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Situazione Politica

Era da un po’ che non scrivevo di politica in senso stretto e, sarà che sono a corto di argomenti, sarà che mi andava di farlo, oggi vi beccate sta palla…Tanto parlerò solo dei primi tre partiti, in questo momento.

La situazione politica italiana, nonostante un Governo Tecnico, è in fermento. Negli ultimi giorni abbiamo assistito anche al ritorno in scena (e in campo) di Silvio Berlusconi come candidato premier del PdL. Ritorno che, di fatto, cancella l’idea delle primarie che si era fatta strada negli ultimi tempi, con un colpo di spugna. PdL che, in questi giorni, sta puntando ad ottenere una revisione della seconda parte della Costituzione (riguardante il ruolo del Presidente della Repubblica). Con questa manovra si vuole dare più potere al Presidente della Repubblica, per toglierne al Capo del Governo. Questo porterebbe l’Italia in regime di Semi-Presidenzialismo (come il modello francese, tanto per intenderci.) PdL che ha anche i suoi problemi, però. Il più eclatante è il caso Nicolle Minetti che si rifiuta di dare le dimissioni da consigliere della regione Lombardia nonostante le pressioni arrivatele dai vertici del partito. Stando ai sondaggi, ad oggi, il PdL oscilla tra il 18 e il 21% di voti.

Il Movimento Cinque Stelle, dopo aver raggiunto picchi intorno al 20%, nelle ultime settimane era bruscamente calato anche a causa della poca risonanza avuta nella grancassa mediatica. Il buon Grillo, però, ha subito colto l’occasione fornitagli dal PD (di cui parlerò dopo) per riottenere le luci della ribalta e, dal punto di vista puramente numerico, è servito. Infatti, il M5S, oscilla tra il 15 e il 17% di voti, confermandosi la terza forza politica del paese. Nonostante questo, anche il movimento ha avuto i suoi problemi (leggasi Parma e la giunta composta in tempi biblici) e la creazione di un nuovo Movimento. Il Movimento Sei Stelle con un nuovo paradigma di base: la coerenza. Inoltre, è evidente che senza “far scalpore” il M5S non sarebbe di certo a questi livelli di popolarità (e lo ha dimostrato nelle due settimane in cui non si parlava né di Grillo, né del Movimento perdendo ben il 5% di voti).

Nel frattempo, il primo partito del paese, sta cercando un modo per affossarsi e non governare. Ovviamente, sto parlando del PD. PD che a livello nazionale strizza l’occhio all’UDC e cerca di portare dalla sua parte anche Vendola, tagliando fuori la mina vagante Di Pietro. PD che, però, negli ultimi giorni ha fatto parlare di sé per una frattura interna causata dai matrimoni gay. Alcuni esponenti del direttivo, infatti, avevano proposto all’ordine del giorno questo tema che è assai caro al Centro-Sinistra ma, Rosy Bindi, si è rifiutata di modificare la scaletta degli argomenti. Ovviamente questo ha scatenato un tram tram di polemiche su cui, il Buon Beppe, si è tuffato pur di guadagnare le luci della ribalta. Altro punto caldo, all’interno del PD, è quello delle Primarie. Renzi non vuole che sia Bersani a candidarsi e dunque, si apre lo scenario delle Primarie. Primarie che potrebbero vedere, tra gli altri, partecipare anche il Leader di SeL, Nichi Vendola. L’unica certezza è che la foto di Vasto è, ormai, un lontano ricordo. Comunque, nonostante tutto questo, il PD viaggia tra il 24 e il 27%.

L’astensione, le schede bianche e nulle, insieme raggiungono quasi il 40%. Forse il dato più alto per quanto riguarda le elezioni a livello Nazionale in tutta la storia repubblicana. Ovviamente siamo ancora ben lungi dal voto (ammesso e non concesso che il governo Monti giunga a fine legislatura) e tutto può ancora cambiare. Restate connessi fino alla prossima volta che avrò sbatta di rioccuparmi di sto argomento.

Questo è quanto.

Cya.

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