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Riflessioni a Caso #33

[…] Mi viene difficile pensare al fatto che io riesca a tenere una conferenza stampa mentre sto scopando. Beh, mi viene difficile pensare al fatto che io scopi.

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Di tutto, niente

E poi ti rendi conto che se non sfruttassi il martedì sera (o quel che ne resta) per scrivere qui sopra, non ne avresti il tempo. E quindi eccomi qui. Il titolo mi sembra emblematico: parlerò di cose assolutamente slegate tra loro e in ordine completamente casuale. Sì, mi rendo conto che sia il terzo (o quarto) post di fila in cui non parlo di politica un po’ perché ho perso di vista il livello nazionale, un po’ perché ho una serie di validi motivi che non starò qui ad elencare.

Ne resterà soltanto uno…E non è lui. Anche volendo, non si potrebbe non iniziare parlando della morte di Giulio Andreotti. Si è spento ieri all’età di novantaquattro anni. Cresciuto politicamente sotto l’ala di Alcide De Gasperi, si è dimostrato uno dei più grandi statisti italiani (e chi dice il contrario,  non è obiettivo), con la sua presenza ha caratterizzato gran parte della vita della Prima Repubblica. Accanto all’abilità da statista, però, ci sono le molte ombre: dall’assoluzione per prescrizione dall’accusa di associazione a delinquere, ai rapporti coi Servizi Segreti e la gestione degli Anni di Piombo e del caso Moro. La sua figura è paragonabile a quella della Thatcher in Inghilterra, per la controversa reputazione di cui gode. Con la sua morte, comunque, si assiste alla fine vera e propria di una stagione politica e svanisce anche l’unica possibilità di saperne di più sui tanti misteri italiani ancora insoluti, attraverso la narrazione diretta di uno dei protagonisti. Alla fine, di padre della Costituzione, n’è rimasto solo uno e non si tratta di lui.

Incapacità Congenita. Ché poi, io, con le donne non ci so fare. E non è nemmeno questione di non applicarsi o di non provarci. È proprio incapacità congenita. Giustamente, voi non capite di cosa sto parlando, perciò credo sia meglio cercare di rendervi un po’ più partecipi: Ieri stavo parlando di rapporti di coppia. Con chi? Eh, è un segreto (forse di Pulcinella, ma pur sempre un segreto). Perché? Eh, questa è una bella domanda. Diciamo che in questo discorso mi ci sia infilato da solo, con un’affermazione infelice. Ché poi, a voler esser pignoli, io delle dinamiche dei rapporti di coppia non è che ci abbia mai capito un cazzo. O meglio, quando si tratta di quelli degli altri, mi sembra tutto estremamente facile, quando si tratta di me… Beh, il problema non si pone… Ma sto digredendo. Dicevo che mi ci sono infilato da solo, facendo un’affermazione a metà strada tra il serio e il faceto. Resta il fatto che una cosa ha tirato l’altra, si è giunti alla fatidica conclusione: “Non vedo perché dovrei accontentarmi, quando si tratta di scegliere una persona con cui passare una parte della mia vita”. Col “si è giunti” intendo che l’affermazione in realtà è mia. Comunque, non so se sia stata questa la frase colpevole a qualcosa a cui ho dato meno peso, comunque la persona con cui parlavo (una donna, sì) s’è sentita urtata. Ora, il problema non è tanto farsi perdonare (che già, comunque, potrebbe esser difficile), quanto il fatto che in una situazione del genere mi ci sia infilato da solo. È un po’ come aver votato PD (e, sì, per la cronaca ho fatto anche questo).

Addio Fb. Ci risiamo. Per l’ennesima volta ho cancellato l’account farlocco da feisbug. La decisione è stata presa non ricordo quando (forse settimana scorsa oppure due settimane fa) senza nessuna ragione apparente. La verità è che a me viene a noia facilmente, quello stupido social network di serie B. Ovviamente la mia decisione non è stata indolore: sono stato pesantemente insultato (nevvero, in fondo non erano così pesanti, gli insulti) perché ho rotto i coglioni con questo “compari e scompari” che ogni tanto faccio. Da questa esperienza, però, ho tratto due conclusioni. La prima è piuttosto semplice: se tutto andrà come ho previsto, entro la fine del mese sarò libero di cancellare pure il profilo “vero” da fb. La seconda, invece, è una certezza che si è cementata ancor di più col passare del tempo: gente, G+ è milioni di volte avanti rispetto a feisbug. E ha il vantaggio che non lo usi praticamente nessuno. Gioia e gaudio per la parte hipster (che disprezzo) in me.

And the winner is… Una cosa che ancora non capisco (No, ovviamente non è “solo una cosa” che non capisco, ma se andassimo a vederle tutte faremmo notte…Del otto aprile duemilasedici), nonostante i quasi quattro anni da blogger pirla qui sopra, sono i premi dati dagli scribacchini ad altri scribacchini. La perplessità, nata circa un anno fa, ancora non si è sopita. Ogni volta che vedo qualcuno linkare/scrivere “Mh, sto pensando di candidarti al premio per il cicisbeo più cicisbeo che esista” una vocina interiore leva la sua voce con un indignato “Perché?“. Qual è l’utilità di tutto ciò? Essere incoronato vincitore di una gara a cui non voglio partecipare? Beh, bello.  Bello soprattutto perché chi mi premia, in fondo, in fondo, potrebbe pensare pure che “50 sfumature di Grigio” sia un bel libro e che Palahniuk sia un bravo autore e non un Fabio Volo che scrive in modo volgare (e se la prima cosa la tengono ben nascosta, la seconda fanno in modo di sbandierarla in ogni modo). E poi, diciamocelo, del fatto che piaccia o meno ai lettori ciò che scriviamo, non ce ne frega un cazzo, in realtà. Non è un’insulsa catena di Sant’Antonio (perché poi, il funzionamento è quello) a farmi pensare d’esser bravo  (anche perché non lo sono). Non lo sono nemmeno le mille mila visite in un mese a farmelo pensare. Potrò dire di essere un bravo blogger solo quando arriverò a scrivere sul Fatto Quotidiano, con Travaglio. Checcazzo. Fortunatamente, però, questi premi sono cose che non mi competono.

Messaggio per te, che ormai sei in fissa sull’About Me. Tu, lettore ignoto che sei in fissa con la scheda About Me, palesati in qualche modo. Sei davvero inquietante. Passi che cerchi le foto dei fighini postati qua da qualche parte per fapparti selvaggiamente, passi anche che tu dia un’occhiata ai Must Read. Va bene anche il fatto che cerchi spunti per i tuoi temi scolastici ma, per favore, davvero…Smettila di stalkerarmi. C’è già la secsdonna che ogni tanto se ne esce con frasi tratte da quella descrizione. Non sono certo di poter sopportare due guardoni. Sono veramente inquietato. E, tra l’altro, spero che non sia tu il visitatore islandese. Che poi mi chiedo come cazzo sia stato possibile che un islandese sia arrivato fino a qui. Vabbè, ceste (cit.)

Il mio peggior nemico. La fine si avvicina sempre di più. Dopo i sogni nefasti, ieri ho avuto un faccia a faccia con un pagliaccio. Ho avuto veramente paura ma l’ho affrontato come un vero uomo… Ovvero, mi sono nascosto dietro al banchetto e ho continuato a bisbigliare ai presenti “Mandatelo via! Ho paura!” oppure “Mi fa impressione, quello stupido clown. Cacciatelo!”. La cosa bella, però, era che io avevo i palloncini. Palloncini che ho rifilato ad un sacco di marmocchi. Ed è stato bello vedere il mio skillare nel corso della fiera: domenica mattina i bambini scappavano via come se avessero visto Pennywise, lunedì sera (in chiusura) tutti venivano lì da me per prendere il palloncino, snobbando gli altri. Il mio nemico mortale non so dove sia finito ma nel dubbio, ora, prima di salire in macchina controllo che non ci sia nessun passeggero indesiderato.

Questo è quanto.

Cya.

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Cose A Caso 100% affidabile

Non so bene da dove sia uscita questa storia del 100% affidabile e, in realtà, è di poco interesse. In teoria, in questo post, dovrei copiare il link di una pagina web che ha indetto questo concorso e il nome di cinque blogger. Dato che Coso lettore è ancora più svogliato di Coso scrittore e i blog che seguo e vengono aggiornati frequentemente arrivano a mala pena a cinque, penso non farò nulla di simile.

In realtà, i motivi sono altri e, per lo più, puramente personali. In primis non mi va di partecipare ad una mega-catena di Sant’Antonio per ricevere/fare pubblicità. Non mi va, un po’ perché mi pare una minchiata, un po’ perché vorrebbe dire “esporsi troppo”. E l’esporsi troppo, ovviamente, contrasta col modo sempre molto cazzaro con cui ho portato avanti il blog in questi ultimi nove mesi. Nove mesi che mi hanno già portato ad una visibilità maggiore (e non sempre gradita, se proprio vogliamo essere sinceri) e inaspettata (oltre che non voluta).

Oltre al fattore pubblicità/mainstreamità, c’è anche un discorso legato alla continuità. Sì, è vero, in questi nove mesi ho aggiornato costantemente il blog ma, conoscendomi, potrei tornare a pubblicare una cosa ogni sei mesi o abbandonarlo per altrettanto tempo. E, questo, di sicuro non è sinonimo di affidabilità. Ovviamente, questo discorso si ricollega al fatto che sia un cazzone e un culopeso, ma non vorrei essere troppo ridondante e ripetitivo, almeno in sto articolo.

Poi c’è un altro discorso: l’affidabilità, l’utilità e l’originalità delle notizie. Beh, tralasciando che il novanta per cento delle cose che il sottoscritto scrive siano minchiate, non solo non si tratta di nulla di originale ma, spesso, sono anche cose inutili e fini a se stesse che, al massimo, possono riguardare una stretta cerchia di persone che comprende me, me stesso, la Fatina dei Boschi e il Cacciatore di Tonni (quando proprio butta bene). Quindi, anche in questo caso, direi che Cose A Caso non rispetta (più o meno volutamente da parte del sottoscritto) gli obiettivi prefissati.

Alla fine, ma non per ultimo, c’è il discorso legato alla passione che spinge a portare avanti un blog. Beh, non vedo perché dovrei essere premiato. Come già dicevo tempo addietro ad un amico: “Che scriva per due persone, o che scriva per cento, in realtà IDGAF. Lo faccio perché c’ho voglia”. Insomma, premiare un bravo blogger è come premiare un bravo giocatore (novantenne) di scopa ad un centro anziani: un bellissimo riconoscimento senza il quale, però, le cose sarebbero andate nella stessa maniera. E sto parlando di un bravo blogger, non di me (o di quelli del Fatto) che al massimo sono (siamo) blogger della domenica (però io lo faccio aggratis e quelli del Fatto li pagano).

Dunque, io ringrazio sia La Geniaccia e V. per avermi votato ed aver espresso così una loro opinione positiva sul mio blog e per il loro pensiero, ma questa cosa non s’ha da fare. Cose A Caso 100% Affidabile? Grazie, ma no, grazie.

Questo è quanto.

Cya

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