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25 Aprile

No, tranquilli, non parlerò di politica. Settimana scorsa ho scritto ben due post e ho voglia quanto voi di staccare dalle solite considerazioni che si leggono e sentono ovunque in televisione. E, nonostante il titolo, non mi soffermerò nemmeno troppo a lungo sulla celebrazione della Liberazione, dato che si corre sempre il rischio di cadere nel tranello della vuota retorica che non fa dire altro che banalità.

Stamane, nonostante la festività, la sveglia è suonata presto: alle sette e mezza ero in piedi, assonnato e con zero voglia di vivere. Per la prima volta, infatti, ho deciso (per motivi che non starò qui a spiegare) di partecipare alle manifestazioni organizzate dal comune per la commemorazione e le celebrazioni del 25 aprile. Il primo ritrovo è stato in una piazza del mio quartiere, dove la banda ha suonato l’inno d’Italia. C’era anche un prete che ha blaterato qualcosa (ammetto di essermi distratto, pensando al fatto che avrei preferito essere a letto).

Subito dopo ci siamo spostati al cimitero per commemorare i caduti. E lì, mi hanno incastrato a fare il fotografo con risultati più che discreti. Una volta entrati, ci siamo diretti ad una cappelletta dove prete e alcuni vecchietti si sono dedicati alle preghiere. Ho colto l’occasione per staccarmi dal gruppo e andare a porgere ossequi a qualcun altro.

Fortunatamente, subito dopo il cimitero, c’è stata una botta di vita sotto forma di cappuccio e briosche. Subito dopo, ci siamo spostati nella piazza di fronte al municipio, dove ho incrociato altre facce conosciute e mi sono fermato a chiacchierare per un po’. Col cambio di banda c’è stata una botta di vita che ci ha portato a cantare l’inno e “Bella Ciao”, attirandoci le occhiatacce di alcuni Ciellini.

Verso mezzogiorno, le manifestazioni si sono concluse lasciandomi con le gambe doloranti (e poi capirete il perché) e con la soddisfazione di aver partecipato ad una commemorazione che non si vedeva da troppo, troppo tempo nella mia città. Potrei aggiungere molte altre cose e provar a descrivere le sensazioni provate, mentre si svolgevano questi eventi ma, oltre a quanto detto sopra, rischierei di non riuscire a rendere come dovrei il tutto. Tra l’altro, anche se ne fossi capace, sono profondamente convinto che ognuno viva le celebrazioni di oggi in modo unico e personalissimo, qualora non lo vivesse in maniera passiva.

Detto ciò, passiamo a parlare tranquillamente di altro.

E la prima cosa di cui ho intenzione di dire è il motivo delle gambe doloranti: ebbene sì, dopo tanti proclami e altrettanti posticipi, ieri sono andato a correre per la prima volta dopo mesi. Le cose non sono andate poi così male, nonostante non abbia fatto il giro completo, ma abbia smesso qualche metro prima. Ora, tempo permettendo, conto di riuscire a replicare domenica mattina.

Dopodomani sarà una giornata pienissima in cui sperpererò una piccola parte dei miei averi: sabato mattina, infatti, farò l’usuale giro in fumetteria per svuotare la casella e dar da vivere al mio rivenditore per un altro mese. Coglierò l’occasione per rivedere un amico che avevo perso di vista e non sentivo da un po’. Sabato pomeriggio, invece, sarò a Milano per vedere Iron Man 3. Per il film non è che abbia sta grande attesa (non che non mi interessi, semplicemente negli ultimi mesi sono stato preso da altre cose), nonostante questo, la speranza è che sia un film che si confermi al livello dei predecessori. Le tinte prese dal film si sono avvicinate molto a quelle del Batman di Nolan, apparentemente. Bisognerebbe capire quanto sia un bene…E a breve lo farò.

In settimana, cazzeggiando, sono tornato a rileggere alcuni post e mi sono reso conto che in uno mi mancavano le uscite in compagnia. Ecco, passato qualche mese, la situazione è leggermente cambiata. Ho iniziato ad uscire con un gruppo di ragazzi che mi hanno coinvolto dopo il compleanno di un amico comune. Nonostante sia il più piccolo, devo dire che mi diverto abbastanza. Insomma, sto skillando anche in socialità.

A proposito di skillare, ha scaricato Team Fortress 2 ma non ho ancora avuto modo di giocarci. Devo ringraziare una cara amica per avermi rotto il cazzo fino ad avermi convinto.

Ho già interrotto il progetto di cui parlavo in “Appunti di Produzione #1”. Non ci ho scritto nemmanco una riga. Sono un Coso cattivo, ma c’era da aspettarselo. Per lo meno io e pochi altri sapevamo sarebbe finita così.

Come avrete notato, questa è stata una settimana abbastanza piatta e non è che abbia molto da raccontare, perciò…

Questo è quanto.

Cya.

Bonus 1:

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Bonus 2:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bonus 3:

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Citazioni #4

Non so. Nonostante
tutta la saggezza
acquisita, ora che
ricordo ogni singolo
istante della mia vita
millenaria… Non so.
Piango la perdita del
mio popolo, eppure
esulto per la loro fine
gloriosa. Ma ora devo
restare solo. Sento
che anche tu stai pian
piano svanendo.

E, mentre fisso
l’Eternità…
Non vedo nulla…

Se solo ci fosse una
stella a guidarmi…

O un uccello a
mostrarmi la via…

Per il momento credo
che riposerò…
Giacerò immobile e
in silenzio. Spoglierò
la mia mente dai
pensieri…

Chiuderò gli occhi
e sprofonderò nel
Sonno degli Déi…
Almeno per un po’…

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The Amazing Spider-man

Ho aspettato dieci giorni per scrivere questo articolo. Dieci giorni che mi sono serviti per poter riflettere a mente fredda sul film che ha dato inizio al reboot cinematografico della saga di Spidey dopo la pessima trilogia di Raimi (andando in crescendo nel diventare sempre più brutta).

Se qualcuno mi chiedesse quale fosse stata la cosa più bella del film, ci impiegherei meno di venti secondi a dare la seguente risposta: Emma Stone. Questo vuol dire che ASM sia stato un brutto film? No, ASM non è stato un “brutto film”, ma si presta (almeno per me) a due chiavi di lettura: quella del fan del fumetto e quella dello spettatore.

Come fan del fumetto, ASM è pessimo. Voglio dire, ci sono i lancia-ragnatele, c’è quella gran topa di Gwendolyne Stacy e gli zii non sono personaggi macchietta uber-stereotipati. Eppure…Eppure ci sono tanti piccoli (e grandi particolari) che differiscono tra versione cinematografica e versione cartacea. In primis, Peter Parker non era un fighetto che se la viaggia sullo skate. Mi spiace, ma è il tipico ragazzino occhialuto appassionato di scienza e sfigatello. Quello che viene preso per il culo dai bulli e si innamora della bella della scuola per prendersi, poi, un sonoro palo nel culo. Insomma, è il prototipo perfetto del Nerd quando ancora non si aveva una chiara connotazione di Nerd. Gwendolyne Stacy, la sua storica fidanzata, compare quando Peter va all’università e non alle superiori e, soprattutto, non scopre la sua cazzo di identità segreta. E, il capitano Stacy, muore in seguito ad uno scontro con il Doc Oc in cui, per salvare un bambino, viene sepolto dalle macerie e rivela a Spidey di sapere il suo segreto. Insomma, quanto visto nel film non c’entra un cazzo con tutto questo, a parte il fatto che entrambi (versione cinema/fumetto) muoiano.

Eppoi, c’è il giudizio dello spettatore (scevro dal conoscitore di fumetti) che si è trovato a vedere un film accettabile, con un buon ritmo e alcuni momenti d’azione davvero pregevole. Un mio amico (Il Cacciatore di Tonni) mi ha detto, dopo avermi consolato all’uscita del film, che comunque per lui che non conosceva il personaggio è stato un film godibile. E, a tutti gli effetti, non aveva tutti i torti. Chiaramente non è un capolavoro del cinema, ma per tutta la sua durata il film non annoia (quasi) mai e pone buone basi per un sequel (come prevedibile, annunciato con una scena dopo i titoli di coda) che potrebbe migliorare, a livello qualitativo.

Indubbiamente, lo scopo di questo film, è quello di far avvicinare più persone al personaggio Uomo Ragno, in modo tale da assicurarsi un aumento (o, per lo meno, un rinnovo) della fan-base (da leggere “all’inglese”) della Casa delle Idee. All’inizio, non lo ritenevo davvero necessario, ma mi sono reso conto che i bambini che oggi andranno a vedere il film, domani saranno (possibili) fruitori del fumetto (che è diverso e, ovviamente, migliore).

Questo film, alla fine, non è un capolavoro ma non è nemmeno da buttare via. È consigliato a chi voglia conoscere il personaggio Uomo Ragno ma non voglia (per il momento) comprarne i fumetti (e non sapete cosa vi perdete, srsly). Nel caso in cui, invece, seguiate i fumetti, risparmiate i soldi del biglietto e spendeteli per qualche albo del caro vecchio Tessiragnatele.

Questo è quanto.

Cya.

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L’ordinaria vita di un supereroe

Prima di inoltrarmi nella scrittura di questo articolo, vi avverto che l’argomento trattato potrebbe risultare di scarso interesse.

Fatto questo, vi chiederete di cosa tratterà l’articolo. Per rispondere a questa domanda è necessario, innanzitutto, mettere in chiaro che quanto leggerete qui è un esperimento per iniziare una rubrica sul mondo dei fumetti ed, eventualmente, il modo con cui io mi rapporto a questo universo.

Oggi vi parlerò dell’Uomo Ragno. Possiamo dividere la sua epopea in due grandi tronconi. Il primo è quello dell’Uomo Ragno prima della morte di Gwen Stacy, il secondo è l’Uomo Ragno dopo la morte di Gwen Stacy, ma andiamo con ordine. Il personaggio nasce dalla mente di Stan Lee e dalla matita di Steve Ditko nel lontano 1962. Prima del sodalizio tra Stan “The Man” Lee e Dikto, il design del personaggio fu affidato ad un altro grandissimo disegnatore dell’epoca, Jack Kirby. Il Ragno di Kirby, però, non convinse Stan Lee che aveva in mente qualcosa di diverso. Qualcosa di unico per l’epoca.

Nel primo numero della testata (presente in quasi tutte le antologie sul nostro Amichevole Uomo Ragno di quartiere) ci viene presentato il protagonista e, sin dall’inizio, ci è chiaro che la storia sarà diversa: il nostro (non ancora) eroe, non è un ricco uomo d’affari o un brillante scienziato. Nossignori, il nostro eroe è un ragazzo delle superiori che vive con gli zii. A scuola è un secchione, con le ragazze non è fortunato ed è preso di mira dai bulli della squadra di Football. Insomma, potremmo dire che è il perfetto prototipo del Nerd. Il ragazzo, Peter Parker, va ad assistere ad un esperimento scientifico sull’energia nucleare e la radioattività. Ed è qui che un ragno, inconsapevole di ciò che sta per accadere, si cala in mezzo al fascio d’energia nucleare e viene investito dalle radiazioni. E che fine farà quel ragno? Cadrà sulla mano di Peter e, prima di morire, lo morderà.

Il morso dà vita, probabilmente, ad uno dei più stupefacenti supereroi di sempre, ma non da subito. Il giovane Peter (appena sedicenne) guadagna l’agilità di un ragno, la possibilità di aderire alle pareti, una forza sovrumana e, ancora più importante, una caratteristica fondamentale: il senso di ragno che lo avverte dei pericoli che incombe. Ora, cosa farebbe un normale ragazzino di sedici anni, con quei poteri? Cercherebbe di guadagnare soldi! E cosa fa Peter Parker? Cerca di guadagnare soldi! Ed è proprio in questi particolari che si nota la maestria di Stan Lee: crea un personaggio reale che si comporterebbe come ognuno di noi. Una volta guadagnato il suo gruzzoletto l’Uomo Ragno, ha la possibilità di fermare un criminale, ma non lo fa. Dice che quello non è il suo lavoro.

È tornando a casa che scopre la terribile verità: suo zio è stato ucciso da un criminale. La notizia lo scuote, fa crescere in lui il desiderio di vendetta. Vendetta che si compie quando scopre che l’uomo che cerca è chiuso in un magazzino abbandonato. I poliziotti sono bloccati fuori, ma lui no. Entra, scova il criminale e…Ironia della sorte scopre che l’assassino di suo zio, non è altro che il criminale che non ha fermato. Ecco, è in questo momento che nasce l’Uomo Ragno.

Nel primo anno vedremo apparire svariati nemici: Il Doctor Octopus , Goblin, Mysterio, l’Uomo Sabbia e tanti altri. Sarà proprio Goblin la causa della rottura dei già difficili rapporti tra Stan Lee e Steve Ditko. Infatti, si verrà a sapere in seguito, i due litigarono sulla vera identità di Green Goblin. Stan Lee voleva che fosse qualcuno di noto a Peter e ai fan, mentre Ditko insisteva su un nuovo criminale, mai visto fino ad allora. Alla fine la spuntò Stan, con esiti che entrarono nella storia del fumetto mondiale, ma di questo parleremo tra poco.

Il primo anno di Peter Parker trascorre tra i problemi di un normale adolescente, le condizioni di salute non ottimali di una vecchia zia e la lotta al crimine. È in questo primo anno che Parker si trova conteso dalla bella compagna di scuola Liz Allen e la collega (nonché segretaria di J. Jonah Jameson) Betty Brant. Le due si contenderanno le attenzioni di Peter e, a spuntarla fu proprio quest’ultima. Nonostante l’indiscutibile aiuto alla comunità apportato dall’Uomo Ragno, proprio il datore di lavoro di Peter, pagato in qualità di fotografo free-lance per le foto dell’Uomo Ragno, darà il via ad una crociata mediatica (e non solo) contro l’Arrampica-muri.

Dopo la rottura tra Lee e Ditko, alle matite arrivò Jhon Romita. Fu con Romita che le storie guadagnarono intrecci degni da soap-opera e l’elemento Romance divenne importante quanto le lotte coi super-criminali. Fu sotto questo duo che comparvero due personaggi fondamentali per Peter Parker: Gwen Stacy e Mary Jane Watson. Le due si contenderanno il bel Peter a lungo e, alla fine, a spuntarla sarà proprio la biondissima Gwen. Nel frattempo, viene rivelata la vera identità di Goblin e, sorpresa delle sorprese, si scopre che Goblin non è altro che Norman Osborne: il padre del miglior amico di Peter. Le battaglie saranno innumerevoli tra questi due e solo per parlarne approfonditamente quanto meriterebbero, mi ci vorrebbe un altro post (che magari farò in futuro).

La storia d’amore tra Peter e Gwen procederà a gonfie vele fino alla morte del padre della ragazza, il commissario Stacy. Il commissario si sacrificherà per salvare la vita di un ragazzo rimasto coinvolto in uno scontro tra Spidey e e il Dottor Octopus. In punto di morte, il commissario rivelerà a Peter di sapere il suo segreto. Anche dopo la morte di George Stacy la loro storia proseguirà fino all’evento epocale di cui parlavo ad inizio post: la morte di Gwen Stacy.

Goblin, dopo aver perso la memoria e averla riacquisita, decide di rapire Gwen per far sì che Peter, nei panni dell’Uomo Ragno, lo raggiunga. Lascia sulla scena del sequestro una Bomba-Zucca. Peter, non trovando Gwen in casa, si mette alla ricerca della sua nemesi e riesce a trovarla sul Ponte di Brooklyn. Qui assistiamo allo scontro tra i due arci-nemici in cui non c’è in palio solo la loro rivalità, ma anche la vita della ragazza. Durante lo scontro, Goblin urta la ragazza facendola cadere. Spidey riesce a fermarla con una ragnatela che le si incolla alla caviglia. Tutto sembra volgere per il meglio, fino al momento della sconcertante verità: Non solo Peter non ha salvato Gwen ma, probabilmente, il suo intervento l’ha uccisa. Il mistero tuttora non è stato risolto, ma nella vignetta compare un suono che farebbe propendere proprio per questa soluzione. Questa morte sconvolse tutti i Fan del tessiragnatele. Alla Casa delle Idee (la Marvel) arrivarono minacce di morte indirizzate agli autori e al disegnatore. Subito dopo la morte di Gwen Stacy ci sarà un altro colpo di scena: nello scontro finale tra Parker e Osborn, quest’ultimo rimarrà impalato dal suo aliante. In un colpo solo escono di scena sia la donna della sua vita, sia la sua nemesi.

Dopo questo periodo si vedrà una delle saghe più controverse e meglio riuscite dell’uomo ragno: la saga del Clone che vede il suo antefatto nel 1974. Il buon Peter, grazie all’aiuto di Mary Jane, riesce a superare la morte della sua amata Gwen e svolta pagina. Lui e la rossa tutto pepe si fidanzano e quando le cose sembrano prendere la piega giusta, Peter, vede una ragazza molto somigliante a Gwen Stacy. Dopo varie peripezie, viene a scoprire che Miles Warren (un suo nemico, conosciuto come lo Sciacallo) era innamorato di Gwen Stacy. Warren, essendo a conoscenza dell’identità di Spiderman, ritiene responsabile della morte Peter Parker. Ad aiutarlo nella ricostruzione dei fatti e Ned Leeds (marito di Betty Brant, la prima fiamma di Peter) che però viene rapito dallo Sciacallo e collegato ad una bomba. Spidey interviene per salvarlo, ma rimane tramortito dal veleno dello Sciacallo. Una volta risvegliatosi, Peter, si trova di fronte un suo clone dotato dei suoi stessi poteri. I due si affrontano con lo stesso obiettivo: salvare Ned Leeds. I due Spider-Man hanno anche gli stessi ricordi e mentre si scontrano, avviene l’impensabile: Il clone di Gwen Stacy si ribella e riporta per qualche istante alla lucidità Warren, il quale libera Leeds. La bomba esplode ed uno dei due Peter Parker rimane schiacciato. Il finale ci lascia volutamente col dubbio su quale dei due (se l’originale o il clone) sia effettivamente sopravvissuto. L’Uomo Ragno sopravvissuto si convince di esser l’originale grazie all’amore che prova per Mary Jane e getta il corpo del clone (o supposto tale) nel inceneritore. Il clone di Gwen Stacy, invece, una volta visitata la tomba della vera Gwen, decide di andare a New York e farsi una nuova vita. Quanto narrato in questi eventi, in realtà, sarà solo il prequel della vera Saga del Clone.

Vent’anni dopo, infatti, gli autori decisero di sviluppare la saga risolvendo i misteri lasciati dalla precedente. Zia May sta male e al suo capezzale si incontrano, di nuovo, Peter Parker e il clone apparentemente morto. Si viene a sapere che il Clone, in realtà, era sopravvissuto e aveva iniziato a girare gli Stati Uniti con il nome di Ben Reily. I due, all’inizio, si scontrano ma poi si alleano nella lotta al crimine. Ben assume l’identità di “Il Ragno Rosso”. In città, però, giungono altri cloni di Peter. Uno di questi cloni, Kaine (caratterizzato da delle deformità) uccide il Dottor Octopus e si mette sulle tracce dei nemici dell’Uomo Ragno. Tutti i cloni gli daranno la caccia e riusciranno a fermarlo, sacrificando le loro vite. Ora, in vita sono rimasi solamente Peter Parker e Ben Reiley. I due fanno un test del D.N.A per scoprire chi sia il clone e, a sorpresa, il vero Peter Parker è Ben Reiley. Peter, allora, lascia il ruolo di Spiderman a Ben e se ne va a Portland insieme a Mary Jane (Nel frattempo diventata sua moglie e da cui aspetta una bambina). La bambina, però, nasce morta a causa di un magnate pazzo d’amore per Mary Jane. Al termine di questa intricatissima saga, si scopre non soltanto che Norman Osborn sia vivo ma che abbia anche fatto in modo di scambiare i risultati del test del D.N.A. di Peter e Ben. Dopo questa notizia scioccante, ci si avvia verso una conclusione che lo è ancor di più: Ben Reily viene ucciso da Osborn nei panni di Green Goblin. Goblin, a sua volta, verrà sconfitto da Peter Parker. Nelle ultime vignette si assisterà alla trasformazione in cenere del cadavere di Ben Reily che, finalmente, fuga ogni dubbio sull’identità di Peter Parker a noi lettori.

Come sicuramente avrete letto sopra, Peter Parker e Mary Jane Watson sono convolati a felici nozze, ma pensate che tutto sia filato liscio? Ovviamente la risposta è no. Mary Jane viene approfondita come personaggio: si scopre che sia la madre, sia la sorella hanno avuto matrimoni difficili ed infelici e questo suo trascorso la porterà a lasciare Peter quando le cose si fanno troppo serie. Il buon Peter, dopo l’addio di Mary Jane, si inizia a frequentare con la Gatta Nera (conosciuta anche come Felicia Hardy) i due fanno coppia fissa fino a quando Peter non scopre che Felicia ha ricevuto i suoi poteri dal Kingpin, il boss della mala di Manathan. Con il ritorno di Mary Jane la storia tra Peter e la Gatta Nera finisce. Mary Jane, infatti, rivela a Peter di conoscere la sua seconda identità. Dopo altri travagli, i due finalmente convoleranno a giuste nozze dando vita ad una coppia indissolubile….O quasi. La Gatta Nera tornerà spesso nella vita di Peter scombussolandola un di tanto in tanto, ma la fedeltà di Peter non sarà messa in discussione.

Come vedete, potrei restare qui a scrivere per giorni e giorni  su Spiderman ed è per questo motivo che dovrò abbreviare soffermandomi su alcuni importanti punti che vi elencherò qui di seguito:

– La comparsa del simbionte e di Venom
– L’ultima Caccia di Kraven
– Il Potere Totemico
– Civil War
– Solo un altro giorno

La comparsa del Simbionte e Venom: Peter Parker ritornerà dall’evento noto come Guerre Segrete con un nuovo costume organico di colore nero. Questo costume risponde alla volontà dell’Amichevole Spidey e prende le forme di cui più ha bisogno. Ciò che inizialmente ignora è il fatto che il materiale organico sia in realtà un simbionte esiliato dal proprio pianeta di origine. Quando Reed Richards (Mr. Fantastic) rivela a Peter che il costume è un simbionte, Peter decide di liberarsene. Il simbionte, apparentemente morto, in realtà si lega ad Eddy Brock. Eddy Brock è un giornalista mandato in rovina dall’Uomo Ragno, colpevole di avergli rovinato lo scoop della vita. L’odio del Simbionte e quello del giornalista in rovina, daranno vita al più pericoloso nemico di Spider-man dopo Goblin: Venom. Venom metterà alle corde più volte Spiderman grazie a due elementi fondamentali: non fa scattare il suo senso di ragno e conosce la sua vera identità. I due, mortali nemici, si uniranno solo per fermare il simbionte folle Carnage nel crossover “Ultimate Carnage”.

L’Ultima Caccia di Kraven è caratterizzata dall’ambiente cupo e dal tema particolare trattato: Uno degli storici nemici dell’Uomo Ragno, dopo averlo sconfitto e sepolto vivo, lo sostituisce dimostrando di essere all’altezza del suo più grande nemico. Kraven, nei panni di Spiderman, sconfigge Vermin e lo imprigiona. Peter, nel frattempo, riesce a liberarsi e dopo essere tornato a casa per rassicurare Mary Jane, torna da Kraven. Accecato dall’Ira Spidey si getta contro il nemico ed inizia a colpirlo con forza. Quest’ultimo non reagisce e anzi, scoppia a ridere. L’arrampicamuri gli chiede il motivo di quella risata e Kraven, convinto di aver recuperato l’onore perduto spacciandosi per Spiderman nelle due settimane trascorse sottoterra da Peter,  si limita a rispondergli di aver già vinto, di aver ottenuto il proprio obiettivo. Dopo questo discorso, Kraven libera Vermin e lo aizza contro Spiderman. L’uomo-topo riesce a fuggire e l’Uomo Ragno si getta al suo inseguimento nelle fogne. Mentre ciò avviene, Kraven si sucida sparandosi. Spidey trova Vermin e cerca di non fargli del male, dopo un violento scontro, alla fine ha la meglio sull’uomo-topo. Quando tutto sembra finito, Peter viene turbato dal Fantasma di Kraven che, essendosi suicidato, non può accedere all’eterno riposo in Paradiso. Peter, per l’ultima volta, affronta la parte malvagia di Kraven e riesce a sconfiggerla. I due si abbracciano e Kraven è finalmente libero di riposare in pace, così come Peter.

Nella saga del Potere Totemico si scopre che il ragno che morse Peter non era stata una pura casualità, ma la volontà del Dio Ragno africano Anansi che aveva individuato in Peter Parke l’ideale totem dei poteri di ragno. Dopo questa saga, Peter vedrà i suoi poteri notevolmente accresciuti, il suo senso di ragno si affinerà maggiormente, sarà in grado di lanciare ragnatela organica e potrà contare su dei pungiglioni sui polsi. Tutti questi cambiamenti, però, avranno vita breve.

In Civil War, il mondo dei mutanti è spaccato. Tony Stark (Iron Man) vuole obbligare tutti gli eroi a sottoscrivere l’atto di registrazione. Con questo atto i mutanti devono rivelare la propria identità al mondo. Spiderman è inizialmente favorevole all’iniziativa e dopo averne discusso con Zia May e Mary Jane, decide di rivelare al mondo la sua identità. Col passare del tempo, però, Spidey passerà dalla parte dei ribelli guidati da Capitan America. La lotta sarà lunga e dura e terminerà solo con la morte di Capitan America e la vittoria di Stark. L’Iniziativa è passata. In questa saga, Peter, può contare su un nuovo costume: è un costume meccanizzato creato da Stark, dai colori Oro e Rosso. Verrà distrutto durante una fuga dell’Uomo Ragno, che tornerà al vecchio costume Blu e Rosso. Questo Crossover sarà l’incipit per un altro importante evento nel mondo Marvel: Secret Invasion, che a sua volta porterà agli eventi di Assedio.

Per concludere questo lungo (ed entusiasmante) percorso su spiderman non si può non parlare di “Solo un altro giorno”. Zia May è gravemente malata e l’unico modo per salvarla è quello di fare un patto con Mephisto. Mephisto decide di curare la Zia a patto che tutti dimentichino quanto accaduto negli ultimi tempi e che Peter rinunci ai suoi nuovi poteri. Peter e Mary Jane, consci di dover sacrificare anche il loro amore accettano ma, prima che Mephisto proceda con quest’operazione, Mary Jane si avvicina e gli mormora qualcosa nell’orecchio. Al risveglio, Peter ha riacquisito i suoi classici poteri, perdendo quelli conquistati nella saga “Potere Totemico”, Zia May si riprende e lui e Mary Jane si lasciano. Tutti si sono dimenticati della vera identità di Spiderman e alcuni cambiamenti sono apportati alla continuity. Solo un altro giorno è stato accolto malamente dai Fan, non convinti della soluzione scelta da Quesada.

Ovviamente non è finita qui, ma spero che siate voi ad approfondire ulteriormente l’argomento. Nella speranza che questo articolo vi abbia interessato, vi saluto.

Cya!

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