatto!
Che canzone di merda”

“Scusate ma stava sgracchiando?
Sì”

“Ma guarda come muove le mani…
Secsità nascoste
Ma ha le braccia pelose!”

Sì, ma sto cantato gridato ha rotto il cazzo

Lituania:

Questa è Milano, cazzo! È Milano!

Ah, sì, il lituano è quello che prova a gesticolare come un italiano

“Ti sei perso forse la cosa più bella.
Ah, sì, gli effetti speciali
No, la fighetta sincronizzata”

Moldovia:

Ma che cazzo di capelli c’ha?

Sta già iniziando a crescere

Ha detto “Con lorda noi”

“Ma quindi questa fa concorrenza a Draculo della Romania?
Eh, sì
Secondo me si trovano a fare un duetto dopo”

Oddio sta crescendo e i lampi, e il fumo…Oddio è una scorreggia, sta bruciando la scorreggia!

Finlandia:

Che poi ha scelto una gonnellina molto sobria…Rosa fosforescente

“Sì, dai baciatevi e non rompeteci i coglioni
Sì, non ce ne frega un cazzo, limonatevi e basta.”

Guarda anche loro fanno l’effetto Verme

“Per me si bacia un uomo
Ma non ci sono uomini
Ma c’erano
Sono diventate donne”

Spagna:

Sono degli sfigati, fa la foto al prato
Voglio far le foto ad ogni filo d’erba

Dai, fai un primo piano alle poppe

“Ma è stonata
No, sta cercando di imitare… *silenzio”

“Va che è tappa!
Beh, ma donna nana, tutta tana
Eh, in effetti.”

“Ma questa cosa spagnola e irlandese e anche scozzese e un po’ pop rock?
Beh, è un po’ tutto.”

L’unica donna a piedi nudi che mi sarei fatto è quella che camminava per strada durante il primo anno di amministrazione Pisapia

Ma la sta stuprando quella chitarra

Belgio:

Ma è la Romania? No, è il Belgio

Ma è quell’italiano sfigato

Adesso sono troppo triste e canto “Love Kills” (L’amore uccide)

Ma chi è questo? Il cugino sfigato di qualcuno? No, ma questo è un muppets… Ma figa, questo è Elmo dei Muppets

“Ma come cazzo ballano le tizie? Perché si mettono una mano sulla figa?
Perché hanno un fastidioso prurito intimo!”

Si sono accoltellate, penso.

“Sì, un po’ di Dubstep
Sì, Skrillex FTW
In metà delle canzoni c’è il Dubstep”

“Che sguardo inquietante
Sì, infatti, che sguardo da psico… Psicoqualcosa
Sguardo da psicoElmo”

Poi ti vuole anche strozzare, capito.

Lettonia:

Sì, Kula è Lettonia! Lettonia!

Oh, che belle calze

che bella figa (in coro la Fatina e il Cacciatore)

A me sembra la cantante degli evanescence

No, non sudare… Perché ha detto “Suda me”

“Ah sì, era l’incinta questa…
No!
Sì, c’ha il vestito da incinta, da premaman”
“Pagar i tas”

Ma quindi nella finale, deve aprire le acque?

“Becca un milanese e ci parla tranquillamente
We, testina”

Conclude la canzone dicendo “E al puzza, sta storia”

Bielorussia:

“Dà da mangiare i piccioni! C’ha in mano un piccione che le beccava
Ecco chi li fa riprodurre: è tutto un complotto della Bielorussia”

E poi grida “So mejo! So Mejo” e grida “Te meno, te meno”

“Ma non si può ascoltare in muto, sta canzone?
Sì, sì, è quello che sto facendo
Io lo faccio tutti i giorni, e non se n’è mai accorto nessuno”

Ancora il verme e poi le svastiche

“Come si chiama quella canzone russa?
Quella delle vecchiette bastarde?”

Malta:

“Ma un’onda non poteva portarsela via?
Eh, c’ha provato…”

“Secondo me, il tizio di cui sta cantando è gay
Beh, è ovvio”

Minchia, oh, ma copritegli la faccia

Dopo un lungo silenzio: sta canzone fa talmente cagare che ci ha lasciato senza parola

Ah, ma è la canzone dello stalker!

No, io non parlo del basso… Io parlo del tizio che si è fatto crescere i baffi col punto del Conad

Fatina & Cacciatore: e minchia, sparategli

Russia:

Spetta, vado a prendere del cioccolato… Mi sto deprimendo.

“Ma che faccia c’ha? È enorme, cazzo
Questa rischia di vincere
Ma fa cagare questa canzone
Appunto
…Legit”

“M’ha già rotto i coglioni, sai?
E pallosa abbestia
Non si può andare avanti nel tempo?
Sì, avanti veloce!”

“Ma perché hanno delle palle luminose?
Perché lanciano palle luminose nel pubblico?
Comunque gli hanno fottuto le palle
Perché, ce le avevano prima?
Sì, in mano”

Germania:

No, no! la Germania no!

“Sai chi è Cascada? Faceva canzoni di merda: eurodance anni 90
Una vera merda
Peggio: da prendere a schiaffi”

“Cos’è sta merda?
Eh, è la Germania”

“La mia economia andrà in merda, adesso
Beh, andrà in merda ma è sempre meglio di sta canzone”

“Ma io ho solo messo i codici a barre alle persone, perché anche la libertà politica è calata?
Minchia, nemmeno io.
Mi piace avere le cose sotto controllo, e allora?!”

“Ma non ancora finito?
No, ma sta morendo sul palco.”

“Devono imparare a farle più corte ste canzoni.
Due secondi bastano.
Esatto.”

Minchia, è finito.

Armenia:

“È Metla
Sono i nickleback rumeni
Non sono rumeni, sono scemi. Sono Armeni”

“Ma poi c’ha un sopracciglio fashon sto uomo
Sì, infatti.
Andrà di moda.”

“Ma la sciarpetta?
La sciarpetta è un tocco di classe.
Ma tutti hanno la sciarpetta.
Tocco di classe”

Ma dategli una botta in testa, per piacere.

“Ah, ma è Gesù
Adesso torna tutto!
Dio ha provato a mandare Gesù, ma la gente non ha capito e ha mandato sto idiota.
Dio è un po’ come il PD, insomma.”

E poi lo bruciano.

E provano a dargli fuoco, eh.

“Comunque sta venendo fuori un bel papiro
Ma va a cagare
Ma come va a gare?
Non a te, al cantante che ha detto “Deng iu””

Tizia che parla: “buttatela in mare e tenetele sotto la testa, con cattiveria
Ma quanto cazzo parla, sta beota? E soprattutto perché parla con dei vestiti?”

Olanda:

“Perché sta picchiando un pelato?
Perché non le piacciano i pelati.
Ma, soprattutto, perché è inseguita da un niggah in motorino?
In Olanda succede sempre”

Passano venti secondi: “ma manca molto alla fine? Mi stanno già cadendo i coglioni
Mancano ancora due minuti e mezzo, Coso.
Ma cambia ritmo, vero?
Lo spero…Non penso duri tre minuti così
Dai, adesso, dubstep!”

“Sai come si chiama sta canzone qua?
Sevuoimoriregiovaneascoltami?
No, si chiama “uccelli”. Ci rendiamo conto che sta cantando di uccelli?”

Gesticolando la cantante: un uccello grosso così, non l’ho mai visto. Leggendario. Ero così contenta… E mi imbarazza anche un po’

Romania:

“Se non è Dracula gay non è la Romania.
Se non è Dracula gay questo…”

“Però ha una faccia conosciuta…
È il tuo peggior incubo”

“Se continuasse così, sarebbe irritante e basta
Ti piacerebbe, eh?
Invece poi ci sono gli omini nudi che ballano”

Mi lascia sempre senza parole.

Canta così male che sono caduto.

Canta così male che anche la Dubstep diventa accettabile

“Ma poi quei dildoni rossi che si alzano e abbassano?
Non lo so, saranno assorbenti. Assorbenti e Dracula, si spiega tutto.”

“Che poi non vorrei dire ma essendo Dracula non può avere il crocifisso al collo
Ma lui è figo, e può.”

Inghilterra:

La madre di Rose

“Vorrei vederla senza trucco
Ma senza trucco, cade a pezzi
Sì, infatti, è un’impalcatura di cera”

“Macheccazzo?
Dai non è ancora inizia…Ma che cazzo?”

“Ma mi sa di già sentito
Mannò, dai
Mi sa di canzone brutta degli Aerosmith
Non c’è bisogno di dire brutta
Intendevo particolarmente brutta.”

“Da lontano sembra bellina, la bassista
Sì, ma da lontano
Dai, cazzo”

Svezia:

“Vediamo di fare in fretta
Esatto.”

“Fanno kung fu
Massì, questi sono come gli sfigati che si mettono in Sempione”

“Hanno tirato fuori i microfoni
A meno che non abbiano vestiti fatti come il TARDIS, non posso fare a meno di chiedermi da dove li abbiano tirato fuori.”

“Sai cosa mi ricorda? Evangelion.
Perché devi insultare Evangelion?
I vestiti. Non lo so, è un’impressione.”

“Si stanno suonando il pacco.
Infatti, perché?
Macheccazzo?”

“Anche lui c’ha una bella faccia da schiaffi
Non lo so, a me è venuto un cancro agli occhi.”

“Ma che cazzo vi applaudite?
Eh, ma giocano in casa”

Ungheria:

“NO, i tre hipster
NOOOOO, perché?”

In contemporanea: che sfigato – quanti schiaffi (io e il Cacciatore)

“Cosa fa effettivamente, la cantante?
Fa spavento.
Merda, canta. Ecco cosa fa.”

“Ma mi sa che il tizio si chiama Dani come Dani Filth e infatti, entrambi, non sanno cantare
In effetti, tutto ha senso.”

“Sembra Giovanni Lindo Ferretti.
Non dire cazzate.”

Ma dal naso in sotto, c’ha la faccia da fabio volo.

Danimarca:

“Per me è figa la danese. Bassa come poche, però…
Fra, già detto: donna nana tutta tana
Anche coi tacchi è bassa”

“Ah, è Shakira, è vero.
A me più che Shakira sembra una fusione tra lei ed Hermione.”

“È tappa, ma è tutta tana.
Eh, lo so. È… da giù i pantaloni.
Ma non ce li ha, i pantaloni
Parlava dei suoi, Fra.”

“Ora, non vorrei dire, ma sta canzone mi sa di già sentito.
Sì, beh, che canzone non ti sa di già sentito, Fra?”

“Ma cos’è? Carta igienica?
Sono tampax”

“Andiamo tutti in Danimarca a cercarla?
Gangbang
Esatto.
In Danimarca ce ne sono anche di migliori.”

Islanda:

Con tutta la buona musica che avevate, in Islanda

“Ma non eravate falliti?
No, sono tornati più arrabbiati
Fino alla prossima crisi.”

“Che poi lo sapete che è tornata la Destra? L’hanno votata di nuovo
Come in Italia.
Mannò, la destra ha governato per vent’anni
Come in Italia
E poi è salita la Sinistra e alla prima occasione hanno rivotato la Destra
Come in Italia.”

“Seh, vabbè, poi questo ti mette incinta.
In questo momento, cento donne del pubblico sono rimaste incinte.
Anche quelle del pubblico.
E l’estone sta partorendo.”

Dice “Legali, legali” e poi grida “Figa”, giustamente.

Azerbaijan:

Cade con gli sci: che sfigato!

Che figata cadere dagli sci. È il mio sport preferito dopo cantar canzoni di merda, come vedrete tra poco.

“Ah, sì, quello sadomaso
No, Fra, mi sa che hai sbagliato film
Massì, quello negro con dentro il suo schiavo nel coso di vetro.
No, Fra, mi sa che hai sbagliato film.
Ma poi lo lasciano lì?
Sì, Fra, vive lì.”

“E il tizio nella gabbia, intanto, ha le convulsioni perché vede un pezzo di carne di donna.
Oh, cazzo, fatelo uscire.”

“Posso farvi una confessione? I petali di rosa che stanno sparando, consumano la poca aria che serve al tizio, e lo fa soffocare.
Speriamo
Secondo me entra la tizia e iniziano a scopare.
Quello sarebbe un porno interessante”

Grecia:

Perché li fanno vedere tutti allegri? Sono tristi!

“Ma questi non sono greci, dai…Sono napoletani.
Evvabbè, come i turchi”

“Napoli, napoli, napoli sì!”

“Il vecchietto…
Il vecchietto spacca
Sì, sì
Ogni inquadratura, la sua chitarra è più piccola.”

“Mi spiace, non vincerà la Grecia.
È la migliore canzone che ci sia finora
Sì, sì, dopo la Romania.
Mabbasta con sta Romania”

“Non capisco il balletto…
Perché sono ubriachi e ballano a cazzo”

Il vecchietto che si pulisce i baffi

Ucraina:

“Sì, sì, si vede che è l’Ucraina.
Sono zoccoloni
I palazzi…”

Entra un gigante ciccione: “posso chiedere una cosa?
Cosa?
Perché il gigante si è mangiato la sorella della cantante?”

“Ma come fa a restarle su, il vestito?
Ma non lo so! Probabilmente perché è attillatismo
Ma la domanda è: come fa a levarsi il vestito?
Glielo strappa di dosso il gigante.”

Non sei l’unico che ha pensato al Re Leone

“Ma quelli dietro sono druidi?
No, sono quelli di Anonymous
Oh, ora ha tutto senso: il gigante, più anonymous, più il re leone, più il fumo e le farvalle… Ma cos’è sta roba?”

Italia:

“Mannò, non può essere l’Italia… È il 23.
Lo so che il tempo passa veloce, è già il 23.”

“È orecchiabile come canzone… E non ha Dubstep dentro.
Come no?
Forse.”

“Perché è acconciato da Amy Winehouse?
Ma non c’entra un cazzo, dai!
Lancia anche le stesse occhiate”

*sfottò sulla pronuncia di Mengoni*

Dai, in fondo, se non fosse cantata di merda e di lui, sarebbe anche una bella canzone.

“Ma cosa c’entra la bandiera di Israele? È un complotto sionmassonico per mandare Mangoni all’Eurovision.
Ecco, vogliamo parlare del complotto sionmassonico che va avanti da 50 anni all’Eurovision?”

Norvegia:

“Chi è? Targaryen?
Sì, sì, ora libera i draghi.”

“Poi anche lei c’ha sto vestitino attillato…
L’unico problema è che ha il culone
Ma quello è un punto di forza
Quindi ti piace la Merkel.
La Merkel è un sex symbol.”

“Mh, sculetta
MLMLMLMLMLMLMLM
Poi c’ha anche un po’ di pancetta
Eh, sì.
Colpa del burro che si è mangiata.
Fa le scorte per la carenza invernale, adesso.”

“Potevano gonfiare le poppe.
Poteva prenderle da Israele.
Mannò, aveva una poppa più alta dell’altra, doveva chiederle a quella della Bulgaria.”

Georgia:

Ma questa aveva le tette giganti

“Ma questa qui è brava a scopare.
Magari no.”

Due secondi di canzone: “M’ha già rotto il cazzo.
Dai, più poppe e meno parole.”

“Ti stai perdendo solo Tosca D’Aquino georgiana che spara un acuto
Ma io voglio poterlo sentire, se voglio
Ma non vuoi
Porco dio
Adesso si tengono per mano
Porco dio!”

Problemi tecnici: mica sono come il sito di Grillo, questi qua.

Irlanda:

Ma perché l’Irlanda non manda le fighette, ma solo gli omosessuali?

Ma che cazzo c’entrano i tribali con l’Irlanda?

Oh, ma una fighetta che sia una non l’hanno porta…Ah, eccole!

“Perché dall’esser primo sono diventato l’ultimo?
Perché noi stiam guardando dal sito norvegese
E la Norvegia è efficiente”

E vai di Dubstep!

“Non funziona, deve morire
Intendi l’irlandese?
Sì, ma anche quelli che seguono il sito.”

Varie ed Eventuali, dopo le esibizioni:

Tizio vestito da donna: “ma che cazzo?
Ma che cazzo?”

“Sono finiti!
Srsly?
Minchia che tortura!”

“Ci sarà sicuramente Loreen che canta…
Chi?
Quella che ha vinto l’anno scorso.”

“Lo darei alla Finalndia, no sto scherzando. Deve bruciare all’inferno
Stupida…
Puttana
Peccatrice.”

La Germania me lo può suc…No, neanche

“Gli hipster? Un punto di sutura.
Manco quello
Tanti punti di sutura”

“Alla Norvegia le darei due taglie in più
Alla Norvegia le darei una ripassata”

In attesa del vincitore:

In un festival della canzone, non devi guardare come cantano.

“Ma è quella dell’anno scorso?
Sì, ma come cazzo è vestita?”

Bruciatela!

“È vestita da angelo.
Ma va, è vestita da piccione.
Ma perché la bandiera bianca?
Perché si arrende.
Non è mica la Francia
Perché si arrende la musica”

“Ma sono comunisti
Siamo laggente il potere ci temono”

“Ma sono tutte donne?
Sono donne brutte
Quindi sono uomini?
Sì.”

“Gli zombie? Cosa c’entrano gli zombie?
Loro sono 100% gente
Ah, mi sembra giusto
Io vedo dei cubi che si muovono…Mi si è sputtanata la grafica, sembra tipo minecraft”

“Ma vola!
Sì, portatela via!
Ma vola! Il piccione vola!”

“Oh, si è tolta il vestito!
Poppe?
No, non ce le ha. Oh, si poppe.
Ma ce le ha piccole
Lossò
E le copre coi capelli.”

“Il Belgio non se lo incula nessuno.
Gli struzzi che si…No, scusa, i truzzi che truzzano in giro.”

“Tu vuoi votare Marco
Ma io sono patriota… ITALIANI!
Vincere e vinceremo!”

“Romania, ti darei tanti di quei punti di sutura…
No, è lui che li dà a te con un morso”

Sei crudele con l’Islanda…Solo perché apre le acque e mette incinte con lo sguardo.

“Io do un punto all’Azerbaijan
Ma perché? Per la coreografia.
Perché lo fanno strano”

“La norvegese mi fa sesso.
A proposito di persone che mi fanno sesso…
L’Irlanda
No, non c’entra un cazzo.”

“Devono trovare persone con cinquanta dita per contare i voti.
Basta cercarli a Chernobyl”

Tizio parla al microfono: ma perché ha in mano un topo?

Momento OT: “vabbè, vi dicevo: oggi ero a fare campagna elettorale e ho beccato la sorella gemella di una mia compagna di classe […]”
“Sorelle porche?”
“Porca troia!”

“Ma cazzo, balla?
Macheccazzo? Mandatela via!
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH! Gli alci!
Ma non ce li avete i fiordi, andatevene a fanculo!
Mh, mlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlml le alci.”

“Oh, culi.
Culi nel senso di froci?
No, culi nel senso di tipe. Il giallo sforma, però.
Un po’.”

Tappatele la bocca, per favore.

“Oh, ciao.
Oh…
OUCH
TRAPPOLONI”

“Tra l’altro, se dovesse vincere l’Italia…Chi cazzo lo presenta, dato che nessuno lo sa, l’inglese, in Italia?
Eh, bella domanda.
Quello che stava con la Litizzetto.
Fazio?
No, intendo sessualmente. Tizio…come si chiama, cazzo?
Mike Bongiorno?
Esatto!
Lo resuscitano per quello!”

Bicchiere pieno di liquido bianco in cui balla una ragazza: “chissà se è davvero latte?
Eh…”

Premio Speciale:

“Il Cremlino D’Oro va a: La Romania
Tutti d’accordo? Io sono d’accordo
Almeno quello lo merita.
Infatti, sono d’accordo.”

Salto nel passato:

“Aspetta, ho un dubbio: l’ebreo dov’è?
L’ebreo?
Eh, sì, il complotto sionmassonico…
Ma sono dietro…
Dietro alle quinte?
Esatto.”

“Ma cosa cazzo sto guardando?
È una puntata del dottore, in realtà.”

Ma sono gli Abba… Ecco a cosa dobbiamo dar fuoco per gli Abba.

“Jhonny Logan? Ma chi cazzo è?
Ma è Rick Astley, in realtà.”

“Ma perché l’Irlanda manda sempre gruppi gay?
Non lo so, ma sono quelli che hanno vinto di più…Forse.”

Prima della Premiazione:

Coso torna dal bagno: “ma chi è sto frocio?
Uno che ha partecipato.”

“Se vince l’Italia, andiamo a vederlo?
Ma vaffanculo.
Cazzo vuoi? Tu sei in Norvegia.
Ma prima deve vincere un Italiano.
C’è quello di Malta…
Ma dove cazzo li metti, su Malta? Non ci stanno.”

Ma ancora che cantano?

Vibrazione: “Ma cos’è sto rumore?
Non lo so…È Fra!
Fra ti sta vibrando il cazzo di cellulare!
Telefono!
Fra, Rispondi!
Mandagli un messaggio.
Certo.
Cheppalle.”

La premiazione:

Malta 10 punti?

“12 punti alla Grecia: GRECIA!
Seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh!”

“Chi è sta figa?
Ma è un uomo
*risate di Coso mentre Craneloi si dispera*”

“L’Albania, se non ci vota, la bombardiamo
Grande Albania, niente bombe.”

“Ungheria, chi cazzo aveva?
Gli Hipster
Ommerda”

Pausa spuntino: *crunch crunch crunch*

“Ucraina…Questo è un uomo, no? Sì
Questa è una donna”

“L’azerbaijan vince ancora?
No.
Ma non è nemmeno in Europa
Se per questo anche Israele non c’è.”

“12 punti all’Azerbaijan: Ma come è possibile?
Ma perché?
Mannò, che cazzo ha fatto?”

“L’azerbaijan si è autovotato dandosi dodici?
Non può…
Si è dato ventidue, infatti.”

Malta? Ma non ci stanno su Malta.

“Ma votano a caso i norvegesi.
Più o meno, sì.”

Italia: “Dodici punti alla Danimarca: Sì, cazzo.
Ma siamo solo a metà, mi sa che fa come il PD”

L’Olanda come ha fatto a prendere così tanti voti con una canzone così di merda?

Sulla Norvegia:
quanto è topa, però, lei.

“Ma che vestito c’ha la Spagna?
Non lo so, ma poppe.”

“Oh hi, Biellorussia.
Oh, ciao.
Apperò.
È una donna, tra l’altro.”

Poppe che rimbalzano.

Lituania vota Russia: Imprevedibile

Sì, mi sa che c’hai ragione: la Danimarca fa come il PD, e io te lo dico perché sono un esperto.

“Ecco chi mi ricorda: il tizio della stagione di Scrubs che non c’è mai stata.
*Silenzio*… Non l’ho mai vista”

Ho sentito solo Milf. Sono tornato sull’audio che diceva Milf.

“Te l’avevo detto che i dodici punti andavano all’Azerbaijan
Mai sta zitto che porti sfiga
Macheccazzovuoi?”

“Strano che l’abbia dato all’Olanda
Ma è una vecchia orrida e cicciona
Ma è vecchia, porta rispetto.
Quindi devo rispettare anche Rosy Bindi?
Sì.”

“È carina quella di Malta
E i dodici punti vanno all’Azerbaijan
Ma vaffanculo, va!”

Amazing Ukraine? Ma sono truccati sti voti.

“Che tette!
Ma io sono ancora col tipo…Che tette, ciao!”

“I nostri 8 punti vanno all’Islanda? Macheccazzo?
Risate”

Ma vieni qui, che ti consolo io.

Noi stiamo fallendo, quindi dovete dare a noi i punti.

Irlanda: I nostri dodici punti vanno alla Danimarca. Avrebbe potuto essere la Grecia, entrambi stanno fallendo.

“Ma quanto è brutta, sta francese?
Te l’ho detto.”

8 punti all’azerbaijan: si vede che non capite, un cazzo.

12 punti all’azerbaijan: tanto non ce la fanno…No, cazzo, mancano 10 nazioni.

“Ma è un prete?
Ma è un prete!”

Oh, ciao Danimarca.
Eh…
Oh, ciao, bella danese.

Sì, balla e saltella (in riferimento alla Norvegia)

Montenegro: ma non ha le tette, è un uomo.

La matematica non li condanna ancora?
No.

“Slovenia: questo è frocio.
Risatina
No!”

AHCHEFFIGA – AHCHETETTECHECHA – Grazie mondo!

“Ma perché l’Italia ha due voti dalla Georgia?
Ma non si sa.2

“Mancano sessanta punti, facendone quaranta…
Possono ancora perdere, fidati.
Possono ancora perdere.
Possono fare come il PD.”

Dieci punti all’Italia? In che mondo la Macedonia da dieci punti all’Italia?

“Ma perché dicono il vincitore senza farci vedere i voti? Ossì, che figa
Dai, levate dal cazzo quel frocione, voglio vedere la Rossa”

“Dai, ci è andata bene, non ha vinto la più brava, ma almeno la più bella.
Chi era più bravo, scusa?
La Grecia.
La Grecia.”

Apperò la svizzerotta…Però ha la faccia brutta!

Consegna del Premio:

“Ma le hanno dato il Dildone anche a lei.
Cosa? Un Dildone?
Stanotte si diverte con sto dildone di vetro…”

“Ma deve anche cantare?
Sì.
Minchia…
Con in mano il dildone, i fiori e il microfono.”

Però non è male come canzone…Cheffica.

Si ringraziano per la partecipazione il Cacciatore e la Fatina.

Bonus (la canzone vincitrice):

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2013

Il 2013 è appena iniziato e già, praticamente chiunque, ha parlato delle cose principali che avverranno quest’anno oppure ha fatto dei buoni propositi (cari amici che seguo sappiate che di questi post ne ho letti solo due e nemmeno in modo troppo convinto). Quest’anno, contrariamente alla tradizione, non parlerò né di cosa è stato fatto tra la fine dell’anno appena passato e l’inizio dell’anno appena iniziato, né snocciolerò i buoni propositi che non verranno mantenuti (anche perché, fortunatamente, non ce ne sono).

Quindi, per prima cosa, colgo l’occasione per ringraziare il Cacciatore di Tonni e la famiglia per averci fatto passare una piacevole serata dove buon umore e buona cucina l’hanno fatta da padrone.

E, come dicevo sin da tempi non sospetti, per questo 2013 l’unico vero obiettivo è quello di sopravvivere (questo spiega anche la scelta della canzone in Intermezzo Musicale #8). Tendenzialmente, è alla mia portata e non dovrei nemmeno impegnarmi troppo. Limitarmi ad usare il buon senso dovrebbe mettermi al sicuro dai principali pericoli e per tutto il resto c’è il karma positivo che ho cercato di accumulare durante il 2012, con scarsi risultati.

Chi ha ricevuto il mio messaggio di auguri, ieri sera, si è sicuramente accorto che il mio augurio è stato quello di avere un “discreto 2013”. Il motivo credo sia abbastanza evidente: difficilmente sarà un anno ottimo o di merda. Più realisticamente si arrancherà tra momenti positivi e momenti negativi. Alla luce di ciò, mi pare inutile perdere tempo a scrivere le solite minchiate in cui nessuno più spera o crede.

Una cosa però legata al passare del tempo sono i cambiamenti. A volte possono essere piccole cose, di minima importanza. Altre volte sono svolte radicali (registrabili comunque su un asse temporale molto più lungo rispetto ai primi). Ed è proprio di questo che ci siamo resi conto ieri sia io, sia la Fatina.

Basti pensare che fino a cinque/sei anni fa, il sottoscritto era un merdallaro duro e puro. Qualunque cosa non fosse metla era roba di merda, indegna di essere ascoltata. Ad oggi, invece, la mia cultura musicale (grazie anche ad influenze esterne) si è allargata ed espansa sino ad abbracciare svariati generi musicali che, chi più, chi meno, ascolto con piacere. Mi rendo conto di come questo esempio sia soltanto una banalità, eppure credo che questo ragionamento sia applicabile  a svariati campi.

Campi, quali la religione o la convivenza con gli altri, che col passare del tempo hanno visto le dinamiche entro cui mi muovevo mutare. In campo religioso, infatti, da un intransigente ateismo sono passato ad uno scettico agnosticismo. Ho imparato a rispettare le idee altrui (a meno che non siano stupidi fascisti o grillini) perché non tutti possono pensarla come me e, soprattutto, non sempre ho ragione. Ho imparato ad ammettere i miei errori (per quanto poco mi piaccia farlo) e a riconoscere quanto di giusto sia detto anche da persone che mi stanno sui coglioni. Ho anche capito che per quanto possa saperne su un dato argomento, qualcuno ne saprà sempre qualcosina in più grazie alle proprie esperienze. Ciò non toglie che sia rimasto supponente e convinto di sapere tutto io, almeno in apparenza.

Insomma, per poter giudicare questo 2013, sarà necessario arrivare alla fine dell’anno (e centrare il mio obiettivo stagionale) per fare un confronto tra quello che ero prima e ciò che sarò diventato quel giorno. Per il momento il bilancio è in positivo, spero solo non sia una bolla momentanea.

Abbiate un discreto 2013.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

Siccome sta canzone mi rimbalza in testa ossessivamente, beccatevela come bonus:

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Discussioni

Tra ieri e oggi ho avuto modo di affrontare tre interessantissime discussioni che mi hanno permesso di sviluppare degli spunti di riflessione.

Discussioni che sono avvenute nell’arco temporale di quarantotto ore circa. La prima, riguardante le possibilità di una rivoluzione popolare, è avvenuta su un forum che frequento. Da questa è poi derivata la discussione fatta con la Fatina dei Boschi riguardo gli assolutismi (partendo inizialmente dalla figura centrale di Gandhi). La terza, invece, ha visto impegnati me e il Cacciatore di Tonni a discutere sull’attribuzione del Nobel per la Pace all’UE, il modo in cui è stato approvato il Trattato di Lisbona e le tendenze filo-occidentali/filo-orientali (oltre che filo-europeiste o avverse all’Unione). Le ultime due discussioni sono avvenute su G+.

Ma, andiamo al sodo, e occupiamoci della prima discussione: La rivoluzione popolare. E subito, devo fare una premessa doverosa: mentre il punto di vista del mio interlocutore era maggiormente “idealista”, il mio si è soffermato maggiormente sull’evidenza storica.

La tesi era la seguente: prima o poi si arriverà ad un punto di rottura (in Italia) che porterà il popolo a dare il via ad una rivolta per cambiare le cose. La mia antitesi è stata semplice e coincisa: come tutti (spero) saprete, ogni rivoluzione (non scientifico/tecnologica),  ha avuto inizio col desiderio di maggior potere da parte di una élite.

– Nella Rivoluzione Francese, per esempio, furono i Borghesi (l’Alta Borghesia) a guidare il popolo nella sovversione della monarchia. – In Cina, durante la Rivoluzione Culturale, furono Mao e i suoi fidatissimi seguaci a dare il via a tutto.
– In Russia, Lenin e i Bolscevichi fecero crollare l’impero dello Zar

Il popolo, insomma, senza una guida forte (Weber la definirebbe una guida carismatica) non sarebbe insorto in nessuno di quei casi. Per questo motivo, l’insurrezione popolare è difficilmente auspicabile in quanto, fino a quando una “classe” non avrà comodità gli interessi a farlo, lo status quo rimarrà inalterato. Insomma, l’evidenza storica dimostra come una rivoluzione popolare (in senso stretto) non sia ancora accaduta.

A questo punto, la risposta è stata la seguente:

Ottima osservazione quella di Coso e quindi ora mi domando:

il popolo o terzo stato non può creare una propria “classe” per insorgere? non abbiamo potere, soldi o militari ma siamo in gran numero…credo che non c’è stata mai una rivoluzione popolare perché il popolo non è stato mai unito e per un governo che adotta la politica “divide et impera” non è stato difficile tenere il terzo stato sotto controllo, cosa molto difficile da fare con le piccole ma potenti élite che Coso ha appena elencato.

Credo che il baluardo da passare per creare una rivoluzione popolare è la divisione, se si è uniti e si combatte per il buon senso comune c’è la possiamo fare, ma è anche vero che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!

Ed il discorso, per quanto interessante possa sembrare, ha un’enorme falla logica. Qualora il “terzo stato” riuscisse a raggiungere anche una coesione stabile (cosa assai difficile data l’esistenza di interessi particolaristici sia dei singoli, sia dei piccoli gruppi), si troverebbe comunque a fronteggiare una mancanza di mezzi particolarmente importante.

È vero, il popolo può contare sul numero… Ma se anche duemila persone mal organizzate e mal armate si trovassero a dover affrontare cento persone ben armate e ben organizzate, il risultato sarebbe (molto probabilmente) favorevole ai secondi.

Tutti questi elementi, hanno riportato all’impossibilità effettiva di una rivoluzione popolare in mancanza di élite e i motivi di questa non fattibilità che ho trovato sono, principalmente questi:

– Mancanza di organizzazione
– Mancanza di mezzi
– Mancanza di una guida forte.

L’interlocutore, ha però detto che lui avrebbe voluto una rivoluzione pacifica come quella di Gandhi e questo è stato il preambolo della discussione con la Fatina dei Boschi. Per essere breve e coinciso, mi sono limitato a far notare quanto l’assolutismo della Non Violenza avesse provocato comunque un gran numero di vittime in India e di quanto, di per sé un ideale assoluto è una cosa assai pericolosa.

La discussione con lFdB verteva sul fatto che l’ideale di Gandhi, per quanto assoluto fosse, non avrebbe causato di per sé vittime. E la cosa, ad un primo acchito, può sembrare anche vera. D’altro canto, come giustamente mi ha fatto notare, l’ideale della non violenza non ha avuto, oltre Gandhi, nessun altro grande rappresentante e, gli unici casi assolutistici che ci vengono in mente sono quelli legati alle grandi dittature di inizio novecento.

Eppure, analizzando più attentamente il pensiero gandhiano, si potrà notare come lui, alla fin fine, non faceva altro che istigare le folle al suicidio. Questa affermazione potrebbe destare contestazioni, per questo mi ci soffermo per un secondo: quando Gandhi diede il via alla protesta non violenta disse ai suoi seguaci di non reagire in alcun caso. Il governo, ovviamente, per riportare l’ordine avrebbe fatto ricorso alle forze armate. I suoi “fedeli”, assecondando i suoi precetti, si sarebbero fatti colpire dalla polizia senza reagire. Ovviamente, questo atteggiamento passivo, questa non fuga causò molte vittime. Oltre a questo va aggiunto l’invito del Mahatma a digiunare e non bere fino anche alla morte pur di ottenere i propri obiettivi.

A questo, lFdB, ha ribattuto ponendo l’accento su una questione piuttosto interessante. E, per questo motivo, riporto le sue esatte parole:

Potrei argomentarti che erano tutte situazioni in cui un tot numero di vittime era necessario e altri (quasi tutti quelli citati) erano ideali i quali presupponevano loro stessi delle vittime.
Il problema potrebbe essere l’Ideale assolutista è sempre causa di vittime o solo un determinato tipo di “assolutismo” causa vittime?
Non è mi pare un problema banale, anzi.

E ha ragione. L’argomento tirato in ballo è molto interessante e ci si potrebbero passare giorni interi a discuterne, ma per me la risposta è stata pressoché immediata e semplice. Il mio prof di Filosofia Politica, infatti, soleva ripetere che qualsivoglia assolutismo sia una cosa negativa. Anche l’ideale migliore, se assolutistico, era un ideale da non seguire. Il motivo? Piuttosto semplice: di fronte all’assolutismo di un ideale, quanto può valere la singola vita umana? Di fronte ad un ideale assoluto, quanto possono valere milioni di vite umane? Sempre troppo poco.

Su questo si è basata la risposta a questa sua obiezione. Per rendere più immediata a tutti la comprensione (nel caso ce ne fosse bisogno) semplificherò al massimo:

Assoluto (il tutto) > Relativo (singolo).

L’assolutismo (che sia una dittatura, o che sia il pensiero di Gandhi o anche quello della Chiesa) si basa esattamente sul tutto che prevarica il singolo. Nessuna perdita sarà mai abbastanza da fermare coloro i quali lo perseguono, in qualunque forma sia.

La terza discussione, invece, fatta col Cacciatore di Tonni ruotava (inizialmente) intorno all’attribuzione del Premio Nobel all’UE. Apro una piccola parentesi: stando alle motivazioni date all’attribuzione, sono parzialmente d’accordo al conferire  questo premio all’Unione Europea, nonostante l’attività di pace sia più un premio a quanto fatto in passato (entro i confini europei) e abbia ignorato quanto avvenuto questa primavera con la Libia.

Il Cacciatore di Tonni, comunque, afferma che l’UE non meritasse il premio perché non si sarebbe spesa per i diritti fondamentali dell’uomo e, soprattutto, non si sarebbe spesa per la pace. Molto ironicamente, io ho scritto che fosse giusto così (ovvero che il Premio le fosse attribuito). Questo ci ha portato a discutere sul trattato di Lisbona e su una presunta mancanza di democrazia all’interno dell’Unione riguardante la stipulazione dello stesso.

Il Trattato di Lisbona, in Italia, è stato approvato dal Senato e promulgato dal Presidente della Repubblica. Il motivo per cui non si sia stato fatto il referendum (secondo il Cacciatore di Tonni, in questo caso segno di maggior di democrazia) è però da ricercarsi nel secondo comma dell’articolo 75 della costituzione

“Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].”

Oltre a questo, il Senato è un organo rappresentativo del popolo italiano che lo elegge tramite elezioni. Quindi l’accusa di mancata democrazia, a mio modesto parere, non sussiste.

Il discorso, però, si è fatto interessante quando il Cacciatore di Tonni ha sottolineato come nell’assegnazione di determinati premi (ma, più in generale, a livello culturale) si tenda ad essere filo-occidentali e si guardi con sospetto alle culture orientali (Giappone escluso). L’osservazione, però, è facilmente spiegabile.

La logica vuole che ci sia un diffuso filo-occidentalismo in Europa perché, a tutti gli effetti, la cultura occidentale è la nostra cultura e quindi c’è un maggior senso di appartenenza. In Cina, per esempio, ci sarà maggior filo-orientalismo perché quella è la loro cultura e si sentono maggiormente appartenenti ad essa.

Questo, inevitabilmente, porta ad avere posizioni ostili o sospetti reciproci nei confronti l’un dell’altro. La dimostrazione storica è stata fornita proprio dall’Europa durante la Guerra Fredda, col blocco occidentale schierato con gli Stati Uniti e il blocco orientale schierato con l’URSS.

Potrà non piacere, ma le cose non cambiano.

E con questo, penso di aver concluso.

Questo è quanto.

Cya.

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Piccoli passi

In questo post, tendenzialmente, narrerò gli eventi accaduti in data 27/07. La data sarebbe dovuta essere legata al primo “Meet Coso”, ma non è andata così e, col senno di poi, forse è stato un bene. Ma capirete tutto a lettura inoltrata.

Martedì 27 è iniziato in maniera diversa. Diversa perché, nonostante sia in vacanza, le due sveglie (cellulare + sveglia) sono squillate alle sette spaccate. Con solo sei ore di sonno (circa) mi sono preparato per la lunga giornata milanese, ancora inconscio di quello che sarebbe successo. Ovviamente una giornata non è definibile “diversa” solo per l’orario della sveglia…E, infatti, c’è stato qualcos’altro.

Questo qualcosa è avvenuto in un momento e in un posto ben preciso: In viaggio sul treno che portava da Seveso a Milano Cadorna tra le 8.01 e le 8.37. Con le cuffie nelle orecchie e canzoni tra di loro totalmente unreleated, ho preso posto accanto al finestrino come mio solito. Per le prime due o tre fermate, i tre sedili che mi circondavano sono rimasti liberi. Ovviamente ero conscio che la cosa non sarebbe potuta durare a lungo e, quindi, non potevo far altro che sperare che uno di quei tre posti venisse occupato da una bella figliola. Naturalmente, le mie speranze sono state disattese. Di fronte e di fianco a me, si sono sedute due amiche. Normalmente, avere il loro ciarlare come sottofondo alla musica mi avrebbe irritato e non poco, portandomi ad invocare la mia ascia sia mentalmente, sia tramite sms alla Fatina dei Boschi. Ma, questa volta, non è andata così. Il loro ciarlare di argomenti frivoli e vuoti, il loro scambio di battute non ha scalfito minimamente la pace in cui ero immerso. Voi direte “E stigrancazzi no, eh?”, ma non potete capire…Davvero.

Una volta arrivato in Cadorna, causa mancata coincidenza d’orari, ho aspettato che arrivassero la Fatina dei Boschi e il Cacciatore di Tonni. Per ingannare l’attesa, mi sono messo a leggere “Hitler e il Nazismo magico” (Sì, ancora. L’ho rincominciato perché avevo perso il filo, dato che mi ero dedicato ad altre letture). L’attesa è stata tutto sommato breve e mi ha permesso di trarre spunti per un articolo futuro (ma non troppo). Una volta raggiunto dai due prodi e baldi giovini, abbiamo deciso di andare a fare colazione.

Vedete, la colazione milanese, è una sorta di rituale con cui si ingrana la giusta marcia per la giornata. È da qui che iniziano gli scambi di battute preliminari che porteranno, verso l’ora di pranzo, a fare discussioni molto serie su ciò che dovrebbe essere e ciò che è (ne parlerò qui sotto, comunque). E, come ogni rituale, c’è una prassi da rispettare. Abitualmente la prassi consiste nel dirigersi da Marinoni, mettersi in coda alla cassa con le idee abbastanza chiare su cosa si berrà e senza la più pallida idea di che briosche prendere. Anche stavolta è andata così…Solo che, in cassa, ci hanno chiesto che tipo di briosche volevamo mangiare e, quindi, siamo stati obbligati ad improvvisare. Le ordinazioni (fisse) che vengono fatte sono: Marocchino e Briosche (cioccolato o marmellata) dal sottoscritto, Cappuccio e Briosche (crema o cioccolata) dal Cacciatore di Tonni e Cappuccio e Briosche (cioccolato) dalla Fatina. Ma dato che il 27 è stato un giorno particolare, quella brutta merdaccia della Fatina s’è limitata solo al cappuccio, dato che colazione l’aveva fatta già a casa.

Una volta finita la colazione rituale, ci siamo lanciati a passo normale (quindi un passo veloce ovunque, ma non a Milano) lungo la stradina portatrice di ispirazione. Questa volta, però, non è successo nulla di rilevante e quindi siamo giunti davanti alla Feltrinelli. Feltrinelli che, però, era ancora chiusa. Stupiti da questo evento, abbiamo deciso di farci un giro per il centro, dato che il Cacciatore è a caccia di un regalo per la fidanzata. Senza aver trovato nulla e dopo aver visto un’adorabile fanciulla dai capelli rossi (e un fisico da mozzare il fiato) che, involontariamente, ci ha distratti da discorsi non così importanti, siamo tornati alla Feltrinelli.

Una volta entrati, come al solito, ci siamo lanciati nel reparto dedicato ai dischi. L’unico ad aver fatto acquisti (per sé) è stato il Cacciatore. Una volta finiti gli acquisti in quel reparto, abbiamo chiesto dove fossero i CD di musica classica. Una volta ottenute le preziose indicazioni, abbiamo raggiunto il primo piano elevato della Feltrinelli. E l’impatto è stato indubbiamente piacevole. In filodiffusione, infatti, c’era il Don Giovanni di Mozart che, dopo aver visto lo spettacolo di apertura della stagione lirica del teatro “La Scala”, è risultato subito familiare alle mie orecchie. Sia io, sia il Cacciatore, abbiamo iniziato a cercare alcuni CD. La sua ricerca, purtroppo, è stata infruttifera. La mia, invece, ha avuto un risultato migliore…Non fosse stato per il prezzo eccessivo per il DVD dell’opera che stavano trasmettendo. Fortuna ha voluto, però, che abbia trovato un CD di Paganini a 6,90. Fiutato l’affare, ho deciso di acquistarlo e, la sera stessa, mentre scrivevo un post ho avuto il piacere di ascoltarlo. Ottimo acquisto, indubbiamente.

Una volta finito il viaggio esplorativo nel mondo della musica, siamo passati alla libreria. Inizialmente, tutti sembravamo interessati a comprar qualcosa. Parecchi viaggi avanti e indietro di fronte ai grandi autori (e il fatto che tra tutti e tre si formi una biblioteca invidiabile) siamo giunti alla conclusione che, piuttosto che spendere soldi, ci sarà uno scambio di prestiti. Scambio che, in realtà, era già partito quella mattina. Una volta notato che tutti i posti a sedere erano occupati e non sembravano destinati a liberarsi, abbiamo preso la savia decisione di sederci su una panchina in Piazza dei Mercanti, di fronte alla Camera di Commercio di Milano.

Qui è iniziata una prima discussione sull’ultima fatica letteraria della Fatina e sul fatto che fosse densa di citazioni. Il tutto, alla fine, si è risolto in un nulla di fatto. Dato il via vai di gente, non è stato difficile perdere più volte il filo del discorso a favore di un bel sed…Visino che ci passava di fronte. E qui, cari lettori, sono costretto ad aprire una breve digressione: i vestiti di taluni elementi. Va da sé che io e la moda stiamo su piani dimensionali completamente differenti ma, c’è un limite a tutto. Limite che, ovviamente, viene oltrepassato da gente che si veste al buio, facendo abbinamenti di colori che vanno dal viola/giallo  all’azzurro/arancione hanno portato me e gli altri due a desiderare più volte che ci venissero cavati gli occhi. Per favore, per favore…Non vestitevi al buio, e che cazzo.

Comunque, tornando IT, dopo aver recuperato dalle fatiche mattutine, abbiamo deciso di trasferirci al Ciao in San Babila. Durante il pranzo o, per meglio dire, a cavallo tra la fine del pranzo e l’inizio della digestione è iniziata un’interessante discussione. Discussione che riguardava il sistema economico, il sistema politico, le problematiche mondiali e la cornice storica in cui tutto si inseriva. Il tutto è nato da un discorso sull’Eurozona in cui stavo spiegando (non mi ricordo per quale motivo) che la causa della crisi attuale fosse da imputarsi ad un errore di valutazione tedesco sulla situazione greca, prima dello scoppio di questa grande crisi. Da qui si è passati alla discussione su quali fossero le industrie più redditizie (abbiamo concluso che fossero: quella delle armi in primis, quella bancaria poi) e sulle conseguenze che avesse il mercato delle armi, così come il mercato bancario, sugli individui. E, proprio su questi argomenti, è nato un vivace dibattito, tra me e il Cacciatore di Tonni, sulla necessità o meno delle armi e su chi pagasse i danni prodotti dai grandi crack bancari. La discussione è stata più o meno questa (riporterò i concetti, non affidatevi del tutto alle parole. Nel caso verrò corretto dal Cacciatore)

Io: “Il mercato delle armi è uno di quelli più redditizi e che non risente la crisi perché è insito nella natura dell’uomo, l’istinto alla guerra”
Cacciatore: “Beh, ma se tu vietassi l’esportazione di armi, ridurresti la loro circolazione e quindi si ridurrebbe anche la violenza”
Io: “Certo, ma così facendo rovineresti alcuni settori economici in modo irreversibile, dando vita anche ad un mercato nero”
C: “Beh, ma prendi l’esempio del Giappone…Loro, nella loro Costituzione, hanno un articolo che gli vieta di esportare armi e, col mercato nero, il numero delle armi vendute diminuirebbe”
Io: “Certo, ma il Giappone può contare (come voce di bilancio – N.d.C.) sulle esportazioni in campo tecnologico, mentre l’Italia invece ha un grande guadagno sull’esportazione di armi. È qualcosa di assurdamente anti-economico. Nessun imprenditore lo farebbe mai”
[…]
Io: “Comunque, insomma, dire che il settore bancario sia sinonimo di guadagno mi sembra quanto meno azzardato…I primi a perderci, in caso di queste crisi, sono proprio i proprietari”
C: “Ah, quindi il proprietario che va a farsi la bella vita in un paradiso fiscale con i soldi che ha rubato/messo da parte, ci rimetterebbe quanto il normale cittadino?”
[…]
Io: “Sì. Ovviamente, dal suo punto di vista (del proprietario/imprenditore) c’è un enorme perdita. Lui se ne fotte del morto di fame che non riesce più ad arrivare a fine mese, a lui rode il culo perché se prima aveva 100, adesso ha 50. E ci ha perso 50, mentre il suo obiettivo era guadagnare…”
[…]
Io “Le cose stanno così, o ti adatti o ti estingui”
C: “Cioè, quindi dato che il sistema ti lascia solo queste scelte, tu lo accetti e non tenti di cambiarlo? Ma che merda, io in un mondo del genere non ci voglio vivere”
Io: “Ma non è che non si faccia nulla. Il sistema ti dà l’opportunità di fare o non fare determinate cose. Sta al singolo individuo, in base ai propri valori e a ciò che pensa sia o non sia giusto, fare o non fare quella determinata cosa. Il sistema ti dà degli strumenti, sta a te doverli sfruttare”
[…]
Io: “Il tuo problema, Fra, è che tendi a pensare più a quello che “dovrebbe essere” mentre io tendo a cercare di muovermi in quello “che è”
C: “Diciamo che io la prendo dal lato più filosofico”

Ovviamente, quanto qui sopra riportato è solo un estratto e non rende la complessità e l’attenzione con cui abbiamo trattato questi temi, tant’è che una volta calata la “tensione” rivolgendomi sia al Cacciatore, sia alla Fatina ho detto “Cazzo, dovremmo scriverle ste cose, ci verrebbero fuori dei post interessanti”. Alla fine, la Fatina (che è stato un ascoltatore attento) s’è offerto di fare da stenografo. Ovviamente, durante il pasto, non si è parlato solo di questi argomenti ma anche della possibilità di portarci i panini da casa (risparmiando i soldi del pranzo) per poter passare l’intera giornata in Sempione.

Finita “la pausa pranzo”, ci siamo diretti in stazione, giusto per dire che avevo fatto il mio dovere e mi ero presentato all’appuntamento nonostante sapessi che nessuno si sarebbe presentato. Alle tre meno dieci, alla fine, abbiamo deciso di andare in Sempione e, dopo aver scelto la nostra base di stazionamento, ci siamo accomodati e abbiamo iniziato a giocare a Solo. Come d’abitudine siamo stati attorniati da coppie più o meno vestite. Ad un certo punto, due fanciulle si siedono a qualche metro da noi e lì…Lì succede l’inenarrabile. La Fatina mi invita ad andar da loro e chiedergli di giocare. Un po’ titubante aspetto qualche secondo e prendo tempo con la scusa di finire la partita. Dato che, ovviamente, il tutto si stava protraendo per le lunghe, con uno scatto di coraggio inaspettato, lancio le carte al Cacciatore e gli dico “Fai il mazzo, che io vado”. Avvicinatomi, sfrutto una pausa nel loro discorso e le invito a giocare. Ovviamente, mi dicono “No, grazie”. Quando mi volto vedo la Fatina che sorride mentre io levo i due pollici alzati e sorrido con faccia da idiota (una scena epica, insomma). Avvicinatomi, con molta nonchalance, mi tolgo di nuovo le scarpe (rischiando di cappottarmi) e gli dico “eh, vabbè, ho preso un palo nel culo” (Il no, in genere è un palo nel culo).

Dunque, quanto appena descritto in maniera abbastanza di merda, è per me un grande passo avanti. Normalmente, col cazzo che avrei fatto una cosa del genere. Con una scusa avrei rimandato o evitato il tutto (e, nell’inventare scuse, sono uber-skillato). E, invece, non so bene per quale follia, ho deciso di fare il famoso passo che mancava. Quel piccolo passo nel vuoto, che mi ha portato ad “espormi” e a “rischiare”. Questo piccolo passo, però, non dovrà essere una cosa a sé stante. No. Dovrà essere seguito da tanti altri piccoli passi su una strada lastricata che mi porterà a guadagnare sempre più maggiore sicurezza e autostima. Una strada che, in passato, è stata spesso infida e scivolosa ma che da quel momento mi spaventa un po’ meno. Una strada che, ad ogni passo, sarà sempre meno insidiosa.

In fondo, è tutta una questione “di testa”. Tutti i limiti, tutti i “E se” e i “E ma”, non sono altro che catene che, col tempo, ho imparato a crearmi per non affrontare un cammino che ho già rimandato per troppo tempo. Un cammino che adesso ho iniziato ad affrontare.

Questo è quanto.

Cya.

P.S.: Ovviamente il pomeriggio è andato avanti ed è stato piuttosto spassoso. La Fatina dei Boschi ha dimostrato di avere il genio strategico di una lontra morta e, sulla via del ritorno, si è iniziati a discutere di una nuova forma di monopoli con annessi banchieri, bolle, speculazioni, venditori di armi e quant’altro. Il progetto è ancora in fase meno che embrionale, ma prometto molto bene.

Questo è quanto (per davvero)

Ciauuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu (cit.)

Cya

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Meet Coso 2.0

Come vi dicevo qui, c’è la possibilità di incontrare il sottoscritto, il Cacciatore di Tonni e la Fatina dei Boschi in quel di Milano. Quello che venerdì mancava era una data. E, oggi, dopo lunghe elucubrazioni sul fatto che fossi serio o meno e per quale motivo lo stessi facendo (circa due minuti), abbiamo analizzato tutte le date a nostra disposizione e…

E abbiamo concluso che l’incontro si ha da fare il 21/07. Un sabato. Sabato perché il Cacciatore di Tonni non ha l’abbonamento e farlo scendere un giorno in più, son soldi. Sabato perché la Fatina dei Boschi ha da preparare due esami. Sabato perché io ho la macchina senza limiti di tempo.

Ricapitolando, in breve, quindi:

Quando: Sabato 21 luglio.
Dove: Ritrovo in stazione a Cadorna, di fronte allo spizzico, sotto il tabellone delle partenze, tra le 14.30 e le 15.00, poi ci si sposta in Sempione.
Cosa si farà: Fondamentalmente un cazzo. Si parlerà del più e del meno, si avrà l’occasione di conoscersi e partecipare ad emozionanti partite di “Scala 40” o “Solo”.
Chi incontrerete: Il sottoscritto in tutta la sua orrorifica presenza, il misterioso Cacciatore di Tonni e la fantomatica e famosissima Fatina dei Boschi (che, ricordo, è un uomo).
Perché venire:  Per passare un pomeriggio diverso conoscendo la persona che sta dietro a Coso e la sua ristrettissima cerchia di amici (parzialmente completa). E poi, sentire i grilli e le cicale che friniscono in centro Milano. Mica poca roba.
Cosa portare: Beveraggio e una stuoia. E spray al peperoncino se diffidate del sottoscritto. Poi quello che volete. Sappiate che ci saranno almeno due migrazioni nel corso del pomeriggio da un punto A ad un punto B.

Chiunque voglia venire, me lo faccia sapere qui sotto o si presenti a sorpresa. Unica cosa, davvero importante, è la puntualità. Noi alle 15.00 che ci sia qualcuno o meno, ce ne andiamo in Sempione.

Come farete a riconoscermi? Beh, dovete beccare tre ragazzi che aspettano di fronte ad uno spizzico e chiacchierano tra di loro. Nel dubbio gridate “Coso” e sventolate la mano. O io, o gli altri due, vi vedremo.

Questo è quanto.

Cya.

P.S.: Aiev di merda, se non vuoi venire durante il ritrovo ufficiale, piemmami in forum che ci si mette d’accordo in separata sede.

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