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Avviso ai naviganti

Interrompo il mio lungo digiuno da scrbacchino di blog, per informarvi che sono tornato a scrivere qui: Collaboratorio167 con un gruppo di amici.

Chiunque fosse interessato a continuare a leggermi, mi troverà qui. E troverà anche un gruppo di persone con interessi eterogenei che vuole parlare di ciò che gli piace, approfondendo i temi più svariati.

Dateci un’occasione e non ve ne pentire (?).

E poi, ci sono io.

Vi aspetto di là,

Cya.

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Riflessioni a Caso #39

Ottenuto un certo seguito, uno scrittore/blogger/giornalista potrebbe pure scrivere ripetutamente “Caccapupù” e otterrebbe comunque il plauso di chi gli sta intorno.

E, intanto, nel mondo una persona che ama la buona scrittura muore un po’ dentro.

20/12/2013 – V. capirà sicuramente

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Tra una partenza e l’altra

Rieccomi di rientro dall’ennesimo viaggio. In realtà, sono rientrato febbricitante lunedì sera ma ho avuto da fare altro e quindi qui non ho scritto. Il fatto che domenica riparta (e questa volta sarò senza internet per ben otto giorni) mi concede poco tempo per poter scrivere qui. Il post, ovviamente, non parlerà di assolutamente nulla. Anzi, lo sto scrivendo solo perché ho in mente il finale definitivo e assoluto.

Sullo studio estivo. Ho iniziato a studiare. Viaggio con una media di tre ore e mezzo (circa) al giorno. Oggi sono venuto a capo della funzione della domanda e di quella dell’offerta. Sono un bambino felice perché sono riuscito anche a fare gli esercizi e ciò è una cosa molto figa, alla luce del fatto che soltanto sabato non riuscivo a capire un cazzo di quello che stavo leggendo e la mia reazione era di perplessità. In montagna, senza l’internet, spero di incrementare le ore studio e di trovare il tempo per fare più esercizi.

Sul Blog. L’About me è stato rifatto di nuovo. Avere due schede mi sembrava poco sensato e in un raptus di follia, le ho fuse. Mi fa piacere che qualche visitatore ci finisca sopra per sbaglio anche se dubito venga letto, quindi è come se nessuno andasse a visitarlo. Il progetto di approfondire i must read e i must watch è ancora in fase di progettazione ma farò in modo che non venga droppato per mancanza di voglia/tempo/salcazzoché. Magari non uscirà nulla entro breve, ma comunque prima o poi qualcosa si smuoverà. Restate in attesa. Oppure sbattetevene le palle, non che la cosa mi cambi molto.

Sulla scrittura. Nonostante qui sul blog non abbia avuto molto da dire, negli ultimi tempi, le mie energie sono concentrate su un progetto che potrebbe non vedere mai la luce. La notizia positiva è che mi tiene lontano da qui. Quella negativa è che, purtroppo per voi, non lo fa abbastanza. Non dirò nulla anche perché, sebbene un’idea di massima l’abbia in mente, molte cose devono ancora essere decise e messe nero su bianco. Ritornando a parlare di scrittura in senso più ampio, non escludo di scrivere un post simile a “Sulla strada per Samarcanda” appena mi verrà l’illuminazione.

Sulla politica. È parecchio che non parlo né di politici, né di politica. Probabilmente, di rientro dalle vacanze, tornerò a farlo magari cercando di evitare quelle panoramiche generali di cui non frega un cazzo a nessuno. In fondo sia PdL, sia PD mi offrono tanto di cui poter parlare. Indubbiamente mi occuperò sia della condanna di Berlusconi, sia del congresso che ancora non ha una data precisa e proverò a spingermi nel campo delle ipotesi riguardo ad una prossima campagna elettorale. Tutto questo avverrà, probabilmente, sul medio termine, ma il primo dovreste averlo entro la fine di settembre.

Sulle visite. Cose A Caso ha assistito ad un graduale, ma continuo declino di visite. Dopo aver raggiunto picchi insperati e non voluti, si sta rientrando normalmente alla normalità (per quanto le parole chiave che portano qui i visitatori siano tutto, fuorché normali). Mesi e mesi di duro lavoro hanno iniziato a dare i propri frutti giù da un po’ di tempo, ma ho aspettato a dirlo perché volevo si confermasse il trend e che non fosse tutto attribuibile a un calo momentaneo e fisiologico. E che ve devo dì? So soddisfazioni.

Sulla frequenza dei Post. Sto pensando di aumentare le pause tra un post e l’altro. Anziché scrivere un post a settimana (“Citazioni”, “Riflessioni a Caso”, “Dialoghi Surreali” non li conto), penso ne scriverò uno ogni due/tre settimane, per arrivare ad avere almeno uno o due post al mese. Le motivazioni alla base di questa scelta sono diverse: da un lato c’è la mancanza di argomenti da trattare, dall’altro dei ritmi che non mi permettono di tirar fuori roba interessante (o per lo meno, più interessante di questa), dall’altra ancora la noia e il logorio dell’abitudine. D’altro canto, l’obiettivo è quello di mantenere la striscia positiva che ora è arrivata a ventidue mesi di seguito. Inoltre spero che questo mi permetta di potermi concentrare anche su altro.

Sul tedio estivo. E, quest’anno, complice il fatto che sia sempre con la valigia in mano, il tedio estivo non s’è ancora fatto sentire. Ho avuto modo di occupare il mio tempo in modo proficuo e divertirmi. Tra l’altro, bene o male, sono riuscito ad avere dei rapporti interpersonali quasi decenti che mi hanno lasciato aperte delle alternative di uscita anche quando ero a casa. È anche vero che pur di far passare il tempo mi sia messo a studiare, il ché e tutto un dire… Però, non c’è male rispetto agli anni passati.

Sulle madri nordiche che ti fanno innamorare. Perché, ti può capitare di andare a cercare un posto all’ombra ed essere circondato da tedeschi e olandesi. E ti può anche capitare di vedere, oltre a tanti marmocchietti o vecchiacci, una madre bellissima. Con un nasino a punta squisito, dei capelli biondissimi e degli occhi azzurrissimi. E, sì, può anche capitarti di pensare “Zap! Now I’m in love”. Ecco, a me è capitato.

Sul finale e il motivo del post. E, ci siamo, siamo arrivati al pezzo forte. Ché, se un giorno mi dovesse succedere quanto sto per scrivere, le cose possibili sono tre:

1) Ha letto questo post.
2) Gli Dèi esistono.
3) È la donna della mia vita (e, probabilmente, ha letto questo post).

Comunque sia, il sogno è che codesta donna, dopo un pompino, mi dica “Sa di comunismo e di libertà.”

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

Il Disagio.

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Intermezzo (tra una cazzata e l’altra)

Il titolo, ovviamente, non è assolutamente indicativo di nulla. In questo post, tra le altre cose, potrete trovare la risposta alle domande che più vi hanno tormentato dal Comunicato numero 79. Come sono andate le vacanze di Coso? Cosa avrà mai fatto? Cosa farà, adesso? Bene, questo e molto altro, lo scoprirete continuando a leggere.

Quest’estate sarà, nel bene e nel male, un’estate diversa. Diversa non tanto perché, rispetto agli anni passati, ci sia voglia di evadere dalle quattro mura domestiche (e il caldo ammorbante) e nemmeno per il fatto che abbia deciso di ritirarmi dove non ci sia nessuno, quanto per come si siano svolte (e si svolgeranno) le mie vacanze.

Stando ad un servizio sentito oggi al TG2, le vacanze stanno diventando sempre di più un fenomeno da social network con foto, stati e quant’altro sulle proprie vacanze. Il sottoscritto, prima di saperlo, aveva fatto di più e meglio: tutti gli articoli di quella settimana, infatti, non sono altro che gli highlights dei momenti più divertenti della vacanza. Probabilmente, in questo articolo, non verrete a saperne molto di più un po’ perché me ne sono dimenticato e, un po’, perché quanto è successo sono squisitamente cazzi nostri. Nostri di chi? Questo, posso dirvelo: con me, in montagna, dal 21 al 27 luglio c’erano la Fatina dei Boschi, il Cacciatore di Tonni e la Secsdonna. Dovessi descrivere in breve la nostra vacanza, lo farei in questo modo: un’esperienza bella, divertente e sicuramente da ripetere in futuro (spero non troppo remoto).
Comunque sia, per rispondere al quesito “cosa ha fatto Coso?” vi dirò che ho cucinato (senza avvelenare nessuno e per ben una settimana), scritto (poco, per la verità), lavato i piatti e le pentole (da bravo uomo di casa), camminato (dannate salite, anche quest’anno vi ho fregato) e giocato alla Play (Sono andato avanti in Kingdom Hearts, anche se nel frattempo sono usciti altri mille mila giochi).
Le menzioni d’onore vanno fatte: ai gavettoni a tradimento, al rischio di annegamento per aver salvato la Fatina dalla stessa sorte e l’aver resistito quasi una giornata intera senza aver parlato né di porni, né di sesso.
I momenti “social” della vacanza sono stati: Le issues di NationStates e la ricerca delle Rosse da parte del sottoscritto.
Lo scherzo più bastardo è stato: quello di farmi sparire la cartella delle rosse (caricata su un HD esterno della fatina). La situazione si è, però, risolta nel migliore dei modi e tutti abbiamo vissuti felici e contenti.
Il momento più triste è stato: quando ho riaccompagnato la secsdonna a prendere il treno in Centrale e l’ho vista salire a bordo, ponendo definitivamente la parola fine alla vacanza.

E, adesso, cosa succederà? Ottima domanda. La prima certezza è che venerdì si riparte. Io e la Fatina ci ritiriamo di nuovo in montagna un po’ per sfuggire all’afa, un po’ per cambiare aria. Il rientro è previsto per lunedì nel dopocena. Il programma è ancora nebuloso e poco chiaro, ma per lo meno la lista della spesa e le idee per la cucina sono già nero su bianco. Sfrutterò questi quattro giorni per scrivere (non dico cosa sto scrivendo, perché l’ultima volta che l’ho fatto, alla fine, ho droppato. E succederà anche stavolta, comunque), per rilassarmi un po’ e per giocare a Kingdom Hearts. Probabilmente si scenderà al lago e ci bagneremo i piedi al lago.

Una volta rientrati, le strade della Fatina e quella del sottoscritto si divideranno di lì a breve. Lui andrà in vacanza e io… E io aspetterò la settimana del 18 agosto per salire di nuovo in montagna, stavolta coi miei. I programmi, così come il menù, in questo caso mi sono del tutto estranei. Probabilmente, gireremo nei paesini lì intorno e, chissà? Potrei incontrare la mia secsi barista preferita con due amiche bonazze (tutte e tre uberfidanzate, ma sono dettagli). Il rientro è previsto intorno al 25.

L’ultima settimana di agosto, sarò a casa e non mi sento di escludere di organizzare un Meet Coso che poi salterà per mancanza di adesioni.

Tra le altre cose, in mezzo a tutto questo divertimento, dovrò riuscire ad inserire il tempo per lo studio, il tempo per la lettura (libri e fumetti). Se, per caso, qualche curioso volesse sapere cosa sto leggendo in questo periodo, sarò più che lieto di accontentarlo (allungando il brodo di un articolo venuto un po’ corto):
Libro: A Clash Of Kings – George R.R. Martin. A seguire: uno tra A Storm Of Sword/The Colour Of Magic
Fumetti: A+X 1. A seguire: A+x 2 e poi, in ordine casuale: Avengers, Amazing Spiderman, Uncanny Avengers, All-New X-Men, Wolverine & The X-Men, Captain America.
Sempre riguardo alle letture, mi rendo conto che i Must Read di Coso, al momento, siano un po’ scarni. Per questo mi impegnerò, di tanto in tanto, a fare un articolo in cui spiegherò per quale motivo il libro/fumetto/manga è entrato in quella lista.

Altra sorpresina in arrivo è la scheda “I Must Watch di Coso” in cui, per il momento, inserirò solo i titoli dei film e, appena avrò voglia e tempo, dedicherò lo stesso approfondimento riservato ai libri. Per “I Must Listen di Coso” vi basta spulciare i vari bonus e gli intermezzi musicali, invece.

In mezzo a tutto questo, oltre ad un editoriale da scrivere per la Gazzetta di Baruccana, dovrò riuscire a mantenere più o meno in vita i pochi rapporti interpersonali che valga la pena avere. Dovrei anche, ad essere sincero, riuscire a riallacciarne qualcuno e, almeno sotto questo aspetto, non sta andando male dato che ho ripreso i contatti con un carissimo amico con cui non parlavo e non mi vedevo da un sacco di tempo. E, sì, lo so che parlo (quasi) sempre di maschi. È che, semplicemente, con le ragazze non ci sono mai (o quasi) novità degne di nota. E, ovviamente, non ci sono eccezioni. Qualcuna di interessante c’è e, il fatto che una ragazza susciti interessi, dovrebbe essere la conferma che non sono mica omosessuale (Needed Quotation). Ovviamente, oltre ad un interesse molto generico, non c’è molto altro. Mi riserbo di non tenervi informati sullo sviluppo della vicenda. E, per evitare il totonomi, per il momento è tutto a livello talmente embrionale che potrebbe risolversi tutto in un nulla di fatto già da domani.

Comunque sia, penso di aver detto tutto. Ci sarò a singhiozzi, quindi buon proseguimento d’estate a tutti.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

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Canicola estiva e notti insonni

Vorrei scrivere il solito post pieno d’odio contro l’estate e il calore, ma per questa volta vi salvate. Vi salvate perché, tra i tanti svantaggi che si possono avere, c’è un grosso vantaggio per me: ho più tempo da impiegare per farmi i fatti miei. Più tempo derivante dalla mancanza di sonno causata dalla canicola estiva che in questi ultimi giorni ha avuto un nuovo impulso vitale grazie a “Caligola” (In culo a mamm’t).

Ma, per farvi capire perché ritenga un vantaggio il dormir meno, è meglio che voi abbiate presente una mia giornata tipo durante l’anno. Quando non ho i corsi, la sveglia non suona. E, quando suona, non la sento. La sveglia, in media, è alle dieci e mezza/undici. Una volta svegliato c’è il cazzeggio al piccì, lettura di qualcosa e forse lo studio. Poi cucino e quindi finisco di mangiare alle quattordici e trenta/quindici (orari standard). C’è dell’altro cazzeggio e poi, dieci minuti prima che rientri mia sorella, c’è il lavaggio delle pentole.

In estate, invece, c’è un cambio di costumi (più o meno relativo): dormendo meno ho la possibilità di usare le ore notturne per guardarmi un film piuttosto che il Dottore. Le ore diurne, invece, vengono usate per scrivere (sì, sto scrivendo un sacco e davvero poco finirà su questo blog a breve), per riflettere sulla mia condizione esistenziale (con conseguente depressione), per annoiarmi a morte e per dare fastidio a Porchettore.

E se l’annoiarmi a morte e il dar fastidio a Porchettore non fossero poi quei grandi vantaggi, compenso tutto con la fase riflessivo-creativa che sto attraversando. Fase che è nata più o meno in concomitanza con la famosissima vacanza di quattro giorni di cui troverete le foto nel post qui sotto. Fase creativa che tendenzialmente è ciclica e di breve durata (come gli stint avuti sul blog fino a quest’ultimo) ma che spero di poter portare avanti anche quando gli impegni aumenteranno, lasciandomi poco tempo per altro. Poco tempo che, per inciso, verrà usato per dormire e cazzeggiare (cosa che ora faccio nelle ore notturne).

E quindi, dopo aver elencato tutti  (beh, più o meno tutti) i motivi per cui l’estate è una stagione che disprezzo, devo spezzare una lancia in suo favore: in estate, vogliate perché ho meno da fare, vogliate perché riesco a sfruttare meglio il mio tempo ho modo di poter scrivere con una certa continuità. E, questo, mi permette di sviluppare progetti che teoricamente non avrebbero nemmeno dovuto essere trasposti su foglio (non ci credevano i miei amici e non ci credevo nemmeno io), eppure qualcosa si è mosso e quel qualcosa mi porta ad iniziare qualcosa che durante l’anno sarà “bistrattato” e messo da parte fino alle prossime vacanze.

In fondo, non credo sia un caso che questo blog sia nato un agosto di tre anni fa (dovrei scriverci un post al riguardo, più o meno verso la corretta data del compleanno del blog, ma qui vi butto quest’anticipazione). Un agosto che, al meglio, rappresenta l’incarnazione dell’estate creativa per il sottoscritto. Complice il fatto che abbia poco da fare, complice il fatto che non si possa fare poi molto perché sennò si diventa fastidiosamente (e disgustosamente) sudaticci, non mi resta altro da fare se non dar sfogo alla mia vena creativa, con la speranza che non si prosciughi del tutto.

Colgo anche l’occasione per avvertirvi che da questo articolo in poi, dato che sono assorbito dai famosi altri progetti, le uscite di post saranno un po’ incostanti (cercherò di mantenermi a uno o due articoli alla settimana, ma non prometto nulla). Ma, forse, prima o poi vedrete (e giudicherete, per quel che conta) il frutto del mio lavoro.

Questo è quanto.

Cya.

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Progetti

Dato che in estate non si ha poi molto da fare se non si va in vacanza, ho deciso di sfruttare l’occasione per portare avanti progetti che durante il resto dell’anno avanzerebbero lentamente (e che in realtà, non avanzano affatto). Di che progetti si tratta? Ovviamente di progetti scritti.

Scritti che, stando ai bene informati (quelli che mi conoscono davvero, insomma), non vedranno una fine e, probabilmente, nemmeno un inizio. Questa opinione diffusa forse è vera, forse no. Le variabili sono tante e di progetti a medio-lungo termine ne ho iniziati tanti, senza finirne uno che fosse uno (da qualche parte, dovrei avere ancora i files salvati). Ma, esattamente, di cosa si tratta? Cosa saranno mai questi fantomatici progetti scritti? E quanti sono?

Si tratta di due storie lasciate da parte e di una che sto sviluppando in questo periodo. Le ambientazioni sono abbastanza varie e i temi trattati sono, tutto sommato, diversi e diversificati. Il primo dei tre racconti (divisi in più parti), è anche il più vecchio progetto, e si svolgerà in un futuro apocalittico in cui l’uomo si è quasi estinto. Al posto della razza umana, ora, ci sono altre tre razze di “sub-umani” che hanno sviluppato delle caratteristiche particolari: ognuna può contare su un differente tipo di magia. Le tre razze si troveranno a scontrarsi per imporre la propria supremazia e i propri obiettivi. In linea di massima, non si distacca molto dai canoni del Fantasy classico (che strizza, in modo più o meno evidente, l’occhio all’ultimissimo Terry Brooks).

Il secondo progetto gira intorno alle idee di base gettate con questo post: “Boh (O anche “Il Racconto della Foto”)”. La storia che vorrei scrivere non è altro che un “prequel” di questi eventi che ripercorre un po’ l’intera vicenda di un’Europa sottomessa ad una dittatura e la lotta di alcune organizzazioni di ribelli. Quindi, in teoria, dovrei scrivere della salita al potere del dittatore, la nascita della resistenza, la storia dei genitori della protagonista (così come quella di molti comprimari apparsi nel pezzo che ho linkato sopra) verrà approfondita fino a giungere al finale, già pronto e solo da rivedere. In questo caso i temi trattati sono meno “Fantasy” e più distopici, con elementi di fantapolitica. In questo caso ho anche una bozzetta delle idee da sviluppare, devo solo trovare il modo di svilupparle.

E alla fine, ma non per ultima, c’è la storia su cui sto concentrando maggiormente i miei sforzi. Di cosa si tratta? Una storia di e su i supereroi. Ovviamente, il tema trattato non brilla per originalità ma è un pallino fisso che avevo da un po’ di tempo e che ho deciso di assecondare. Quindi sì, assisteremo alla classica lotta tra “buoni” e “cattivi” e ci sarà un villain finale uber-potente. In questo caso, il lavoro è addirittura più approfondito rispetto al secondo progetto, in quanto ho anche delineato un rapido background per ogni personaggio e, più o meno, so già che fine faranno molti personaggi. I temi sono quelli tipici del genere supereroistico.

Se tutto andrà bene, inizierò a pubblicare le varie parti di uno dei tre racconti (non vi dico quale, però) un volta arrivato a buon punto con la stesura dei capitoli.

Sperando che tutto, una volta tanto, vada bene e che non venga colpito da un attacco di culopesismo, porgo ossequi.

Anche per oggi, questo è quanto.

Cya

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