Archivi tag: Vita

Citazioni #43

Una fine non è mai facile. Me la immagino così tanto nella mia testa che non potrà mai soddisfare le mie aspettative, e finirò sempre per rimanere deluso. Non sono nemmeno sicuro del perché m’importi di come finirà tutto. Immagino che sia perché tutti crediamo che quello che facciamo sia molto importante, che le persone pendano dalle nostre labbra, che diano importanza a quello che pensiamo. La verità è che devi considerarti fortunato se anche solo di tanto in tanto fai sentire qualcuno, chiunque, un po’ meglio. In fondo è qualcosa che riguarda tutte le persone entrate nella mia vita, e mentre la mia mente ne ricordava le facce ho pensato anche alla mia famiglia, ai colleghi, agli amori perduti, a quelli che ci hanno lasciato. E come ho girato l’angolo sono venuti tutti da me, come un’onda di esperienze condivise. E anche se mi sentivo al caldo e al sicuro, sapevo che doveva finire. Non è mai un bene vivere troppo a lungo nel passato, e per quanto riguarda il futuro, grazie a Dan, non sembra più così spaventoso… può essere quello che vuoi tu.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Riflessioni, Rubriche

Riflessioni a Caso #31

Ho troppi impegni. Devo abbandonare qualcosa… Tipo il mondo. O la vita.

2 commenti

Archiviato in Riflessioni, Rubriche

Riflessioni a Caso #21

All my life, there’s been this huge unanswered question: Doctor Who?

Lascia un commento

Archiviato in Riflessioni, Rubriche

Citazioni #21

[…] Così torniamo al catastrofismo. È utile, il catastrofismo. Serve da canale di scolo dell’angoscia, ossia della paura che ci abita in silenzio, senza che sia dato di riconoscerne l’oggetto. Siamo inquieti? Temiamo d’esser travolti nel Maelstrom d’una esistenza che non dà sosta? L’alternativa è considerare che questa sia la condizione oggettiva di tutto quel che vive, oppure chiudere gli occhi e immaginare che si tratti solo d’una contingenza, d’un momento particolare che ci siamo meritati come castigo altrettanto contingente e particolare. […]

2 commenti

Archiviato in Rubriche

Questo post non parlerà di niente

Sto pomeriggio, dopo aver letto l’ennesimo articolo sul Cavaliere, preso dallo sdegno m’era venuta la mezza idea di scrivere un post sul fatto che tutti si desse troppa importanza a quest’uomo e troppo poca ai veri problemi che affliggono il Bel Paese… Poi, però, ho cambiato idea e quindi eccomi qui a scrivere quelle cose completamente prive di senso (e farò in modo che siano anche prive di spessore) giusto per strizzare l’occhio ai tempi che furono (si parla ormai di quasi un anno fa).

Su feisbug c’è stato il boom delle pagine “Spotted”. Il fenomeno, ancora una volta tutto americano, sembra voler strizzare l’occhio all’idea di base del telefilm “Gossip Girl”. Tralasciando il fatto che non sappia che cazzo sia Gossip Girl (e che non voglia saperlo), l’idea di base non era male. Ovviamente mi sono fatto delle signori risate… Poi però sono partiti i soliti insulti che sfruttano l’anonimato e, ad essere sinceri, la cosa mi ha anche stufato (per ste cose ci sono i vari XYZ di Merda che fanno molto più ridere).

I progetti a cui accennavo qualche eone fa sono tutti naufragati e le cartelle che li contenevano sono state cancellate. Ciò dimostra, una volta di più, quanto sia inadatto a scrivere qualsivoglia cosa che si suddivide in più parti o con una storia troppo strutturata. Accennando alla Fatina della possibilità di iniziare qualcosa di nuovo, mi è stato fatto notare che sprecherei soltanto il mio tempo, dato che l’abbandonerei poco dopo. Se ci aggiungiamo il fatto che tutte le idee che mi vengono siano idee di merda, il gioco è fatto. Probabilmente, alla fine, ignorerò il fatto che tutto sia tempo sprecato che avrei potuto sfruttarlo meglio mi impunterò su un progetto che verrà abbandonato in meno di due settimane.

Sempre riguardo a quanto scritto sopra, ho trovato una canzone (che posterò come bonus) che mi ha inquietato abbastanza ecchepperò mi ha fatto venir la voglia di tornare a scrivere qualcosa di diverso dai soliti post che nessuno si incula. E, proprio parlando di post che nessuno si incula, posso dire con una certa soddisfazione che le visite negli ultimi tempi siano davvero calate a picco dopo un troppo lungo periodo di celebrità. Non so a cosa sia ascrivibile (Ammit, so che apprezzerai ♥) tutto questo, anche se penso che i miei noiosissimi post politici abbiano fatto il loro dovere.

Nei giorni passati (non ricordo precisamente quando) discutevo con un’amica sul fatto che dovessi tornare ad essere il cazzaro dei tempi che furono. Questo post, evidentemente, è un tentativo mal riuscito di farlo. Credo sarà difficile tornare su quei livelli, ma mi impegnerò per inserire più post senza senso e meno post seri. In questo modo, dovrei riuscire a confondere talmente tanto i pochi lettori da portarli a colpirsi da soli. Io v’ho avvertito, eh.

Dato che il mio compleanno si appropinqua, ho deciso di farmi un regalo: un Kindle Paperwhite. L’investimento che, inizialmente, doveva pesare tutto sul mio bilancio, alla fine ha visto la partecipazione di mia madre per circa la metà del costo. Ovviamente, questo evento che ha del miracoloso, è avvenuto dopo una lunga, futile discussione sul fatto che non mi servisse davvero perché “Tanto ci sono le biblioteche, se vuoi prenderti un libro” e altre motivazioni di questo genere. Alla fine, non so bene come né perché (ma temo ci sia sotto l’inghippo), ha dato il suo benestare e pure i soldi. Tutto è bene ciò che finisce bene.

A proposito di letture: ho iniziato da poco a leggere Gea di Luca Enoch e Sandman di Neil Gaiman. Il primo fumetto non sembra male, ma dopo un solo volume preferirei non espormi con un giudizio troppo netto. Sandman invece, l’ho trovato in lingua originale, e dopo un primo tentativo di lettura abbandonato per non so quale motivo e che ho deciso di riprendere e portare avanti (seguendo i miei ritmi). Appena finirò uno dei due, inizierò pure The Walking Dead di cui ho abbandonato la serie televisiva perché non riesco a seguirne, dato che mi annoio facilmente.

Sempre parlando di fumetti, voglio sottolineare come la Panini Comics mi voglia male. O, meglio ancora, come la Marvel mi voglia male. Infatti, da aprile, arriveranno in Italia le testate del “Now!” (Un reboot che non è un reboot) e questo mi porterà a dover prendere un fottiliardo di serie con immensa disperazione delle mie risorse monetarie, del mio bilancio e anche di mia madre che non vede di buon occhio questa mia tendenza a dilapidare i miei danari in sifatta maniera. Giusto perché sono convinto non ve ne freghi un cazzo, vi faccio una rapida lista delle testate che prenderò: All-New X-Men, Avengers, Capitan America, Fantastic Four, Guardians of the Galaxy, Indistructible Hulk, Ironman, Superior Spiderman, Thor: God of Thunder, Uncanny Avengers, Uncanny X-Men, Wolverine e gli X-Men.

Chiudiamo il capitolo letture per passare al capitolo “vita sociale”. Ebbene sì, mio malgrado, alla fine ho trovato modo di non passare i miei sabato sera in casa. Dopo un’uscita di cui non ho parlato perché non ritenevo importante, sempre con le stesse persone, mi sono rivisto sabato sera e la cosa, quasi sicuramente, avrà un seguito anche nelle prossime settimane.

Ma non questa perché, sabato, sarò ad un concerto con la Fatina. Il gruppo che suonerà, è abbastanza conosciuto. Si tratta dei Living Colour che sono in tour per il venticinquesimo anniversario del loro primo album: Vivid. Qualcosina l’ho già postata qui e, secondo me, vale la pena di dare un ascolto ai loro lavori. Non ve ne pentirete.

Altro concerto a cui potrei andare è quello dei Pain of Salvation che saranno a Milano questa primavera per il loro tour, ma su questo attendo conferme e l’occasione propizia per andare a prendere i biglieti.

Direi di aver scritto abbastanza…E invece no, perché questo mese, dopo un lungo, lunghissimo periodo di astinenza riprende Doctor Who. Finalmente, vedremo come si svilupperà la settima stagione con la nuova (bellissima) compagna e senza quella gran figliola di Karen Gillan.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

12 commenti

Archiviato in Varie ed Eventuali

2013

Il 2013 è appena iniziato e già, praticamente chiunque, ha parlato delle cose principali che avverranno quest’anno oppure ha fatto dei buoni propositi (cari amici che seguo sappiate che di questi post ne ho letti solo due e nemmeno in modo troppo convinto). Quest’anno, contrariamente alla tradizione, non parlerò né di cosa è stato fatto tra la fine dell’anno appena passato e l’inizio dell’anno appena iniziato, né snocciolerò i buoni propositi che non verranno mantenuti (anche perché, fortunatamente, non ce ne sono).

Quindi, per prima cosa, colgo l’occasione per ringraziare il Cacciatore di Tonni e la famiglia per averci fatto passare una piacevole serata dove buon umore e buona cucina l’hanno fatta da padrone.

E, come dicevo sin da tempi non sospetti, per questo 2013 l’unico vero obiettivo è quello di sopravvivere (questo spiega anche la scelta della canzone in Intermezzo Musicale #8). Tendenzialmente, è alla mia portata e non dovrei nemmeno impegnarmi troppo. Limitarmi ad usare il buon senso dovrebbe mettermi al sicuro dai principali pericoli e per tutto il resto c’è il karma positivo che ho cercato di accumulare durante il 2012, con scarsi risultati.

Chi ha ricevuto il mio messaggio di auguri, ieri sera, si è sicuramente accorto che il mio augurio è stato quello di avere un “discreto 2013”. Il motivo credo sia abbastanza evidente: difficilmente sarà un anno ottimo o di merda. Più realisticamente si arrancherà tra momenti positivi e momenti negativi. Alla luce di ciò, mi pare inutile perdere tempo a scrivere le solite minchiate in cui nessuno più spera o crede.

Una cosa però legata al passare del tempo sono i cambiamenti. A volte possono essere piccole cose, di minima importanza. Altre volte sono svolte radicali (registrabili comunque su un asse temporale molto più lungo rispetto ai primi). Ed è proprio di questo che ci siamo resi conto ieri sia io, sia la Fatina.

Basti pensare che fino a cinque/sei anni fa, il sottoscritto era un merdallaro duro e puro. Qualunque cosa non fosse metla era roba di merda, indegna di essere ascoltata. Ad oggi, invece, la mia cultura musicale (grazie anche ad influenze esterne) si è allargata ed espansa sino ad abbracciare svariati generi musicali che, chi più, chi meno, ascolto con piacere. Mi rendo conto di come questo esempio sia soltanto una banalità, eppure credo che questo ragionamento sia applicabile  a svariati campi.

Campi, quali la religione o la convivenza con gli altri, che col passare del tempo hanno visto le dinamiche entro cui mi muovevo mutare. In campo religioso, infatti, da un intransigente ateismo sono passato ad uno scettico agnosticismo. Ho imparato a rispettare le idee altrui (a meno che non siano stupidi fascisti o grillini) perché non tutti possono pensarla come me e, soprattutto, non sempre ho ragione. Ho imparato ad ammettere i miei errori (per quanto poco mi piaccia farlo) e a riconoscere quanto di giusto sia detto anche da persone che mi stanno sui coglioni. Ho anche capito che per quanto possa saperne su un dato argomento, qualcuno ne saprà sempre qualcosina in più grazie alle proprie esperienze. Ciò non toglie che sia rimasto supponente e convinto di sapere tutto io, almeno in apparenza.

Insomma, per poter giudicare questo 2013, sarà necessario arrivare alla fine dell’anno (e centrare il mio obiettivo stagionale) per fare un confronto tra quello che ero prima e ciò che sarò diventato quel giorno. Per il momento il bilancio è in positivo, spero solo non sia una bolla momentanea.

Abbiate un discreto 2013.

Questo è quanto.

Cya.

Bonus:

Siccome sta canzone mi rimbalza in testa ossessivamente, beccatevela come bonus:

2 commenti

Archiviato in Riflessioni