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Riflessioni a Caso #40

Siamo Cosi… Oltre i complessi c’è di più (sulle note di “Siamo Donne, oltre le gambe c’è di più”)

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Dialogo Surreale #8

– Coso, vergognati! Stai giocando ad un gioco con Pippo e Paperino!
– Ma c’è dell’underaged sex!
– Davvero?
– No, ma mi piacerebbe

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Dialogo Surreale #5

– Io sono un gay che va con le donne
– Quindi sei lesbico?
– No, nel senso che le donne pensano che io sia gay

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Riflessioni a caso #6

Sono talmente complessato che vengo respinto dalle ragazze anche nei sogni.

Nei miei sogni.

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Cose belle – Volume #1

Il titolo è già abbastanza esplicativo di per sé.  In questa nuova rubrica raccoglierò un po’ tutti i fatti o le cose che valgano la pena di essere trasmesse ai posteri e ai lettori. Ovviamente è un’idea nata male e continuerà pure peggio. Spesso e volentieri le cose belle in questione non fregheranno a nessuno, ma ceste.

E, per aprire, ci metto la campagna elettorale. Indipendentemente dal risultato finale e dal fatto che io abbia fatto abbastanza schifo, la campagna elettorale, che si avvia verso la sua conclusione, è stato un modo per entrare in contatto con il Comune in cui vivo e conoscerne le persone. L’idea del comune-dormitorio è stata spazzata via di fronte all’enormità di possibilità che il territorio ci offre e che non sono mai state pienamente sfruttate. Il gruppo coeso e unito, inoltre, mi ha permesso di maturare un’esperienza indubbiamente stancante, ma ancor più soddisfacente. E, al di là di tutto, ho avuto a che fare con persone disponibili, con cui ho gioito e sofferto. Persone con cui mi sono incazzato e che mi hanno fatto aprire un po’ di più gli occhi su Seveso. Adesso non resta che stringere i denti e andare avanti per gli ultimi (ormai) tre giorni di campagna elettorale.

Sempre facendo campagna elettorale, in un quartiere della mia città, ho avuto modo di assistere ad una cosa più unica che rara: una famiglia con cui avevo parlato prima che andassero via, al rientro, vedendomi lì seduto con un compagno di partito ci ha offerto da bere e da mangiare. Ovviamente, sia io, sia il compagno abbiamo rifiutato. Nonostante il rifiuto, comunque, è stato piacevole vedere che quelle persone abbiano capito l’impegno, lo sforzo e la passione che ci abbiamo messo e abbiano deciso di dare il loro contributo, in maniera molto semplice e diretta.

Un mio amico, settimana scorsa, mi ha accennato un progetto in cui avrebbe voluto coinvolgermi. Dopo esserci visti domenica, ed aver trovato l’accordo su come sviluppare il lavoro, posso finalmente dirlo: Coso diventerà uno sceneggiatore di fumetti. A me spetta il compito di scrivere la storia e, dopo sceneggiarla. Il mio amico, studente alla scuola del fumetto di Milano, si occuperà della parte grafica (disegno e colori). Le opzioni propostegli da me sono due: una sui supereroi (non molto originale, ma di sicuro effetto) e una è quella del racconto pubblicato qui sul blog. Per il momento non c’è ancora nulla di concreto, anche perché dovrei riassumere in breve le due trame, in modo tale che lui possa sottoporle al prof di sceneggiatura. Probabilmente, alla fine, non se ne farà niente. Però è un modo interessante per occupare il tempo libero.

E alla fine, ma non per ultimo, la vera cosa bella: questo sabato incontrerò V. (e moroso). Il fatto che lei sia a Milano, oltre a quello che sabato possa staccare per un giorno intero prima del ballottaggio, permetteranno questo evento da tanto tempo atteso (almeno, stando a fonti ufficiali). Il programma prevederà sicuramente una libreria (devo ritirare dei libri) e Sempione perché, da bravo culopeso, io voglio mettermi sotto le fresche frasche a cazzeggiare. L’unica nota negativa sarà la delusione di V. dopo l’incontro. Come guest star, dall’ora di pranzo, ci sarà anche la Fatina. Per ulteriori aggiornamenti, dovrete aspettare settimana prossima, probabilmente.

Questo è quanto.

Cya

Bonus:

 

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Questo titolo sarà privo di qualsivoglia indicazione.

All’inizio, per questa settimana, avevo pensato ad un post “serio”, poi mi sono reso conto che forse sarebbe stato meglio posticiparlo alla prossima, giusto perché è l’ultima settimana prima delle elezioni e quindi fare un quadro generale prima del voto non sarebbe un’idea da buttare via. Per questo motivo vi beccherete una serie di fatti/riflessioni slegati da qual si voglia contesto e di dubbio interesse.

E, per forza di cose, non si può non parlare del festival di Sanremo. Non l’ho visto ieri, non lo vedrò oggi, ma ho avuto modo di vedere lo “spettacolino” di Crozza. La faccenda è guardabile da due prospettive differenti: la prima è quella sul piano dei contenuti, la seconda è quella della contestazione. Per comodità partirò dalla seconda: gli internauti sono spaccati: c’è chi pensa che la contestazione sia stata giusta, c’è chi pensa che sia stata esagerata. Personalmente, ritengo che sia stata esagerata nonostante, effettivamente, Crozza tenda ad affondare più con Abberluscone che con il PD. Dal punto di vista qualitativo, invece, è stato abbastanza deludente. Quanto fatto vedere non è stato altro che un collage di sketch già visti o a Ballarò o in Crozza nel Paese delle Meraviglie. Insomma, forse avrebbe potuto tirar fuori qualcosa di più originale. Una prestazione senza infamia e senza lode intorno a cui si è creato un gran polverone per nulla.

La seconda cosa riguarda un evento di portata storica: le dimissioni del Papa. I motivi non sono ancora del tutto chiari. C’è chi pensa che sia per l’intervento al cuore subito dal pontefice, c’è chi pensa che stia bollendo in pentola un scandalo di proporzioni inaudite. I Bookies danno un candidato africano come favorito alla successione al soglio pontificio. Per quanto riguarda gli italiani, il vescovo di Milano, è il nome più papabile. Speculazioni a parte, non si può ignorare le conseguenze che un fatto del genere avrà sul futuro della chiesa. Sino al buon Ratzinger, tutti i papi (o quasi) erano stati papa sino alla morte ma questi ultimi eventi, sconvolgono il quadro. Lo sconvolgono perché non sappiamo che cosa farà il buon Nazinger e non sappiamo quale sarà il suo peso nelle gerarchie vaticane. Come dissi a tavola, lunedì, se il papa fosse stato un cavallo azzoppato, il problema non si sarebbe posto. Fun Fact: si dice che il successore di questo papa sarà il famoso “Papa Nero” della profezia di Malachia. Mistero ha già preparato una puntata speciale.

La terza cosa tira in ballo un discorso tra me e V. in cui si parlava dell’assenza di post cinici o cazzari su sto blog da un bel po’ di tempo e, in effetti, l’ultimo post del tutto cazzaro è datato 29 dicembre 2012. Ci sarebbe da chiedersi i motivi di una svolta così “seriosa” (noiosa) al blog e la conclusione a cui è arrivata V. è che io stia crescendo. In realtà, lo scopo (che sta riuscendo) è quello di tediare a morte i lettori in modo tale che smettano di seguire il blog. Come detto tra parentesi, lo scopo è apparentemente raggiunto. Le visite sono letteralmente crollate rispetto ai mesi precedenti (pur mantenendosi troppo alte). Per questo motivo, ho intenzione di fare un appello a voi sventurati che passate: non fermatevi su questo blog. È un mix di cose già risapute e cose di cui non dovrebbe fregare un cazzo a nessuno sano di mente. Andate su altri blog, di gente che scrive mucchi di cose interessanti facendo tre/quattro post al giorno. Vi divertirete di più, fidatevi di Coso. (Campagna di desensibilizzazione nei confronti di Coso).

Il giorno del mio compleanno si avvicina sempre di più e, salvo imprevisti, la sera del mio ventiduesimo anniversario di vita dovrei essere a Milano per un concerto dei Living Colour. Con me, ovviamente, ci sarà la Fatina dei Boschi. La decisione è stata presa dopo un rapido conciliabolo sul fatto che ne valesse la pena o meno. Dopo aver ascoltato un po’ di canzoni, però, ci siamo resi conto che a 23 euri, l’andarci sarebbe un affarone. Questo sarà il mio quarto concerto (i precedenti tre, in ordine cronologico: Ligabue un fottiliardo di anni fa, mio zio in chiesa, I MCR gratis). Altri concerti a cui vorrei prima o poi assistere sono quelli di: Pain Of Salvation, Katzenjammer e Caparezza. Prezzi dei biglietti permettendo.

Ieri, per mia sfortuna, ho visto J. Edgar. Il film, di base discreto, mi lascia molte perplessità e dopo la prima ora e un quarto si rivela essere un polpettone difficilmente digeribile (alla fine, speri che il protagonista muoia). Eastwood sforna un film a mio avviso sottotono e fin troppo buonista. Guadagna punti verso la fine con un dialogo in cui ci viene fatto scoprire che le cose non sono come raccontate dal protagonista. Leonardo di Caprio è stato magistrale e ha risollevato non poco il film con la sua prestazione. La storia però, indugia troppo su fatti non comprovati e non approfondisce i lati più oscuri di Edgar Hoover (si sofferma sulla sua omosessualità e non su quanto fatto durante il Maccartismo per esempio). Insomma, l’ennesimo Kolossal autocelebrativo della grande America.

La domenica entrante sarò in Piazza Duomo a Milano per un grande incontro che vedrà coinvolti Ambrosoli, Bersani, Pisapia, Vendola e, soprattutto, il Tovarish Tabacci. Probabilmente questo segnerà il clou della campagna elettorale del PD in Lombardia. Con me ci saranno forse un paio di amici (di cui non faccio nomi) ed è un’occasione per sentire dal vivo le proposte che verranno fatte sia per la Regione, sia per lo Stato. La speranza è che non sia una perdita di tempo. Martedì 19, salvo cambi di programma, andrò a vedere Grillo che arriva a Milano con lo Tsunami Tour. L’obiettivo sarà, oltre a sopravvivere, quello di capire se il programma di M5S vada oltre a quanto scritto su Internet e capire le vere intenzioni di un movimento che, probabilmente, prenderà più del 20% di voti. È probabile che nel post di settimana prossima accenni a questi due eventi.

Stanno susseguendosi oscuri presagi l’uno dietro l’altro. Il Pastore Tedesco si dimette, Bersani e Grillo a Milano a distanza di pochi giorni, nevicate abbondanti sul piano padano, la Corea del Nord fa test nucleari, è iniziato il Festival di Sanremo e… E una ragazza (carina) mi ha rivolto la parola. Galeotte furono le iscrizioni ai seminari di Relazioni Internazionali.

Si ringrazia per avermi concesso a sua insaputa il titolo di un album di foto, la Secsdonna.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus (per la secsdonna)

Bonus (per le persone sane di mente)

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Coso Lettore

No, lo so, non è l’articolo serio a cui avevo accennato settimana scorsa ma in questo periodo, un po’ per il fatto che dovrei studiare per gli esami, un po’ per il fatto che abbia da fare per i più svariati motivi, un po’ perché sono sfigato e ogni tre per due mi capita un imprevisto, non ho né la testa, né la voglia di scrivere qualcosa che si avvicini anche lontanamente ad un post intelligente o utile, quindi beccatevi l’articolo abbastanza cazzaro.

Articolo cazzaro che non si riferisce alle mie ultime letture in ambito cartaceo (per quanto un’idea del genere non sarebbe malvagia e giustificherebbe l’esistenza della categoria “Rubriche”) ma, bensì, ai blog. Se l’ultima volta mi ero scagliato contro i blogger da “blogger”, questa volta lo farò da lettore. Prima di iniziare la filippica contro di loro è, però, necessario sottolineare una cosa molto importante: il Coso lettore odia intensamente il Coso blogger. E, presto, capirete anche il perché.

Nell’ultimo anno ho avuto modo di accorgermi di come ci sia stata, sull’interlink, l’esplosione di una nuova pandemia: l’apertura del blog. Chiunque, per i più svariati motivi, ha almeno valutato di aprirne uno e molti, moltissimi, dopo aver fatto valutazioni più o meno approfondite, sono passati dall’idea alla pratica. Voi vi starete chiedendo cosa c’è di male (N.B.: non importa che ve lo stiate chiedendo davvero o meno) legittimamente e io, altrettanto legittimamente, vi spiegherò perché lo Straniero avrebbe dovuto portarne molti con sé.

Il vero problema, come dicevo sopra, non è tanto il proliferare dei blog quanto il fatto che, come lettore, io abbia un palato piuttosto raffinato. Palato che, puntualmente, viene maltrattato da dubbi blogger con dubbie capacità. Dubbie capacità che si esprimono con post che vanno dal “Mamma mia, quanto ho riso” al “Perché lo Straniero non ha portato via me?”.

Chiunque sapesse chi è lo Straniero, si chiederebbe perché io possa avere una reazione del genere ed il motivo è presto detto: gli articoli che ho avuto il dispiacere di leggere nel corso del tempo erano qualitativamente infimi e, in alcuni casi, non avevano nemmeno un senso logico. Erano un mucchio di parole prese e scritte a caso. E, a meno che non siate dei futuristi (e, cazzo, fidatevi: non lo siete), fate solo la figura dei pirla (e, indubbiamente, fate presa su tutti coloro che cercano lo scrittore maledetto o vanno filosofeggiando su pezzi che non vogliono dire un cazzo).

Ma, tralasciando il puro discorso stilistico (a cui si potrebbe aggiungere l’uso dell’italiano in modo osceno e una punteggiatura o troppo presente o, peggio ancora, inesistente), passiamo agli argomenti che vengono trattati. Gli argomenti sono sempre un punto dolente. Ogni volta che si inizia a scrivere di qualcosa, si sa già che altri lo hanno trattato (probabilmente in modo migliore), ma ciò non autorizza chiunque voglia scrivere al dare il via alla sagra delle banalità o dire cose che non stanno né in cielo, né in terra.

La regola del buon scrittore/scribacchino/blogger/Salcazzoché è quella di informarsi, prima di scrivere. E informarsi vuol dire avere almeno un’idea generale della tesi che si vuole portare avanti e degli argomenti che la sostengono. Un lettore, in mancanza di questi elementi, non solo troverà difficoltosa la lettura, ma non ci capirà una beneamata minchia.

Un’altra cosa che mi irrita è da imputare a coloro che si limitano a fare il copia/incolla da un altro sito internet (spesso Kiwipedia) senza poi aggiungere nulla di proprio. Se volessi leggere una cosa del genere, perché dovrei venire sul tuo blog quando posso consultare il sito citato tra parentesi? Misteri della fede.

C’è un’altra cosa che fatico a capire (ma, probabilmente, è un limite mio): chi si ostina a pubblicare post con la stessa frequenza con cui una persona caga. Già è difficile scrivere roba interessante una volta ogni morte di Sommo Septon, figurarsi cosa potrebbe risultare, ad un lettore, vedere una persona che pubblica tanti brani senza senso a distanza di qualche ora l’uno dall’altro. Non è una questione di quantità, ma è una questione di qualità (o una formalità, non ricordo più bene)

Il vero grosso, grossissimo problema però non sono tanto gli scrittori, quanto i lettori stessi. Non possiamo pretendere che un lettore che legga “50 sfumature di marrone” e lo apprezzi, poi vada su internet a cercare blog in cui si trattano argomenti di un certo spessore. Non possiamo pretendere che la ragazzina che legge i libri di Fabio Volo, poi apprezzi di più un post con dei contenuti piuttosto che le solite quattro cazzate trite e ritrite (anche se i parallelismi donne/arcipelago e donne/dinosauri penso li abbia fatti solo lui). Non possiamo pretendere che chi abbia amato Twilight, possa apprezzare poi un blog in cui Twilight viene smontato punto su punto a causa delle evidenti lacune logiche (come cazzo faceva il tizio sbarluccicante a non azzannare la tizia quando aveva le sue cose, ad esempio? Me lo sono sempre chiesto, ma oltre al tipico “esigenze narrative” non è che mi venisse in mente altro). E potrei andare avanti all’infinito, con questi esempi. Ma mi sono rotto il cazzo di scrivere, quindi mi avvio verso la conclusione.

Conclusione che non può essere altro che il prendere atto di come lo spirito critico del lettore medio (e anche di molti critici per lavoro) sia stato livellato verso il basso negli ultimi anni. E, questo trend, si è spostato dal cartaceo al digitale.

Questo è quanto.

Cya.

P.S.: stigrancazzi quanto ho scritto, solo per lamentarmi.
P.P.S.: Spero abbiate colto almeno una delle tante citazioni colte inserite in sto post, senza l’aiuto di wikipedia.

Bonus:

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