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Social Coso

Girovagando per i blog, mi sono accorto di come molti blogger oltre al loro blog utilizzino uno o più Social Network e sistemi di messaggistica (più o meno) istantanea. Anche io, dal canto mio, per quanto possa essere culopeso e asociale mi sono ritrovato ad avere un account almeno su uno dei tanti SN.

E, vi posso assicurare, che su Twitter non mi trovereste. Dovrei avere ancora l’account, ma non ci loggo da una vita. Non capisco l’utilità di quel Social Network. Potrà pure essere di tendenza quanto vuole, ma io voglio poter scrivere senza limiti. Con centoquaranta caratteri non riuscirei a fare nemmeno un’introduzione decente ad un argomento serio. Tra l’altro, le impostazioni generali e il modo di interagire mi lasciano assai perplesso e non mi hanno mai preso. E, soprattutto, le persone che voglio/mi interessa sentire non credo che lì ci siano (ammetto di non essermi nemmeno mai posto il problema), quindi se siete dei Twitterfag, non incrocerete mai il sottoscritto (gioite).

Su facebook ci sono stato a lungo e mi sono beccato anche un paio di ban per i più svariati motivi (troll, troll, troll, troll, troll…Ah, bei tempi fortunatamente andati). Solo che, diciamocelo, Fb ha sempre fatto schifo a livello di privacy. Finché ha avuto il “monopolio”, non c’era molta scelta. Poi è arrivata la concorrenza (sempre sia lodata Big G). Ma di questo parlerò dopo. Il mio rapporto con facebook è stato quello che si ha con un mezzo di necessità: era l’unico modo per sentire quotidianamente e in modo quasi gratuito gli amici. Tra l’altro c’erano un paio di pagine interessanti che seguivo e a cui mi sono azzardato anche a partecipare con contributi seri. Ma, come detto sopra, poi è arrivato Google Plus. E da lì, ho iniziato a vedere il declino di feisbug. Declino perché tutti gli ultimi aggiornamenti non sono altro che brutte copie (buggate) di quanto trovato da Zucchinanberg su G+ (Possibilità di creare “cerchie”, aggiornamento degli album fotografici, possibilità di fare videochiamate). Anche se, a voler essere sinceri, la merdata più grande è stata quella del diario: una stronzata talmente orrida e inutile che da sola, sarebbe dovuta bastare per abbandonarlo. Tra l’altro, l’utenza media di FB mi è sempre stata sui coglioni. Il motivo? Semplice: tra note senza senso, perbenismo cavalcante, disinformazione e inviti per i cazzo di giochini, ti passava la voglia di starci. Finito il fantacalcio, ci ho impiegato davvero poco a cancellare il profilo e scomparire da quelle tristi lande.

E poi c’è il mio attuale Social Network di riferimento: Google Plus (G+). Si è guadagnato questo ruolo per pochi e semplici motivi:

1) Organizzazione: Mentre trovavo FB assai caotico, G+ con la sua grafica minimale, è più ordinato. Più pulito. E, secondo me, abbandonando le vecchie abitudini, anche più semplice da usare. Un’idea geniale, tra l’altro, è quella delle cerchie. Puoi decidere cosa condividere e con chi a seconda dei contenuti. È il top.
2) La limitata utenza: Perché è un punto di forza di questo Social Network? Semplicemente perché quando una cosa viene aperta al “grande pubblico”, viene rovinata. Fortunatamente, almeno in Italia, questo non è ancora avvenuto e ciò mi fa tirare un sospiro di sollievo…Per quanto su determinate pagine, già inizino a vedersi commenti che mi fanno venire il Male di Vivere (o come lo definiamo tra amici “un cancro”.)
3) La qualità delle discussioni: Soprattutto negli ultimi mesi, si sono registrate discussioni di una qualità elevatissima tra me e i miei amici. Si parla di politica, di economia, di attualità senza interventi fuori luogo di gente che, magari, passava di lì per caso e voleva dire la sua dicendo puttanate grosse come palazzi. Ah, ovviamente a questi “discorsoni” si affiancano pure le stronzate, ci mancherebbe altro.
4) La possibilità di fare videoritrovi: I videoritrovi, ormai sono una tradizione. La qualità audio/video (Ammit a parte) è davvero ottima e anche la stabilità fa concorrenza a Skype. Probabilmente questa è “un’arma” in più e un motivo in più per cui preferisca stare su questo Social Network.

Per quanto riguarda la messaggistica istantanea, invece, ho sia skype sia il dimenticato Windows Live Messenger, ma ormai ho smesso di usarli, in quanto mi rallentano il piccì e mi offrono servizi che, come potete notare, ho già trovato altrove.

Insomma, anche per oggi ho finito.

Questo è quanto.

Cya.

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Viaggio in treno

Questa mattina andando verso Milano, appena saliti sul treno, io e i miei compagni abbiamo avuto un incontro scontro con una signora per dei posti a sedere. Incontro/scontro ovviamente perso. Scacciati da quel vagone a furor di popolo andammo in un’altra carrozza.

Ed è qui che diverse donne di mezza età discutevano delle cose più disparate. Mouse di Hello Kitty, bambini e quant’altro. Anche se non ero interessato alle conversazioni, un po’ perchè annoiato, un po’ perchè non potevo fare a meno di sentire iniziai a seguirle.

Sul lato sinistro due signore parlavano del famigerato mouse di Hello Kitty.  Discussione che poi immancabilmente si è spostata sul lavoro. Infatti una delle due disse all’altra che una cliente del negozio in cui lavora aveva rifiutato uno sconto del 10% per l’acquisto di due capi acquistandone soltanto uno, per poi tornare il giorno dopo ad acquistare anche l’altro rimmettendoci un bel po’.

Sulla mia destra invece un altro gruppo di signore partì parlando degli orari sballati dei treni per finire a parlare dell’atteggiamento dei figli. Fino a quando non scesero continuarono a parlare dei loro figli o dei compagni di scuola degli stessi.

Poco dopo arivammo anche noi alla stazione cui eravamo destinati.

Il pomeriggio, dopo aver rischiato di perdere il treno, mi trovai ancora costretto a seguire prima la discussione di una coppia di studenti universitari (un lui e una lei) che parlavano di un qualche avvenimento riguardante il Free Style nelle zone di Milano, il loro discorso probabilmente sarà continuato ma io non sono al corrente del proseguio, in quanto questi scesero prima di me.

Subito dopo mi trovai di fianco a due uomini che parlavano probabilmente di computer (dedussi ciò dal termine Itc) e usando un linguaggio a me incomprensibile ben presto smisi di seguire quanto dicevano.

Tutti  questi discorsi seguirono i miei spostamenti lungo il treno per raggiungere i miei compagni di scuola venuti con me in gita al teatro Carcano per vedere l’opera “La dama delle camelie”.

Comunque alla fine riuscii a raggiungerli e mi sedetti di fianco ad un mio compagno di classe.

Una discussione alle mie spalle era nata sotto auspici promettenti (si parlava di Sicilia, Borsellino e Falcone) ma poi si perse il filo e i ragazzi dell’altra quinta della mia scuola iniziarono a fare battute di vario genere, quindi smisi di ascoltare.

Subito dopo di fronte a me si sedettero due ragazzine che iniziarono a blaterare di fatti a me oscuri con la vuotezza tipica nella maggior parte dei ragazzini con quell’età. Smisi di ascoltarle quando una delle due tentando di fare dell’ironia lasciò perplessa anche l’amica. Fortunatamente il loro cicaleggio si interruppe quasi subito, infatti scesero poco dopo esser salite.

E l’ultima persona che ascoltai/osservai era probabilmente la più interessante. Una ragazza della mia età circa, con occhi azzurro ghiaccio. Le uniche parole proferite al telefono furono “mh” e “mh mh” e un “nulla” quando il mio ombrello le cadde addosso. Poi scese lasciandomi “fantasticare” sul chi fosse e di cosa avesse parlato al telefono.

Una volta scesa lei, annoiato da tutto quel ciarlare finalmente accesi l’mp3 e iniziai ad ascoltare un po’ di musica. Comunque visto quanto scritto devo dire che l’inutile ciarlare non si è rivelato poi così inutile.

Alla prossima!

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