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Dialogo Surreale #24

– Ma, comunque, guarda che scherzo nn farlo o viene satanna a trovarti
– No, voglio farlo
– mio cuggino a detto che è vero
– Sticazzi, il bastardo mi deve ancora i soldi per l’apericena
– […] Tu fai apericena con satana? È tesserato anche lui?
–  No, è satana che fa apericena con me. Sia chiaro.

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25 Aprile

No, tranquilli, non parlerò di politica. Settimana scorsa ho scritto ben due post e ho voglia quanto voi di staccare dalle solite considerazioni che si leggono e sentono ovunque in televisione. E, nonostante il titolo, non mi soffermerò nemmeno troppo a lungo sulla celebrazione della Liberazione, dato che si corre sempre il rischio di cadere nel tranello della vuota retorica che non fa dire altro che banalità.

Stamane, nonostante la festività, la sveglia è suonata presto: alle sette e mezza ero in piedi, assonnato e con zero voglia di vivere. Per la prima volta, infatti, ho deciso (per motivi che non starò qui a spiegare) di partecipare alle manifestazioni organizzate dal comune per la commemorazione e le celebrazioni del 25 aprile. Il primo ritrovo è stato in una piazza del mio quartiere, dove la banda ha suonato l’inno d’Italia. C’era anche un prete che ha blaterato qualcosa (ammetto di essermi distratto, pensando al fatto che avrei preferito essere a letto).

Subito dopo ci siamo spostati al cimitero per commemorare i caduti. E lì, mi hanno incastrato a fare il fotografo con risultati più che discreti. Una volta entrati, ci siamo diretti ad una cappelletta dove prete e alcuni vecchietti si sono dedicati alle preghiere. Ho colto l’occasione per staccarmi dal gruppo e andare a porgere ossequi a qualcun altro.

Fortunatamente, subito dopo il cimitero, c’è stata una botta di vita sotto forma di cappuccio e briosche. Subito dopo, ci siamo spostati nella piazza di fronte al municipio, dove ho incrociato altre facce conosciute e mi sono fermato a chiacchierare per un po’. Col cambio di banda c’è stata una botta di vita che ci ha portato a cantare l’inno e “Bella Ciao”, attirandoci le occhiatacce di alcuni Ciellini.

Verso mezzogiorno, le manifestazioni si sono concluse lasciandomi con le gambe doloranti (e poi capirete il perché) e con la soddisfazione di aver partecipato ad una commemorazione che non si vedeva da troppo, troppo tempo nella mia città. Potrei aggiungere molte altre cose e provar a descrivere le sensazioni provate, mentre si svolgevano questi eventi ma, oltre a quanto detto sopra, rischierei di non riuscire a rendere come dovrei il tutto. Tra l’altro, anche se ne fossi capace, sono profondamente convinto che ognuno viva le celebrazioni di oggi in modo unico e personalissimo, qualora non lo vivesse in maniera passiva.

Detto ciò, passiamo a parlare tranquillamente di altro.

E la prima cosa di cui ho intenzione di dire è il motivo delle gambe doloranti: ebbene sì, dopo tanti proclami e altrettanti posticipi, ieri sono andato a correre per la prima volta dopo mesi. Le cose non sono andate poi così male, nonostante non abbia fatto il giro completo, ma abbia smesso qualche metro prima. Ora, tempo permettendo, conto di riuscire a replicare domenica mattina.

Dopodomani sarà una giornata pienissima in cui sperpererò una piccola parte dei miei averi: sabato mattina, infatti, farò l’usuale giro in fumetteria per svuotare la casella e dar da vivere al mio rivenditore per un altro mese. Coglierò l’occasione per rivedere un amico che avevo perso di vista e non sentivo da un po’. Sabato pomeriggio, invece, sarò a Milano per vedere Iron Man 3. Per il film non è che abbia sta grande attesa (non che non mi interessi, semplicemente negli ultimi mesi sono stato preso da altre cose), nonostante questo, la speranza è che sia un film che si confermi al livello dei predecessori. Le tinte prese dal film si sono avvicinate molto a quelle del Batman di Nolan, apparentemente. Bisognerebbe capire quanto sia un bene…E a breve lo farò.

In settimana, cazzeggiando, sono tornato a rileggere alcuni post e mi sono reso conto che in uno mi mancavano le uscite in compagnia. Ecco, passato qualche mese, la situazione è leggermente cambiata. Ho iniziato ad uscire con un gruppo di ragazzi che mi hanno coinvolto dopo il compleanno di un amico comune. Nonostante sia il più piccolo, devo dire che mi diverto abbastanza. Insomma, sto skillando anche in socialità.

A proposito di skillare, ha scaricato Team Fortress 2 ma non ho ancora avuto modo di giocarci. Devo ringraziare una cara amica per avermi rotto il cazzo fino ad avermi convinto.

Ho già interrotto il progetto di cui parlavo in “Appunti di Produzione #1”. Non ci ho scritto nemmanco una riga. Sono un Coso cattivo, ma c’era da aspettarselo. Per lo meno io e pochi altri sapevamo sarebbe finita così.

Come avrete notato, questa è stata una settimana abbastanza piatta e non è che abbia molto da raccontare, perciò…

Questo è quanto.

Cya.

Bonus 1:

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Bonus 2:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bonus 3:

30 commenti

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Questo post non parlerà di niente

Sto pomeriggio, dopo aver letto l’ennesimo articolo sul Cavaliere, preso dallo sdegno m’era venuta la mezza idea di scrivere un post sul fatto che tutti si desse troppa importanza a quest’uomo e troppo poca ai veri problemi che affliggono il Bel Paese… Poi, però, ho cambiato idea e quindi eccomi qui a scrivere quelle cose completamente prive di senso (e farò in modo che siano anche prive di spessore) giusto per strizzare l’occhio ai tempi che furono (si parla ormai di quasi un anno fa).

Su feisbug c’è stato il boom delle pagine “Spotted”. Il fenomeno, ancora una volta tutto americano, sembra voler strizzare l’occhio all’idea di base del telefilm “Gossip Girl”. Tralasciando il fatto che non sappia che cazzo sia Gossip Girl (e che non voglia saperlo), l’idea di base non era male. Ovviamente mi sono fatto delle signori risate… Poi però sono partiti i soliti insulti che sfruttano l’anonimato e, ad essere sinceri, la cosa mi ha anche stufato (per ste cose ci sono i vari XYZ di Merda che fanno molto più ridere).

I progetti a cui accennavo qualche eone fa sono tutti naufragati e le cartelle che li contenevano sono state cancellate. Ciò dimostra, una volta di più, quanto sia inadatto a scrivere qualsivoglia cosa che si suddivide in più parti o con una storia troppo strutturata. Accennando alla Fatina della possibilità di iniziare qualcosa di nuovo, mi è stato fatto notare che sprecherei soltanto il mio tempo, dato che l’abbandonerei poco dopo. Se ci aggiungiamo il fatto che tutte le idee che mi vengono siano idee di merda, il gioco è fatto. Probabilmente, alla fine, ignorerò il fatto che tutto sia tempo sprecato che avrei potuto sfruttarlo meglio mi impunterò su un progetto che verrà abbandonato in meno di due settimane.

Sempre riguardo a quanto scritto sopra, ho trovato una canzone (che posterò come bonus) che mi ha inquietato abbastanza ecchepperò mi ha fatto venir la voglia di tornare a scrivere qualcosa di diverso dai soliti post che nessuno si incula. E, proprio parlando di post che nessuno si incula, posso dire con una certa soddisfazione che le visite negli ultimi tempi siano davvero calate a picco dopo un troppo lungo periodo di celebrità. Non so a cosa sia ascrivibile (Ammit, so che apprezzerai ♥) tutto questo, anche se penso che i miei noiosissimi post politici abbiano fatto il loro dovere.

Nei giorni passati (non ricordo precisamente quando) discutevo con un’amica sul fatto che dovessi tornare ad essere il cazzaro dei tempi che furono. Questo post, evidentemente, è un tentativo mal riuscito di farlo. Credo sarà difficile tornare su quei livelli, ma mi impegnerò per inserire più post senza senso e meno post seri. In questo modo, dovrei riuscire a confondere talmente tanto i pochi lettori da portarli a colpirsi da soli. Io v’ho avvertito, eh.

Dato che il mio compleanno si appropinqua, ho deciso di farmi un regalo: un Kindle Paperwhite. L’investimento che, inizialmente, doveva pesare tutto sul mio bilancio, alla fine ha visto la partecipazione di mia madre per circa la metà del costo. Ovviamente, questo evento che ha del miracoloso, è avvenuto dopo una lunga, futile discussione sul fatto che non mi servisse davvero perché “Tanto ci sono le biblioteche, se vuoi prenderti un libro” e altre motivazioni di questo genere. Alla fine, non so bene come né perché (ma temo ci sia sotto l’inghippo), ha dato il suo benestare e pure i soldi. Tutto è bene ciò che finisce bene.

A proposito di letture: ho iniziato da poco a leggere Gea di Luca Enoch e Sandman di Neil Gaiman. Il primo fumetto non sembra male, ma dopo un solo volume preferirei non espormi con un giudizio troppo netto. Sandman invece, l’ho trovato in lingua originale, e dopo un primo tentativo di lettura abbandonato per non so quale motivo e che ho deciso di riprendere e portare avanti (seguendo i miei ritmi). Appena finirò uno dei due, inizierò pure The Walking Dead di cui ho abbandonato la serie televisiva perché non riesco a seguirne, dato che mi annoio facilmente.

Sempre parlando di fumetti, voglio sottolineare come la Panini Comics mi voglia male. O, meglio ancora, come la Marvel mi voglia male. Infatti, da aprile, arriveranno in Italia le testate del “Now!” (Un reboot che non è un reboot) e questo mi porterà a dover prendere un fottiliardo di serie con immensa disperazione delle mie risorse monetarie, del mio bilancio e anche di mia madre che non vede di buon occhio questa mia tendenza a dilapidare i miei danari in sifatta maniera. Giusto perché sono convinto non ve ne freghi un cazzo, vi faccio una rapida lista delle testate che prenderò: All-New X-Men, Avengers, Capitan America, Fantastic Four, Guardians of the Galaxy, Indistructible Hulk, Ironman, Superior Spiderman, Thor: God of Thunder, Uncanny Avengers, Uncanny X-Men, Wolverine e gli X-Men.

Chiudiamo il capitolo letture per passare al capitolo “vita sociale”. Ebbene sì, mio malgrado, alla fine ho trovato modo di non passare i miei sabato sera in casa. Dopo un’uscita di cui non ho parlato perché non ritenevo importante, sempre con le stesse persone, mi sono rivisto sabato sera e la cosa, quasi sicuramente, avrà un seguito anche nelle prossime settimane.

Ma non questa perché, sabato, sarò ad un concerto con la Fatina. Il gruppo che suonerà, è abbastanza conosciuto. Si tratta dei Living Colour che sono in tour per il venticinquesimo anniversario del loro primo album: Vivid. Qualcosina l’ho già postata qui e, secondo me, vale la pena di dare un ascolto ai loro lavori. Non ve ne pentirete.

Altro concerto a cui potrei andare è quello dei Pain of Salvation che saranno a Milano questa primavera per il loro tour, ma su questo attendo conferme e l’occasione propizia per andare a prendere i biglieti.

Direi di aver scritto abbastanza…E invece no, perché questo mese, dopo un lungo, lunghissimo periodo di astinenza riprende Doctor Who. Finalmente, vedremo come si svilupperà la settima stagione con la nuova (bellissima) compagna e senza quella gran figliola di Karen Gillan.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

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The Amazing Spider-man

Ho aspettato dieci giorni per scrivere questo articolo. Dieci giorni che mi sono serviti per poter riflettere a mente fredda sul film che ha dato inizio al reboot cinematografico della saga di Spidey dopo la pessima trilogia di Raimi (andando in crescendo nel diventare sempre più brutta).

Se qualcuno mi chiedesse quale fosse stata la cosa più bella del film, ci impiegherei meno di venti secondi a dare la seguente risposta: Emma Stone. Questo vuol dire che ASM sia stato un brutto film? No, ASM non è stato un “brutto film”, ma si presta (almeno per me) a due chiavi di lettura: quella del fan del fumetto e quella dello spettatore.

Come fan del fumetto, ASM è pessimo. Voglio dire, ci sono i lancia-ragnatele, c’è quella gran topa di Gwendolyne Stacy e gli zii non sono personaggi macchietta uber-stereotipati. Eppure…Eppure ci sono tanti piccoli (e grandi particolari) che differiscono tra versione cinematografica e versione cartacea. In primis, Peter Parker non era un fighetto che se la viaggia sullo skate. Mi spiace, ma è il tipico ragazzino occhialuto appassionato di scienza e sfigatello. Quello che viene preso per il culo dai bulli e si innamora della bella della scuola per prendersi, poi, un sonoro palo nel culo. Insomma, è il prototipo perfetto del Nerd quando ancora non si aveva una chiara connotazione di Nerd. Gwendolyne Stacy, la sua storica fidanzata, compare quando Peter va all’università e non alle superiori e, soprattutto, non scopre la sua cazzo di identità segreta. E, il capitano Stacy, muore in seguito ad uno scontro con il Doc Oc in cui, per salvare un bambino, viene sepolto dalle macerie e rivela a Spidey di sapere il suo segreto. Insomma, quanto visto nel film non c’entra un cazzo con tutto questo, a parte il fatto che entrambi (versione cinema/fumetto) muoiano.

Eppoi, c’è il giudizio dello spettatore (scevro dal conoscitore di fumetti) che si è trovato a vedere un film accettabile, con un buon ritmo e alcuni momenti d’azione davvero pregevole. Un mio amico (Il Cacciatore di Tonni) mi ha detto, dopo avermi consolato all’uscita del film, che comunque per lui che non conosceva il personaggio è stato un film godibile. E, a tutti gli effetti, non aveva tutti i torti. Chiaramente non è un capolavoro del cinema, ma per tutta la sua durata il film non annoia (quasi) mai e pone buone basi per un sequel (come prevedibile, annunciato con una scena dopo i titoli di coda) che potrebbe migliorare, a livello qualitativo.

Indubbiamente, lo scopo di questo film, è quello di far avvicinare più persone al personaggio Uomo Ragno, in modo tale da assicurarsi un aumento (o, per lo meno, un rinnovo) della fan-base (da leggere “all’inglese”) della Casa delle Idee. All’inizio, non lo ritenevo davvero necessario, ma mi sono reso conto che i bambini che oggi andranno a vedere il film, domani saranno (possibili) fruitori del fumetto (che è diverso e, ovviamente, migliore).

Questo film, alla fine, non è un capolavoro ma non è nemmeno da buttare via. È consigliato a chi voglia conoscere il personaggio Uomo Ragno ma non voglia (per il momento) comprarne i fumetti (e non sapete cosa vi perdete, srsly). Nel caso in cui, invece, seguiate i fumetti, risparmiate i soldi del biglietto e spendeteli per qualche albo del caro vecchio Tessiragnatele.

Questo è quanto.

Cya.

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