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Questo post è stato sostituito dal Comunicato di Lotta 79

Cari compagni/e,

Il capitalismo è ormai entrato nella fase finale della sua decadenza. Il susseguirsi di dissesti finanziari globali ha portato l’intero pianeta al punto di non ritorno. È ora di imbracciare i fucili e riprendere ciò che è nostro. La lotta armata non è mai finita e non finirà finché il proletariato non ribalterà le logiche classistiche che governano questo mondo.

Tifiamo rivolta.

La lotta armata continua… O forse no.

Come ben saprete (o come scoprirete ora) sono in vacanza con amici. Questo comporta che il consueto articolo settimanale sia breve e privo di significato. Non credo ci sarà il diario di una vacanza (gli highlights li avete avuti, comunque). Troppa roba da ricordare e da scrivere.

Prima o poi arriveranno le foto (forse).

Torno a fare il Coso Vacanziero.

Questo è quanto.

Cya.

Niente bonus, a sto giro.

 

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Cose belle – Volume #1

Il titolo è già abbastanza esplicativo di per sé.  In questa nuova rubrica raccoglierò un po’ tutti i fatti o le cose che valgano la pena di essere trasmesse ai posteri e ai lettori. Ovviamente è un’idea nata male e continuerà pure peggio. Spesso e volentieri le cose belle in questione non fregheranno a nessuno, ma ceste.

E, per aprire, ci metto la campagna elettorale. Indipendentemente dal risultato finale e dal fatto che io abbia fatto abbastanza schifo, la campagna elettorale, che si avvia verso la sua conclusione, è stato un modo per entrare in contatto con il Comune in cui vivo e conoscerne le persone. L’idea del comune-dormitorio è stata spazzata via di fronte all’enormità di possibilità che il territorio ci offre e che non sono mai state pienamente sfruttate. Il gruppo coeso e unito, inoltre, mi ha permesso di maturare un’esperienza indubbiamente stancante, ma ancor più soddisfacente. E, al di là di tutto, ho avuto a che fare con persone disponibili, con cui ho gioito e sofferto. Persone con cui mi sono incazzato e che mi hanno fatto aprire un po’ di più gli occhi su Seveso. Adesso non resta che stringere i denti e andare avanti per gli ultimi (ormai) tre giorni di campagna elettorale.

Sempre facendo campagna elettorale, in un quartiere della mia città, ho avuto modo di assistere ad una cosa più unica che rara: una famiglia con cui avevo parlato prima che andassero via, al rientro, vedendomi lì seduto con un compagno di partito ci ha offerto da bere e da mangiare. Ovviamente, sia io, sia il compagno abbiamo rifiutato. Nonostante il rifiuto, comunque, è stato piacevole vedere che quelle persone abbiano capito l’impegno, lo sforzo e la passione che ci abbiamo messo e abbiano deciso di dare il loro contributo, in maniera molto semplice e diretta.

Un mio amico, settimana scorsa, mi ha accennato un progetto in cui avrebbe voluto coinvolgermi. Dopo esserci visti domenica, ed aver trovato l’accordo su come sviluppare il lavoro, posso finalmente dirlo: Coso diventerà uno sceneggiatore di fumetti. A me spetta il compito di scrivere la storia e, dopo sceneggiarla. Il mio amico, studente alla scuola del fumetto di Milano, si occuperà della parte grafica (disegno e colori). Le opzioni propostegli da me sono due: una sui supereroi (non molto originale, ma di sicuro effetto) e una è quella del racconto pubblicato qui sul blog. Per il momento non c’è ancora nulla di concreto, anche perché dovrei riassumere in breve le due trame, in modo tale che lui possa sottoporle al prof di sceneggiatura. Probabilmente, alla fine, non se ne farà niente. Però è un modo interessante per occupare il tempo libero.

E alla fine, ma non per ultimo, la vera cosa bella: questo sabato incontrerò V. (e moroso). Il fatto che lei sia a Milano, oltre a quello che sabato possa staccare per un giorno intero prima del ballottaggio, permetteranno questo evento da tanto tempo atteso (almeno, stando a fonti ufficiali). Il programma prevederà sicuramente una libreria (devo ritirare dei libri) e Sempione perché, da bravo culopeso, io voglio mettermi sotto le fresche frasche a cazzeggiare. L’unica nota negativa sarà la delusione di V. dopo l’incontro. Come guest star, dall’ora di pranzo, ci sarà anche la Fatina. Per ulteriori aggiornamenti, dovrete aspettare settimana prossima, probabilmente.

Questo è quanto.

Cya

Bonus:

 

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Di occhiate scambiate sul treno

No, in realtà non so di cosa parlerò. Non ho voglia di scrivere di politica e non ho nulla di particolarmente interessante di cui raccontarvi, perciò, penso che parlerò di tutto e niente.

La prima cosa che mi viene in mente è quindi il viaggio in treno di oggi. No, prima che sorgano dubbi, non ci sono stati ammiccamenti con belle fanciulline. Tutt’altro. Ma facciamo un passo indietro. Sto pomeriggio ho deciso di prendere il treno che si ferma in tutte. Salito al livello superiore (no, non ho skillato) mi son seduto e, dopo essermi tolto le cuffiette, mi sono messo a leggere. Ben presto, però, sono stato circondato da ragazzini urlanti.

Ecco, la prima cosa che non posso fare a meno di chiedermi è: ma anche io, sui treni, ero una scimmia urlante alla loro età? Dopo un breve, ma intenso esame di coscienza la risposta è no. Sarà che i viaggi in treno mi tediano, sarà che non ho bisogno di urlare per parlare con qualcuno (anche perché, tendenzialmente, a meno che non sia necessario vengo evitato anche sul treno), comunque sia non starnazzo come una gallina.

Tornando a noi, comunque, sono stato circondato da questi ragazzini urlanti. La fermata dopo, anziché scendere, ne sono saliti altri. Imperturbabile, comunque, ho di proseguire nella lettura. Per un momento, mi sono chiesto se dovessi rimettere le cuffie ma poi ho lasciato perdere. Fatto sta che, dopo la terza fermata sale un ragazzino e con tutti i posti a disposizione, dove si va a sedere? Indovinate un po’!

Avete detto di fianco a me? La risposta è sbagliata. Di fianco a me c’è il mio zaino contenente…Beh, il nulla. Comunque, si siede di fronte al mio zaino. Come faccio sempre, durante la lettura sul treno, mi sono preso una piccola pausa e mi sono guardato intorno. Ecco, ero il più vecchio (e meno rumoroso) sulla carrozza. Dopo aver preso atto di questo ed essermi nuovamente isolato, improvvisamente, ho colto lo spostamento del tizio che si è piazzato di fronte a me. Qualche secondo dopo, gli sento dire “Ciao”.

Ora, diciamocelo, non so se stesse parlando con me o con qualche suo compagno di scuola. E non voglio nemmeno sapere cosa gli sia passato per la testa, qualora avesse salutato me che, obiettivamente, sono una persona molto poco socievole quando non ho voglia di dar retta a qualcuno. Quello che conta è ciò che accaduto dopo quelle fatidiche quattro lettere.

Come dicevo, dopo il suo saluto, incerto se parlasse con me o meno, ho staccato per un solo momento gli occhi dallo schermo per fulminarlo con un’occhiataccia prima di riprendere ad ignorarlo. Dopo aver fatto questo, il ragazzino, ha preso la sua roba e si è spostato. Per onore della cronaca è stato sostituito da un uomo più vecchio di me che ha dormito tutto il tempo (e sono i compagni di posti che preferisco).

Morale della favola? Mai disturbare un Coso che legge. Spero che abbia imparato la lezione e che tutto questo non si ripeta più.

A questo punto, l’obiezione che potrebbe essere mossa è: “Ma se lo avesse fatto una bella figliuola?”. E sarebbe anche valida, non fosse che le belle figliuole mi evitano come i vampiri evitano la luce del sole.

Il terzo trimestre è incominciato da poco ma, dato che le materie sono interessanti come un calcio nelle palle, oggi ero distratto mentre il prof blaterava qualcosa (che probabilmente si rivelerà fondamentale) ho guardato fuori dalla finestra e ho visto una tizia coi capelli rossi, entrare nell’edificio in cui mi trovavo io.

Ovviamente, avendola vista di sfuggita, mi sono autoconvinto che fosse una tizia che conoscevo. Le mando un messaggio e lei mi chiama. Scuotendo il capo, mentre un mio conoscente faceva una battuta, riattacco. Le mando un altro messaggio dicendole che sono a lezione. Dopo esser riusciti ad identificarci a vicenda, scopro che non era lei la tipa in questione.

Ora, dato che a SPO di rosse così ne ho viste due in tre anni e non si trattava di nessuna delle due (l’altra ha i capelli ricci), le cose sono due: a) Ho le traveggole; b) Stiamo venendo invasi da fanciulle coi capelli rossi. In qualunque caso, la faccenda potrebbe essere estremamente positiva.

Ulteriore cambio d’argomento: vi ricordate quello che dicevo in “appunti di produzione”? No? Beh, non vi siete persi un cazzo. Cooooomunque, il progetto è parcheggiato lì e non credo lo svilupperò mai (o almeno nel prossimo futuro, dove per prossimo futuro si intendono questi mesi fino a luglio).

Perché ho lasciato perdere? Fondamentalmente perché mi è venuta un’altra idea da buttare giù per poi abbandonarla lì. Eh sì, lo so, è un peccato. So anche che voi speravate di leggere tutto quanto (nevvero, ma lasciatemelo credere) ma dovrete aspettare. Purtroppo, infatti, sono un cazzaro che fa fatica a scrivere un post alla settimana qui (e questo articolo lo dimostra), figuriamoci se son abbastanza skillato da poter portare avanti qualcosa con una trama organica.

A proposito di trame organiche e di letture, non posso non accennare velocemente al fatto che finalmente abbia messo le mani su tutta la serie di Wild Cards. Nel terzo libro, debbo dire, c’è la giusta tensione narrativa nonostante la brevità del volume (361 pagine). Tra l’altro, il mio bravissimo e bellissimo Kindle mi riesce a trovare anche le sigle senza troppi problemi (i libri sono in inglese, ovviamente).

Per concludere, una rapida carrellata di varie ed eventuali. Preso atto del fallimento della mail per contattarmi, ho eliminato la scheda e quella mail la userò per le registrazioni. V., hai avuto una pessima idea.

Sì, sto continuando ad uscire il sabato sera e questa cosa stupisce anche me, ma alla fine mi diverto. Emblematico è il fatto che esca con persone che hanno, in media, cinque anni più di me. A parte qualche eccezione, d’altronde, mi sono sempre trovato meglio con persone più grandi.

Siamo ad Aprile e tra una ventina di giorni (circa) andrò in fumetteria, dove mi aspettano i miei adorati tomi da divorare per poi riporli con cura sugli scaffali della libreria.

Bene, direi di aver finito.

Questo è quanto.

Cya.

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