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Momenti imbarazzanti

A tutti, durante il corso della propria vita, è capitato di avere momenti imbarazzanti. Ognuno li affronta in modo diverso: c’è chi non sa che pesci prendere, c’è chi si chiude in una cappa impenetrabile di mutismo finché non ha scampato il pericolo, c’è chi cerca di fare il brillante per uscirne bene (spesso e volentieri, peggiorando la situazione), c’è chi si mette a ridere e c’è anche chi incassa stoicamente, ammettendo d’aver fatto una figura di merda.

Il mio ultimo momento imbarazzante? C’è stato quest’oggi a pranzo. Eravamo Lui, Lei, io e l’Altro. Lei non parlava italiano e penso capisse molto poco di quanto dicevamo (e, per fortuna, abbiamo detto relativamente poco). Quando mancava Lui, sul tavolo è calato un lungo silenzio che, a parte qualche battuta (rigorosamente in italiano, dato che non avevo la minima voglia di esprimermi in inglese) fatta a l’Altro, si è sfruttato il tempo per dar fondo ad un quarto delle risorse idriche del tavolo. Con l’arrivo di Lui, le cose sono migliorate lievemente. Il vero imbarazzo era creato dalla barriera linguistica (a cui avevo accennato anche ieri) che separava me e l’Altro da Lei e che solo Lui poteva colmare. Di argomenti di cui discutere ce ne sono stati pochi e sono stati trattati relativamente in modo poco approfondito. Di certo è stato un evento andato ogni più rosea aspettativa, ma comunque imbarazzante.

Un altro evento imbarazzante? In quel di Milano, stavo andando verso Cadorna a piedi e nel mentre discutevo di fatti importanti con un amico e mi nutrivo con delle caramelle. Giunti al termine di Piazza dei Mercanti, prima dell’attraversamento pedonale, all’improvviso sbuca dal nulla un’individua con microfono e cameraman al seguito che, si piazza in mezzo alle palle, e con aria sbrigativa chiede “Ma voi guardate film porno?” (La risposta a tale domanda, sarebbe: ovviamente sì) solo che sul momento e nel bel mezzo di una conversazione piuttosto seria quella domanda mi fece scoppiare a ridere, tant’è che poco dopo dovetti allontanarmi perché rischiavo di soffocarmi con una caramella che proprio non ne voleva sapere di scendere, tra una risata e l’altra.

Un altro momento imbarazzante? Vacanze estive del 2010, completamente ubriaco, inizio ad elencare tutti i Cavalieri dello Zodiaco senza dimenticarne uno (a detta di chi, quella sera, era meno ubriaco di me) per poi caracollare in bagno e vomitare l’anima. Una volta ripresomi, ho rischiato di finire in mare e, per non farmi mancare nulla, ci provai spudoratamente con una tizia che, ovviamente, mi rifiutò (l’ubriaco ero io, non lei). Ne è valsa la pena? Assolutamente no. In compenso i postumi da sbornia sono stati “leggeri” il giorno dopo. Solo un leggerissimo mal di testa.

Altro e penultimo momento di imbarazzo è quello occorsomi quest’inverno, con un amico. Uno sciopero dei treni ci obbliga a prendere la metro e fare cinque o sei chilometri a piedi per vedere uno spettacolo. Arrivati sul luogo, con notevole ritardo, pago l’entrata e una moneta mi cade. La mia reazione, ovviamente, è un sano e salutare “Porco Dio” detto a voce abbastanza alta da essere sentito da chiunque anche nella stanza accanto. Il mio amico, inizialmente stupito, scoppia a ridere nonostante cerchi di contenersi e io lo seguo a ruota. La ragazza che m’ha dato il resto pare far finta di nulla e ci invita a fare il minimo rumore possibile (proprio mentre ridevamo come due cretini). Fortunatamente, il mio amico, qualche tempo dopo mi informò che la ragazza (probabilmente molto rincoglionita) non s’era accorta di nulla. Ma sul momento l’imbarazzo fu davvero tanto.

Ultimo momento di imbarazzo di cui vi narrerò è quello classico: Tutti dormono e rientri a casa cercando di essere silenzioso come un ninja, all’improvviso lo spigolo traditore ti colpisce e tu, imprecando contro i Nove divini, i Grandi Antichi e tutti gli Dèi noti e non, svegli tutta la famiglia che accorre a controllare quale terribile evento sia mai occorso al rientrante, per poi scoprire che in realtà avevi soltanto urtato con un mignolino uno spigolo. Lì, oltre all’imbarazzo, in casa mia partono gli insulti…Ma questi sono dettagli.

Mentre scrivevo il punto sopra m’è sovvenuto alla mente un altro momento imbarazzante, ovvero…Quando inizi a fare, involontariamente, doppi sensi sulla fidanzata di uno dei tuoi migliori amici che in quel momento è lì presente. Gli altri ridono di gusto (e pure io lo faccio) ma all’inizio ci resti di merda, indubbiamente. A me è capitato al mio ultimo compleanno che mi ha visto infilarne uno dietro a l’altro senza sosta per una decina di minuti buoni e, soprattutto, cercando di spiegare gli altri doppi sensi inguaiandomi ancora di più. Momenti esilaranti di cui, però, in quei momenti avrei fatto a meno.

Con questo chiudo davvero.

Cya gente.

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Decisioni Sbagliate

La premessa di rito è quella che faccio sempre (o quella che dovrei fare sempre): Non sono sicuro di restare in tema col titolo dell’articolo e non so nemmeno quanto mi dilungherò. Ovviamente non so se quanto scritto sarà qualcosa di serio o meno. Ma bando alle ciance e cominciamo.

Nella vita di ognuno di noi ci sono scelte da fare e decisioni da prendere. E a meno che non siate infallibili (e no, non lo siete. Non lo sono nemmeno io, pensate un po’), sicuramente vi sarà capitato di fare degli errori. A volte sono stati errori piccoli ed ininfluenti, altre volte invece sono stati errori della serie “Oh, god…What have I done?”. Penso che sia normale fare gli errori e, sì, contrariamente a quanto detto dai famosi proverbi “Sbagliando si impara” e “Sbagliare è umano e perseverare è diabolico”, non solo sono convinto che sbagliando non si impari quasi un cazzo, ma che sia addirittura normale commettere più e più volte gli stessi errori.

Per esempio, quante volte vi è capitato di non riuscire a rinunciare al maledetto manicaretto che poi andrà tutto sulla pancia e sul culo (l’incubo di ogni donna) o vi farà star male tutta la notte (la mia triste realtà)? Vedete, questo è un esempio lampante: Sapete che non dovreste prenderlo ma, alla fine, vi scambierete un lungo scambio di sguardi. Il manicaretto con voce invitante vi dirà “Mangiami…Non ti succederà nulla. Lo so che mi vuoi” e voi, con aria sprezzante, risponderete “No, caro. Mi hai già fregato una volta, non mi freghi più” ma, dopo queste parole, inspiegabilmente vi trovate un passo più vicino al delizioso bocconcino che vi tenterà di nuovo dicendo “Stavolta sarà diverso, fidati di me” e voi ancora vi negherete e farete un altro passo verso la diabolica pietanza fino a che…Fino a che, con le mani ancora sporche e appiccicaticce e un sorriso soddisfatto dipinto sul volto, non vi allontanerete dal piatto vuoto. Passato un po’ di tempo (nel mio caso mentre sto dormendo beatamente), vi sentirete in colpa (ed io male). Cercherete di giustificarvi (io correrò in bagno imprecando contro di me e gli dèi) e troverete delle attenuanti (beh, per lo meno io troverò il sollievo) e vi direte, colmi di una nuova sicurezza: “La prossima volta andrà diversamente. Non succederà più. Mai più”. Vi autoconvincerete di ciò e cercherete, in questo modo, voltare pagina…Fino alla volta successiva.

Questa qui sopra può sembrare una sciocchezza e può non comprendere tutti, ma in un campo ci si trova tutti sulla stessa barca: le relazioni affettivo-amorose. Ovviamente, in questo campo, non posso parlare di me ma stando vicino a persone che dal punto di vista sessuale-affettivo paiono normali, ho notato come i comportamenti e le decisioni sbagliate siano sempre le stesse con pochissime, e nemmeno troppo nette, sfumature.

C’è chi non sa star da solo. Non so se la sua scelta sia conscia o meno, ma pare proprio incapace di non avere un partner. Appena viene lasciato si dispera, sembra non poter più vivere e, dopo due/tre settimane, sta già infilando la lingua in bocca ad un’altra persona. Siamo sicuri che questo non saper star da soli, questa continua ricerca di compagnia sia la cosa migliore da fare? La decisione (conscia o inconscia che sia) di non stare da soli, senza analizzare davvero i motivi per cui le precedenti storie sono andate male, è quella giusta? Non credo.

C’è chi cerca sempre lo stesso tipo di partner. Inutile nascondersi dietro ad un dito, molte persone cercano sempre lo stesso tipo di persona. Che sia il prototipo “stronzo”, che sia il prototipo “gentiluomo”, che sia il prototipo “belloccio”, che sia il prototipo “intellettualoide” non conta. Ciò che conta è il fatto che, alla fin della fiera, si rimetteranno con la stesso tipo di persona con cui era andata male la volta precedente. L’apice dell’assurdo però lo si raggiunge quando, prima dicono: “Basta, da adesso in poi ho chiuso con gli stronzi” (per esempio) e, la persona con cui si mettono dopo, cos’è? Ovviamente uno stronzo. Non lo stesso, ma pur sempre stronzo. E, se incautamente, doveste fargli notare che si sono rimessi con uno stronzo, prima vi guarderebbero con aria sbalordita, poi con candore diranno “Mannò, non è come dici tu…Questa volta sarà diverso, me lo sento!”. Certo, e io sono babbo natale. Ma dico, ci sarà un motivo per cui la volta prima (e tutte le precedenti) con un tipo del genere è andata male, no? Cazzo, svegliati e cambia target. Ma non sia mai, eh.

Ed infine, l’ultima categoria che analizzerò (ultima perché mi son rotto il cazzo di scrivere) è quella del “Vorrei ma non posso” o del “Potrei ma non voglio” a seconda delle interpretazioni. Questa è una categoria che conosco fin troppo bene, ma cercherò di essere sintetico. Le persone appartenenti a questa categoria sono dei culopesi di prima categoria. Non tentano nemmeno, rinunciano ancor prima per paura del rifiuto. È una condizione quasi patologica da cui, nonostante l’ammorbamento di coglioni fatto da amici, amiche e anche dall’animale domestico, non riescono ad uscire. Or bene, la decisione sbagliata qui sta proprio nel non tentare. Tentare non costa nulla, al massimo faranno una figura di merda da raccontare ai posteri quando saranno vecchi e colti dalla demenza senile. Solo che, essendo uno di loro, so che a parole è facile dire “Massì, chissenefrega, tentar non costa nulla” ma coi fatti…Beh, se facessero fatti non sarebbero in questa categoria, suppongo. Ed è per questa categoria che mi sento di fare un appello agli amici, alle amiche e anche alle bestiole: dato che quelli di questa categoria decidono di non fare nulla, rompetegli i coglioni fino a portarli allo sfinimento. Giusto per farvi stare zitti ci proveranno. Non demordete!

Con questo è tutto, ci si ribecca. Restate sintonizzati (Nevvero, non fatelo, non so quando tornerò a scrivere)

Cya

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