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I Must Read di Coso #1: A Song of Ice and Fire

E, siccome ogni promessa è debito, eccomi qui. Lo avevo annunciato tempo addietro, ne avevo parlato qualche tempo fa e, alla fine, lo sto per fare davvero. Ho iniziato gli articoli sui “Must Read”. Non so bene come si svilupperà questo post e in futuro potrà subire variazioni sia stilistiche che formali. È una cosa nuova anche per me e quindi non assicuro assolutamente un cazzo.

Fatte queste considerazioni, ci tengo a dirvi che potrebbero esserci spoiler per chi segue solo la serie televisiva (di cui non parlerò) o chi ha iniziato a leggere i libri solo recentemente, perciò se volete evitarvi brutte sorprese, saltate a piè parti l’articolo. Per comodità, ho deciso che parlerò della saga nella sua interezza e non mi inoltrerò eccessivamente nell’analisi libro per libro.

A Song of Ice and Fire (in italiano Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco) è una saga fantasy scritta dall’autore americano George R.R. Martin sin dal lontano 1996. Inizialmente concepita come una trilogia, in seguito a varie vicissitudini dell’autore, si è giunti a una septologia (non credo che il termine esista, ma fatevelo andare bene). Attualmente sono stati pubblicati cinque libri, l’ultimo dei quali (A Dance With Dragons) è uscito nell’estate del 2011. Il prossimo libro (The Winds of Winter) dovrebbe uscire verso la fine del 2014, stando alle dichiarazioni di Martin (rivelatosi più volte inaffidabile, con questo tipo di pronostici).

I libri finora editi sono:

Nell’edizione inglese:

– A Game of Thrones (AGOT/GOT)
– A Clash of Kings (ACOK)
– A Storm of Sword (ASOS) – (Disponibile in due edizioni: libro unico o due libri separati)
– A Feast for Crow (AFFC)
– A Dance with Dragons (ADWD)

L’edizione italiana, invece, è molto più tribolata. Esistono varie edizioni e ristampe.

I volumi Urania:

– Il Trono di Spade
– Lo Scontro dei Re
– Tempesta di Spade Pt. 1/Pt. 2
– Il Banchetto dei Corvi

I Volumi Mondadori sono invece suddivisi nel seguente modo:

– Il Trono di Spade
– Il Grande Inverno
– La Regina dei Draghi
– Il Regno dei Lupi
– Tempesta di Spade
– I Fiumi della Guerra
– Il Portale delle Tenebre
– Il Dominio della Regina
– L’Ombra della Profezia
– I Guerrieri del Ghiaccio
– I Fuochi di Valyria
– La Danza dei Draghi

Sempre Mondadori sta ristampando i libri in modo tale da essere fedeli all’edizione inglese, sfruttando l’uscita delle stagioni televisive (attualmente è stato pubblicato il terzo libro).

Per il bene del vostro portafoglio e la godibilità della lettura, mi sento in dovere di consigliarvi di acquistare le copie in lingua originale. Il lavoro di traduzione è stato pessimo e molto “colore” viene perso con la traduzione nella nostra lingura (un esempio su tutti: quando vengono trovati i “Metalupi”, la madre non è rimasta uccisa dal corno di un unicorno ma da quello di un cervo.).

La storia si svolge in un periodo paragonabile al nostro Medioevo.

La cartina del mondo di ASOIAF

Come potete vedere dalla cartina trovata su Google Immagini, il mondo è fondamentalmente diviso in tre contineti: Westeros (paragonabile al Nord America), Essos (paragonabile all’Eurasia) e Sothoryos (paragonabile all’Africa). Inoltre, in questa mappa, non compare il Continente di Ulthos (paragonabile, credo, all’Oceania). I personaggi comparsi finora si muovono soprattutto nel continente di Westeros e in quello di Essos.

La storia ci viene narrata attraverso i punti di vista di alcuni dei protagonisti. Irrimediabilmente, questo ci porta ad immedesimarci in tutti i personaggi utilizzati dal narratore e, quindi, è inevitabile prendere le parti di un personaggio, piuttosto che dell’altro. Questo stile comporta una certa frammentazione della storia del singolo personaggio, ma non intacca lo svolgimento nella propria totalità. Attraverso i vari punti di vista (d’ora in poi abbreviati in PoV), infatti, ci viene offerta una panoramica generale di ciò che è successo non soltanto al personaggio utilizzato, ma anche ad altri.

Fatte le spiegazioni di metodo e dipinto il mondo in cui si svolgono le vicende, non resta che delineare un rapidissimo quadro generale.

La storia si svolge in un mondo medievale molto simile al nostro. Ci sono quattro grandi Lord Protettori: il Protettore del Nord, Dell’Est e del Sud. Questi quattro Lord hanno poteri straordinari, secondi solo a quelli del Re. Il compito di questi lord è di mantenere la pace e governare su quei territori in nome del re. Ogni lord protettore ha decine di famiglie che gli giurano fedeltà e accorrono in caso di necessità. Questo sistema è paragonabile al sistema feudale carolingio.
Accanto ai Lord Protettori è necessario anche far presente altre due importanti realtà: c’è una famiglia che domina sulle Terre dei Fiumi (che ha la stessa importanza di un Lord Protettore) è c’è la zona meridionale del continente che, seppur facente parte dei Sette Regni, mantiene una certa autonomia e il cui Lord è ancora denominato “principe” e si tratta di Dorne.

In questo mondo ci sono anche vari credo religiosi: ci sono gli Dèi Antichi (senza nome) venerati a Nord, ci sono i Nuovi Dèi venerati in tutto il resto dei Sette Regni (e sono: il Padre, la Madre, la Fanciulla, il Fabbro, il Guerriero, la Vecchia e lo Sconosciuto) che rappresentano le diverse facce di un unico Dio. Altra divinità venerate sono R’hllor, il Signore della Luce (Soprattutto ad Asshai delle Ombre e nelle Città Libere) e il Dio dai Mille Volti (il cui culto è legato alla morte).

Oltre alle divinità, vi sono anche creature tipiche del Fantasy quali: i giganti, i figli della foresta (paragonabili agli elfi, sebbene siano di piccole dimensioni) e poi ci sono gli Estranei di cui non sappiamo ancora molto se non il fatto che siano in grado di trasformare in creature simili a zombie le loro vittime.

Nonostante la presenza di queste creature leggendarie, la magia in questo mondo è pressoché assente. Dopo il Disastro di Valyria (di cui si sa ben poco) e la morte degli ultimi draghi, infatti, quest’arte è andata scomparendo e, quando viene usata, è come una spada senza impugnatura.

La trama è alquanto complicata e per questo cercherò di essere il più essenziale e schematico possibile e, dopo cinque tentativi in cui solo per il primo libro arrivavo ad un totale di 1600 parole (ora sono circa a 1260) ed ero ancora un quarto, mi rendo conto che è impossibile essere breve ed essenziale. Per questo, copio da Wikipedia:

Nel Continente Occidentale (Westeros), in seguito alla controversa morte di Jon Arryn (Primo Cavaliere del Re, una sorta di primo ministro), Re Robert Baratheon, che aveva conquistato il trono durante la battaglia del Tridente e lo aveva consolidato attraverso il matrimonio con Cersei Lannister, nomina Eddard Stark, Lord di Grande Inverno, suo nuovo Primo Cavaliere.

Intrighi di corte, tradimenti e desiderio di potere porteranno i Sette Regni dell’Occidente alla guerra per la conquista del Trono di Spade.

Incuranti dell’imminente arrivo dell’inverno e dell’antico pericolo che porta con sé, nessuno si occuperà della Barriera, l’ultimo baluardo tra gli uomini e le creature note come Estranei, difesa ormai da pochi e male assortiti Guardiani della notte.

Nel frattempo, nel Continente Orientale (Essos), l’ultima discendente in esilio della Casa Targaryen, la dinastia che aveva governato i Sette Regni per trecento anni prima di essere detronizzata da Robert e dai suoi alleati, sta cercando di trovare fondi e seguaci per riconquistare il regno sottrattole.

E, finalmente, arriviamo al sodo: perché una persona sana di mente dovrebbe volerlo leggere? Le risposte sono molteplici:

1) Nonostante si venga catapultati in una storia che pare già essere iniziata, è quasi impossibile non farsi prendere dagli eventi che si susseguono. Citando (più o meno) il Cacciatore “Leggo Martin soltanto perché in ogni pagina ci sono un sacco di informazioni”. Il punto di forza di questa saga, infatti, è la densità di avvenimenti in ogni pagina. Come avete notato sopra, la sinossi che Wikipedia ci ha offerto, non spiega davvero quasi nulla della storia perché è quasi impossibile riassumere tutto ciò che di rilevante accade in così poche righe.
2) È molto difficile non prendere le parti di questo o quel personaggio. Non ci sono personaggi che ti restano davvero indifferenti. Irrimediabilmente si finirà per apprezzarli o odiarli. Tra le altre cose, per quanto alcuni personaggi possano apparire piatti, è interessante notare l’evoluzione di altri (come Jaime Lannister).
3) Nessun personaggio è davvero al sicuro. Non importa che sia un re, un comandante o un nobile. Indipendentemente dal suo ruolo, ogni personaggio può morire. La dimostrazione lampante è la brutta fine che fanno Ned Stark, Robb Stark, Tywin Lannister o quella di Quentyn Martell.
4) La storia. Per quanto si tratti di un fantasy, i buoni non vincono sempre. Il confine tra bene e male è sottile, spesso confuso. Ogni personaggio non è mosso da una causa superiore (eccetto forse i Guardiani della Notte), ma dai propri interessi personali. Petyr Baelish lo dimostra alla perfezione. Varys, dicendo di servire il reame, in realtà sponsorizza la causa di altri. Tyrion Lannister è mosso dalla vendetta nei confronti della propria famiglia. Come vedete, ogni personaggio ha le proprie motivazioni per agire in un determinato modo.
5) Gli indizi disseminati lungo la storia: Martin ci offre spesso indizi di ciò che avverrà più avanti grazie a profezie e visioni che i vari personaggi hanno. Ogni volta che si rileggono i libri, balzano agli occhi elementi nuovi a cui non si aveva fatto caso prima. E, di solito, quando si realizza che tutto ci era già stato detto, è troppo tardi.

E ora, si arriva al gran finale: la valutazione.

In questo caso darò due valutazioni, una ai singoli libri e una all’intera saga.

A Game of Thrones: 9.5/10
A Clash of Kings: 9.5/10
A Storm of Sword: 10/10
A Feast for Crows: 3/10
A Dance With Dragons: 7.75/10

Ebbene sì, nonostante sia un Must Read c’è un libro che ha una valutazione di 3/10. Il motivo è semplice: in A Feast for Crows ci si concentra su personaggi che, personalmente, mi stanno sul cazzo. Al contrario degli altri libri, mi sembra lento e a tratti inconcludente. Nonostante si possa assistere alla maturazione di diversi personaggi (il già citato Jamie Lannister e Sansa Stark su tutti), il libro risente del fatto che sia stato separato da A Dance With Dragons. I due libri, infatti, in realtà dovevano essere uno soltanto ma, a causa dell’eccessiva lunghezza, Martin fu costretto a dividerli. Anche ADWD si rivela in calo rispetto ai primi tre libri. Daenerys pare essere una ragazzina in preda a tempeste ormonali continue, Tyrion viene ridotto per la prima parte del libro ad un derelitto. D’altro canto, però, la storia procede spedita e per queste due note negative, ce ne sono molte altre positive: l’evoluzione della situazione presso la Barriera dopo la grande battaglia contro i Bruti, la marcia di Re Stannis verso Grande Inverno, lo sviluppo degli avvenimenti riguardanti il comandante della flotta di Ferro.

Il voto globale è di: 9.

Viene definito una serie che ha rivoluzionato i canoni del Fantasy Moderno ed è vero. Difficilmente si trovano in altri libri di questo genere la stessa tensione e la stessa complessità presenti in questa saga. È anche vero che, non essendo un’opera finita, molto dipenderà anche dalle due uscite che potrebbero consacrare definitivamente A Song of Ice and Fire nell’olimpo dei grandi capolavori di genere oppure rispedirlo tra le moltitudini di libri discreti, a cui però manca qualcosa.

Spoiler time, fermatevi qui finché siete in tempo:

Gli avvenimenti OMG:

– La morte di Ned Stark, per decapitazione.
– La nascita dei Draghi
– Le Nozze Rosse: vengono uccisi Robb Stark, il re del Nord e molti suoi uomini. Viene uccisa anche Catelyn.
– La battaglia alla Barriera: una delle battaglie fondamentali del libro in cui i Bruti vengono respinti dai Guardiani della Notte grazie all’aiuto di Stannis
– La battaglie delle Acque Nere: Stannis viene spazzato via dall’alleanza tra Alto Giardino e i Lannister
– Il viaggio di liberazione degli schiavisti di Daenerys: La giovane ultima superstite della casa Targaryen percorre la baia degli schiavisti mettendola  a ferro e fuoco, dopo aver liberato tutti gli schiavi.

E tanti altri che non ricordo.

Questo è quanto.

Cya.

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Intermezzo (tra una cazzata e l’altra)

Il titolo, ovviamente, non è assolutamente indicativo di nulla. In questo post, tra le altre cose, potrete trovare la risposta alle domande che più vi hanno tormentato dal Comunicato numero 79. Come sono andate le vacanze di Coso? Cosa avrà mai fatto? Cosa farà, adesso? Bene, questo e molto altro, lo scoprirete continuando a leggere.

Quest’estate sarà, nel bene e nel male, un’estate diversa. Diversa non tanto perché, rispetto agli anni passati, ci sia voglia di evadere dalle quattro mura domestiche (e il caldo ammorbante) e nemmeno per il fatto che abbia deciso di ritirarmi dove non ci sia nessuno, quanto per come si siano svolte (e si svolgeranno) le mie vacanze.

Stando ad un servizio sentito oggi al TG2, le vacanze stanno diventando sempre di più un fenomeno da social network con foto, stati e quant’altro sulle proprie vacanze. Il sottoscritto, prima di saperlo, aveva fatto di più e meglio: tutti gli articoli di quella settimana, infatti, non sono altro che gli highlights dei momenti più divertenti della vacanza. Probabilmente, in questo articolo, non verrete a saperne molto di più un po’ perché me ne sono dimenticato e, un po’, perché quanto è successo sono squisitamente cazzi nostri. Nostri di chi? Questo, posso dirvelo: con me, in montagna, dal 21 al 27 luglio c’erano la Fatina dei Boschi, il Cacciatore di Tonni e la Secsdonna. Dovessi descrivere in breve la nostra vacanza, lo farei in questo modo: un’esperienza bella, divertente e sicuramente da ripetere in futuro (spero non troppo remoto).
Comunque sia, per rispondere al quesito “cosa ha fatto Coso?” vi dirò che ho cucinato (senza avvelenare nessuno e per ben una settimana), scritto (poco, per la verità), lavato i piatti e le pentole (da bravo uomo di casa), camminato (dannate salite, anche quest’anno vi ho fregato) e giocato alla Play (Sono andato avanti in Kingdom Hearts, anche se nel frattempo sono usciti altri mille mila giochi).
Le menzioni d’onore vanno fatte: ai gavettoni a tradimento, al rischio di annegamento per aver salvato la Fatina dalla stessa sorte e l’aver resistito quasi una giornata intera senza aver parlato né di porni, né di sesso.
I momenti “social” della vacanza sono stati: Le issues di NationStates e la ricerca delle Rosse da parte del sottoscritto.
Lo scherzo più bastardo è stato: quello di farmi sparire la cartella delle rosse (caricata su un HD esterno della fatina). La situazione si è, però, risolta nel migliore dei modi e tutti abbiamo vissuti felici e contenti.
Il momento più triste è stato: quando ho riaccompagnato la secsdonna a prendere il treno in Centrale e l’ho vista salire a bordo, ponendo definitivamente la parola fine alla vacanza.

E, adesso, cosa succederà? Ottima domanda. La prima certezza è che venerdì si riparte. Io e la Fatina ci ritiriamo di nuovo in montagna un po’ per sfuggire all’afa, un po’ per cambiare aria. Il rientro è previsto per lunedì nel dopocena. Il programma è ancora nebuloso e poco chiaro, ma per lo meno la lista della spesa e le idee per la cucina sono già nero su bianco. Sfrutterò questi quattro giorni per scrivere (non dico cosa sto scrivendo, perché l’ultima volta che l’ho fatto, alla fine, ho droppato. E succederà anche stavolta, comunque), per rilassarmi un po’ e per giocare a Kingdom Hearts. Probabilmente si scenderà al lago e ci bagneremo i piedi al lago.

Una volta rientrati, le strade della Fatina e quella del sottoscritto si divideranno di lì a breve. Lui andrà in vacanza e io… E io aspetterò la settimana del 18 agosto per salire di nuovo in montagna, stavolta coi miei. I programmi, così come il menù, in questo caso mi sono del tutto estranei. Probabilmente, gireremo nei paesini lì intorno e, chissà? Potrei incontrare la mia secsi barista preferita con due amiche bonazze (tutte e tre uberfidanzate, ma sono dettagli). Il rientro è previsto intorno al 25.

L’ultima settimana di agosto, sarò a casa e non mi sento di escludere di organizzare un Meet Coso che poi salterà per mancanza di adesioni.

Tra le altre cose, in mezzo a tutto questo divertimento, dovrò riuscire ad inserire il tempo per lo studio, il tempo per la lettura (libri e fumetti). Se, per caso, qualche curioso volesse sapere cosa sto leggendo in questo periodo, sarò più che lieto di accontentarlo (allungando il brodo di un articolo venuto un po’ corto):
Libro: A Clash Of Kings – George R.R. Martin. A seguire: uno tra A Storm Of Sword/The Colour Of Magic
Fumetti: A+X 1. A seguire: A+x 2 e poi, in ordine casuale: Avengers, Amazing Spiderman, Uncanny Avengers, All-New X-Men, Wolverine & The X-Men, Captain America.
Sempre riguardo alle letture, mi rendo conto che i Must Read di Coso, al momento, siano un po’ scarni. Per questo mi impegnerò, di tanto in tanto, a fare un articolo in cui spiegherò per quale motivo il libro/fumetto/manga è entrato in quella lista.

Altra sorpresina in arrivo è la scheda “I Must Watch di Coso” in cui, per il momento, inserirò solo i titoli dei film e, appena avrò voglia e tempo, dedicherò lo stesso approfondimento riservato ai libri. Per “I Must Listen di Coso” vi basta spulciare i vari bonus e gli intermezzi musicali, invece.

In mezzo a tutto questo, oltre ad un editoriale da scrivere per la Gazzetta di Baruccana, dovrò riuscire a mantenere più o meno in vita i pochi rapporti interpersonali che valga la pena avere. Dovrei anche, ad essere sincero, riuscire a riallacciarne qualcuno e, almeno sotto questo aspetto, non sta andando male dato che ho ripreso i contatti con un carissimo amico con cui non parlavo e non mi vedevo da un sacco di tempo. E, sì, lo so che parlo (quasi) sempre di maschi. È che, semplicemente, con le ragazze non ci sono mai (o quasi) novità degne di nota. E, ovviamente, non ci sono eccezioni. Qualcuna di interessante c’è e, il fatto che una ragazza susciti interessi, dovrebbe essere la conferma che non sono mica omosessuale (Needed Quotation). Ovviamente, oltre ad un interesse molto generico, non c’è molto altro. Mi riserbo di non tenervi informati sullo sviluppo della vicenda. E, per evitare il totonomi, per il momento è tutto a livello talmente embrionale che potrebbe risolversi tutto in un nulla di fatto già da domani.

Comunque sia, penso di aver detto tutto. Ci sarò a singhiozzi, quindi buon proseguimento d’estate a tutti.

Questo è quanto.

Cya.

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Avevo pensato ad una cosa, ma parlerò di tutt’altro.

Come tutti potete leggere, questo post avrebbe dovuto trattare di ben altro. Poi, però, ho avuto il tempo di pensarci bene e ho deciso che no, non valeva la pena parlare di quella cosa. E quindi, eccomi qui. Il solito titolo senseless e la solita mancanza di un argomento ben definito che, inevitabilmente, porterà ad un lungo e inutile sproloquio su fatti di importanza pressoché nulla.

Di foto raccolte per l’internet. Da “La Rossa del Giorno” al “La Pin Up del Giorno” passando per “Cose A Caso”, chi mi ha aggiunto su G+, ha avuto e sta avendo l’occasione di rimirare, dopo un’attentissima selezione, alcune delle foto più interessanti che ho trovato navigando sull’internet. Perché fare una cosa del genere? Ovviamente, per passare il tempo. Perché, come potrete ben immaginare, a cagare quelle foto non sono nemmeno io, che mi limito a selezionare e a spammare agli altri. Per amore della verità, però, c’è da dire che l’album delle rosse riscuote un certo successo grazie agli interventi della Fatina o del Cacciatore che piùunizzano, molto spesso, a caso. Ché, in realtà, a parte l’album delle Rosse, tutto nasce per emulare quanto fatto dalla Secsdonna su feisbug coi suoi album di foto molto fighi. Solo che io l’ho fatto in modo più casuale e quindi migliore (nevvero).

Pornogugolate, risate assicurate. Nei tempi che erano (ma se dovessi andare avanti di questo passo, potrebbero diventare addirittura i “tempi che furono”) si era presa l’abitudine di utilizzare la funzione “Hangout” per organizzare videoconferenze a cui partecipavamo io, il Cacciatore di Tonni, la Fatina dei Boschi e la Secsdonna. Era l’occasione per poter cazzeggiare in santa pace e dire quattro minchiate, condividendo aneddoti (più o meno veri) e prenderci per il culo a vicenda. Per un po’ di tempo sono state anche l’occasione per discutere dei film che avevamo deciso di vedere tutti e quattro, dopo averli valutati. Poi è successo l’inenarrabile e quindi non si pornogugola da ormai…Beh, forse da tre settimane. Ché poi, voi vi starete chiedendo perché “pornogugolata”, no? In realtà, non me ne ricordo nemmeno più il motivo, quindi sticazzi.

Eurovision…Io non ci sarò. Quella che avrebbe potuto essere una tradizione, purtroppo, viene interrotta dopo un solo anno: la visione dell’Eurovision song contest in compagnia dei sopracitati, purtroppo, quest’anno non s’ha da fare. L’allineamento planetario ha risvegliato forze potenti e antiche…E queste si esibiranno nel festival della canzone europeo. Le puntate saranno trasmesse o su Rai4 o su Rai5, in diretta nei seguenti giorni: 14/16/18 maggio, in serata. Il mio consiglio è quello di cercare in streaming il commento in norvegese che è pressoché assente rispetto a quello italiano, molto più invadente. I motivi per guardarlo sono svariati: esibizioni che vanno dal ridicolo al quanto meno interessante, chiari messaggi subliminali che inducono all’omosessualità, canzoni terribili. Insomma, qualcosa che va assolutamente visto e non può essere perso… A meno che non siate me. Tra l’altro avevo pure fatto il nome del probabile vincitore, ma me lo sono scordato. Tristezza infinita.

Rapporti raffreddati ed eccezioni. Mi piacerebbe dire d’esser bravo a rinsaldare i rapporti in crisi oppure che sia un grande mantenitore di amicizie, ma non è così. Più passa il tempo e più mi accorgo che i rapporti che ho con svariate persone, col passare del tempo, subiscano un’involuzione. Alla base di questa involuzione a volte c’è un litigio, altre volte il perdere i contatti, altre ancora una sorta di  fase di stanca. Per quanto solido fosse il rapporto, infatti, l’allontanamento è sempre stato un naturale evolversi della situazione. La cosa a volte mi è dispiaciuta, altre volte mi ha lasciato indifferente. Senza ombra di dubbi, il modo in cui sono fatto, non aiuta di certo a portare avanti un rapporto. Per quanto, a volte, ci possa essere un “ritorno di fiamma” (non nel senso stretto usato nell’ambito relazionale), a meno che non ci siano stravolgimenti radicali, la situazione è destinata a ricadere in un’apatica e gelida cortesia, fino a quando uno dei due (di solito, io), non si rompe le palle. Gli unici che, per il momento, sembrano aver evitato questo tipo di excursus sono…Cinque persone: un ex compagno di classe, una biondina sbarazzina e pessima Cupido (per sua stessa ammissione), e gli altri tre che sono già stati citati sopra e ancor più sopra.

Letture primaverili. In questo momento, oltre a rileggere alcuni fumetti, sto portando avanti la lettura di “The Godfather”. L’autore si dimostra abile sia nel descrivere un ambiente come quello delle famiglie americane, sia a rendere un ritratto quasi “eroico” di personaggi che, nella realtà, sono tra i peggiori criminali. Nonostante ciò, però, non si può fare a meno di essere simpatetici con gli avvenimenti che si leggono. L’aria di timore e rispetto che incute Don Vito Corleone, traspare come se fosse di fronte al lettore. Puzu si rivela capace di trascinarci lungo la storia di una delle più importanti famiglie mafiose italo-americane, con i suoi alti e i suoi bassi, senza mai stancare. Probabilmente diventerà un must read. Rispetto a film, è possibile notare come i cambiamenti apportati non modifichino quasi nulla della storia originale (almeno fino al punto in cui sono arrivato). Nonostante questo, però, si conferma la formula “libro > film”.

Quel film da vedere. Mi rendo conto che questa sia la terza settimana da quando il film “Quinto Potere” sia stato scelto. Mi rendo anche conto che avevo detto che l’avrei visto appena avessi avuto tempo, la settimana scorsa. La verità, però, è che di tempo non è che ne abbia poi molto. Altri doveri richiedono gran parte delle mie attenzioni e delle mie energie. Il fatto che il film duri due ore e un minuto, poi, non mi invoglia molto a guardarlo in questo momento. Arriveranno tempi migliori, però. Male che vada, basterà aspettare la seconda settimana di giugno. Ma conto di vederlo anche prima (le ultime parole famose).

Doctor…Who? E… Ci siamo. Sabato potremmo venire a sapere, dopo cinquanta anni, il nome del Dottore. Probabilmente la puntata che verrà trasmessa in Regno Unito sabato alle diciannove e qualchecosa, è una delle più attese di sempre. Dopo un’ottima puntata scritta da Neil Gaiman, in cui sono tornati in scena i Cybermen come non li avete mai visti, siamo giunti al finale di stagione. Un finale di stagione particolare, dato che il più grande enigma di tutto lo spazio e il tempo potrebbe essere svelato. Il Dottore giungerà, come previsto da Dorium, “on the Fields of Trenzalore, at the fall of the Eleventh, when no creature can speak falsely or fail to answer, a question will be asked – a question that must never be answered…Doctor Who?”. Oltre a questo, però, tutti vorremmo sapere la soluzione del mistero riguardante la ragazza impossibile. Insomma, saranno 45 minuti densi di eventi. L’unica cosa certa è che non c’è altra puntata che mi abbia messo addosso una hype del genere. La speranza è che la puntata sia almeno vicina alle aspettative che ho. 

Questo è quanto.

Cya.

Bonus 1:

Bonus 2:

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Di tutto, niente

E poi ti rendi conto che se non sfruttassi il martedì sera (o quel che ne resta) per scrivere qui sopra, non ne avresti il tempo. E quindi eccomi qui. Il titolo mi sembra emblematico: parlerò di cose assolutamente slegate tra loro e in ordine completamente casuale. Sì, mi rendo conto che sia il terzo (o quarto) post di fila in cui non parlo di politica un po’ perché ho perso di vista il livello nazionale, un po’ perché ho una serie di validi motivi che non starò qui ad elencare.

Ne resterà soltanto uno…E non è lui. Anche volendo, non si potrebbe non iniziare parlando della morte di Giulio Andreotti. Si è spento ieri all’età di novantaquattro anni. Cresciuto politicamente sotto l’ala di Alcide De Gasperi, si è dimostrato uno dei più grandi statisti italiani (e chi dice il contrario,  non è obiettivo), con la sua presenza ha caratterizzato gran parte della vita della Prima Repubblica. Accanto all’abilità da statista, però, ci sono le molte ombre: dall’assoluzione per prescrizione dall’accusa di associazione a delinquere, ai rapporti coi Servizi Segreti e la gestione degli Anni di Piombo e del caso Moro. La sua figura è paragonabile a quella della Thatcher in Inghilterra, per la controversa reputazione di cui gode. Con la sua morte, comunque, si assiste alla fine vera e propria di una stagione politica e svanisce anche l’unica possibilità di saperne di più sui tanti misteri italiani ancora insoluti, attraverso la narrazione diretta di uno dei protagonisti. Alla fine, di padre della Costituzione, n’è rimasto solo uno e non si tratta di lui.

Incapacità Congenita. Ché poi, io, con le donne non ci so fare. E non è nemmeno questione di non applicarsi o di non provarci. È proprio incapacità congenita. Giustamente, voi non capite di cosa sto parlando, perciò credo sia meglio cercare di rendervi un po’ più partecipi: Ieri stavo parlando di rapporti di coppia. Con chi? Eh, è un segreto (forse di Pulcinella, ma pur sempre un segreto). Perché? Eh, questa è una bella domanda. Diciamo che in questo discorso mi ci sia infilato da solo, con un’affermazione infelice. Ché poi, a voler esser pignoli, io delle dinamiche dei rapporti di coppia non è che ci abbia mai capito un cazzo. O meglio, quando si tratta di quelli degli altri, mi sembra tutto estremamente facile, quando si tratta di me… Beh, il problema non si pone… Ma sto digredendo. Dicevo che mi ci sono infilato da solo, facendo un’affermazione a metà strada tra il serio e il faceto. Resta il fatto che una cosa ha tirato l’altra, si è giunti alla fatidica conclusione: “Non vedo perché dovrei accontentarmi, quando si tratta di scegliere una persona con cui passare una parte della mia vita”. Col “si è giunti” intendo che l’affermazione in realtà è mia. Comunque, non so se sia stata questa la frase colpevole a qualcosa a cui ho dato meno peso, comunque la persona con cui parlavo (una donna, sì) s’è sentita urtata. Ora, il problema non è tanto farsi perdonare (che già, comunque, potrebbe esser difficile), quanto il fatto che in una situazione del genere mi ci sia infilato da solo. È un po’ come aver votato PD (e, sì, per la cronaca ho fatto anche questo).

Addio Fb. Ci risiamo. Per l’ennesima volta ho cancellato l’account farlocco da feisbug. La decisione è stata presa non ricordo quando (forse settimana scorsa oppure due settimane fa) senza nessuna ragione apparente. La verità è che a me viene a noia facilmente, quello stupido social network di serie B. Ovviamente la mia decisione non è stata indolore: sono stato pesantemente insultato (nevvero, in fondo non erano così pesanti, gli insulti) perché ho rotto i coglioni con questo “compari e scompari” che ogni tanto faccio. Da questa esperienza, però, ho tratto due conclusioni. La prima è piuttosto semplice: se tutto andrà come ho previsto, entro la fine del mese sarò libero di cancellare pure il profilo “vero” da fb. La seconda, invece, è una certezza che si è cementata ancor di più col passare del tempo: gente, G+ è milioni di volte avanti rispetto a feisbug. E ha il vantaggio che non lo usi praticamente nessuno. Gioia e gaudio per la parte hipster (che disprezzo) in me.

And the winner is… Una cosa che ancora non capisco (No, ovviamente non è “solo una cosa” che non capisco, ma se andassimo a vederle tutte faremmo notte…Del otto aprile duemilasedici), nonostante i quasi quattro anni da blogger pirla qui sopra, sono i premi dati dagli scribacchini ad altri scribacchini. La perplessità, nata circa un anno fa, ancora non si è sopita. Ogni volta che vedo qualcuno linkare/scrivere “Mh, sto pensando di candidarti al premio per il cicisbeo più cicisbeo che esista” una vocina interiore leva la sua voce con un indignato “Perché?“. Qual è l’utilità di tutto ciò? Essere incoronato vincitore di una gara a cui non voglio partecipare? Beh, bello.  Bello soprattutto perché chi mi premia, in fondo, in fondo, potrebbe pensare pure che “50 sfumature di Grigio” sia un bel libro e che Palahniuk sia un bravo autore e non un Fabio Volo che scrive in modo volgare (e se la prima cosa la tengono ben nascosta, la seconda fanno in modo di sbandierarla in ogni modo). E poi, diciamocelo, del fatto che piaccia o meno ai lettori ciò che scriviamo, non ce ne frega un cazzo, in realtà. Non è un’insulsa catena di Sant’Antonio (perché poi, il funzionamento è quello) a farmi pensare d’esser bravo  (anche perché non lo sono). Non lo sono nemmeno le mille mila visite in un mese a farmelo pensare. Potrò dire di essere un bravo blogger solo quando arriverò a scrivere sul Fatto Quotidiano, con Travaglio. Checcazzo. Fortunatamente, però, questi premi sono cose che non mi competono.

Messaggio per te, che ormai sei in fissa sull’About Me. Tu, lettore ignoto che sei in fissa con la scheda About Me, palesati in qualche modo. Sei davvero inquietante. Passi che cerchi le foto dei fighini postati qua da qualche parte per fapparti selvaggiamente, passi anche che tu dia un’occhiata ai Must Read. Va bene anche il fatto che cerchi spunti per i tuoi temi scolastici ma, per favore, davvero…Smettila di stalkerarmi. C’è già la secsdonna che ogni tanto se ne esce con frasi tratte da quella descrizione. Non sono certo di poter sopportare due guardoni. Sono veramente inquietato. E, tra l’altro, spero che non sia tu il visitatore islandese. Che poi mi chiedo come cazzo sia stato possibile che un islandese sia arrivato fino a qui. Vabbè, ceste (cit.)

Il mio peggior nemico. La fine si avvicina sempre di più. Dopo i sogni nefasti, ieri ho avuto un faccia a faccia con un pagliaccio. Ho avuto veramente paura ma l’ho affrontato come un vero uomo… Ovvero, mi sono nascosto dietro al banchetto e ho continuato a bisbigliare ai presenti “Mandatelo via! Ho paura!” oppure “Mi fa impressione, quello stupido clown. Cacciatelo!”. La cosa bella, però, era che io avevo i palloncini. Palloncini che ho rifilato ad un sacco di marmocchi. Ed è stato bello vedere il mio skillare nel corso della fiera: domenica mattina i bambini scappavano via come se avessero visto Pennywise, lunedì sera (in chiusura) tutti venivano lì da me per prendere il palloncino, snobbando gli altri. Il mio nemico mortale non so dove sia finito ma nel dubbio, ora, prima di salire in macchina controllo che non ci sia nessun passeggero indesiderato.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

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