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Meet Coso 2.1 – La fine dell’epopea.

Dato che le previsioni mi hanno preso per il culo, facendomi saltare sto giro e dato che fondamentalmente sono a casa a rompermi i coglioni, ho il piacere di inaugurare il Meet Coso 2.1 – La fine dell’epopea.

In cosa consiste, ormai lo sapete tutti. Ma ripetere non nuoce: Il Meet Coso è l’occasione per incontrare il sottoscritto e passare un pomeriggio in mezzo al verde di Parco Sempione a Milano. Oltre a me, avrete modo di conoscere la famosissima Fatina dei Boschi (ricordo che, in realtà, è un uomo) e il Cacciatore di Tonni.

Il programma è questo:

14.30 – 15.00: Ritrovo in stazione di Milano Cadorna, di fronte allo Spizzico, sotto il tabellone degli orari di partenza dei treni. Come ci riconoscerete? Saremo in tre e staremo discutendo tranquillamente. Avvicinatevi in quella zona al gruppetto e chiedete di Coso…Se sarete molto sfortunati, mi troverete.
15.00 – 15.10: Viaggio da Cadorna in Sempione.
15.10 – ????: Ricerca di un posto assolutamente all’ombra. Una volta trovato il posto ci metteremo lì, e inizieremo a cazzeggiare in allegria. Cosa intendo per “cazzeggiare in allegria”? Si parlerà, ci si insulterà e potremo contare (a seconda del numero di persone, ma non mi aspetto il pienone) su carte da: Scala, Scopa, Solo.

Cosa portare: Un salviettone/una stuoia per sedervi/stendervi. Spray anti-zanzare. Beveraggio. Un po’ tutto quello che ritenete sia necessario.

Quando si farà: Martedì 24 luglio.

Perché dovreste venire: E io che cazzo ne so? No, srsly, passare un pomeriggio all’aperto in compagnia di gente nuova potrebbe rivelarsi un’attività divertente (ma non ci giurerei). Incontrare il sottoscritto potrebbe essere un’esperienza (di merda, ma pur sempre un’esperienza). Insomma, se non aveste di meglio da fare e foste nei paraggi, noi saremo lì.

Verrete? Bene così. Non verrete? Pace e amen.

Oggi doppio articolo, non succederà mai più.

Questo è quanto.

Cya.

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Cose A Caso 100% affidabile

Non so bene da dove sia uscita questa storia del 100% affidabile e, in realtà, è di poco interesse. In teoria, in questo post, dovrei copiare il link di una pagina web che ha indetto questo concorso e il nome di cinque blogger. Dato che Coso lettore è ancora più svogliato di Coso scrittore e i blog che seguo e vengono aggiornati frequentemente arrivano a mala pena a cinque, penso non farò nulla di simile.

In realtà, i motivi sono altri e, per lo più, puramente personali. In primis non mi va di partecipare ad una mega-catena di Sant’Antonio per ricevere/fare pubblicità. Non mi va, un po’ perché mi pare una minchiata, un po’ perché vorrebbe dire “esporsi troppo”. E l’esporsi troppo, ovviamente, contrasta col modo sempre molto cazzaro con cui ho portato avanti il blog in questi ultimi nove mesi. Nove mesi che mi hanno già portato ad una visibilità maggiore (e non sempre gradita, se proprio vogliamo essere sinceri) e inaspettata (oltre che non voluta).

Oltre al fattore pubblicità/mainstreamità, c’è anche un discorso legato alla continuità. Sì, è vero, in questi nove mesi ho aggiornato costantemente il blog ma, conoscendomi, potrei tornare a pubblicare una cosa ogni sei mesi o abbandonarlo per altrettanto tempo. E, questo, di sicuro non è sinonimo di affidabilità. Ovviamente, questo discorso si ricollega al fatto che sia un cazzone e un culopeso, ma non vorrei essere troppo ridondante e ripetitivo, almeno in sto articolo.

Poi c’è un altro discorso: l’affidabilità, l’utilità e l’originalità delle notizie. Beh, tralasciando che il novanta per cento delle cose che il sottoscritto scrive siano minchiate, non solo non si tratta di nulla di originale ma, spesso, sono anche cose inutili e fini a se stesse che, al massimo, possono riguardare una stretta cerchia di persone che comprende me, me stesso, la Fatina dei Boschi e il Cacciatore di Tonni (quando proprio butta bene). Quindi, anche in questo caso, direi che Cose A Caso non rispetta (più o meno volutamente da parte del sottoscritto) gli obiettivi prefissati.

Alla fine, ma non per ultimo, c’è il discorso legato alla passione che spinge a portare avanti un blog. Beh, non vedo perché dovrei essere premiato. Come già dicevo tempo addietro ad un amico: “Che scriva per due persone, o che scriva per cento, in realtà IDGAF. Lo faccio perché c’ho voglia”. Insomma, premiare un bravo blogger è come premiare un bravo giocatore (novantenne) di scopa ad un centro anziani: un bellissimo riconoscimento senza il quale, però, le cose sarebbero andate nella stessa maniera. E sto parlando di un bravo blogger, non di me (o di quelli del Fatto) che al massimo sono (siamo) blogger della domenica (però io lo faccio aggratis e quelli del Fatto li pagano).

Dunque, io ringrazio sia La Geniaccia e V. per avermi votato ed aver espresso così una loro opinione positiva sul mio blog e per il loro pensiero, ma questa cosa non s’ha da fare. Cose A Caso 100% Affidabile? Grazie, ma no, grazie.

Questo è quanto.

Cya

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