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Tempesta e…Caldaie

Ieri sera, come tutti quelli della mia zona sapranno bene, si è scatenata una tempesta coi controfiocchi. I motivi di tale gargantuesca precipitazione? C’è chi dice sia stata l’Afa, c’è chi dice sia stato un banco di nubi carico di precipitazioni, c’è chi dice faccia tutto parte della profezia Maya. Tutte questi tre gruppi hanno una cosa in comune: si sbagliano. Si sbagliano proprio alla grande. Perché dico questo? Semplice!

Ieri, mia madre, ha speso centoventi euro per un paio di scarpe. Dato che voi non conoscete mia madre come la conosciamo noi, non vi sembrerà nulla di straordinario…Eppure, per noi (e con noi intendo: Me, mia sorella e il genitore)  è stata una sorpresa. Una sorpresa perché, vedete, mia madre è come la formica della storia “La cicala e la formica”. Solitamente non spenderebbe mai così tanto per qual si voglia capo di abbigliamento (grandi occasioni escluse) e, ad essere sinceri, condivido questa sua linea di pensiero (almeno in ambito di vestiario). Comunque, come vi dicevo ad inizio paragrafo, ieri è successo l’inenarrabile. Appena saputo quanto speso dalla madre, in casa si è creato un clima di attonito stupore…Per circa dieci secondi. Sapevamo tutti e tre che quel gesto poteva significare solo una cosa: l’arrivo dell’Apocalisse.

Apocalisse che, di fatto, non si è fatta attendere ed è giunta sotto forma di scroscianti getti d’acqua, fulmini e lampi. Ne buttava giù talmente tanta che siamo stati costretti a far riparare Porchettore in cantina (con conseguente lotta di mia sorella per asciugarlo…Scene spassosissime). Il povero cane, appena sentito un tuono, ha uggiolato spaventato e si è nascosto in un angolo restandosene buono buono fin quando, passata la tempesta, qualcuno lo ha sfrattato (no, non sono stato io, anche se avrei voluto).

Il primo fulmine con tanto di tuono, mio padre l’ha visto in diretta perché, in quel momento, mentre beveva il caffè e controllava il cancello richiudersi. La scena a cui ho assistito io è stata più o meno questa: Fulmine, botto come l’esplosione di una bomba e mio padre che prende un colpo (come del resto tutti i presenti in casa, dato che era una cosa del tutto inaspettata). Tutti i programmi di mia sorella per la serata sono stati annullati mentre io mi sono ritrovato con la stanza mezza allagata in prossimità della finestra (di solito, essendo la mia finestra in posizione protetta, non dovrebbe piovere dentro…Anche questo fa capire quanto forte venisse giù).

A questo punto voi vi starete chiedendo due cose: possibile che Coso stia facendo un post su un temporale estivo? E le caldaie cosa c’entrano?

Ebbene, la risposta alle vostre domande è una ed unica. Sto scrivendo questo post perché, purtroppo, se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo. Il fulmine di cui sopra in un colpo solo ha guastato sia la mia caldaia, sia quella di mio zio. La situazione è davvero incresciosa. L’intera casa è rimasta senza acqua calda è tutto questo si riflette sulle possibilità di farmi la doccia. Il piano originale, infatti, prevedeva che ci fosse una transumanza della famiglia Coso al piano di sotto per docciarsi (a seconda delle necessità, avremmo prestabilito dei turni). Stamane, però, mio zio abbastanza incazzato, ha citofonato su e mi ha dato la terribile notizia che l’acqua calda, in questi lidi, non si vedrà finché non uscirà il tecnico.

Della serie “Bad news are bad”

Questo è quanto.

Cya.

 

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Telefono che squilla

Un essere umano normale e sano di mente non ha problemi col telefono ma, come ben sapete, io tendo a non essere né normale né così sano di mente quanto mi piacerebbe credere.

Io odio il telefono, lo trovo un marchingegno creato da Satana (coadiuvato da Loki e Ade) per sfracassare i coglioni alla gente. Non capisco come alcune persone possano provare del piacere perverso e sadico ad utilizzarlo. Prendiamo, per esempio, me e la mia genitrice.

Io:

– Ciao, sono Luca c’è X? –
– Certo, adesso te lo passo –
– Grazie, salve –
– Ciao, Lu, tutto a posto? – 
– Sì. Oggi ci sei? –
– Sì/No –
– Occhei, vengo a prenderti per le ore XX.YY/ci si becca la prossima volta –

Fine.

Genitrice

– Ciao XXXYYY, tutto a posto? –

– Ah, bene, mi fa piacere sì sì. E per quella storia? –

– Ah, sì *ride sguiatamente* – (quanto la odio quando fa così)

– Va bene, c’è ZZZAAA? –

Due ore dopo
– Ah, ma comunque allora ci vediamo in montagna nel week end? –
….
– Sì, saliamo in mattinata quando Gianni si sveglia (Gianni è mio padre) –

Un’ora dopo
– Ciao! Ciao! Ciao –

Occhei, voi direte: è una donna ce l’ha di vizio e posso anche capirlo. Però, porca troia, vi vedete il giorno dopo…Non potete parlare di ste amenità in montagna? No, evidentemente no. Dovete restare al telefono ore a starnazzare cazzate proprio mentre io sto cercando di farmi i cazzi miei.

Ma che poi, il parlare con altre persone perché si ha bisogno di decider qualcosa è ancora accettabile. La cosa che odio davvero di più sono le chiamate dei Call-Center. Anche perché, a conti fatti, ti chiamano:

1) Mentre stai cucinando
2) Mentre stai mangiando (come molti parenti inopportuni)
3) Mentre ci sei a casa solo tu e non te ne frega un cazzo di quello che ha da proporti, perché non te ne occupi.
4) Mentre stai cagando (ed è in quei momenti, che volano i santi, in casa mia)
5) Subito dopo un altro collega.
6) Mentre stai dormendo

Ora, c’è la solita attenuante che loro lo facciano per lavoro e debbano provare a portarsi “a casa” il cliente. È vero che non piaccia a loro più di quanto piaccia a me…Però, cazzo, se ti dico che non sono interessato alla tua ultima-offerta-da-grido-a-cui-nessuno-può-rinunciare-sennò-merita-di-morire-tra-atroci-sofferenze, non insistere per favore. Lo dico per il tuo bene (e per quello delle mie palle). Non far richiamare i colleghi una volta al giorno, finché esasperati, non rispondiamo più al telefono o ti insultiamo (perché poi, diventa una questione di famiglia e gli insulti li prende da chi è così sfigato da essere in zona telefono).
Ma, in questo caso, è anche colpa nostra eh. Siamo noi che demandiamo alla genitrice il compito di trattare con questi venditori di fuffa telefonicamente. E lei, investita di tale potere, in una situazione in cui una persona sana di mente farebbe questo

Persona sana di mente

– Vorremmo offrirle il nostro nuovo piano tariffario fuffarolo che per il primo anno costa XX € al, e poi YY € al mese –
– La ringrazio, ma ci troviamo bene con il nostro operatore e non siamo interssati –

Invece, farebbe questo:

Mia madre

– Vorremmo offrirle il nostro nuovo piano tariffario fuffarolo che per il primo anno costa XX € al, e poi YY € al mese –
– No, ma vede io capisco la sua offerta me nel 1689 abbiamo avuto un’esperienza negativa con quest’altra compagnia e da allora […] Magari mi richiami quando ha una nuova offerta da propormi –

Qualcuno adesso mi spieghi il perché di cotanto sadismo in una donna così piccola. Perché cazzo gli dici di richiamarti se tanto sai già che sia io, sia tua figlia, sia tuo marito ti guarderemo come se fossi una venusiana finita per sbaglio in cucina al posto della donna che di solito veste il ruolo di genitrice/moglie ti grideremmo un grosso, colossale, gigantesco “CAZZO, NO!”  . In effetti, ora che ci penso non so se odio di più gli operatori che chiamano, o mia madre che dà loro corda. Una cosa è certa: con quella corda impiccherei entrambi.

E dulcis in fundo la cosa che mi ha fatto scrivere questo articolo maledetto: I messaggi registrati. Già di mio mi sta in culo stare al telefono, sto cazzeggiando beatamente al piccì e sento l’apparecchio infernale squillare. Nonostante tutto spero che sia qualcuno per un colloquio di lavoro e invece… Invece è il messaggio registrato di un posto inutile, talmente inutile, ma talmente tanto inutile che persino il Molise avrebbe un utilizzo migliore (se esistesse).
Ma la cosa che mi fa girare ancora di più i coglioni è quando sono I POLITICI a fare sta merdata. Tendenzialmente in televisione, più di dieci minuti non ti ascolto perché sei ridicolo…Cosa, esattamente, ti fa pensare che io voglia sentirti anche dentro al MIO telefono. Vai via! Non ti voglio anche lì. Sei già nel mio portafogli, nella mia televisione, nel mio culo (spesso e volentieri) e ti devo pure avere nel mio telefono? No, no, io lo distruggo quell’aggeggio. Si vive meglio senza un telefono di casa: nessuno che ti rompe i coglioni, se succedesse qualcosa di davvero urgente mi cercherebbero sul cellulare con un messaggio…Oh, quasi mi commuovo solo all’idea di una cosa del genere.

Morale della favola: in questo momento un telefono sta per squillare, prega ardentemente che non sia il tuo…

Toh, squilla il telefono.

Cya.

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