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Questo titolo sarà privo di qualsivoglia indicazione.

All’inizio, per questa settimana, avevo pensato ad un post “serio”, poi mi sono reso conto che forse sarebbe stato meglio posticiparlo alla prossima, giusto perché è l’ultima settimana prima delle elezioni e quindi fare un quadro generale prima del voto non sarebbe un’idea da buttare via. Per questo motivo vi beccherete una serie di fatti/riflessioni slegati da qual si voglia contesto e di dubbio interesse.

E, per forza di cose, non si può non parlare del festival di Sanremo. Non l’ho visto ieri, non lo vedrò oggi, ma ho avuto modo di vedere lo “spettacolino” di Crozza. La faccenda è guardabile da due prospettive differenti: la prima è quella sul piano dei contenuti, la seconda è quella della contestazione. Per comodità partirò dalla seconda: gli internauti sono spaccati: c’è chi pensa che la contestazione sia stata giusta, c’è chi pensa che sia stata esagerata. Personalmente, ritengo che sia stata esagerata nonostante, effettivamente, Crozza tenda ad affondare più con Abberluscone che con il PD. Dal punto di vista qualitativo, invece, è stato abbastanza deludente. Quanto fatto vedere non è stato altro che un collage di sketch già visti o a Ballarò o in Crozza nel Paese delle Meraviglie. Insomma, forse avrebbe potuto tirar fuori qualcosa di più originale. Una prestazione senza infamia e senza lode intorno a cui si è creato un gran polverone per nulla.

La seconda cosa riguarda un evento di portata storica: le dimissioni del Papa. I motivi non sono ancora del tutto chiari. C’è chi pensa che sia per l’intervento al cuore subito dal pontefice, c’è chi pensa che stia bollendo in pentola un scandalo di proporzioni inaudite. I Bookies danno un candidato africano come favorito alla successione al soglio pontificio. Per quanto riguarda gli italiani, il vescovo di Milano, è il nome più papabile. Speculazioni a parte, non si può ignorare le conseguenze che un fatto del genere avrà sul futuro della chiesa. Sino al buon Ratzinger, tutti i papi (o quasi) erano stati papa sino alla morte ma questi ultimi eventi, sconvolgono il quadro. Lo sconvolgono perché non sappiamo che cosa farà il buon Nazinger e non sappiamo quale sarà il suo peso nelle gerarchie vaticane. Come dissi a tavola, lunedì, se il papa fosse stato un cavallo azzoppato, il problema non si sarebbe posto. Fun Fact: si dice che il successore di questo papa sarà il famoso “Papa Nero” della profezia di Malachia. Mistero ha già preparato una puntata speciale.

La terza cosa tira in ballo un discorso tra me e V. in cui si parlava dell’assenza di post cinici o cazzari su sto blog da un bel po’ di tempo e, in effetti, l’ultimo post del tutto cazzaro è datato 29 dicembre 2012. Ci sarebbe da chiedersi i motivi di una svolta così “seriosa” (noiosa) al blog e la conclusione a cui è arrivata V. è che io stia crescendo. In realtà, lo scopo (che sta riuscendo) è quello di tediare a morte i lettori in modo tale che smettano di seguire il blog. Come detto tra parentesi, lo scopo è apparentemente raggiunto. Le visite sono letteralmente crollate rispetto ai mesi precedenti (pur mantenendosi troppo alte). Per questo motivo, ho intenzione di fare un appello a voi sventurati che passate: non fermatevi su questo blog. È un mix di cose già risapute e cose di cui non dovrebbe fregare un cazzo a nessuno sano di mente. Andate su altri blog, di gente che scrive mucchi di cose interessanti facendo tre/quattro post al giorno. Vi divertirete di più, fidatevi di Coso. (Campagna di desensibilizzazione nei confronti di Coso).

Il giorno del mio compleanno si avvicina sempre di più e, salvo imprevisti, la sera del mio ventiduesimo anniversario di vita dovrei essere a Milano per un concerto dei Living Colour. Con me, ovviamente, ci sarà la Fatina dei Boschi. La decisione è stata presa dopo un rapido conciliabolo sul fatto che ne valesse la pena o meno. Dopo aver ascoltato un po’ di canzoni, però, ci siamo resi conto che a 23 euri, l’andarci sarebbe un affarone. Questo sarà il mio quarto concerto (i precedenti tre, in ordine cronologico: Ligabue un fottiliardo di anni fa, mio zio in chiesa, I MCR gratis). Altri concerti a cui vorrei prima o poi assistere sono quelli di: Pain Of Salvation, Katzenjammer e Caparezza. Prezzi dei biglietti permettendo.

Ieri, per mia sfortuna, ho visto J. Edgar. Il film, di base discreto, mi lascia molte perplessità e dopo la prima ora e un quarto si rivela essere un polpettone difficilmente digeribile (alla fine, speri che il protagonista muoia). Eastwood sforna un film a mio avviso sottotono e fin troppo buonista. Guadagna punti verso la fine con un dialogo in cui ci viene fatto scoprire che le cose non sono come raccontate dal protagonista. Leonardo di Caprio è stato magistrale e ha risollevato non poco il film con la sua prestazione. La storia però, indugia troppo su fatti non comprovati e non approfondisce i lati più oscuri di Edgar Hoover (si sofferma sulla sua omosessualità e non su quanto fatto durante il Maccartismo per esempio). Insomma, l’ennesimo Kolossal autocelebrativo della grande America.

La domenica entrante sarò in Piazza Duomo a Milano per un grande incontro che vedrà coinvolti Ambrosoli, Bersani, Pisapia, Vendola e, soprattutto, il Tovarish Tabacci. Probabilmente questo segnerà il clou della campagna elettorale del PD in Lombardia. Con me ci saranno forse un paio di amici (di cui non faccio nomi) ed è un’occasione per sentire dal vivo le proposte che verranno fatte sia per la Regione, sia per lo Stato. La speranza è che non sia una perdita di tempo. Martedì 19, salvo cambi di programma, andrò a vedere Grillo che arriva a Milano con lo Tsunami Tour. L’obiettivo sarà, oltre a sopravvivere, quello di capire se il programma di M5S vada oltre a quanto scritto su Internet e capire le vere intenzioni di un movimento che, probabilmente, prenderà più del 20% di voti. È probabile che nel post di settimana prossima accenni a questi due eventi.

Stanno susseguendosi oscuri presagi l’uno dietro l’altro. Il Pastore Tedesco si dimette, Bersani e Grillo a Milano a distanza di pochi giorni, nevicate abbondanti sul piano padano, la Corea del Nord fa test nucleari, è iniziato il Festival di Sanremo e… E una ragazza (carina) mi ha rivolto la parola. Galeotte furono le iscrizioni ai seminari di Relazioni Internazionali.

Si ringrazia per avermi concesso a sua insaputa il titolo di un album di foto, la Secsdonna.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus (per la secsdonna)

Bonus (per le persone sane di mente)

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Situazione Politica

Era da un po’ che non scrivevo di politica in senso stretto e, sarà che sono a corto di argomenti, sarà che mi andava di farlo, oggi vi beccate sta palla…Tanto parlerò solo dei primi tre partiti, in questo momento.

La situazione politica italiana, nonostante un Governo Tecnico, è in fermento. Negli ultimi giorni abbiamo assistito anche al ritorno in scena (e in campo) di Silvio Berlusconi come candidato premier del PdL. Ritorno che, di fatto, cancella l’idea delle primarie che si era fatta strada negli ultimi tempi, con un colpo di spugna. PdL che, in questi giorni, sta puntando ad ottenere una revisione della seconda parte della Costituzione (riguardante il ruolo del Presidente della Repubblica). Con questa manovra si vuole dare più potere al Presidente della Repubblica, per toglierne al Capo del Governo. Questo porterebbe l’Italia in regime di Semi-Presidenzialismo (come il modello francese, tanto per intenderci.) PdL che ha anche i suoi problemi, però. Il più eclatante è il caso Nicolle Minetti che si rifiuta di dare le dimissioni da consigliere della regione Lombardia nonostante le pressioni arrivatele dai vertici del partito. Stando ai sondaggi, ad oggi, il PdL oscilla tra il 18 e il 21% di voti.

Il Movimento Cinque Stelle, dopo aver raggiunto picchi intorno al 20%, nelle ultime settimane era bruscamente calato anche a causa della poca risonanza avuta nella grancassa mediatica. Il buon Grillo, però, ha subito colto l’occasione fornitagli dal PD (di cui parlerò dopo) per riottenere le luci della ribalta e, dal punto di vista puramente numerico, è servito. Infatti, il M5S, oscilla tra il 15 e il 17% di voti, confermandosi la terza forza politica del paese. Nonostante questo, anche il movimento ha avuto i suoi problemi (leggasi Parma e la giunta composta in tempi biblici) e la creazione di un nuovo Movimento. Il Movimento Sei Stelle con un nuovo paradigma di base: la coerenza. Inoltre, è evidente che senza “far scalpore” il M5S non sarebbe di certo a questi livelli di popolarità (e lo ha dimostrato nelle due settimane in cui non si parlava né di Grillo, né del Movimento perdendo ben il 5% di voti).

Nel frattempo, il primo partito del paese, sta cercando un modo per affossarsi e non governare. Ovviamente, sto parlando del PD. PD che a livello nazionale strizza l’occhio all’UDC e cerca di portare dalla sua parte anche Vendola, tagliando fuori la mina vagante Di Pietro. PD che, però, negli ultimi giorni ha fatto parlare di sé per una frattura interna causata dai matrimoni gay. Alcuni esponenti del direttivo, infatti, avevano proposto all’ordine del giorno questo tema che è assai caro al Centro-Sinistra ma, Rosy Bindi, si è rifiutata di modificare la scaletta degli argomenti. Ovviamente questo ha scatenato un tram tram di polemiche su cui, il Buon Beppe, si è tuffato pur di guadagnare le luci della ribalta. Altro punto caldo, all’interno del PD, è quello delle Primarie. Renzi non vuole che sia Bersani a candidarsi e dunque, si apre lo scenario delle Primarie. Primarie che potrebbero vedere, tra gli altri, partecipare anche il Leader di SeL, Nichi Vendola. L’unica certezza è che la foto di Vasto è, ormai, un lontano ricordo. Comunque, nonostante tutto questo, il PD viaggia tra il 24 e il 27%.

L’astensione, le schede bianche e nulle, insieme raggiungono quasi il 40%. Forse il dato più alto per quanto riguarda le elezioni a livello Nazionale in tutta la storia repubblicana. Ovviamente siamo ancora ben lungi dal voto (ammesso e non concesso che il governo Monti giunga a fine legislatura) e tutto può ancora cambiare. Restate connessi fino alla prossima volta che avrò sbatta di rioccuparmi di sto argomento.

Questo è quanto.

Cya.

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