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Di tutto, un po’

Devo essere estremamente sincero: non è che abbia molto da dire. Il primo caldo e lo studio mi tolgono la voglia di fare quasi tutto. Se ci si aggiungono i vari impegni, si spiega perché stia scrivendo un post alle 12.20 di mattina (al posto di studiare). Comunque sia, ormai ho iniziato e quindi arriverò alla fine del post. O morirò nel tentativo di farlo. Ci tengo anche a dire che non so esattamente di cosa parlerà questo post (ho due argomenti sicuri e poi il vuoto), quindi fate un respiro profondo e preparatevi a sprecare tempo prezioso della vostra vita.

E in principio furono le Amministrative. Amministrative che per il sottoscritto e il suo gruppo, sono iniziate con le primarie per designare il candidato sindaco del centro-sinistra. Nel post di settimana scorsa accennavo al ballottaggio e al fatto che, comunque fosse andata, ne sarebbe valsa la pena. Beh, mentivo. Sia chiaro, l’esperienza è stata bellissima e se mi dicessero di rifarla non ci ripenserei due volte (giusto quelle quattro o cinque). Comunque, dicevo, che mentivo. Mentivo perché se avessimo perso avrei (o per meglio dire, avremmo) avuto la conferma che per quanto ci si impegni sul territorio e per quanto si lavori bene, le vecchie logiche sono sempre quelle predominanti. Eppure, i cittadini di Seveso, hanno deciso di voltare pagina ed eleggere un candidato sindaco “rosso”, dopo quindici anni di mal governo del centro-destra. Fortunatamente è andata così e ora ci sarà tantissimo da lavorare anche per quelli che non fanno parte del consiglio (come il sottoscritto). C’è talmente tanto da lavorare che sia sabato mattina, sia mercoledì mattina dovremo essere al mercato per dimostrare che dopo la vittoria non siamo spariti. E dato che gli Dèi sono dei sozzi bastardi, mi toccherà svegliarmi presto.

Sabato ho incontrato V. e il suo moroso. Con me c’era la Fatina. Devo dire che è stata una giornata piacevole che sicuramente avrà un bis (in quel di Milano, dato che a Parma la gestione ci lascia assai perplessi). Quando V. dice che ho una parolina buona per tutti, sta dicendo la verità. E, quel giorno, ero anche di buon umore. Vi lascio immaginare quanto possa essere delicato e fine quando ho lo scazzo atomico. Comunque sia, ci tengo a dire che non ho fatto complimenti solo alle tettone, ma anche a fanciulle molto belline che sono sbucate dal nulla e che poi abbiamo perso di vista. Tra l’altro, tornando in Sempione, io e la Fatina abbiamo incrociato una gingerina stupenda. Una giornata perfetta per iniziare una tre giorni altrettanto perfetta. Mi è stato chiesto come sia V. dal vivo. La prima risposta che m’è venuta da dare è diversa. Diversa in meglio, ovviamente. L’incontro è andato più o meno come auspicabile, se escludiamo una colazione fatta di corsa.

A proposito di incontri, dopo il fallimento dei precedenti tentativi vogliate per il tempo, vogliate perché non frega un cazzo a nessuno, ho intenzione di riproporre il Meet Coso. Cos’è il Meet Coso? Semplicissimo: è l’opportunità di incontrare il sottoscritto (ed eventualmente la Fatina e il Cacciatore) per conoscerci personalmente. Le modalità penso non cambieranno: giornata a Milano da trascorrere tra la Feltrinelli e Parco Sempione. Pranzo possibilmente al sacco e tanto tanto divertimento (non assicurato). Per le date ci si metterà d’accordo più avanti. Perché dovreste venire, se abitate dall’altra parte del mondo? Semplice! Avrete l’occasione di conoscere me ed io, causa culopesismo cavalcante, non mi muoverò da Milano. E, sì, mi rendo conto che questa affermazione non sia molto carina, ma ceste.

Prima o poi inizierò una rubrica sulle mie letture. Ho intenzione di copiare l’idea a V., che so già che mi perdonerà. Forse. Comunque sia, devo solo mettere insieme la voglia di scrivere e scegliere un libro dei tanti che ho letto e sto leggendo (sempre sia lodato il Kindle). Partirò, probabilmente, dalla lista che troverete nei “Must Read di Coso” che, tra l’altro, sarà da aggiornare. Sia mai che riuscirete a trovare qualcosa di interessante da leggere. Dato che si parla di libri e che, comunque sia, non ne se ne leggono mai abbastanza, mi affido a voi per consigli su libri che potrebbero piacermi (vi lascio libertà di genere e autore), ma tenete presente che alla fin fine, farò una cernita e chi si è visto si è visto.

Rimanendo in tema artistico, ieri l’altro ho rivisto il Divo. Ed è un filmone, senza ombra di dubbio. Ora, nella lista di film da vedere, ho “La meglio gioventù”. E questo mi riporta alla mente che, in teoria, io, il Cacciatore, la Fatina e la Secsdonna dovremmo riprendere col cineforum. Sono convinto che prima o poi riprenderemo (anche se in realtà, tutto si è bloccato per mia colpa, mia grandissima colpa).

Penso di aver scritto abbastanza, quindi mi fermo qui.

Questo è quanto.

Cya

Bonus:

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Week end movimentato (Com’è andata veramente)

Ebbene sì, questa è l’unica versione ufficiale (e ufficiosa) dei fatti accaduti tra le ore 14.01 di sabato 30 giungo e le 9.53 di stamane (lunedì). Perché, lo so, in fondo morivate dalla voglia di sapere quanto sia stato movimentato il week end movimentato. E, dunque, bando alle ciance e partiamo.

Sabato, dopo l’inutile viaggio in treno, sono giunto a Milano e ho incontrato la Fatina dei Boschi. Ci siamo recati, come da programma, in Parco Sempione, solo che il “nostro” posto era già stato abusivamente occupato da una mandria di persone e dunque ci siamo dati all’esplorazione anche a causa del mio desiderio di allontanarmi dalla strada. La prima sosta ci ha condotto poco lontani da dove ci saremmo dovuti mettere. Dopo un rapido scambio di battute sulla fauna locale e non, ci siamo messi a leggere. E tutto sarebbe andato bene, non fosse stato per il tizio che vende le rose che m’ha fatto perdere il filo un paio di volte e, soprattutto, il gelataio che passando, dopo il classico grido “GEEEEEEEEEEEEEEEEEEEELAAAAAATI” a strombazzato con una trombetta (non quella da stadio, quella che fa un rumore ridicolo) ci ha completamento distolto dalla lettura [Io stavo leggendo il libro sul Nazismo Magico e la Fatina stava leggendo IT, dopo che gli ho rotto i coglioni (no, non ci sono errori, la fatina è un uomo)]. Oltre a quello, il sole stava iniziando ad insidiare la nostra ombrosa frescura e quindi abbiamo deciso di spostarci.

Durante lo spostamento abbiamo avuto la fortuna di incrociare una tartaruga (per la precisione, io stavo per schiacciarla) che pasceva allo stato brado nell’erba, allegrotta e soddisfatta. Una volta avvicinatici ad una fontana con acqua forse potabile o forse no, abbiamo trovato un posto che si confaceva alle nostre esigenze e ci siamo piazzati. Sia io, sia la Fatina abbiamo immediatamente notato una ragazza rosso-chiomata. All’orizzonte, tra l’altro, avevo avvistato un trio di leggiadre fanciulle, due delle quali sembravano avere la pelle di porcellana. I capelli erano delle due bamboline (perché parevano bamboline) erano biondi, una tendeva al platino. Dopo svariati tentennamenti, alla fine, preso il coraggio a ventotto mani ho deciso di vedere se la tizia coi capelli rossi promettesse bene quanto sembrava e…Non l’avessi mai fatto. Per avvicinarmi ho usato la scusa più banale del mondo: “T’oh, va le cartacce vado a buttarle via” e una volta visto il viso della ragazza, ho sentito scorrere potente in me il facepalm. Sconsolati, ma non troppo, abbiamo iniziato a giocare a carte. Dato che in precedenza (e con questo intendo: quando credevamo che la rossa fosse carina) si erano presi accordi perché si provasse l’abbordaggio a turni alterni, ho incitato la Fatina ad invitare a giocare a carte le altre tre ragazze. Questo è stato il risultato del mio invito:

FdB: Ma io non vedo fino lì, magari sono cesse
Coso: Non ti fidi del mio *Informazione Riservata
FdB: Ma se non le vedi manco tu
Coso: Ma tu non ci vedi fino a lì. Sono tre hipsterine e sono pure carine, cazzo c’hai da perdere? La dignità l’abbiamo già persa.
FdB: Vabbè, la prossima volta.

Alla fine, come era prevedibile, si è risolto tutto in un nulla di fatto. Fatte un paio di partite ce ne siamo andati a casa della Fatina dei Boschi per cenare. Alla fine, in camera della FdB, si è giunti ad un primo piano d’azione: le tizie interessanti, le si invita a giocare a carte. Le tizie esageratamente interessanti riceveranno una rosa dall’amico marocchino (salvo non venga arrestato prima da “Sbirro 1” o “Sbirro 2” [questa la capiranno due persone a dir tanto, ma va bene così ]). Quindi, se per caso foste in Parco del Sempione e vi arrivasse una rosa, potremmo essere stati io, Coso, e la Fatina dei Boschi a mandarvela.

Dopo cena e dopo un paio di liti col navigatore, siamo arrivati al concerto e…E praticamente erano tutti fattoni o ubriachi (o ubriachi e fattoni). Però c’erano anche tante belle fanciulle, ma sfiga vuole che noi (non è un plurale maiestatis) ci si interessi di una ragazza (coi capelli rossi, obv) fidanzata e assai skillata di bocca (apriva le bottiglie coi denti). Fatto sta, che ad un certo punto, sento uno strano odore, mi volto verso la FdB, e gli chiedo:

– Ma chi cazzo ha bruciato lo zucchero filato –
Un secondo di silenzio
Due secondi di silenzio e poi, lui:
– Non credo sia zucchero filato, sai? –
Lo guardo, annuso meglio e rispondo:
– Totally Legit –

Dopo di che, il nulla fino all’inizio del concerto: il piatto forte della serata: i Modena City Ramblers. Per le prime sei canzoni, ho guardato la Fatina in cerca di conferme, ma lui ha scosso la testa perplesso e quindi, un cazzo, gente scatenata tutto intorno e io e lui perplessi perché gli ultimi album lFdB non se li è cagati e io, onestamente, ho sentito sempre poche canzoni che mi piacevano. Dopo le canzoni nuove, però, sono arrivate anche quelle meno recenti (e più belle). Il pubblico, più volte, ha chiesto “I Cento Passi” e, quando sono arrivati a quella canzone, sulla scaletta la gente è esplosa. E pure io e lFdB abbiamo iniziato a saltare e a cantare come forsennati, tant’è che a fine canzone eravamo entrambi mezzi collassati e spompatissimi (mentre gli altri che ballavano da inizio concerto, erano freschi come rose, zozzi.) Subito dopo sono state proposte (io le elenco in ordine casuale): “La banda del sogno interrotto“, “Ebano“, “In un giorno di Pioggia“, “Quarant’anni“, “Il bicchiere dell’addio“, “El Presidente” e poi il pubblico, in un momento di “pausa” ha intonato a squarciagola “Bella Ciao”, che poi anche loro hanno suonato come penultima canzone. Appena finito il concerto ci siamo fiondati al baretto e, a rischio collasso, ho comprato una bottiglietta da mezzo litro che mi sono seccato quasi in un sorso. In macchina, dopo aver sentito Contessa (che il pubblico ha invocato in vano), abbiamo cambiato genere perché ne avevamo pieni i coglioni, per quella sera dei MCR.

In macchina abbiamo discusso delle solite cose e alla fine abbiamo rafforzato il nostro proposito nato durante il pomeriggio. Arrivato a casa, mentre tre quarti dei presenti al concerto ci stavano dando dentro, abbastanza morto e incapace di fare alcunché mi sono buttato sotto la doccia e poi direttamente a letto.

E, come avevo detto, non alle dieci, ma bensì alle nove di domenica, mia madre è entrata in camera mia e con la delicatezza di un bisonte mi dice “Guarda che la porta è chiusa a chiave, dove sono?”. Oramai sveglio, apro la porta e mi piazzo sul divano a cazzeggiare col telecomando fino a quando, su discovery channel, non ho beccato un documentario trattante la possibilità che esistano altre forme di vita intelligenti. Mi sarei menato via tutta mattina con queste amenità (subito dopo c’era un documentario sui vampiri), ma c’era da andare a prendere il gelato con cui avremmo festeggiato il compleanno del genitore e quindi, volente o dolente, mia sorella m’ha trascinato seco. Pranzo discreto, gelato buonissimo e poi arriva l’ora d’uscire.

Il viaggio in treno è stato qualcosa di tristerrimo perché sono passato da ultra-lusso (aria condizionata a manetta) a ultra-schifo (un forno travestito da treno), ma alla fine arrivo a destinazione. A casa della Fatina dei Boschi iniziano le grandi opere nel localino adibito a vedere la partita, mangiare e camera da letto per il sottoscritto. Una volta finito tutto, in attesa del Cacciatore di Tonni, io e la FdB iniziamo a guardare la televisione. Una volta preso il possesso del telecomando obbligo la FdB a guardare “Ginnaste, vite parallele” su MTV perché, in fondo, sono anche io un po’ un cazzone e mi concedo di guardarmi ste ragazzine che si dividono tra vita sportiva e vita normale. Poi arriva il Cacciatore di Tonni.

Torniamo nel nostro localino e si inizia a discutere del concerto della sera prima, sul suo futuro in Norvegia e poi delle solite cazzate. La partita inizia e della nostra cena non c’è traccia, in compenso c’è l’Inno di Mameli che si canta tutti e in cui si inseriscono messaggi subliminali riguardanti *Informazione Riservata e *Informazione Riservata. La partita vera inizia e nemmeno due minuti di gioco che già parte il primo *Informazione Riservata (Io sono il colpevole). Arriva anche il primo goal della Spagna e della pizza nessuna traccia. Inizio a preoccuparmi e faccio una profezia “Se si va avanti così, ce ne fanno quattro” (Quindi, sì, è colpa mia se l’Italia ha perso la finale). Tra un’*Informazione Riservata e l’altra arrivano le vivande. Consumato il cibo, apro le caramelle e inizio a mangiarle ed offrirle. Sul due a zero, parte la mia proposta – Partitone a Risiko? -. Tutti d’accordo, ma alla fine prendiamo il Monopoli (quello con le lire, perché noi siamo avanti) [Sì, sì, ho scritto avanti e non è un errore]. La partita si protrae fino a mezzanotte e vede la Fatina dei Boschi trionfare sia sul Cacciatore di Tonni, sia su di me (porci tutti gli Déi). Una volta salutato il Cacciatore di Tonni (che se n’è tornato a casa sua, per dormire) è iniziata una serata revival (che per me è diventata nottata, come vedrete poi).

Serata revival che ha incluso la Fatina dei Boschi, me, una playstation 1 e svariati giochi. Ho appurato un paio di cose: I giochi di lotta che non siano Tekken su di me non hanno alcuna attrattiva. Sono impedito a muovere i personaggi nei giochi se non si usano le freccette e… A Metal Slug non ci sono vite infinite. E poi, mi viene la brillante idea di giocare a Metal Gear Solid 1. La partita mi prende praticamente tutta la notte (dall’una fino alle sei e qualchecosa). Alla fine, cambio gioco perché durante la tortura sono morto e devo ripartire da un salvataggio olderrimo che mi ha fatto passare la voglia di giocare (e anche di vivere). Resta il fatto che in cinque ore ero arrivato a circa metà gioco. Devo essere sincero, tornando a giocare a MGS, mi sono sentito vecchio. Vecchio perché, l’ultima volta che ci giocai, avevo qualcosa tipo…Dodici, tredici anni. E, mi accorgo, che il tempo è comunque volato. Ma, non divagherò oltre. Tornando a parlare della (ormai) mattinata, per concludere, ho ripreso Tekken 3 e ci ho dato dentro fino alle sette e trenqualcosa. Poi ho fatto un po’ di pulizie e mi sono steso (perché mi voglio male) a dormire per un’oretta e mezza. S’è fatta viva pure la Secsdonna (No, non è la mia fidanzata) che mi ha mandato un messaggio dicendomi che oggi sarebbe tornata a casa (ma magari non ho capito un cazzo io) e poi c’è stata la lunga lotta per restare sveglio in treno e tornando a casa a piedi.

Ecco, così si è concluso il week end movimentato di Coso. E sabato e assai probabile che si replichi. Per ulteriori particolari, però, dovrete aspettare (anche perché siamo noi, i primi a non sapere una beneamata minchia).

Anche per oggi, questo è quanto.

Cya.

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