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Io, Coso

Dato che col tempo, volente o nolente, i lettori sono aumentati è giusto che sappiano chi è Coso, o per lo meno intravedano qualcosa della persona che si “nasconde” dietro questo pseudonimo. Ovviamente, per chi già mi conosce, questo post non servirà praticamente a nulla, per gli altri potrebbe essere interessante (ma ne dubito). La formula dell’articolo sarà quella di “Domanda – Risposta”. Buona lettura.

D: Chi è Coso?
R: Rispondere ad una domanda del genere, in generale, è sempre molto difficile. Non ci si conosce mai abbastanza a fondo per poter dire con sicurezza assoluta chi siamo o chi non siamo, comunque…Potremmo dire, senza troppo margine di errore, che Coso è il tipico ragazzo occhialuto, grassottello, imbranato e timido di cui ci si dimentica abbastanza in fretta.  Il Fatto che sia timido non l’aiuta di certo a socializzare (così come non l’aiuta il disprezzo che sente nei confronti del 97% dell’umanità), per questo ha pochi amici che sente abitualmente e vede appena può. Ama leggere quasi qualunque tipo di libro anche se ha una passione spropositata per Martin e il Fantasy (quello fatto bene, però). A suo modo è stato (e tuttora è) un collezionista. Prima erano le carte di “Magic The Gathering” (Per i non anglofoni: Magic L’Adunanza), ora sono Manga e Fumetti. Nel tempo libero, oltre alle uscite con gli amici (non così sporadiche come si possa credere e come gli piace far credere), si diletta a scrivere (purtroppo per voi), ascoltare musica (quasi tutto, ormai: ma in particolare Metal e Musica Classica). Non ama particolarmente i luoghi eccessivamente affollati, né le discoteche. Tra tirar tardi per ballare e tirar tardi in un pub, discutendo del più e del meno con pochi amici, sceglierà sempre e comunque l’ultima opzione. Ecco, più o meno, questa è più o meno Coso.
D: Perché proprio il soprannome/nickname “Coso”?
R: È tutto iniziato su FB, un po’ di tempo fa, quando Ammitta mi disse “Ma tu, sei un Coso!” e, qualche giorno dopo, venne fuori il disegno che tutti potete vedere nel mio Avatar qui. Allora, un po’ perché è un Cazzone (con la “C” maiuscola) un po’ perché era un’idea carina, Coso cambiò il proprio nome da “Vero Nome” a “Coso McPecoro” e la suddetta immagine, divenne immagine del profilo. Se poi aggiungessimo il fatto che Coso è un fan sfegatato di “Scrubs” in cui J.D. e Turk si chiamano a vicenda “Coso”, il gioco è fatto (anche se questo particolare lo notò solo alla terza visione di tutte e otto le stagioni…Perché le stagioni di Scrubs sono otto.)
D: Di dov’è Coso? Dove abita?
R: Coso abita in una ridente cittadina di trentamila persone in cui non c’è assolutamente un cazzo. È a trentasei minuti di treno da Milano (col diretto, sono ventisei). Il posto in questione è noto ai più come Seveso. Divenuto tristemente noto in Italia e nel mondo col disastro della diossina del 1976 che portò alla creazione di un polmone verde all’interno della Brianza, conosciuto dai villici  come “Bosco delle Querce”.
D: Cosa fa nella vita, Coso?
R: È uno studente al secondo anno di scienze politiche, cerca lavoro ed è “impegnato” in politica.
D: Cosa vuole fare da grande, Coso?
R: Passare da semplice cassiere a Leader Assoluto del Bennet. Il mondo sarà ai miei piedi. Scherzi a parte, da grande non sa cosa farà. Il suo sogno è diventare despota illuminato e conquistare il mondo. Realisticamente, spera solo di trovare un lavoro dignitoso.
D: Tre pregi di Coso?
R: Ne esiste solo uno, è convinto che più “Coso” in giro per il mondo sarebbero una piaga orribile per l’intero genere umano e…Quando c’è da discutere non si tira mai indietro.
D: Tre difetti di Coso?
R: Solo tre? Sarà difficile scegliere…Allora, è un culopeso, vuole sempre avere ragione e…è insicuro.
D: Cos’è il Culopesismo?
R: Una persona può essere pigra, svogliata, sfaticata, con poca voglia di vivere e scazzata? Il Culopesismo è tutto questo elevato all’ennesima potenza. Inoltre, il culopesismo, è la Cosoway of life. Uno stile di vita che (non) andrebbe esportato nel mondo. Il neologismo è da attribuire ad un certo L.C., che lo inventò per insultare Coso.
D: Coso è credente?
R: No. Per lo meno, non in modo canonico. E comunque, se fosse credente, sarebbe indubbiamente un politeista. Il suo pantheon prevederebbe senza ombra di dubbio i Grandi Antichi, i Dei Esterni, Le divinità scandinave. Il suo “non credere” nella religione cristiano-cattolica è dovuto a riflessioni compiute intorno ai quindici/sedici anni.
D:  Una data che Coso ricorderà sempre?
R: Ce ne sono tre, fondamentalmente, che non riuscirò a scordare. Il primo, è il giorno del suo compleanno. Il secondo, è l’undici settembre (in generale), dato che è il compleanno di sua madre (oltre che giorno della caduta delle Twin Towers, perché in inglese fa più figo) e l’ultimo è la vigilia di Natale perché  è il giorno in cui è morta sua nonna.
D: Da quanto tempo Coso scrive?
R: Qui c’è la prima fondamentale differenza tra “Coso” e “Chi sta dietro a Coso”. Il primo è comparso da qualche mese e sembra intenzionato a non andarsene. Il secondo, invece, “scrive” da quando ha creato il suo primo contatto di MSN. La grande svolta, però, è avvenuta nel settembre del 2009. Svolta dovuta alla “pressione” di un gruppo di amici che gli consigliarono di passare su Wp per scrivere. Da allora, a correnti alterne ha sempre scritto qui. Di quando in quando, si diletta anche nella stesura di bozze per storie che poi, puntualmente, lascia indietro ripromettendosi di recuperarle…Prima o poi.
D: Si considera un buono scrittore?
R: No, è uno scribacchino. Ogni tanto ha buone intuizioni che, però, sviluppa in modo troppo prolisso. Però non vuole fare/essere uno “scrittore”, lui scrive per svago oppure per sfogarsi (ultimamente, più per svago).
D: Globalmente è soddisfatto della sua vita?
R: Ni. Sicuramente c’è chi è messo peggio e, tutto sommato, non è che abbia poi molto di cui lamentarmi (a parte il fatto di non battere chiodo manco per sbaglio) . Però si potrebbe sempre andare meglio e non è nella sua natura accontentarsi.
D: Tre cose che Coso adora?
R: Quasi tutte le fanciulle coi capelli rossi, i fumetti, i libri di Martin
D: Tre cose che Coso non sopporta?
R: Grillo, M5S, i Comunistelli (lollete). No, seriamente: I pregiudizi, il parlare di cose che non si conosco, il pretendere tutto e subito
D: Ultimo libro letto?
R: It di Stephen King. In corso di (ri)lettura: Il Gioco del Trono di Martin.
D: Autore Preferito?
R: George R.R. Martin.
D: Libro preferito?
R: La Saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.
D: Personaggi preferiti?
R: Tyrion Lannister, Jon Snow, Bran Stark, Varys l’Eunuco, Byrinden Tully
D: Casa Preferita dei Libri “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”?
R: Stark, Targaryen (Winter is coming, Fire and Blood)
D: Ultimo film visto?
R: Pulp Fiction, (ri)visto ieri sera.
D: Cosa in cui spende più soldi?
R: Fumetti e Manga. 70 € ogni due mesi.
D: Manga preferito?
R: Hellsing.
D: Comic preferito?
R: Spiderman (Marvel) / Batman (DC)
D: Parolaccia che dice più spesso?
R: Cazzo/Fanculo.
D: Bestemmia che dice più spesso?
R: Porci Dei/Dei dannati. Ed evoca i Grandi Antichi.
D: Videogame preferito?
R: Skyrim? (è l’ultimo a cui ha giocato)
D: Videogame a cui vorrebbe giocare?
R: Lista lunga, ma soprattutto: Batman Arkham Asylum  – Batman Arkham City – Call Of Cthulhu – Amnesia – Diablo III
D: Motto personale?
R: Qualunque cosa tu  faccia, qualcuno la farà o l’avrà già fatta meglio.
D: Il vero nome di Coso?
R: Qualcosina dovrà pur rimanere nell’ombra (ha paura che gli arrivino mail minatorie/ovviamente scherza…Forse).

E, anche per oggi, questo è quanto. Se aveste altre domande, fatele nei commenti che prima o poi vi risponderò.

Cya.

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I libri di Coso

Dato che sto sabato mattina non avevo (quasi) un cazzo da fare, mi sono messo a sistemare libreria ed armadio. Per quale motivo un culopeso come me che per la stragrande maggioranza del tempo ha la camera trasformata in una caotica baraonda di libri, fumetti, vestiti piegati e puliti che non trovano sistemazione nei loro loculi naturali, si è messo a fare una cosa del genere?

La domanda è lecita ed ha una duplice risposta: come ho già detto prima, stamane non avevo un cazzo da fare e, secondo, ho bisogno di spazio (per avere spazio devo prima sistemare) per inserire i fumetti nuovi nuovi che a giugno andrò a prendere in fumetteria. Il “repulisti” si è concentrato soprattutto sull’armadio che versava in condizioni disastrose, letteralmente. Tra custodie di CD vuote, DVD che non guardo più da venti secoli e libri non si riusciva a trovare nemmeno un buco microscopico per sistemare tutti i libri in modo decente e quindi…

Quindi facendo di necessità virtù, ho iniziato ad ammonticchiare i libri sul mio letto e a dividerli in “libri che si salvano” e “libri che vanno su” (dove su, sta per la mansarda). Alla fine di un lungo lavoro che ha coinvolto un po’ di tutto (accapatoi, costumi da bagno, cuscini, coperte, pigiami e chi più ne ha, più ne metta) si sono salvati pochissimi titoli quasi tutti altamente selezionati (e qui ci si addentra nel fantastico mondo delle “Letture di Coso”).

Per quanto riguarda lo scaffale in basso, ovviamente, ho salvato:

– I libri di Martin riguardanti “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, saga fantasy coi controcazzi (INB4 Martin è stra-sopravvalutato – leggi altro – hai rotto i coglioni) di cui oggi acquisterò gli ultimi due volumi mancanti all’appello.
– Subito dopo troviamo “I capolavori di H.P. Lovecraft”, maestro del genere horror paranormale (Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn).
– Poi ci sono i due libri finora usciti di Wild Cards (scritto da autori vari e curato dal suddetto Martin), che tratta il genere supereroistico in maniera “diversa” rispetto a quanto si potrebbe vedere nei fumetti. Una lettura consigliata.

Sullo scaffale in alto, invece, più o meno ordinatamente impilati troviamo:

– Il sacro Dizionario della lingua italiana (immancabile),
– Un mega tomo di Terry Brooks contente al suo interno i tre libri che compongono il “Ciclo di Shannara” (regalatomi non mi ricordo quando né da chi),
– I quattro libri di Paolini: Eragon, Eldest, Brisingr ed Inherittance (che non ho “mansardato” perché in parte mi sono stati regalati e in parte li ho pagati col mio danaro sonante e quindi col cazzo che finiscono su),
– Il pendolo di Foucault di Umberto Eco che è ancora sulla lista dei libri da leggere
– Governare con la Crisi di Andreotti (che va affiancato alla lettura dei “Diari di Mussolini” e di “Piombo Rosso”)
– Il Diavolo nella Cattedrale di Schätzing che, contrariamente a quanto possa far pensare il titolo, d’Horror non ha assolutamente nulla (un buonissimo “Thriller storico”)
– I Libri di Luca di Mikkel che mi è stato regalato e, davvero, non ho cuore di mansardare, per quanto sia banalotto e superficiale.
– Fantasmi da Asporto di Ibbotson Eva. Libro molto carino legato alla mia infanzia. Una lettura davvero, davvero, davvero easy per chi non ha voglia di libri troppo impegnati.
– Lo Squalo di Benchley, il meno famoso libro da cui è tratto il più famoso film
– Il Nome della Rosa di Umberto Eco, anche lui sulla lista dei libri da leggere da tempo immemore
– Il colore della Magia di Pratchet che ancora non ho letto (shame on me) ma che leggerò sicuramente a breve (I Lied)
– Gola di Lanchester libro che ho iniziato a leggere ma poi ho abbandonato. La trama è interessante, ma è necessario non farsi scoraggiare dall’inizio lento (cosa che è successa a me).
– Il Codice Da Vinci di Dan Brown, che conoscete un po’ tutti ed è inutile starne a parlare (ma quello probabilmente finirà tra i libri del salotto)
– La Fabbrica di Cioccolato di Dahl che tutti conoscerete per il (pessimo) film di Burton e che quindi per quanto infantile possa essere vi consiglio di leggere, ma per davvero.
– Diamanti al cioccolato di Horowitz, un simpatico thriller che ha più suspence dei libri di grandi scrittori affermati…
– Storia di Gordon Pym di Poe: una sola parola: allucinante.
– L’Odissea di Omero: Non so perché sia lì, ma probabilmente è perché l’ho rubata a mio zio e se lo venisse a sapere mi ucciderebbe (sto scherzando…più o meno)
–  Il Piacere di D’Annunzio. Tutti lo conoscete (volenti o dolenti) ma a me sto libro piace assai e non lo limiterei a “mera esperienza scolastica”
– La coscienza di Zeno di Svevo, idem come sopra. Particolarmente pregevole il finale.
– Il Fu Mattia Pascal di Pirandello che ho trovato una storia bellissima che, idealmente, a livello di tema dell’identità si lega perfettamente a “Uno, Nessuno e Centomila”.
– E, ultimo, ma non per ultimo: Negri, Froci, Giudei & Co. L’eterna guerra contro l’altro di Gian Antonio Stella (L’Orda, quando gli albanesi eravamo noi è un altro suo libro) libro che consiglio a tutti sia per i temi trattati, sia per come è svolta la sua ricerca. Un must read a livello saggistico, sull’argomento.

Non sarà una libreria molto nutrita, ma è di discreta qualità. E il fatto di aver fatto pulizia in una sola mattinata, mi soddisfa assai.

Questo è quanto.

Cya

 

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