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Riflessioni a Caso #19

Solo in Italia si può stare per mesi a discutere del fatto che un pregiudicato, condannato con una sentenza passata in giudicato, possa o non possa rimanere in Parlamento.

La cosa triste è che, alla fine, potrebbe restarci davvero.

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Sull’immigrazione

Il tema, come tutti potete immaginare, è ampio e molto delicato. Cercherò, nonostante questo, di essere breve e conciso. La questione legata all’immigrazione è tornata alle luci della ribalta in seguito agli incresciosi fatti avvenuti a Milano, nel quartiere Niguarda. La cronaca penso che la conosciate tutti e quindi non mi ci soffermerò, ma voglio porre alla vostra attenzione il fatto che l’atto di un folle sia stato strumentalizzato da un partito politico.

Il partito politico in questione ha, da sempre, portato avanti una crociata contro gli immigrati visti come ladri, assassini, stupratori oppure persone che rubano il lavoro agli italiani facendosi pagare di meno. Con i toni dei propri esponenti e con i loro modi, hanno fomentato spesso un odio inspiegabile verso quella che per una nazione come l’Italia dovrebbe, invece, essere una risorsa.

Tra tutte le accuse vengono mosse agli immigrati, ce n’è una che mi sta a cuore smontare: l’ultima. È vero, vengono pagati meno degli italiani. Molto spesso lavorano in nero e non pagano nemmeno le tasse. Ma è colpa loro? La risposta è, ovviamente, no. La colpa, più che degli immigrati, è da imputare a quegli imprenditori che per il loro tornaconto personale, decidono di sfruttare una situazione di disagio e difficoltà in cui si trovano queste persone. Se poi analizzassimo un attimino i lavori in cui gli immigrati sono impiegati, ci renderemmo conto che si tratta di lavori manuali (e faticosi) che molti giovani italiani, ormai, non vogliono più fare.

Insomma, imputare la mancanza di posti di lavoro alla presenza di stranieri in Italia, penso sia abbastanza ridicolo. Dirò di più: stando ai dati ufficiali di Confesercenti, mentre le aziende aperte da italiani sono in calo e quelle esistenti stanno chiudendo, le imprese di extracomunitari sono in crescita (nel secondo trimestre del 2012 si era ad un +6,6% rispetto all’anno precedente). Insomma, oltre a non portare via lavoro, ne creano dell’altro dando un impulso vitale ad un’economia che stenta a riprendersi.

Perché, vedete, l’immigrazione può essere vista in due modi: o come una minaccia o come una risorsa. Secondo me, dovrebbe prevalere la seconda visione. Come detto sopra, l’immigrazione, in Italia potrebbe dare quelle risorse che stanno venendo a mancare. Ovviamente, non si tratta di “aprire le porte a tutti, indiscriminatamente” quanto il non porre barriere (soprattutto ideologiche) che impediscono di fatto sia uno sviluppo economico, sia un’integrazione.

L’integrazione, infatti, è l’altro tema importante che riguarda l’immigrazione. Come ottenere una miglior integrazione per coloro che giungono nel nostro paese? Come fare in modo che non si ghettizzino e non vengano ghettizzati? Come renderli dei cittadini italiani a tutti gli effetti? Queste sono le domande che ci si dovrebbe porre e che, in Italia, ci si è posti poco e male. Le risposte a questi quesiti non sono mai arrivate e tutte le iniziative sono cadute nel dimenticatoio subito dopo aver visto la luce.

Per migliorare il sistema di integrazione, lo Stato dovrebbe farsi carico dell’insegnamento sia della lingua, sia dell’educazione civica degli extracomunitari. In questo modo, si avrebbe una formazione che permetterebbe di bypassare il più grosso ostacolo, quello comunicativo, e ci sarebbe un primo inserimento (attraverso la conoscenza delle regole) nella realtà italiana.

Per favorire l’integrazione, poi, sarebbe meglio evitare che si creino quartieri in cui intere vie siano abitate solo da famiglie di extracomunitari: in questo modo si eviterebbe di assistere a quel fenomeno di auto-ghettizzazione a cui si sottopongono e che, inevitabilmente, va a fomentare la paura e la malafede degli italiani.

Altra idea che sarebbe applicabile in modo rapido e veloce sarebbe quello di concedere, ai figli di immigrati nati in Italia, la cittadinanza. Questo, oltre che dal punto di vista puramente demografico, darebbe un impulso a questo processo che sembra non essere mai iniziato.

Rifiutare un dato di fatto come il multiculturalismo presente in Italia e ignorare, con ostinazione e stupidità, la risorsa sfruttata in modo errato che rappresenta l’immigrazione, significherebbe commettere un errore di valutazione imperdonabile. Quelli che sono stranieri oggi, proseguendo con questa mentalità, non potranno mai diventare gli italiani di domani. E, in questo modo, a perdere saremmo tutti, italiani ed immigrati.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus (not releated):

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Eurovision: Finale

Prima dello Show:

Te l’ho detto cosa devi fare: devi vederlo in streaming e non rompere la minchia

Ci sono queste luci ghei

Ma Avril Lavigne degli sfigati?

Dai, ci sono un sacco di ragazzine carine… A parte l’inglese.

E poi ci sono gli Hipster

No, Marco Mengoni no!

“L’Irlanda, sì…Quelli gay!
Ancora quelli ci sono?”

“Ma che cazzo di vestiti c’ha questa, porca puttana?
Ma soprattutto che cazzo di gambe c’ha?
Fosse figa”

“Mi sentite?

Sì, di merda
Anche dal vivo mi senti di merda
Dal vivo sei una merda”

“L’Ungheria cosa cantava, Coso?
Una canzone di merda”

Francia:

“L’enfer et moi? L’inferno ed io?
Esatto!
Che canzone di merda”

“Scusate ma stava sgracchiando?
Sì”

“Ma guarda come muove le mani…
Secsità nascoste
Ma ha le braccia pelose!”

Sì, ma sto cantato gridato ha rotto il cazzo

Lituania:

Questa è Milano, cazzo! È Milano!

Ah, sì, il lituano è quello che prova a gesticolare come un italiano

“Ti sei perso forse la cosa più bella.
Ah, sì, gli effetti speciali
No, la fighetta sincronizzata”

Moldovia:

Ma che cazzo di capelli c’ha?

Sta già iniziando a crescere

Ha detto “Con lorda noi”

“Ma quindi questa fa concorrenza a Draculo della Romania?
Eh, sì
Secondo me si trovano a fare un duetto dopo”

Oddio sta crescendo e i lampi, e il fumo…Oddio è una scorreggia, sta bruciando la scorreggia!

Finlandia:

Che poi ha scelto una gonnellina molto sobria…Rosa fosforescente

“Sì, dai baciatevi e non rompeteci i coglioni
Sì, non ce ne frega un cazzo, limonatevi e basta.”

Guarda anche loro fanno l’effetto Verme

“Per me si bacia un uomo
Ma non ci sono uomini
Ma c’erano
Sono diventate donne”

Spagna:

Sono degli sfigati, fa la foto al prato
Voglio far le foto ad ogni filo d’erba

Dai, fai un primo piano alle poppe

“Ma è stonata
No, sta cercando di imitare… *silenzio”

“Va che è tappa!
Beh, ma donna nana, tutta tana
Eh, in effetti.”

“Ma questa cosa spagnola e irlandese e anche scozzese e un po’ pop rock?
Beh, è un po’ tutto.”

L’unica donna a piedi nudi che mi sarei fatto è quella che camminava per strada durante il primo anno di amministrazione Pisapia

Ma la sta stuprando quella chitarra

Belgio:

Ma è la Romania? No, è il Belgio

Ma è quell’italiano sfigato

Adesso sono troppo triste e canto “Love Kills” (L’amore uccide)

Ma chi è questo? Il cugino sfigato di qualcuno? No, ma questo è un muppets… Ma figa, questo è Elmo dei Muppets

“Ma come cazzo ballano le tizie? Perché si mettono una mano sulla figa?
Perché hanno un fastidioso prurito intimo!”

Si sono accoltellate, penso.

“Sì, un po’ di Dubstep
Sì, Skrillex FTW
In metà delle canzoni c’è il Dubstep”

“Che sguardo inquietante
Sì, infatti, che sguardo da psico… Psicoqualcosa
Sguardo da psicoElmo”

Poi ti vuole anche strozzare, capito.

Lettonia:

Sì, Kula è Lettonia! Lettonia!

Oh, che belle calze

che bella figa (in coro la Fatina e il Cacciatore)

A me sembra la cantante degli evanescence

No, non sudare… Perché ha detto “Suda me”

“Ah sì, era l’incinta questa…
No!
Sì, c’ha il vestito da incinta, da premaman”
“Pagar i tas”

Ma quindi nella finale, deve aprire le acque?

“Becca un milanese e ci parla tranquillamente
We, testina”

Conclude la canzone dicendo “E al puzza, sta storia”

Bielorussia:

“Dà da mangiare i piccioni! C’ha in mano un piccione che le beccava
Ecco chi li fa riprodurre: è tutto un complotto della Bielorussia”

E poi grida “So mejo! So Mejo” e grida “Te meno, te meno”

“Ma non si può ascoltare in muto, sta canzone?
Sì, sì, è quello che sto facendo
Io lo faccio tutti i giorni, e non se n’è mai accorto nessuno”

Ancora il verme e poi le svastiche

“Come si chiama quella canzone russa?
Quella delle vecchiette bastarde?”

Malta:

“Ma un’onda non poteva portarsela via?
Eh, c’ha provato…”

“Secondo me, il tizio di cui sta cantando è gay
Beh, è ovvio”

Minchia, oh, ma copritegli la faccia

Dopo un lungo silenzio: sta canzone fa talmente cagare che ci ha lasciato senza parola

Ah, ma è la canzone dello stalker!

No, io non parlo del basso… Io parlo del tizio che si è fatto crescere i baffi col punto del Conad

Fatina & Cacciatore: e minchia, sparategli

Russia:

Spetta, vado a prendere del cioccolato… Mi sto deprimendo.

“Ma che faccia c’ha? È enorme, cazzo
Questa rischia di vincere
Ma fa cagare questa canzone
Appunto
…Legit”

“M’ha già rotto i coglioni, sai?
E pallosa abbestia
Non si può andare avanti nel tempo?
Sì, avanti veloce!”

“Ma perché hanno delle palle luminose?
Perché lanciano palle luminose nel pubblico?
Comunque gli hanno fottuto le palle
Perché, ce le avevano prima?
Sì, in mano”

Germania:

No, no! la Germania no!

“Sai chi è Cascada? Faceva canzoni di merda: eurodance anni 90
Una vera merda
Peggio: da prendere a schiaffi”

“Cos’è sta merda?
Eh, è la Germania”

“La mia economia andrà in merda, adesso
Beh, andrà in merda ma è sempre meglio di sta canzone”

“Ma io ho solo messo i codici a barre alle persone, perché anche la libertà politica è calata?
Minchia, nemmeno io.
Mi piace avere le cose sotto controllo, e allora?!”

“Ma non ancora finito?
No, ma sta morendo sul palco.”

“Devono imparare a farle più corte ste canzoni.
Due secondi bastano.
Esatto.”

Minchia, è finito.

Armenia:

“È Metla
Sono i nickleback rumeni
Non sono rumeni, sono scemi. Sono Armeni”

“Ma poi c’ha un sopracciglio fashon sto uomo
Sì, infatti.
Andrà di moda.”

“Ma la sciarpetta?
La sciarpetta è un tocco di classe.
Ma tutti hanno la sciarpetta.
Tocco di classe”

Ma dategli una botta in testa, per piacere.

“Ah, ma è Gesù
Adesso torna tutto!
Dio ha provato a mandare Gesù, ma la gente non ha capito e ha mandato sto idiota.
Dio è un po’ come il PD, insomma.”

E poi lo bruciano.

E provano a dargli fuoco, eh.

“Comunque sta venendo fuori un bel papiro
Ma va a cagare
Ma come va a gare?
Non a te, al cantante che ha detto “Deng iu””

Tizia che parla: “buttatela in mare e tenetele sotto la testa, con cattiveria
Ma quanto cazzo parla, sta beota? E soprattutto perché parla con dei vestiti?”

Olanda:

“Perché sta picchiando un pelato?
Perché non le piacciano i pelati.
Ma, soprattutto, perché è inseguita da un niggah in motorino?
In Olanda succede sempre”

Passano venti secondi: “ma manca molto alla fine? Mi stanno già cadendo i coglioni
Mancano ancora due minuti e mezzo, Coso.
Ma cambia ritmo, vero?
Lo spero…Non penso duri tre minuti così
Dai, adesso, dubstep!”

“Sai come si chiama sta canzone qua?
Sevuoimoriregiovaneascoltami?
No, si chiama “uccelli”. Ci rendiamo conto che sta cantando di uccelli?”

Gesticolando la cantante: un uccello grosso così, non l’ho mai visto. Leggendario. Ero così contenta… E mi imbarazza anche un po’

Romania:

“Se non è Dracula gay non è la Romania.
Se non è Dracula gay questo…”

“Però ha una faccia conosciuta…
È il tuo peggior incubo”

“Se continuasse così, sarebbe irritante e basta
Ti piacerebbe, eh?
Invece poi ci sono gli omini nudi che ballano”

Mi lascia sempre senza parole.

Canta così male che sono caduto.

Canta così male che anche la Dubstep diventa accettabile

“Ma poi quei dildoni rossi che si alzano e abbassano?
Non lo so, saranno assorbenti. Assorbenti e Dracula, si spiega tutto.”

“Che poi non vorrei dire ma essendo Dracula non può avere il crocifisso al collo
Ma lui è figo, e può.”

Inghilterra:

La madre di Rose

“Vorrei vederla senza trucco
Ma senza trucco, cade a pezzi
Sì, infatti, è un’impalcatura di cera”

“Macheccazzo?
Dai non è ancora inizia…Ma che cazzo?”

“Ma mi sa di già sentito
Mannò, dai
Mi sa di canzone brutta degli Aerosmith
Non c’è bisogno di dire brutta
Intendevo particolarmente brutta.”

“Da lontano sembra bellina, la bassista
Sì, ma da lontano
Dai, cazzo”

Svezia:

“Vediamo di fare in fretta
Esatto.”

“Fanno kung fu
Massì, questi sono come gli sfigati che si mettono in Sempione”

“Hanno tirato fuori i microfoni
A meno che non abbiano vestiti fatti come il TARDIS, non posso fare a meno di chiedermi da dove li abbiano tirato fuori.”

“Sai cosa mi ricorda? Evangelion.
Perché devi insultare Evangelion?
I vestiti. Non lo so, è un’impressione.”

“Si stanno suonando il pacco.
Infatti, perché?
Macheccazzo?”

“Anche lui c’ha una bella faccia da schiaffi
Non lo so, a me è venuto un cancro agli occhi.”

“Ma che cazzo vi applaudite?
Eh, ma giocano in casa”

Ungheria:

“NO, i tre hipster
NOOOOO, perché?”

In contemporanea: che sfigato – quanti schiaffi (io e il Cacciatore)

“Cosa fa effettivamente, la cantante?
Fa spavento.
Merda, canta. Ecco cosa fa.”

“Ma mi sa che il tizio si chiama Dani come Dani Filth e infatti, entrambi, non sanno cantare
In effetti, tutto ha senso.”

“Sembra Giovanni Lindo Ferretti.
Non dire cazzate.”

Ma dal naso in sotto, c’ha la faccia da fabio volo.

Danimarca:

“Per me è figa la danese. Bassa come poche, però…
Fra, già detto: donna nana tutta tana
Anche coi tacchi è bassa”

“Ah, è Shakira, è vero.
A me più che Shakira sembra una fusione tra lei ed Hermione.”

“È tappa, ma è tutta tana.
Eh, lo so. È… da giù i pantaloni.
Ma non ce li ha, i pantaloni
Parlava dei suoi, Fra.”

“Ora, non vorrei dire, ma sta canzone mi sa di già sentito.
Sì, beh, che canzone non ti sa di già sentito, Fra?”

“Ma cos’è? Carta igienica?
Sono tampax”

“Andiamo tutti in Danimarca a cercarla?
Gangbang
Esatto.
In Danimarca ce ne sono anche di migliori.”

Islanda:

Con tutta la buona musica che avevate, in Islanda

“Ma non eravate falliti?
No, sono tornati più arrabbiati
Fino alla prossima crisi.”

“Che poi lo sapete che è tornata la Destra? L’hanno votata di nuovo
Come in Italia.
Mannò, la destra ha governato per vent’anni
Come in Italia
E poi è salita la Sinistra e alla prima occasione hanno rivotato la Destra
Come in Italia.”

“Seh, vabbè, poi questo ti mette incinta.
In questo momento, cento donne del pubblico sono rimaste incinte.
Anche quelle del pubblico.
E l’estone sta partorendo.”

Dice “Legali, legali” e poi grida “Figa”, giustamente.

Azerbaijan:

Cade con gli sci: che sfigato!

Che figata cadere dagli sci. È il mio sport preferito dopo cantar canzoni di merda, come vedrete tra poco.

“Ah, sì, quello sadomaso
No, Fra, mi sa che hai sbagliato film
Massì, quello negro con dentro il suo schiavo nel coso di vetro.
No, Fra, mi sa che hai sbagliato film.
Ma poi lo lasciano lì?
Sì, Fra, vive lì.”

“E il tizio nella gabbia, intanto, ha le convulsioni perché vede un pezzo di carne di donna.
Oh, cazzo, fatelo uscire.”

“Posso farvi una confessione? I petali di rosa che stanno sparando, consumano la poca aria che serve al tizio, e lo fa soffocare.
Speriamo
Secondo me entra la tizia e iniziano a scopare.
Quello sarebbe un porno interessante”

Grecia:

Perché li fanno vedere tutti allegri? Sono tristi!

“Ma questi non sono greci, dai…Sono napoletani.
Evvabbè, come i turchi”

“Napoli, napoli, napoli sì!”

“Il vecchietto…
Il vecchietto spacca
Sì, sì
Ogni inquadratura, la sua chitarra è più piccola.”

“Mi spiace, non vincerà la Grecia.
È la migliore canzone che ci sia finora
Sì, sì, dopo la Romania.
Mabbasta con sta Romania”

“Non capisco il balletto…
Perché sono ubriachi e ballano a cazzo”

Il vecchietto che si pulisce i baffi

Ucraina:

“Sì, sì, si vede che è l’Ucraina.
Sono zoccoloni
I palazzi…”

Entra un gigante ciccione: “posso chiedere una cosa?
Cosa?
Perché il gigante si è mangiato la sorella della cantante?”

“Ma come fa a restarle su, il vestito?
Ma non lo so! Probabilmente perché è attillatismo
Ma la domanda è: come fa a levarsi il vestito?
Glielo strappa di dosso il gigante.”

Non sei l’unico che ha pensato al Re Leone

“Ma quelli dietro sono druidi?
No, sono quelli di Anonymous
Oh, ora ha tutto senso: il gigante, più anonymous, più il re leone, più il fumo e le farvalle… Ma cos’è sta roba?”

Italia:

“Mannò, non può essere l’Italia… È il 23.
Lo so che il tempo passa veloce, è già il 23.”

“È orecchiabile come canzone… E non ha Dubstep dentro.
Come no?
Forse.”

“Perché è acconciato da Amy Winehouse?
Ma non c’entra un cazzo, dai!
Lancia anche le stesse occhiate”

*sfottò sulla pronuncia di Mengoni*

Dai, in fondo, se non fosse cantata di merda e di lui, sarebbe anche una bella canzone.

“Ma cosa c’entra la bandiera di Israele? È un complotto sionmassonico per mandare Mangoni all’Eurovision.
Ecco, vogliamo parlare del complotto sionmassonico che va avanti da 50 anni all’Eurovision?”

Norvegia:

“Chi è? Targaryen?
Sì, sì, ora libera i draghi.”

“Poi anche lei c’ha sto vestitino attillato…
L’unico problema è che ha il culone
Ma quello è un punto di forza
Quindi ti piace la Merkel.
La Merkel è un sex symbol.”

“Mh, sculetta
MLMLMLMLMLMLMLM
Poi c’ha anche un po’ di pancetta
Eh, sì.
Colpa del burro che si è mangiata.
Fa le scorte per la carenza invernale, adesso.”

“Potevano gonfiare le poppe.
Poteva prenderle da Israele.
Mannò, aveva una poppa più alta dell’altra, doveva chiederle a quella della Bulgaria.”

Georgia:

Ma questa aveva le tette giganti

“Ma questa qui è brava a scopare.
Magari no.”

Due secondi di canzone: “M’ha già rotto il cazzo.
Dai, più poppe e meno parole.”

“Ti stai perdendo solo Tosca D’Aquino georgiana che spara un acuto
Ma io voglio poterlo sentire, se voglio
Ma non vuoi
Porco dio
Adesso si tengono per mano
Porco dio!”

Problemi tecnici: mica sono come il sito di Grillo, questi qua.

Irlanda:

Ma perché l’Irlanda non manda le fighette, ma solo gli omosessuali?

Ma che cazzo c’entrano i tribali con l’Irlanda?

Oh, ma una fighetta che sia una non l’hanno porta…Ah, eccole!

“Perché dall’esser primo sono diventato l’ultimo?
Perché noi stiam guardando dal sito norvegese
E la Norvegia è efficiente”

E vai di Dubstep!

“Non funziona, deve morire
Intendi l’irlandese?
Sì, ma anche quelli che seguono il sito.”

Varie ed Eventuali, dopo le esibizioni:

Tizio vestito da donna: “ma che cazzo?
Ma che cazzo?”

“Sono finiti!
Srsly?
Minchia che tortura!”

“Ci sarà sicuramente Loreen che canta…
Chi?
Quella che ha vinto l’anno scorso.”

“Lo darei alla Finalndia, no sto scherzando. Deve bruciare all’inferno
Stupida…
Puttana
Peccatrice.”

La Germania me lo può suc…No, neanche

“Gli hipster? Un punto di sutura.
Manco quello
Tanti punti di sutura”

“Alla Norvegia le darei due taglie in più
Alla Norvegia le darei una ripassata”

In attesa del vincitore:

In un festival della canzone, non devi guardare come cantano.

“Ma è quella dell’anno scorso?
Sì, ma come cazzo è vestita?”

Bruciatela!

“È vestita da angelo.
Ma va, è vestita da piccione.
Ma perché la bandiera bianca?
Perché si arrende.
Non è mica la Francia
Perché si arrende la musica”

“Ma sono comunisti
Siamo laggente il potere ci temono”

“Ma sono tutte donne?
Sono donne brutte
Quindi sono uomini?
Sì.”

“Gli zombie? Cosa c’entrano gli zombie?
Loro sono 100% gente
Ah, mi sembra giusto
Io vedo dei cubi che si muovono…Mi si è sputtanata la grafica, sembra tipo minecraft”

“Ma vola!
Sì, portatela via!
Ma vola! Il piccione vola!”

“Oh, si è tolta il vestito!
Poppe?
No, non ce le ha. Oh, si poppe.
Ma ce le ha piccole
Lossò
E le copre coi capelli.”

“Il Belgio non se lo incula nessuno.
Gli struzzi che si…No, scusa, i truzzi che truzzano in giro.”

“Tu vuoi votare Marco
Ma io sono patriota… ITALIANI!
Vincere e vinceremo!”

“Romania, ti darei tanti di quei punti di sutura…
No, è lui che li dà a te con un morso”

Sei crudele con l’Islanda…Solo perché apre le acque e mette incinte con lo sguardo.

“Io do un punto all’Azerbaijan
Ma perché? Per la coreografia.
Perché lo fanno strano”

“La norvegese mi fa sesso.
A proposito di persone che mi fanno sesso…
L’Irlanda
No, non c’entra un cazzo.”

“Devono trovare persone con cinquanta dita per contare i voti.
Basta cercarli a Chernobyl”

Tizio parla al microfono: ma perché ha in mano un topo?

Momento OT: “vabbè, vi dicevo: oggi ero a fare campagna elettorale e ho beccato la sorella gemella di una mia compagna di classe […]”
“Sorelle porche?”
“Porca troia!”

“Ma cazzo, balla?
Macheccazzo? Mandatela via!
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH! Gli alci!
Ma non ce li avete i fiordi, andatevene a fanculo!
Mh, mlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlmlml le alci.”

“Oh, culi.
Culi nel senso di froci?
No, culi nel senso di tipe. Il giallo sforma, però.
Un po’.”

Tappatele la bocca, per favore.

“Oh, ciao.
Oh…
OUCH
TRAPPOLONI”

“Tra l’altro, se dovesse vincere l’Italia…Chi cazzo lo presenta, dato che nessuno lo sa, l’inglese, in Italia?
Eh, bella domanda.
Quello che stava con la Litizzetto.
Fazio?
No, intendo sessualmente. Tizio…come si chiama, cazzo?
Mike Bongiorno?
Esatto!
Lo resuscitano per quello!”

Bicchiere pieno di liquido bianco in cui balla una ragazza: “chissà se è davvero latte?
Eh…”

Premio Speciale:

“Il Cremlino D’Oro va a: La Romania
Tutti d’accordo? Io sono d’accordo
Almeno quello lo merita.
Infatti, sono d’accordo.”

Salto nel passato:

“Aspetta, ho un dubbio: l’ebreo dov’è?
L’ebreo?
Eh, sì, il complotto sionmassonico…
Ma sono dietro…
Dietro alle quinte?
Esatto.”

“Ma cosa cazzo sto guardando?
È una puntata del dottore, in realtà.”

Ma sono gli Abba… Ecco a cosa dobbiamo dar fuoco per gli Abba.

“Jhonny Logan? Ma chi cazzo è?
Ma è Rick Astley, in realtà.”

“Ma perché l’Irlanda manda sempre gruppi gay?
Non lo so, ma sono quelli che hanno vinto di più…Forse.”

Prima della Premiazione:

Coso torna dal bagno: “ma chi è sto frocio?
Uno che ha partecipato.”

“Se vince l’Italia, andiamo a vederlo?
Ma vaffanculo.
Cazzo vuoi? Tu sei in Norvegia.
Ma prima deve vincere un Italiano.
C’è quello di Malta…
Ma dove cazzo li metti, su Malta? Non ci stanno.”

Ma ancora che cantano?

Vibrazione: “Ma cos’è sto rumore?
Non lo so…È Fra!
Fra ti sta vibrando il cazzo di cellulare!
Telefono!
Fra, Rispondi!
Mandagli un messaggio.
Certo.
Cheppalle.”

La premiazione:

Malta 10 punti?

“12 punti alla Grecia: GRECIA!
Seeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh!”

“Chi è sta figa?
Ma è un uomo
*risate di Coso mentre Craneloi si dispera*”

“L’Albania, se non ci vota, la bombardiamo
Grande Albania, niente bombe.”

“Ungheria, chi cazzo aveva?
Gli Hipster
Ommerda”

Pausa spuntino: *crunch crunch crunch*

“Ucraina…Questo è un uomo, no? Sì
Questa è una donna”

“L’azerbaijan vince ancora?
No.
Ma non è nemmeno in Europa
Se per questo anche Israele non c’è.”

“12 punti all’Azerbaijan: Ma come è possibile?
Ma perché?
Mannò, che cazzo ha fatto?”

“L’azerbaijan si è autovotato dandosi dodici?
Non può…
Si è dato ventidue, infatti.”

Malta? Ma non ci stanno su Malta.

“Ma votano a caso i norvegesi.
Più o meno, sì.”

Italia: “Dodici punti alla Danimarca: Sì, cazzo.
Ma siamo solo a metà, mi sa che fa come il PD”

L’Olanda come ha fatto a prendere così tanti voti con una canzone così di merda?

Sulla Norvegia:
quanto è topa, però, lei.

“Ma che vestito c’ha la Spagna?
Non lo so, ma poppe.”

“Oh hi, Biellorussia.
Oh, ciao.
Apperò.
È una donna, tra l’altro.”

Poppe che rimbalzano.

Lituania vota Russia: Imprevedibile

Sì, mi sa che c’hai ragione: la Danimarca fa come il PD, e io te lo dico perché sono un esperto.

“Ecco chi mi ricorda: il tizio della stagione di Scrubs che non c’è mai stata.
*Silenzio*… Non l’ho mai vista”

Ho sentito solo Milf. Sono tornato sull’audio che diceva Milf.

“Te l’avevo detto che i dodici punti andavano all’Azerbaijan
Mai sta zitto che porti sfiga
Macheccazzovuoi?”

“Strano che l’abbia dato all’Olanda
Ma è una vecchia orrida e cicciona
Ma è vecchia, porta rispetto.
Quindi devo rispettare anche Rosy Bindi?
Sì.”

“È carina quella di Malta
E i dodici punti vanno all’Azerbaijan
Ma vaffanculo, va!”

Amazing Ukraine? Ma sono truccati sti voti.

“Che tette!
Ma io sono ancora col tipo…Che tette, ciao!”

“I nostri 8 punti vanno all’Islanda? Macheccazzo?
Risate”

Ma vieni qui, che ti consolo io.

Noi stiamo fallendo, quindi dovete dare a noi i punti.

Irlanda: I nostri dodici punti vanno alla Danimarca. Avrebbe potuto essere la Grecia, entrambi stanno fallendo.

“Ma quanto è brutta, sta francese?
Te l’ho detto.”

8 punti all’azerbaijan: si vede che non capite, un cazzo.

12 punti all’azerbaijan: tanto non ce la fanno…No, cazzo, mancano 10 nazioni.

“Ma è un prete?
Ma è un prete!”

Oh, ciao Danimarca.
Eh…
Oh, ciao, bella danese.

Sì, balla e saltella (in riferimento alla Norvegia)

Montenegro: ma non ha le tette, è un uomo.

La matematica non li condanna ancora?
No.

“Slovenia: questo è frocio.
Risatina
No!”

AHCHEFFIGA – AHCHETETTECHECHA – Grazie mondo!

“Ma perché l’Italia ha due voti dalla Georgia?
Ma non si sa.2

“Mancano sessanta punti, facendone quaranta…
Possono ancora perdere, fidati.
Possono ancora perdere.
Possono fare come il PD.”

Dieci punti all’Italia? In che mondo la Macedonia da dieci punti all’Italia?

“Ma perché dicono il vincitore senza farci vedere i voti? Ossì, che figa
Dai, levate dal cazzo quel frocione, voglio vedere la Rossa”

“Dai, ci è andata bene, non ha vinto la più brava, ma almeno la più bella.
Chi era più bravo, scusa?
La Grecia.
La Grecia.”

Apperò la svizzerotta…Però ha la faccia brutta!

Consegna del Premio:

“Ma le hanno dato il Dildone anche a lei.
Cosa? Un Dildone?
Stanotte si diverte con sto dildone di vetro…”

“Ma deve anche cantare?
Sì.
Minchia…
Con in mano il dildone, i fiori e il microfono.”

Però non è male come canzone…Cheffica.

Si ringraziano per la partecipazione il Cacciatore e la Fatina.

Bonus (la canzone vincitrice):

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Un paese a due velocità

L’articolo in questione lo stavo pensando già da un po’ di tempo ma vogliate per noia, vogliate perché me ne dimenticavo, non l’ho mai scritto. Ça va sans dire che il paese in questione è l’Italia. Italia che, come tutti ben saprete, ha da un lato una situazione economica stagnante e dall’altra una situazione politica frenetica ma inconcludente.

Mentre le tre principali forze del Parlamento non riescono a trovare un accordo per formare un governo a causa dei ripetuti veti incrociati, è possibile notare come ogni forza politica stia affrontando il dopo-elezioni in modo diverso. Il PdL se da una parte tende la mano al PD per un governo di unità nazionale, dall’altro lancia il guanto di sfida e si prepara ad una campagna elettorale che si preannuncia infuocata. Nel frattempo continuano, a porte chiuse, le trattative per l’elezione di un Presidente della Repubblica in comune. La strategia della carota e del bastone, oltre all’impegno in prima persona di Silvio Berlusconi, hanno un evidente effetto anche sui sondaggi che, ad oggi, è la prima forza in Italia circa due punti di vantaggio sui diretti competitors del Centro-Sinistra.

il MoVimento 5 Stelle, dopo la falsa partenza delle quirinarie, ha oggi presentato il proprio candidato Presidente della Repubblica. Si tratta di Milena Jole Gabanelli. Nel caso questa dovesse desistere, toccherebbe a Rodotà. Tra le altre cose è notizia recente che i deputati di M5S abbiano presentato due DdL per l’abolizione delle sovvenzioni statali ai giornali e l’abolizione  dell’ordine dei giornalisti. Nel frattempo, Grillo, continua a portare avanti la propria campagna contro la “casta”, ricordando come mentre loro continuino con le loro trattative la casa stia bruciando. Sbadatamente, forse, proprio Grillo si dimentica che la situazione di impasse è tanto colpa sua, quanto degli altri. Nei sondaggi, comunque, M5S è dato in calo di due punti percentuali.

Il PD, invece, ha la situazione più magmatica. Le molte correnti interne sono in aperto contrasto tra loro e una delle leadership più forte degli ultimi anni nel centro-sinistra è ormai incapace di controllare quanto sta accadendo. I bersaniani, infatti, continuano a dare il loro appoggio al segretario per un governo di minoranza e cercando di ricoinvolgere i giovani turchi, defilatisi progressivamente. I (demo)cristiani, dopo la bocciatura da parte di Renzi di Marini, minacciano la scissione e lo scontento trapela sempre di più. Franceschini, dopo non aver ottenuto la presidenza delle camere, è tornato a capo della corrente che a lui faceva riferimento. I renziani, invece, hanno avuto dei toni in crescendo che hanno portato proprio il Sindaco di Firenze a battibeccare via giornale con Bersani, dopo l’esclusione del primo dalla carica di Grande Elettore. A complicare ulteriormente tutto si aggiunge la discesa in campo di Barca che, con un documento di cinquantacinque pagine, afferma che il PD sia da riformare. Nel frattempo, la partita per il Colle è sempre aperta e il Partito Democratico si sta impegnando a trovare una rosa di nomi che possa permettere di eleggere un Presidente della Repubblica con la più ampia maggioranza possibile (l’ultimo nome trapelato è quello di Amato). Nonostante una situazione non proprio facile e comprensibile, il PD si trova a guadagnare un punto percentuale nei sondaggi, diventando così la seconda forza del paese.

Nel frattempo, nonostante siano stati sbloccati quaranta miliardi per pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle aziende, più volte Confindustria ha lanciato un grido d’allarme riguardante le tematiche del lavoro. Negli ultimi mesi, infatti, mille aziende al giorno sono state chiuse e sempre di più hanno deciso di ricorrere alla cassa integrazione. Cassa integrazione che però, stando a quanto detto dalla Fornero, potrebbe non riuscire a coprire con i propri fondi la richiesta (si parla di un miliardo di euro).

La situazione d’emergenza è così grave che sia Confindustria sia i tre principali sindacati hanno detto di aver intenzione di dare vita ad un tavolo comune dove parlare del modo per affrontare la crisi dilagante e che anche per questo 2013 porterà ad una crescita negativa.

Nonostante l’incertezza politica, lo spread è calato e si mantiene su livelli più che accettabili e l’Europa ha riconosciuto l’ottimo lavoro dell’Italia che non è più un’osservata speciale. Accanto a queste buone notizie, però, c’è stato un monito riguardante il rischio contagio rappresentato dalla debolezza strutturale degli istituti finanziari.

È evidente che i tanti problemi (strutturali e non solo) che affliggono l’economia italiana possano essere risolti solo dalla politica. È evidente anche che il punto di rottura sta per essere raggiunto e che una delle priorità dovrebbe essere alleggerire il carico fiscale che grava su imprese e lavoratori ma, come potete notare tutti, in questo momento i partiti (e movimenti) si stanno occupando di tutt’altro.

Questi sono i dati di fatto. Di mio voglio solo aggiungere alcune cose a cui tenevo particolarmente.

È quanto meno curioso che il Movimento 5 Stelle abbia scelto una donna iscritta all’ordine dei giornalisti (che M5S vuole abolire) e dipendete della Rai (che deve essere abolita, stando al programma). Così come è curioso che i primi due DdL presentati, in questo momento, siano l’ultima delle priorità che il Parlamento dovrebbe avere.

Per quanto riguarda la dialettica interna al PD, mio malgrado, devo dar ragione a Renzi almeno su una cosa: Bersani sta mettendo davanti la propria “carriera” al bene del paese. È evidente che non abbia i numeri per governare, così come è evidente che l’unico modo per avere un governo sia quello di fare questo stramaledetto inciucio. È fuori dal mondo, poi, che Bersani dica che non si può mettere fretta per formare un esecutivo quando la realtà delle cose dimostra che, invece, ci dovrebbe essere tutta la fretta di questo mondo. D’altro canto, Renzi, non perde occasione per scatenare polemiche non rendendosi conto che in questa maniera non fa altro che danneggiare il partito e farsi terra bruciata intorno, cosa che non gli converrebbe dato che molto probabilmente alle prossime primarie sarà lui, il favorito.

L’ultima cosa che scriverò in questo post, è una riflessione nata negli ultimi tempi: piuttosto che governicchi deboli, saggi o quant’altro sarebbe meglio che le tre forze politiche principali in questo momento, si sedessero ad un tavolo e dessero vita ad una seconda Costituente. La seconda parte della Costituzione è completamente da rivedere, c’è la necessità che le forze politiche facciano una nuova legge elettorale (preferirei un maggioritario a doppio turno) e soprattutto prendano iniziative per il rilancio dell’occupazione e dell’economia. È questo il momento buono per farlo, mettendo da parte gli interessi personalistici per quello che si potrebbe definire “un bene superiore”. Potrebbe essere questa, la svolta politica tanto attesa e l’inizio della vera Terza Repubblica.

Questo è quanto

Cya.

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Il fallimento della Politica italiana

Le consultazioni sono finite con un risultato che chiunque si sarebbe potuto aspettare: Bersani non riuscirà a dar vita ad un governo dopo il rifiuto da parte dei grillini di concedere il voto di fiducia su quei famosi otto punti. In serata, Alfano, ha chiuso la porta ad un appoggio al PD a meno che non ci sia una completa inversione di rotta.

Nel frattempo l’esecutivo uscente, in carica per l’ordinaria amministrazione, viene travolto dalle polemiche per l’ennesima volta: le dimissioni del Ministro Terzi (stando ad una dichiarazione di Monti, in procinto di passare tra le fila del PdL) rassegnate non in Consiglio dei Ministri, ma in Parlamento hanno suscitato un certo fastidio sia nel Presidente della Repubblica Napolitano, sia in Monti stesso (oggi fortemente contestato da alcuni deputati del centro-destra).

Domani, a meno che non ci siano clamorose sorprese, Napolitano non darà l’incarico a Bersani e darà vita ad un nuovo giro di consultazioni, alla ricerca di una persona che possa dar vita ad un governo di breve durata che si occupi di fare una nuova legge elettorale, garantire la stabilità economica italiana, tagliare i costi della politica e fare una legge degna di tal nome sul legittimo impedimento.

Il PD, dopo il fallimento di Bersani, potrebbe decidere di ripiegare su Renzi come uomo simbolo. Il Sindaco di Firenze è quello che ha fatto le proposte che più si avvicinano a quelle di M5S sui tagli agli sprechi ed è in grado di raccogliere anche i consensi di una parte del centro-destra. Renzi si è detto più volte pronto a fare il Presidente del Consiglio ed è uno degli eventuali leader con il gradimento più elevato (seguito a ruota da Beppe Grillo).

Il PDL, il cui vero scopo è quello di eleggere un Presidente della Repubblica amico, ha ribadito più volte che al di fuori di un governo di coalizione, l’unica strada è il voto. Stando agli ultimi sondaggi, tra l’altro, avrebbe una risicata maggioranza sia alla Camera, sia in Senato. I dubbi sulle loro proposte, però, sono legati al fatto che negli ultimi venti anni circa abbiano governato proprio loro senza risolvere in alcun modo i tanti problemi strutturali ed istituzionali che affliggevano l’Italia. Sarebbe utile anche ricordare che prima di Mario Monti, alla guida del paese c’era il centro-destra il cui governo fu (di fatto) commissariato dall’Europa. Insomma, non sembrerebbero proprio loro quelli in grado di guidare il paese in acque così tempestose. Non sembrano nemmeno la forza più adatta al cambiamento e al rinnovamento.

Movimento 5 Stelle, come già detto più e più volte, non darà sostegno ad un governo che non sia composto da membri della loro forza politica. Il loro no è inquadrabile perfettamente in una strategia di massimizzazione del profitto che deriverebbe da un eventuale inciucio tra PdL e PD. Le perplessità, però, sono molte e su svariati argomenti. Fino ad ora le proposte fatte sono generiche e non adatte ad una situazione come quella attuale. La sensazione è però quella che M5S stia cercando di sfuggire alle proprie responsabilità barricandosi dietro ad un ostracismo e ad una lotta alla vecchia politica. Ulteriori dubbi poi sorgono quando richiedono commissioni di inchiesta per la TAV e continuano a teorizzare la decrescita felice, parlano di un reddito minimo garantito che non ha copertura o affermano con convinzione che tornando alla lira si rilancerebbe l’economia (quando l’esportazione, nel 2012, ha segnato un +2.2 miliardi a dicembre) senza rendersi conto che la concorrenza con Cina e altri paesi sarebbe comunque impari e porterebbe ad un’ulteriore depressione economica interna.

Mentre le forze politiche si contendono lo scettro del comando, però, ci si rende sempre più conto di come gli italiani e l’Italia siano sempre più sull’orlo del baratro. Squinzi ha ribadito più volte che a causa della lentezza con cui la Pubblica Amministrazione paga i debiti contratti e a causa di una crisi la cui fine sembra allontanarsi sempre di più, le industrie italiane sono in “debito di ossigeno”. I dati della produzione, dei consumi e degli ordini segnano un -3% su base annua. La disoccupazione è in crescita di un punto percentuale su base annua, nonostante la recente riforma Fornero. Lo Spread è di nuovo salito a quota 350, soprattutto a causa del clima di incertezza politica e Standard & Poor’s ha annunciato che monitorerà con maggiore attenzione la situazione italiana: il rischio è quello dell’ennesimo downgrading che avvicinerebbe di un altro passo i Titoli di Stato italiani ai così detti “Titoli Junks”.

E, come dicevo sopra, la politica si contende lo scettro del potere senza rendersi conto che i problemi sono arrivati ad un livello tale e ad un punto tale che sarebbe meglio mettere da parte i loro interessi e i loro conflitti per affrontare una crisi economica, istituzionale e politica con senso di responsabilità.

Eppure il richiamo alla responsabilità più volte fatto, anche da Napolitano, deve scontrarsi con una radicalizzazione delle differenze tra le forze politiche: il PD non potrebbe allearsi col PDL perché ci sono differenze troppo grandi e profonde che li separano. Differenze che, a più riprese, sono emerse durante la campagna elettorale appena chiusasi. M5S non potrebbe appoggiare nessuna forza perché è nato proprio per spazzare via le vecchie forze partitiche. L’unica soluzione possibile, quindi, apparirebbe quella di un altro governo guidato da una persona terza.

Un’ipotesi del genere, dopo un anno e mezzo circa di governo tecnico, non potrebbe significare altro che il completo fallimento della Politica (con la “P” maiuscola) italiana. Un fallimento che riguarda sia le forze partitiche classiche, troppo lontane ideologicamente e troppo contrastanti tra loro, sia per le forze politiche nuove incapaci di prendersi le responsabilità che gli competono e di concentrarsi sui veri problemi che oggi affliggono gli italiani.

Italiani che, dal canto loro, non sono immuni da colpe. La situazione politica odierna, infatti, incarna tutte le contraddizioni di un paese vecchio e incapace di cambiare. Un paese fatto da elettori che vivono la politica come il calcio viene vissuto dai tifosi. Elettori che dagli errori commessi in passato non hanno imparato niente. Elettori che hanno perduto il loro senso critico e la loro memoria storica di fatti, di fronte alle promesse che ogni volta gli vengono rivolte.

Forse, oltre ai politici, anche noi elettori dovremmo fare un passo indietro.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus (Totally Unreleated):

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L’ennesimo fallimento

Nota Bene: il titolo avrebbe potuto anche benissimo essere “Sulle elezioni 2013” “I Risultati delle elezioni 2013” o “La fine della Seconda Repubblica?”. Ho scelto invece di intitolarlo così perché, per lo meno parzialmente, svestirò i panni di “Coso Politologo” per lasciar spazio al “Coso attivista politico”.

Vorrei evitare, in questo post, una misera e arida cronaca dei fatti che sono noti a tutti per concentrarmi sull’ennesimo fallimento del Centro-Sinistra. Fallimento che non è ascrivibile solo alla reiterata stupidità degli elettori italiani, ma è legata anche ad una serie di errori che sono stati fatti durante la campagna elettorale e che hanno radici ben più profonde.

Il primo errore è come stato sottovalutare Movimento 5 Stelle e la sua esplosione. Una sottovalutazione che ha origine tanto nel direttivo del partito, quanto nella base. Più volte, durante questa campagna elettorale, ho espresso ai miei compagni le preoccupazioni riguardanti la possibilità di avere M5S tra il 20 e il 25%. Mi è sempre stato detto che ero troppo pessimista e che la gente, arrivata in cabina elettorale, non li avrebbe votati. Questa visione delle cose, fin troppo semplicistica, porta inevitabilmente alla luce un altro errore.

L’errore in questione è stata la mancata percezione dello spostamento di voti (il 6%)  avvenuto negli ultimi giorni della campagna elettorale. Il PD, infatti, pur avendo un’organizzazione capillare sul territorio e pur avendo contatti continui dei Comuni con il partito delle Provincie, non ha avuto il minimo sentore di un così forte calo dei consensi. Probabilmente ad alterare la percezione c’erano sia i sondaggi, sia la quasi matematica certezza di aver già vinto.

Un altro elemento da rivedere è, indubbiamente, la gestione di Renzi. Renzi, per quanto non sia il mio politico ideale, è in grado di raccogliere i favori delle persone indipendentemente dal loro schieramento. È un gran comunicatore che può fare la differenza ed è stato sfruttato poco e male. La sua entrata in gioco è avvenuta con un colpevole e inspiegabile ritardo e, questo, indubbiamente ha molto influito sui favori di cui avrebbe potuto godere il Centro-Sinistra.

E questo conduce immediatamente ad un altro grosso problema: la campagna elettorale. Sia chiaro: sono convinto che in qualsiasi altro paese, una campagna elettorale come quella del PD sarebbe stata molto meglio accolta. In Italia, però, mantenere toni bassi e concentrarsi poco sulla bagarre televisiva non paga e se n’è avuta ripetutamente la dimostrazione in questi anni. Il primo errore è stato quello di non giocare mai d’attacco, di non aggredire eccessivamente gli avversari. Il secondo errore fatto in campagna elettorale è stata la poca copertura nei mass-media delle pubblicità elettorali che ho visto per caso (e raramente) solo su alcune televisioni locali. È mancata una fase di promozione immediatamente prima del voto, insomma. Il terzo errore è stato fare poco affidamento sul duo Bersani/Renzi. Nell’appuntamento più importante della campagna, quello di Milano, sarebbe stato molto meglio avere Pisapia, Tabacci, Renzi, Ambrosoli e Bersani piuttosto che Prodi, capace di scaldare il cuore dei vecchi affezionati, ma non delle nuove leve.

Parlando di nuove leve, non si può non sottolineare come un processo parzialmente riuscito, con le “parlamentarie,” di rinnovamento del partito debba giungere a naturale conclusione. Non si riuscirà mai ad aver presa sui giovani con gente come Letta, la Bindi o D’Alema candidati in Parlamento o come papabili ministri.

Altra nota dolente è stata la presentazione del programma. Per quanto, obiettivamente, il Centro-Sinistra avesse il programma più valido, ai cittadini non è arrivato quasi nulla. Questo è ascrivibile sia ad una strategia comunicativa sbagliata, sia al fatto che gli incontri sul territorio siano stati pubblicizzati poco e male. Più di una persona mi ha detto che, da quanto sentito in televisione, i punti del programma parevano poco chiari e poco approfonditi. Una cosa del genere, purtroppo, affosserebbe chiunque e i risultati sono stati quelli che abbiamo visto tutti.

È, però, innegabile che oltre ad un fallimento (netto, evidente e fuori discussione) del Centro-Sinistra, ci sia stato un fallimento degli italiani. Mi rendo conto che l’Italia sia il tipico paese conservatore tendenzialmente di Centro-Destra in cui i partiti di Sinistra hanno sempre stentato ad imporsi per svariati motivi, eppure…

Eppure si è persa l’occasione di chiudere una parentesi squallida della vita della Repubblica Italiana che prende il nome di “Seconda Repubblica”. Si è persa l’occasione di voltare le sozze pagine del berlusconismo demagogico e populista che ci ha portato in questa situazione. Si è persa l’occasione di dimostrare la maturità degli elettori italiani. Si è persa l’occasione di dimostrare che le promesse ridicole (la restituzione dell’IMU e la sua abolizione) non fanno più presa su un popolo stanco, tartassato dalla crisi, da un sistema tributario nebuloso e poco efficiente, sempre più senza lavoro. Si è, insomma, persa l’occasione di emanciparci e di rendere l’Italia un posto migliore. E questo, signori miei, è stato un grossissimo fallimento per ogni singolo cittadino italiano, indipendentemente dal colore politico.

È evidente, insomma, che chi esca veramente sconfitto dalle urne è il popolo italiano. E lo dico senza alcun tipo di retorica o falso moralismo, data la situazione creatasi nel Paese.

E, per concludere, non posso far altro che parlare della mia regione: la Lombardia.

Partiamo dai dati: quasi cinque punti di distacco tra Maroni e Ambrosoli. Il dato, però, è secondo me inficiato dalla presenza di Albertini candidato della coalizione di Centro che ha portato via quattro punti al Centro-Sinistra. La sconfitta ci sarebbe stata ma sarebbe stata assai diversa da quella patita in questo modo.

La Lombardia proposta da Ambrosoli sarebbe stata una Lombardia diversa, probabilmente migliore. Sarebbe stato un segno di discontinuità rispetto ai vent’anni di governo del Celeste, travolto dagli scandali così come tutta la giunta del Pirellone. Sarebbe stata un tipo di politica diversa da quella a cui eravamo abituati.

Eppure, nonostante questo, alla fine ha prevalso la Lega. La stessa Lega che in Lombardia ha negato l’esistenza delle mafie, salvo poi ritrovarsi comuni commissariati con indagini per infiltrazione mafiosa. La stessa Lega che si è trovata ad essere coinvolta negli scandali per i rimborsi e per contatti con il crimine organizzato. La stessa Lega che sogna una Macroregione del Nord mentre moltissimi abitanti del Nord Italia sognano di essere cittadini europei.

Ed è demotivante vedere che i primi che si riempiono la bocca con le parole “Nuova politica” e continuino a lamentarsi della mancanza del “buon governo” siano stati proprio quelli che poi hanno votato Maroni.

Prendo spunto da questo articolo per poter aggiungere una serie di riflessioni di carattere generale.

Il PD, nonostante la sconfitta sia stata un duro colpo e nonostante sia necessario un riassestamento interno, sono certo che non scomparirà. I motivi sono vari e facili da cogliere: è il partito maggiormente radicato sul territorio ed è relativamente giovane. Inoltre, il processo di rinnovamento e ringiovanimento era già iniziato con le primarie per il Parlamento e con la discesa in campo di Renzi. Ora, i così detti “rottamatori”, avranno anche un argomento forte che è il fallimentare risultato di queste elezioni.

Come giustamente fatto notare nell’articolo linkato sopra, tra l’altro, si può sottolineare come candidato allo Segreteria del Partito ci sia un giovane. Il giovane in questione è Pippo Civati che ha, tra i tanti meriti, quello di essersi sempre speso in prima persona su tutto il territorio di origine (Monza e Brianza). Avendo avuto modo di conoscerlo e di parlarci più volte, personalmente sono convinto che puntando su di lui, il Partito Democratico non potrà che fare bene.

M5S, invece, ha iniziato ad avere i primi problemi. Inevitabilmente, l’apertura di Bersani, ha dato vita ad una serie di reazioni che si sono ripercosse su tutto il web. Nonostante molti siano favorevoli a questa apertura (anche se solo a breve termine), molti altri invece sono perplessi al riguardo.

Indubbiamente, M5S, è quello che rischia di perdere di più. Dopo l’exploit di queste elezioni, infatti, accettare un’alleanza formale potrebbe costargli una parte dei consensi provenienti dal bacino di voti del Centro-Destra.

D’altro canto, indipendentemente dalla voglia di potere di Grillo, la strategia più intelligente per il Movimento sarebbe quella di spingere Bersani tra le braccia di Berlusconi per far sì che lo scontento aumenti nell’elettorato di entrambi i partiti e guadagnare così altri voti.

Personalmente, però, ritengo che un punto di incontro tra PD e M5S sia trovabile. La maggioranza in parlamento, ovviamente, sarà a breve termine e dovrà fare in modo di cambiare la legge elettorale e dare il via ad un primo taglio dei costi della politica, per poi tornare ad elezioni il più presto possibile.

Un punto su cui dissento nell’analisi del mio amico è il fatto che ci sia qualcuno che abbia votato il Movimento “tappandosi il naso”. Il voto di protesta non è un voto fatto tappandosi il naso, ma un voto che segnala un disagio e la necessità di una nuova politica (potremmo discutere per ore e ore sul fatto che la nuova politica di M5S si basi su buoni propositi, alcune buone idee e altre completamente campate per aria).

Per quanto riguarda la Nuova Democrazia Cristiana non si può non parlare di flop clamoroso. I risultati sia alla Camera, sia al Senato sono stati a dir poco deludenti. La campagna elettorale casiniana ha avuto i suoi effetti negativi e ha portato all’esclusione eccellente di Fini che, con FLI, ha sorpassato di poco l’1%.

Lo stesso Monti è andato perdendo credibilità di settimana in settimana dopo la sua “salita” in politica e si è rivelata davvero la forza modesta che aveva previsto Berlusconi. L’ininfluenza al Senato ha, tra l’altro, stravolto i piani del PD che ora si ritrova a non avere alcun alleato.

Del PdL e di Berlusconi vorrei non parlare, ma è inevitabile farlo.

Berlusconi, ad oggi, è a capo della seconda coalizione nel paese. Grazie alle roboanti promesse è riuscito in un’impresa quasi impossibile (la rimonta) e ora mentre lui usa i guanti per invogliare il PD ad intavolare una trattativa per un “governissimo”, manda avanti Alfano a fare il lavoro sporco.

Spero vivamente (e sono abbastanza convinto) che alla fine questo matrimonio non s’abbia da fa. Una cosa del genere sarebbe controproducente sia per il PDL, sia per il PD e finirebbe con l’avvantaggiare solo ed esclusivamente Grillo che, in un caso limite del genere, prenderebbe anche il mio voto.

Per concludere, personalmente, sono uno di quelli che spera si torni a votare a breve con una legge elettorale diversa. È vero, c’è bisogno di un Governo stabile, ma ad oggi le condizioni non ci sono e difficilmente si avranno per un lungo periodo.

Questo è quanto.

Cya.

P.S.: Alfano chiede che i voti siano ricontati. Manco lui riesce a credere che gli italiani siano così stupidi. #Elezioni2013 (l’unica battuta che mi è venuta bene)

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La Sinistra in Italia

Quanto qui scritto, probabilmente, non troverà d’accordo un po’ di gente che avrà la (s)fortuna di passare di qui ma, onestamente, non me ne frega molto.

Inizialmente il titolo avrebbe dovuto essere qualcosa del genere “perché la Sinistra non ha governato (e non governerà) in Italia”. Per scrivere un post del genere, però, sarebbe stato limitante. Limitante perché mi sarei dovuto soffermare solo sulla Sinistra a livello parlamentare e non avrei potuto analizzare in modo più approfondito altri aspetti.

Il primo aspetto che mi preme analizzare è quello riguardante la formazione della cultura politica degli italiani. La mancata affermazione elettorale delle Sinistre nel nostro paese, infatti, è ascrivibile al fatto che, sin dagli albori, tutti i partiti appartenenti a quello schieramento incontrarono ostilità sia negli ambienti interni allo Stato, sia negli ambienti esterni. Il socialismo prima, il comunismo poi, furono sempre presentati come il nemico, il male. E, questo, ha influito su molte generazioni che hanno vissuto sia durante il regime fascista, sia durante la Prima Repubblica.

La mancata affermazione a cui accennavo sopra, può essere giustificata dai seguenti elementi esogeni

a) La presenza di un forte partito di matrice cristiana, avente l’appoggio della Chiesa (nel periodo pre-fascista)
b) L’affermarsi di un regime reazionario quale quello fascista e la conseguente dittatura
c) La presenza di un nuovo partito cristiano e la situazione internazionale, oltre che interna (Prima Repubblica)
d) Lo scandalo di Mani Pulite e la conseguente incapacità di riorganizzarsi nel breve periodo e la comparsa di nuovi attori sulla scena politica (Seconda Repubblica)

Ai quali si aggiungono altri due elementi endogeni

1) La concorrenza tra le forze di Sinistra (PSI e PCI)
2) Le frammentazione delle stesse.

Nel periodo pre-fascista, il PSI faticò ad imporsi. I problemi furono causati sia dalla giovane età del partito, sia dall’attitudine a dividersi che questo aveva. Sin dagli albori, infatti, il PSI fu caratterizzato da due correnti in contrasto per il predominio tra loro (riformisti e massimalisti). I contrasti portarono ad una prima separazione (con la fondazione del PSRI) prima della Prima Guerra Mondiale. Durante la guerra mondiale, il fronte socialista, sarà attraversato da altre tensioni causate dalla posizione del partito nei confronti della Grande Guerra. La linea che dominante fu quella dell’astensione dell’Italia, ma una parte del PSI era interventista. Fu questa divisione a portare all’espulsione di Benito Mussolini che fonderà il partito fascista. Altra frattura sarà quella tra PSI e il neonato PC. Partito Comunista che si rifà ai 21 punti stilati dai rivoluzionari bolscevichi saliti al potere in Russia, dopo aver rovesciato il regime zarista. Nonostante queste fratture continue, il PSI, riuscì a salire al governo prima dell’avvento del Fascismo. Come vederete, la situazione interna non era delle migliori ma, anche sul piano concorrenziale, il PSI si trovò prima a dover affrontare un partito affermato come il Partito Liberale e, dopo la caduta di questo, si troverà a dover fare i conti con il Partito Popolare Italiano. Il Vaticano, infatti, aveva cancellato il divieto alla partecipazione dei credenti alla vita dello Stato italiano e aveva avallato la creazione di un partito in grado di poter contrastare la diffusione degli ideali socialisti. Le due forze si contrasteranno a lungo e duramente, permettendo così al partito fascista di prendere il potere, sfruttando il malcontento e la fase di stagnazione politica ed economica che il paese attraversava.

Il partito fascista giungerà al potere per contrastare la dilagante minaccia del comunismo (che in Italia aveva già iniziato un’opera di erosione dei voti del PSI). Le Sinistre saranno tra le principali forze di resistenza al regime e formeranno alcuni dei nuclei partigiani più importanti e che porteranno alla liberazione di Milano e di gran parte delle città del Centro-Nord Italia. Tra il PSI e il PCI ci fu un riavvicinamento con il famoso patto d’unità d’azione.

Con la fine del fascismo e della seconda guerra mondiale si entra in una fase di fervente attività politica. Tutte le forze politiche anti-fasciste sono riunite per la creazione della Carta Costituzionale. Alle elezioni del 1948 PSI e PCI formeranno un fronte unico che però verrà sconfitto dalla Democrazia Cristiana, guidata da Alcide De Gasperi. La situazione internazionale vede il crearsi di due blocchi: il blocco U.S.A (che verrà poi formalizzato con la stipulazione del Patto Atlantico e la creazione della NATO) e il blocco U.R.S.S. (formalizzato col Patto di Varsavia). Questa separazione del mondo in due blocchi porterà l’Italia (in quanto paese di frontiera) ad avere una democrazia “bloccata” in cui i partiti di Sinistra non avrebbero potuto guidare il Paese. Gli americani, grazie agli aiuti economici e al ruolo di grande potenza, non avrebbero visto di buon occhio uno spostamento di lato da parte di un paese in una posizione strategica come quello italiano. Inoltre, lo spettro del comunismo, fu usato dalla chiesa e dalla DC per mantenere alta la soglia di partecipazione dei propri elettori.

Nonostante questo, le prime aperture, la Democrazia Cristiana le cercò verso Sinistra e fu così che nel 1958 che si ebbe il primo governo di centrista con al proprio interno il PSDI a sostenere la Democrazia Cristiana. Con l’avvento alla segreteria di Tambroni, però, questo avvicinamento fu interrotto. Il segretario DC, infatti, decise di aprire le porte al MSI. Il progetto naufragò dopo le rivolte (sobillate dal PCI) di Genova, in seguito alla concessione di un raduno missino, in città. Il fallimento di questo tentativo di formare un governo di Centro-Destra e l’abbandono del segretario, resero possibili nuovi tentativi di contatto col PSI. Nel 1960 si assistette al primo governo DC con appoggio esterno da parte del PSI. Iniziarono, quindi, gli anni del “Centro-Sinistra”. Il Partito Socialista Italiano diventerà un membro (quasi) inamovibile delle maggioranze che si susseguiranno e, tra il 1983 e il 1987, i governi saranno guidati dal socialista Bettino Craxi. Questo fu il momento più alto del Partito Socialista prima dello scandalo di Mani Pulite e il conseguente scioglimento (1994).

Per quanto riguarda la dimensione interna al PSI, dopo la rottura col PCI, l’unica scelta elettorale possibile era quella di allearsi con la Democrazia Cristiana. La base su cui aveva potuto contare per molto tempo, infatti, ormai appoggiava in gran parte il Partito Comunista (che si sarebbe distinto come vera forza di Sinistra nella Prima Repubblica). L’avvicinamento richiedette un lungo lavoro da parte di Nenni (nel PSI) e di Moro e Fanfani (nella DC). Dopo dieci/dodici anni, i frutti di quel lavoro premiarono: il PSI salì al governo, sostenendo la Democrazia Cristiana. Questo, però, portò ad una spaccatura con l’ala di sinistra del partito che, fuoriuscita, diede vita al PSIUP (formazione che nacque nel 1964 e si sciolse nel 1972, in seguito ai risultati elettorali molto scarsi). Il Partito Socialista, tra il 1966 e il 1968, si riunirà al PSDI ma i risultati ottenuti non saranno quelli sperati e questo porterà ad un’altra rottura. Rottura che riporterà le lancette dell’orologio a prima del 1966. Il Partito Socialista fu, lungo il corso di tutta la Prima Repubblica, ostile nei confronti del PCI. L’ostilità è da ricercarsi, principalmente, nel fatto che fu proprio a causa dell’importanza del Partito Comunista che il PSI dovette rivedere le proprie ambizioni egemoniche sulla Sinistra e l’influenza esercitata sulle classi sociali meno abbienti. I principali cambiamenti avvennero sotto la guida di Bettino Craxi. Il simbolo cambiò (fu scelto il garofano rosso) e ci fu un allontanamento dagli ideali marxisti. Il progetto di Craxi era quello di creare una forza di Sinistra all’avanguardia, alternativa alla visione classica di quell’area politica e riformatrice. Il progetto craxiano venne però distrutto dallo scandalo che convolse la maggior parte dei partiti tra il 1990 e il 1992. 

Il Partito Comunista, dopo le elezioni del 1948, collaborò col PSI fino alla rivolta ungherese. Dopo questi fatti, ci fu una separazione tra i due partiti. Il PCI supportò il Partito Comunista russo, mentre il PSI si schierò a favore degli insorti ungheresi. Nonostante la scissione, i risultati elettorali non ne risentirono. La situazione internazionale, nonostante ciò, condannava il Partito Comunista italiano ad un ruolo esclusivamente di opposizione. Nel 1968 ci fu la “Primavera di Praga” che finì nel sangue. Questa volta, il PCI, non diede il proprio supporto ai russi e questo fu un primo allontanamento dalla linea dettata da Mosca. Dopo il 1968 il PCI si avvicinò nei consensi ad una Democrazia Cristiana in flessione. Gli anni settanta furono caratterizzati dalle organizzazioni eversive di matrice rossa e nera che condussero, negli ultimi anni, ad un governo di unità nazionale, in cui il PCI diede il proprio appoggio esterno alla DC. DC che sfruttò questa situazione per consumare il Partito Comunista sia su un piano prettamente politico, sia sul piano del consenso della base. Gli anni ’70 si riveleranno fondamentali anche perché il nuovo segretario, Enrico Berlinguer, tracciò un percorso che si distaccava definitivamente da quello del Partito Comunista russo. Inizierà, infatti, la fase nota come “Eurocomunismo” in cui si abbandonerà l’idea di una rivoluzione proletaria, per intraprendere una linea che sposi le idee comuniste alla democrazia. I risultati di questa linea, però, non otterranno i frutti sperati proprio a causa degli Anni di Piombo e tutto ciò che ne consegui. La svolta comunista fu accolta con sospetto dagli americani e vista malamente dai russi. Nonostante questo, l’Onorevole Moro, iniziò un processo (rimasto incompleto) che prendese il nome di “Compromesso Storico” e che naufragò dopo la sua morte. Gli anni 80 segnarono l’inizio del declino nei consensi e l’avvicinarsi dell’inevitabile fine, che avverrà nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino.

Il Partito Comunista si distingue dal PSI per la capacità di non fratturarsi in tanti piccoli partiti, con la conseguenza di minare la credibilità del partito e disperdere i voti della base popolare. Durante la storia della Prima Repubblica è possibile vedere come ci sia un’evoluzione all’interno del partito che, come detto sopra, la portò a prendere strade diverse rispetto a quanto voluto dal governo di Mosca. Sarebbe interessante analizzare come, in seno al partito italiano, siano nate organizzazioni eversive che portarono avanti l’ideale di una rivoluzione armata contro il sistema capitalistico. Nonostante gli alti funzionari condannassero questi gesti, è stato provato come nella base popolare, questi movimenti avessero un grande sostegno soprattutto nelle grandi fabbriche. Un elemento di continuità tra i vari segretari è la consapevolezza dell’impossibilità per il PCI di salire al Governo. Togliatti, dopo le elezioni del ’48, nonostante fosse stato ferito in un attentato, disse alla base (all’epoca ancora organizzata militarmente grazie ai GAP) di non fare alcunché che potesse destabilizzare l’ordine. Di fianco alla speranza di una possibile apertura in un futuro, da parte della DC, c’era la consapevolezza che in caso si fosse fatta una rivolta, ci sarebbe stato l’immediato intervento dell’esercito e l’Italia non avrebbe goduto dei benefici del “Piano Marshall”. Fu proprio questa consapevolezza che spinse Berlinguer a creare la dottrina dell’Eurocomunismo che, col cambio amministrazione negli Stati Uniti, almeno sul piano puramente teorico avrebbe potuto permettere al PCI di salire al governo. Ed è curioso come siano state proprio le organizzazioni a cui accennavo qualche riga sopra a rendere, de facto, impossibile al  PCI raggiungere l’obiettivo di governare. Con la caduta del Muro, il PCI, si frammenterà (con anticipo rispetto agli altri) in tanti partiti.

Con la fine della Prima Repubblica, si assistette ad uno sconvolgimento dello scenario politico. I vecchi partiti furono travolti dallo scandalo di Mani Pulite e si frammentarono in tante forze minori che rappresentavano le correnti interne ai grandi partiti. Il Partito Comunista che era rimasto unito fino al crollo del Muro di Berlino si separò e vennero fondati il PDS e PRC. Con le elezioni del 1994 iniziò un nuovo corso politico che prese il nome di “Seconda Repubblica”. Seconda Repubblica che fu caratterizzata dalla comparsa e l’affermazione di Silvio Berlusconi (Forza Italia, Polo delle Libertà, Popolo della Libertà) e quella della Lega Nord. L’alleanza formatasi guidò per gran parte degli ultimi vent’anni il paese. Sempre negli anni 90 si assisterà ai primi governi di Sinistra che però si dimostreranno instabili e non giungeranno a termine legislatura. Paradossalmente la Sinistra giungerà al governo da sola, solo dopo lo  scioglimento del più importante partito comunista europeo.

Con l’avvento della Seconda Repubblica, si assiste ad un ulteriore frazionamento delle forze. Il PSI si scioglierà e si assisterà alla creazione di Socialisti Italiani e del Partito Socialista Riformista. Coloro che non si unirono a queste formazioni, si dispersero in diversi schieramenti lungo tutta l’asse “Sinistra-Destra”. Il Partito Comunista, dopo la caduta del Muro di Berlino, darà i natali a Partito Democratico di Sinistra (che salì al Governo con D’Alema Presidente del Consiglio) e Partito di Rifondazione Comunista (che ottenne pochi successi elettorali). Molti dei fuoriusciti comunisti si uniranno ad una nuova forza emergente: la Lega Nord che ebbe la capacità di radicarsi sul territorio. Nel 1998, il PDS si sciolse per fondersi con altre forze di Sinistra, dando vita ai Democratici di Sinistra. In seguito, nel 1995, si assistete alla nascita dell’Ulivo. Ulivo che nacque per federare le forze di Centro-Sinistra e dare un unico indirizzo politico comune ai movimenti che, altrimenti, sarebbero stati allo sbando. Questo esperimento portò, nel 2007, alla fondazione del Partito Democratico (che minerà in modo significativo il Governo Prodi, che da lì a breve cadrà a causa di Mastella). PD caratterizzato da una convivenza iniziale difficoltosa tra le varie correnti che, venne appianata, dall’elezione alla segreteria di partito di Pier Luigi Bersani. Bersani che ridiede organizzazione e forma ad un partito che sembrava destinato a sfaldarsi, dopo il fallimento elettorale. Anche altri partiti di Sinistra diedero vita ad unione che portò alla nascita di SEL, guidata dal Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Nel 2007, inoltre, verrà rifondato il Partito Socialista Italiano guidato da Nencini.

Queste tre forze, eredi del PSI e del PCI, correranno insieme per le elezioni del 2013.

Questo è quanto.

Cya.

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