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Riflessioni a Caso#37

Chiunque abbia detto “Il lavoro nobilita l’uomo” non ha mai dovuto portare il mobile del soggiorno di sua madre in cantina, facendo due piani di scale.

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L’estate è finita

Rieccomi qui, dopo un po’ di tempo. Avevo promesso, nell’ultimo post, di scrivere un sacco di roba interessante e invece… Invece un cazzo. Non c’ho proprio voglia e quindi v’accontentate. Ché, se voleste leggere qualcosa di interessante, dovreste andare qui, qui  o qui.

Mentre scrivo queste righe, comunque, ci tengo a dire che sono ancora in montagna coi miei e quindi tagliato fuori dal mondo civilizzato, dato che l’internet è solo sul cellulare ed è utilizzato in modo limitato e solo per Whatsapp. C’è un temporale bellissimo che, dopo aver scaricato grandine, è tornato a normale diluvio. In attesa di farmi la doccia, quindi, sto scrivendo l’introduzione per poi continuarlo, sooner or later.

L’arrivo del brutto tempo, che dovrebbe perdurare per tutto il week end, pone una prematura fine alle scampagnate. E, questo, può voler dire solo una cosa: riuscirò a vedere tutti i film senza alcuni problemi. Parlo di film perché, a conti fatti, è stata una delle cose a cui ho dedicato più tempo (dopo le camminate).

*interruzione perché sua madre ha fatto saltare la corrente per l’ennesima volta, asciugandosi i capelli*
Stavo parlando di film ma un blackout, una doccia e una cena dopo, mi è sovvenuto che forse sarebbe meglio parlare dei film in questione in un altro articolo, piuttosto che fare un pastone di cui non capirebbe nulla nessuno (non che in questo modo qualcuno ci capisca qualcosa, ma alla fine, chissene).

Comunque, dicevo che ho dedicato un sacco di tempo ai film. Oltre a guardare film, però, ho fatto anche altro. Tanto per cominciare, ho camminato un sacco. Le discese al lago sono rimaste un must (le salite, però, le ho fatte in macchina) e la gita fuori porta mi ha portato a 1850 metri d’altezza (ho fatto da 1500 metri a 1850 a piedi) e sotto, come bonus, troverete dei reperti fotografici.
A proposito di reperti fotografici, mi sono scoperto uno stalker perfetto (e, anche in questo caso troverete tutto sotto) e mi sono dedicato a questo hobby per le animazioni automatiche di G+ (sperando che sia riuscito a fare abbastanza foto nel modo giusto). Come avrete modo di notare, ci sono un paio di belle figliole (probabilmente Jailbait), ma anche l’occhio vuole la sua parte.
Fun Fact: Ero in spiaggia, all’ombra, a leggere (sì, il lago ha una spiaggia e, sì, io leggo all’ombra in spiaggia) quando sono arrivate due belle ragazze. Mia madre e mio padre si sono messi a ridere perché la genitrice gli ha detto (e cito quasi alla lettera): “Guarda quel pirla di tuo figlio: continua a leggere mentre gli passano di fianco due belle ragazze”. Ecco, questo è come mi vede mia madre (troverete i reperti fotografici delle ragazze, sotto).

E oltre alle passeggiate, ai film e alle foto, mi sono dedicato allo studio. E devo esser sincero: l’ho fatto perché mi annoiavo. Tutte le mattine da dopo colazione sino all’ora di pranzo con un po’ di musica di sottofondo, mi sono dedicato allo studio. Gli esami si avvicinano e a settembre devo riuscire a darne il più possibile (ergo, mi devo muovere per forza di cose). Il ritmo è stato ingranato e spero di riuscire a mantenerlo anche una volta rientrato a casa.

Passando dal dovere al piacere, sono anche andato avanti con la lettura. Per quanto riguarda “A Clash of Kings” avanzo ogni giorno del 5/7% e sono arrivato ormai a più del 70%. Il prossimo libro, inevitabilmente, sarà “A Storm of Sword”. Oltre ai libri, però, ho avuto modo di recuperare le prime tre serie degli Ultimates. La rilettura in chiave moderna dei Vendicatori, nonostante ben scritta per le prime due run, non mi ha fatto impazzire in modo particolare. Ma non avendo speso nulla, non mi lamento. Sono stati un ottimo riempitivo nei momenti di forte noia.

Nell’articolo precedente avevo anche detto che mi sarei concentrato su altro rispetto al blog, ma che comunque avrei scritto. Beh, ovviamente ho mentito. Ho scritto poco e la voglia, per il momento, non c’è. Complice il fatto che abbia intenzione di andare avanti con quello che sto facendo con molta calma, senza forzare troppo la mano, non mi stupisce poi molto. Tra l’altro, anche per eventuali racconti brevi, non ho assolutamente idee. Quindi, almeno per ora, a livello di scrittura non c’è un cazzo da dire. Shame on me.

E, ora, un po’ di note random.

Per quanto riguarda la musica, debbo dire che il colloquio con mio zio sarà chiarificatore in un senso o nell’altro. Per il momento, però, posso dire che i Talking Heads sono tantissima roba.

Mentre mi asciugavo i capelli, mi sono accorto di come non sia più in grado di cagare una riflessione profonda nemmeno previo equo pagamento. Non che senta la mancanza dei post pseudofilosofici di cui non frega un cazzo a nessuno (nemmeno a me, tanto per capirne). Fortunatamente, a supplire a questa mancanza, ci sono le blogger. Loro sono bravissime nel farlo: riescono a trarre un insegnamento di vita o una riflessione di carattere generale da un’unghia rotta. Grazie, ragazze.

Il viaggio in fumetteria si avvicina. Entro fine agosto, metterò le mie luride zampacce sul numero 600 di Amazing Spider-man e niente sarà più come prima. Ovviamente, l’hype è a mille. Tra le altre cose, inizierò a riportare al mio fumettaro un po’ di manga che sono nell’armadio ad occupare spazio.

Non avendo internet, oggi è stata una giornata traumatizzante: ho controllato la mail dal cellulare e mi sono ritrovato con otto email di notifica da wordpress. E, tra l’altro, ho almeno tre commenti da moderare più la coda di spam. This is madness. D’altro canto, shit happenz.

Gods be good, fortunamente ho finito di sprecare il vostro tempo.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

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Tra una partenza e l’altra

Rieccomi di rientro dall’ennesimo viaggio. In realtà, sono rientrato febbricitante lunedì sera ma ho avuto da fare altro e quindi qui non ho scritto. Il fatto che domenica riparta (e questa volta sarò senza internet per ben otto giorni) mi concede poco tempo per poter scrivere qui. Il post, ovviamente, non parlerà di assolutamente nulla. Anzi, lo sto scrivendo solo perché ho in mente il finale definitivo e assoluto.

Sullo studio estivo. Ho iniziato a studiare. Viaggio con una media di tre ore e mezzo (circa) al giorno. Oggi sono venuto a capo della funzione della domanda e di quella dell’offerta. Sono un bambino felice perché sono riuscito anche a fare gli esercizi e ciò è una cosa molto figa, alla luce del fatto che soltanto sabato non riuscivo a capire un cazzo di quello che stavo leggendo e la mia reazione era di perplessità. In montagna, senza l’internet, spero di incrementare le ore studio e di trovare il tempo per fare più esercizi.

Sul Blog. L’About me è stato rifatto di nuovo. Avere due schede mi sembrava poco sensato e in un raptus di follia, le ho fuse. Mi fa piacere che qualche visitatore ci finisca sopra per sbaglio anche se dubito venga letto, quindi è come se nessuno andasse a visitarlo. Il progetto di approfondire i must read e i must watch è ancora in fase di progettazione ma farò in modo che non venga droppato per mancanza di voglia/tempo/salcazzoché. Magari non uscirà nulla entro breve, ma comunque prima o poi qualcosa si smuoverà. Restate in attesa. Oppure sbattetevene le palle, non che la cosa mi cambi molto.

Sulla scrittura. Nonostante qui sul blog non abbia avuto molto da dire, negli ultimi tempi, le mie energie sono concentrate su un progetto che potrebbe non vedere mai la luce. La notizia positiva è che mi tiene lontano da qui. Quella negativa è che, purtroppo per voi, non lo fa abbastanza. Non dirò nulla anche perché, sebbene un’idea di massima l’abbia in mente, molte cose devono ancora essere decise e messe nero su bianco. Ritornando a parlare di scrittura in senso più ampio, non escludo di scrivere un post simile a “Sulla strada per Samarcanda” appena mi verrà l’illuminazione.

Sulla politica. È parecchio che non parlo né di politici, né di politica. Probabilmente, di rientro dalle vacanze, tornerò a farlo magari cercando di evitare quelle panoramiche generali di cui non frega un cazzo a nessuno. In fondo sia PdL, sia PD mi offrono tanto di cui poter parlare. Indubbiamente mi occuperò sia della condanna di Berlusconi, sia del congresso che ancora non ha una data precisa e proverò a spingermi nel campo delle ipotesi riguardo ad una prossima campagna elettorale. Tutto questo avverrà, probabilmente, sul medio termine, ma il primo dovreste averlo entro la fine di settembre.

Sulle visite. Cose A Caso ha assistito ad un graduale, ma continuo declino di visite. Dopo aver raggiunto picchi insperati e non voluti, si sta rientrando normalmente alla normalità (per quanto le parole chiave che portano qui i visitatori siano tutto, fuorché normali). Mesi e mesi di duro lavoro hanno iniziato a dare i propri frutti giù da un po’ di tempo, ma ho aspettato a dirlo perché volevo si confermasse il trend e che non fosse tutto attribuibile a un calo momentaneo e fisiologico. E che ve devo dì? So soddisfazioni.

Sulla frequenza dei Post. Sto pensando di aumentare le pause tra un post e l’altro. Anziché scrivere un post a settimana (“Citazioni”, “Riflessioni a Caso”, “Dialoghi Surreali” non li conto), penso ne scriverò uno ogni due/tre settimane, per arrivare ad avere almeno uno o due post al mese. Le motivazioni alla base di questa scelta sono diverse: da un lato c’è la mancanza di argomenti da trattare, dall’altro dei ritmi che non mi permettono di tirar fuori roba interessante (o per lo meno, più interessante di questa), dall’altra ancora la noia e il logorio dell’abitudine. D’altro canto, l’obiettivo è quello di mantenere la striscia positiva che ora è arrivata a ventidue mesi di seguito. Inoltre spero che questo mi permetta di potermi concentrare anche su altro.

Sul tedio estivo. E, quest’anno, complice il fatto che sia sempre con la valigia in mano, il tedio estivo non s’è ancora fatto sentire. Ho avuto modo di occupare il mio tempo in modo proficuo e divertirmi. Tra l’altro, bene o male, sono riuscito ad avere dei rapporti interpersonali quasi decenti che mi hanno lasciato aperte delle alternative di uscita anche quando ero a casa. È anche vero che pur di far passare il tempo mi sia messo a studiare, il ché e tutto un dire… Però, non c’è male rispetto agli anni passati.

Sulle madri nordiche che ti fanno innamorare. Perché, ti può capitare di andare a cercare un posto all’ombra ed essere circondato da tedeschi e olandesi. E ti può anche capitare di vedere, oltre a tanti marmocchietti o vecchiacci, una madre bellissima. Con un nasino a punta squisito, dei capelli biondissimi e degli occhi azzurrissimi. E, sì, può anche capitarti di pensare “Zap! Now I’m in love”. Ecco, a me è capitato.

Sul finale e il motivo del post. E, ci siamo, siamo arrivati al pezzo forte. Ché, se un giorno mi dovesse succedere quanto sto per scrivere, le cose possibili sono tre:

1) Ha letto questo post.
2) Gli Dèi esistono.
3) È la donna della mia vita (e, probabilmente, ha letto questo post).

Comunque sia, il sogno è che codesta donna, dopo un pompino, mi dica “Sa di comunismo e di libertà.”

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

Il Disagio.

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Questo post non parlerà di niente

Sto pomeriggio, dopo aver letto l’ennesimo articolo sul Cavaliere, preso dallo sdegno m’era venuta la mezza idea di scrivere un post sul fatto che tutti si desse troppa importanza a quest’uomo e troppo poca ai veri problemi che affliggono il Bel Paese… Poi, però, ho cambiato idea e quindi eccomi qui a scrivere quelle cose completamente prive di senso (e farò in modo che siano anche prive di spessore) giusto per strizzare l’occhio ai tempi che furono (si parla ormai di quasi un anno fa).

Su feisbug c’è stato il boom delle pagine “Spotted”. Il fenomeno, ancora una volta tutto americano, sembra voler strizzare l’occhio all’idea di base del telefilm “Gossip Girl”. Tralasciando il fatto che non sappia che cazzo sia Gossip Girl (e che non voglia saperlo), l’idea di base non era male. Ovviamente mi sono fatto delle signori risate… Poi però sono partiti i soliti insulti che sfruttano l’anonimato e, ad essere sinceri, la cosa mi ha anche stufato (per ste cose ci sono i vari XYZ di Merda che fanno molto più ridere).

I progetti a cui accennavo qualche eone fa sono tutti naufragati e le cartelle che li contenevano sono state cancellate. Ciò dimostra, una volta di più, quanto sia inadatto a scrivere qualsivoglia cosa che si suddivide in più parti o con una storia troppo strutturata. Accennando alla Fatina della possibilità di iniziare qualcosa di nuovo, mi è stato fatto notare che sprecherei soltanto il mio tempo, dato che l’abbandonerei poco dopo. Se ci aggiungiamo il fatto che tutte le idee che mi vengono siano idee di merda, il gioco è fatto. Probabilmente, alla fine, ignorerò il fatto che tutto sia tempo sprecato che avrei potuto sfruttarlo meglio mi impunterò su un progetto che verrà abbandonato in meno di due settimane.

Sempre riguardo a quanto scritto sopra, ho trovato una canzone (che posterò come bonus) che mi ha inquietato abbastanza ecchepperò mi ha fatto venir la voglia di tornare a scrivere qualcosa di diverso dai soliti post che nessuno si incula. E, proprio parlando di post che nessuno si incula, posso dire con una certa soddisfazione che le visite negli ultimi tempi siano davvero calate a picco dopo un troppo lungo periodo di celebrità. Non so a cosa sia ascrivibile (Ammit, so che apprezzerai ♥) tutto questo, anche se penso che i miei noiosissimi post politici abbiano fatto il loro dovere.

Nei giorni passati (non ricordo precisamente quando) discutevo con un’amica sul fatto che dovessi tornare ad essere il cazzaro dei tempi che furono. Questo post, evidentemente, è un tentativo mal riuscito di farlo. Credo sarà difficile tornare su quei livelli, ma mi impegnerò per inserire più post senza senso e meno post seri. In questo modo, dovrei riuscire a confondere talmente tanto i pochi lettori da portarli a colpirsi da soli. Io v’ho avvertito, eh.

Dato che il mio compleanno si appropinqua, ho deciso di farmi un regalo: un Kindle Paperwhite. L’investimento che, inizialmente, doveva pesare tutto sul mio bilancio, alla fine ha visto la partecipazione di mia madre per circa la metà del costo. Ovviamente, questo evento che ha del miracoloso, è avvenuto dopo una lunga, futile discussione sul fatto che non mi servisse davvero perché “Tanto ci sono le biblioteche, se vuoi prenderti un libro” e altre motivazioni di questo genere. Alla fine, non so bene come né perché (ma temo ci sia sotto l’inghippo), ha dato il suo benestare e pure i soldi. Tutto è bene ciò che finisce bene.

A proposito di letture: ho iniziato da poco a leggere Gea di Luca Enoch e Sandman di Neil Gaiman. Il primo fumetto non sembra male, ma dopo un solo volume preferirei non espormi con un giudizio troppo netto. Sandman invece, l’ho trovato in lingua originale, e dopo un primo tentativo di lettura abbandonato per non so quale motivo e che ho deciso di riprendere e portare avanti (seguendo i miei ritmi). Appena finirò uno dei due, inizierò pure The Walking Dead di cui ho abbandonato la serie televisiva perché non riesco a seguirne, dato che mi annoio facilmente.

Sempre parlando di fumetti, voglio sottolineare come la Panini Comics mi voglia male. O, meglio ancora, come la Marvel mi voglia male. Infatti, da aprile, arriveranno in Italia le testate del “Now!” (Un reboot che non è un reboot) e questo mi porterà a dover prendere un fottiliardo di serie con immensa disperazione delle mie risorse monetarie, del mio bilancio e anche di mia madre che non vede di buon occhio questa mia tendenza a dilapidare i miei danari in sifatta maniera. Giusto perché sono convinto non ve ne freghi un cazzo, vi faccio una rapida lista delle testate che prenderò: All-New X-Men, Avengers, Capitan America, Fantastic Four, Guardians of the Galaxy, Indistructible Hulk, Ironman, Superior Spiderman, Thor: God of Thunder, Uncanny Avengers, Uncanny X-Men, Wolverine e gli X-Men.

Chiudiamo il capitolo letture per passare al capitolo “vita sociale”. Ebbene sì, mio malgrado, alla fine ho trovato modo di non passare i miei sabato sera in casa. Dopo un’uscita di cui non ho parlato perché non ritenevo importante, sempre con le stesse persone, mi sono rivisto sabato sera e la cosa, quasi sicuramente, avrà un seguito anche nelle prossime settimane.

Ma non questa perché, sabato, sarò ad un concerto con la Fatina. Il gruppo che suonerà, è abbastanza conosciuto. Si tratta dei Living Colour che sono in tour per il venticinquesimo anniversario del loro primo album: Vivid. Qualcosina l’ho già postata qui e, secondo me, vale la pena di dare un ascolto ai loro lavori. Non ve ne pentirete.

Altro concerto a cui potrei andare è quello dei Pain of Salvation che saranno a Milano questa primavera per il loro tour, ma su questo attendo conferme e l’occasione propizia per andare a prendere i biglieti.

Direi di aver scritto abbastanza…E invece no, perché questo mese, dopo un lungo, lunghissimo periodo di astinenza riprende Doctor Who. Finalmente, vedremo come si svilupperà la settima stagione con la nuova (bellissima) compagna e senza quella gran figliola di Karen Gillan.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

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Cani depressi e ulivi crescenti

Da otto barra nove anni, le estati cosiane (proprie di Coso) hanno due costanti immancabili: Il cane perpetuamente depresso e l’ulivo che, lentamente, cresce. Anche quest’anno, questi due elementi non possono mancare. Vi chiederete se abbia intenzione di fare un post sul mio cane depresso (e psicopatico) e l’ulivo che mi sta crescendo in giardino. La risposta a questa domanda è “Ovviamente no”. O forse sì, vedremo.

Il cane è depresso perché mio zio è partito. Sì, è mio zio quello a cui i cani vogliono più bene. Tutti i cani che abbiamo avuto, si deprimevano in sua assenza. Il motivo è facilmente spiegabile: lui li portava in giro, lui gli dava da mangiare la sera, lui li curava e lui si ferma sempre (anche quando è oberato di borse della spesa) per far loro una carezza. (N.B.: attualmente abbiamo un solo cotecane che risponde al nome di Porchettore e, sì, è depresso anche lui).

L’ulivo invece, ha una storia più travagliata rispetto alla bestia immonda di cui sopra. Dell’ulivo ci si ricorda solo in estate e per un semplice motivo: deve essere bagnato, altrimenti muore. Dato che è già morto una volta e lo abbiamo fatto respawnare, vorremmo evitare di doverlo fare ancora. Ovviamente, lo stronzo che è incaricato puntualmente di farlo è il sottoscritto (e puntualmente lo fa solo quando se lo ricorda. Questo, naturalmente, significa quasi mai). Fatto sta che in agosto (perché il mese incriminato è sempre agosto), mio padre sia a casa in ferie e quindi mi tenga d’occhio e mi rompa il cazzo con l’annaffiamento dell’ulivo a cui non posso scappare.

Ebbene, negli ultimi giorni, mi sono reso conto di come a tutti gli effetti io abbia (metaforicamente) sia alcune caratteristiche del cane depresso, sia caratteristiche dell’ulivo che cresce. Cosa voglio dire? È piuttosto semplice. Arrivati nella seconda metà d’agosto, il tedio estivo (complice il fatto che abbia pochi amici e i pochi amici partano) raggiunge i suoi massimi picchi annui (un po’ come le temperature), ed inizio a deprimermi. Mi deprimo perché, in primis, sono un pirla. E poi perché ci sono tante cose non mi soddisfano e che vorrei cambiare, ma non posso. Perché, in fondo, se ci fosse un vero mese di transizione sarebbe agosto. È una transazione fra il vecchio anno (lavorativo/scolastico) e quello nuovo. E, come ogni transizione che si rispetti, porta a galla tutto ciò che non va bene. Porta a galla tutto ciò che vorremmo diverso e che non è ancora cambiato. Perché non è il primo gennaio che si traccia il bilancio dell’anno appena concluso, ma è verso la fine di agosto.

Agosto, infatti, si caratterizza per quella commistione di illusioni disattese, speranze per ciò che avverrà con la ripresa delle attività, malinconia per il ricordo delle estati passate (che, tendenzialmente, tendono a restare in mente molto di più rispetto ad altri avvenimenti) e felicità/noia/scazzo per quelle presenti. Ed è in questo humus psicologico e sentimentale che si gettano i semi per un cambiamento. Cambiamento che può anche non essere radicale e scioccante ma che comunque è presente. È dopo le vacanze in cui ci si distanzia da tutto (o quasi) quello che ci circonda che riusciamo a capire cosa si voglia davvero fare e cosa no. È in questo periodo che si sente la mancanza di determinate persone e non di altre e, se si è abbastanza svegli da cogliere i messaggi che il rientro ci dà, sapremmo cosa cambiare. E forse miglioreremo.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus: Le foto delle vacanze fatte in montagna (Fotografo: La Fatina dei Boschi)

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